{"id":3474,"date":"2011-05-14T21:49:04","date_gmt":"2011-05-14T21:49:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3474"},"modified":"2011-05-14T21:49:04","modified_gmt":"2011-05-14T21:49:04","slug":"metternich-e-vivo-e-lotta-contro-di-noi2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3474","title":{"rendered":"Metternich \u00e8 vivo e lotta contro di noi\/2"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: 14px\">Nell&#39;ambito di questa serie, che si propone di fornire un&#39;interpretazione realistica del progetto europeo, inserisco un intelligente intervento del giornalista Marco D&#39;Eramo. Evidentemente, la sensibilit&agrave; critica su questo tema sta penetrando in ambienti considerati fino a ieri impermeabili&#8230;<br \/>\n\t<\/span><\/em><\/p>\n<h2>Europa, crisi del debito o crisi della democrazia?<\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 16px\"><em>da il manifesto, 13 maggio 2011<\/em><\/p>\n<p>\tL&agrave; dove 70 anni fa la possente Wehrmacht aveva fallito &egrave; riuscita oggi la discreta Bundesbank. Un tempo i principati si conquistavano con le armate, oggi bastano gli ultimatum dei creditori. I banchieri tedeschi impongono la loro dura legge con la stessa prussiana sicumera degli Junker guglielmini, i von Moltke e gli Hindenburg. Gli invisibili gnomi di Francoforte hanno piegato nazioni dove le divisioni tedesche non erano mai arrivate, come Irlanda e Portogallo. In altre, come la Grecia, hanno risvegliato duri ricordi.<\/p>\n<p>\tCome chiamare altrimenti quel che sta avvenendo nel nostro continente? Siamo talmente presi a seguire le cabrate dell&#39;imperialismo Nato, i tonneau dei Mirages di Nicolas Sarkozy, le picchiate dei Tornado di David Cameron, da perdere di vista il pugno d&#39;acciaio con cui la Germania unificata di Angela Merkel impone le sue regole draconiane. Una volta, per abolire la costituzione di un paese e privarlo della sua sovranit&agrave; bisognava invaderlo, occuparlo militarmente. Oggi Grecia, Irlanda e Portogallo sono state assoggettate dalle cambiali. <\/p>\n<p>\tPerch&eacute; assoggettate? Perch&eacute; qualunque governo gli elettori abbiano scelto, qualunque politica abbiano votato, devono comunque sottostare alle condizioni della Banca centrale europea, devono decurtarsi gli stipendi, dimezzare le pensioni, privarsi della sanit&agrave; pubblica, chiudere scuole, biblioteche, ospedali. Come riferiva il <em>Wall street Journal<\/em> di ieri, gli stipendi della funzione pubblica in Grecia sono stati tagliati fino al 25%. E cosa possono fare i greci oltre che protestare invano? Qui sta la grande differenza con l&#39;invasione armata: che questa volta i paesi occupati hanno abdicato alla propria sovranit&agrave; senza fiatare. E contro chi vuoi resistere? Contro uno sportello di banca? In quale <em>maquis <\/em>ti puoi arruolare? Tra gli indomiti debitori morosi?<\/p>\n<p>\tPerch&eacute; il problema &egrave; questo: i banchieri che t&#39;impongono l&#39;austerit&agrave; non sono stati eletti da nessuno, nessuno li pu&ograve; mandare a casa. Cosa pu&ograve; fare contro Jean-Claude Trichet (e domani contro Mario Draghi) un greco o un portoghese o un irlandese? Non c&#39;&egrave; nessun governo eletto da far cadere. Altro che Europa del capitale! Stiamo assistendo a una dittatura informale del capitalismo (un po&#39; come &quot;informale&quot; era detto l&#39;imperialismo Usa). In Europa la sovranit&agrave; popolare non ha mai avuto grandi quotazioni, ma adesso &egrave; stata proprio degradata a &laquo;titolo spazzatura&raquo;.<\/p>\n<p>\tOgni volta che ci parlano del &laquo;popolo sovrano&raquo; ci sentiamo presi in giro. Mai come oggi si pone un problema di democrazia. Ci vorrebbe una &laquo;primavera europea&raquo;, altro che &laquo;primavere arabe&raquo;.