{"id":34621,"date":"2017-09-21T11:00:59","date_gmt":"2017-09-21T09:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34621"},"modified":"2017-09-21T11:00:59","modified_gmt":"2017-09-21T09:00:59","slug":"a-scuola-gli-smartphone-non-servono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34621","title":{"rendered":"A scuola gli smartphone non servono"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Angelo Cannat\u00e0)<\/strong><\/p>\n<p>Primi giorni di scuola al liceo. Osservo e prendo qualche appunto. Innanzitutto le aule. Piccole, brutte, sovraffollate. Gli edifici pericolanti e gli ambienti angusti in cui si fa lezione sono, nonostante slide e proclami governativi, terribilmente identici al passato. Le carenze strutturali rendono difficili le innovazioni: copiamo \u201cmodelli didattici\u201d dai Paesi anglosassoni (prevedono aule-laboratorio, spazi multimediali, biblioteche in classe) ma non abbiamo strutture adeguate. Mancano aule, laboratori, professori; e i presidi devono dirigere pi\u00f9 scuole, spesso molto distanti tra loro. Si fanno corsi sulla sicurezza invece di mettere in sicurezza gli edifici; si nominano supplenti per simpatia (e amicizia) invece di seguire una graduatoria; si pongono barriere (24 crediti) per l\u2019accesso ai concorsi invece di aprirli a tutti i laureati.<\/p>\n<p>Adesso si discute \u2013 come fosse un\u2019urgenza \u2013 degli smartphone: \u201cNon si pu\u00f2 separare il mondo dei ragazzi \u2013 dice la ministra dell\u2019Istruzione Valeria Fedeli \u2013da quello della scuola\u201d. Gli smartphone possono anche essere utili, certo; il problema \u00e8 capire quanto peso debbano avere in classe, se possano invadere (fino a devastarli) i tradizionali spazi d\u2019insegnamento e se compito del docente sia educare al loro corretto uso, o altro. Io credo che l\u2019insegnante abbia altre priorit\u00e0: leggere i classici ad alta voce in classe; spiegarli; richiamare il contesto; la critica; dare agli studenti spunti ermeneutici per una loro, personale, lettura del testo.<\/p>\n<p>Leggere l\u2019Elogio della follia, il Simposio, Al di l\u00e0 del bene e del male\u2026 sentire Erasmo, Platone, Nietzsche dalla voce dell\u2019insegnante \u00e8 un\u2019esperienza unica che solo la scuola pu\u00f2 dare. \u201cC\u2019era una volta un Paese dove l\u2019insegnante faceva lezione. Latino, greco, filosofia\u2026si studiavano con passione. Era la buona scuola del passato. Formava persone. I migliori medici, ingegneri, giuristi, che occupano posizioni di rilievo nell\u2019Italia di oggi, hanno studiato nella vecchia scuola di una volta; sono affermati professionisti ma ricordano il liceo: la severit\u00e0 e la comprensione; il silenzio, quando a parlare erano i classici, mediati dalla voce dell\u2019insegnante. Ricordo il timbro, l\u2019intercalare, le pause, puntuali, precise del mio professore d\u2019italiano. Una presenza che ha avuto un ruolo nella mia vita\u201d. Mi scuso per l\u2019autocitazione, ma quando leggo della necessit\u00e0 dello smartphone in classe sento che si esagera.<\/p>\n<p>E\u2019 vero il contrario, cara ministra Fedeli, proprio perch\u00e9 smartphone telefonini eccetera sono la quotidianit\u00e0 dei ragazzi, la scuola deve offrire altro: strumenti critici, motivazione, passione per i libri, veicolati dalla parola dell\u2019insegnante, da quella corrente emotiva che Gentile riteneva essenziale nel rapporto docente-discente. La scuola gentiliana \u00e8 criticabile, certo, per il carattere elitario; ma il filosofo coglie il punto quando osserva che il docente \u201crivive e trasfigura nel vivo fuoco dell\u2019atto di insegnare i contenuti delle discipline\u201d (altro che smartphone!).<\/p>\n<p>Ci pensi, ministra, prima d\u2019introdurre una novit\u00e0 che cambia il senso della lectio in classe. Non ho nulla contro la tecnologia. Oggi, per\u00f2, si tratta di capire se la scuola debba educare alla riflessione, alla profondit\u00e0, o veicolare l\u2019accettazione superficiale e supina dell\u2019esistente abbellita dalle immagini a colori di uno smartphone.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/a-scuola-lo-smartphone-non-serve\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/a-scuola-lo-smartphone-non-serve\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Angelo Cannat\u00e0) Primi giorni di scuola al liceo. 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