{"id":34669,"date":"2017-09-25T11:00:58","date_gmt":"2017-09-25T09:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34669"},"modified":"2017-09-25T15:28:58","modified_gmt":"2017-09-25T13:28:58","slug":"la-sinistra-e-listruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34669","title":{"rendered":"La sinistra e l&#8217;istruzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GOOFYNOMICS<\/strong><\/p>\n<p>(&#8230;<em>fra poche ore ho un concerto a Frascati. Poi proseguo per Pescara, dove, luned\u00ec mattina, inizio un breve corso di quattro ore per quattro giorni sull&#8217;analisi delle serie storiche. Penso di partire dalle nozioni elementari sui processi stocastici, e di arrivare, se il Signore mi assiste, allo studio dei filtri lineari nel dominio delle frequenze. Mi sono chiesto se fosse il caso di preparare slides. Mi sono risposto di no. <\/em><\/p>\n<p><em>Nel mondo, chi sa fa e chi non sa insegna. All&#8217;universit\u00e0, chi sa insegna e chi non sa fa slides. Il flusso ottimale dell&#8217;erogazione didattica \u00e8 quello del gessetto sulla lavagna. Il pennarello gi\u00e0 non va bene, \u00e8 troppo veloce, e troppo colorato. I poveri dottorandi si annoieranno? Fatti loro! Sono il penultimo anello della catena alimentare accademica, e anche se io non sono certo il primo, a loro toccher\u00e0 subire. Sono proprio curioso di vedere come la prenderanno. Lego questa mia decisione a due fatti recenti.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ieri sera Roberta a cena ricordava l&#8217;idea bislacca di <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/09\/06\/scuola-addio-compiti-a-casa-la-sperimentazione-delle-scuole-biellesi-si-estende-a-tutta-italia\/3841214\/\">diseducare i ragazzi allo studio individuale<\/a>, commentando che la mossa era politicamente azzardata, perch\u00e9 rendeva evidente la volont\u00e0 dei nostri governi, da quello dove si distinse Luigi Berlinguer in gi\u00f9, di distruggere il nostro sistema di istruzione. I nostri politici si lamentano, con lacrime di coccodrillo, del fatto che i nostri giovani migliori sono costretti ad andare all&#8217;estero, ecc. A parte che chi li costringe sono loro, i politici, con le loro scelte dissennate &#8211; questo blog nacque per denunciarle &#8211; il punto \u00e8 che fra un po&#8217; giovani migliori non ce ne saranno pi\u00f9: un anno di istruzione superiore in meno, niente compiti a casa, presidi sceriffo e precariato diffuso, programmi infestati dalla propaganda (Giulia inizia studiando l&#8217;identit\u00e0 europea!) e scritti dai pedagoghi diversamente ligi al fisco dell&#8217;OCSE (vi pare normale che al linguistico &#8211; o anche a ragioneria &#8211; si studi analisi matematica? <\/em><\/p>\n<p><em>Quella \u00e8 roba da scientifico, cari&#8230;). Questa \u00e8 una aggressione coordinata e continuativa a un modello che funzionava, perch\u00e9 insegnava a pensare, e perch\u00e9 portava i nostri studiosi in posizioni di eccellenza non solo scientifica ma anche accademica in tutto il mondo. Perch\u00e9 la sinistra vuole distruggere la nostra cultura? Parte della risposta temo sia nel post precedente: per gli stessi motivi per i quali \u00e8 passata da una giusta, vibrante difesa dell&#8217;indipendenza nazionale, a una squallida, gesuitica subalternit\u00e0 a potenze straniere. <\/em><\/p>\n<p><em>Essere indipendenti significa in primo luogo pensare con la propria testa: e per poterlo fare, occorre essere avviati all&#8217;uso di quello strumento critico che il capitalismo massimamente teme: il libro senza figure. Se solo oggi un pedagogo capisce cosa io abbia inteso, sottolineandovi per anni l&#8217;importanza di questo strumento, devo pensare che la maggior parte di voi non lo abbia ancora capito e non lo capir\u00e0 mai&#8230;<\/em>)<\/p>\n<p>Stefano Longagnani ha lasciato un nuovo commento sul tuo post &#8220;La retorica dell&#8217;eccellenza&#8221;:<\/p>\n<p>Prendo spunto dal post su Facebook, dove a proposito di questo post Alberto scrive \u00aboggi niente grafici\u00bb, per condividere con voi una (tarda e triste) illuminazione.