<br \/>\n\tI finanzieri non devono rispondere a nessuno, neanche ai loro azionisti: tanto, se mandano in rovina le proprie banche, ci pensano i provvidi governi a salvarle. Infatti due anni fa le banche erano messe assai peggio di Grecia o Portogallo, ma questi templi della &laquo;razionalit&agrave; del mercato&raquo; furono considerati <em>too big to fail<\/em>, troppo grandi per lasciarli fallire, e cos&igrave; gli Stati uniti cacciarono pi&ugrave; di 3.000 miliardi di dollari per &laquo;confortarli&raquo; (relief). E la Germania fu altrettanto prodiga verso i propri istituti di credito, anche se con pi&ugrave; discrezione. <\/p>\n<p>\tTutte queste banche sono state salvate con i nostri soldi. Invece Portogallo e Grecia sono evidentemente too small to save. Ma non sarebbe il caso ora di salvare noi con i soldi delle banche?<br \/>\n\tCerto, il problema non si limita all&#39;Europa dell&#39;euro. Disoccupati, pensionati e pubblici dipendenti inglesi stanno pagando con lacrime e sangue le sovvenzioni elargite alla Royal Bank of Scotland e ai Lloyds (una ragione non secondaria del trionfo degli indipendentisti scozzesi alle ultime, recenti elezioni).<\/p>\n<p>\tE poi c&#39;&egrave; un versante che nemmeno la potente Germania controlla. Un tempo c&#39;era sempre un esercito (o una flotta) pi&ugrave; potente del tuo, come tante volte ha sperimentato la Germania. Oggi c&#39;&egrave; sempre un capitalismo pi&ugrave; forte del tuo. &Egrave; quello delle agenzie di rating, Moody&#39;s e Standard &amp; Poor&#39;s. Le agenzie di rating assegnano voti ai debitori: peggiore il voto, pi&ugrave; alto &egrave; considerato il rischio, quindi pi&ugrave; alta deve essere la remunerazione di chi presta e quindi pi&ugrave; salati gli interessi pagati sul proprio debito.<\/p>\n<p>\tIl problema &egrave; che queste agenzie di rating sono imprese private, possiedute da privati, spesso proprietari di Hedge Funds: il 19,1% delle azioni di Moody&#39;s appartiene all&#39;&laquo;oracolo di Omaha&raquo;, Warren Buffett, il secondo uomo pi&ugrave; ricco d&#39;America, che specula sui debiti cui la sua Moody&#39;s assegna i voti (ratings). Anche qui, un 81enne miliardario del Nebraska determina se tua nonna perder&agrave; la pensione a Portogruaro o Ariano Irpino. Di nuovo un problema di democrazia.<\/p>\n<p>\tMa vi &egrave; anche un problema di sinistra europea. Ancor pi&ugrave; della tracotanza teutonica, colpisce l&#39;indifferenza con cui le varie sinistre europee hanno accolto questo esercizio di dispotismo finanziario. Come se la faccenda non riguardasse noi italiani (o i francesi che se la stanno facendo sotto all&#39;idea di perdere la tripla AAA di rating). Non vorremmo essere costretti tutti a parafrasare la famosa sentenza del pastore Martin Niem&ouml;ller: &laquo;Prima se la presero con i greci, ma io non protestai perch&eacute; non ero greco. Poi se la presero con gli irlandesi. Ma non protestai perch&eacute; non ero irlandese. Poi se la presero con i portoghesi, ma non protestai perch&eacute; non ero portoghese&#8230;.. Quando poi se la sono presa con me, non c&#39;era rimasto nessuno a difendermi&raquo;.<\/p>\n<p>\t<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#39;ambito di questa serie, che si propone di fornire un&#39;interpretazione realistica del progetto europeo, inserisco un intelligente intervento del giornalista Marco D&#39;Eramo. Evidentemente, la sensibilit&agrave; critica su questo tema sta penetrando in ambienti considerati fino a ieri impermeabili&#8230; Europa, crisi del debito o crisi della democrazia? da il manifesto, 13 maggio 2011 L&agrave; dove 70 anni fa la possente Wehrmacht aveva fallito &egrave; riuscita oggi la discreta Bundesbank. 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