<\/p>\n<p>Oggi su Amazon ho letto un commento di uno studente universitario, tale Rob, che recensiva un testo di storia che ha acquistato, indicatogli come testo di studio dal proprio professore.<\/p>\n<p>E leggendo ho capito. Ho finalmente capito l&#8217;insistenza di Alberto sui &#8221; libri senza figure&#8221;.<\/p>\n<p>Lo studente nella sua recensione ha assegnato un giudizio pessimo al testo d&#8217;esame soprattutto perch\u00e9 \u00abE&#8217; quasi assente un qualsiasi tipo di aiuto mnemonico(riassunti, schemi, linee del tempo, esercizi)e le cartine sono poche e in toni di grigio (!)\u00bb (il punto esclamativo tra parentesi e la mancanza di spazi sono nell&#8217;originale). E ha ribadito che tale libro \u00abcome manuale \u00e8 decisamente sconsigliabile (opinione condivisa da tutti gli studenti universitari con cui mi \u00e8 capitato di parlarne)\u00bb, ma che \u00abil libro non \u00e8 pensato come manuale, ma per come testo per lettori interessati alla materia\u00bb (errori gi\u00e0 presenti nella recensione originale).<\/p>\n<p>Capite?!<\/p>\n<p>Non si tratta di un testo idoneo allo studio, dato che \u00e8 scritto per lettori &#8220;interessati&#8221;!<\/p>\n<p>Questi poveri ragazzi sono talmente abituati ai libri scolastici odierni, pieni zeppi di premasticati &#8220;aiuti mnemonici&#8221;, che si abituano alla presenza di tali &#8220;aiuti&#8221;. E senza tali &#8220;aiuti&#8221; fanno fatica ad approcciare un libro &#8220;senza figure&#8221;. Arrivano a considerare tali aggiunte un supporto INDISPENSABILE al &#8220;proprio&#8221; pensiero, non accorgendosi che di &#8220;proprio&#8221; nella loro testa rischia di non esserci pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>Non si rendono conto di aver studiato per anni su riassunti, schemi, mappe, ecc. elaborati da altre teste, non dalla propria.<\/p>\n<p>Infatti i riassunti, gli schemi, le mappe concettuali gi\u00e0 a disposizione, oltre ad effettuare una selezione del materiale secondo i criteri di chi li crea, inibiscono la capacit\u00e0 di ragionare con la propria testa, proprio perch\u00e9 esternalizzano il pensiero, e quindi dispensano dallo scegliere ci\u00f2 che \u00e8 importante ricordare e collegare.<\/p>\n<p>Senza individuare autonomamente i concetti chiave, senza evidenziare da s\u00e9 le relazioni che li legano e quindi senza produrre in proprio i supporti alla memorizzazione (ed alla comprensione), il pensiero critico semplicemente non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Pev non pavlave delle cavtine in scala di gvigi&#8230;! Che ovvove!<\/p>\n<p>Postato da Stefano Longagnani in Goofynomics alle 17 settembre 2017 10:19<\/p>\n<p>(&#8230;<em>bravo, Stefano, bravo: meglio tardi che mai<\/em>&#8230;)<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2017\/09\/la-sinistra-e-listruzione.html\">http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2017\/09\/la-sinistra-e-listruzione.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GOOFYNOMICS (&#8230;fra poche ore ho un concerto a Frascati. Poi proseguo per Pescara, dove, luned\u00ec mattina, inizio un breve corso di quattro ore per quattro giorni sull&#8217;analisi delle serie storiche. Penso di partire dalle nozioni elementari sui processi stocastici, e di arrivare, se il Signore mi assiste, allo studio dei filtri lineari nel dominio delle frequenze. Mi sono chiesto se fosse il caso di preparare slides. Mi sono risposto di no. 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