{"id":34769,"date":"2017-09-27T09:00:57","date_gmt":"2017-09-27T07:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34769"},"modified":"2017-09-26T19:05:52","modified_gmt":"2017-09-26T17:05:52","slug":"elezioni-tedesche-un-risultato-scontato-dalle-conseguenze-scontate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34769","title":{"rendered":"Elezioni tedesche: un risultato scontato dalle conseguenze scontate"},"content":{"rendered":"<p><strong>di \u00a0MICRO MEGA (Alessandro Somma)<\/strong><em><br \/>\n<\/em><br \/>\nIl partito della Cancelliera vince ma viene ridimensionato (33%), i Socialdemocratici crollano (20,5%), mentre la destra xenofoba diventa il terzo partito (12,6%): \u00e8 questo l\u2019esito delle elezioni tedesche, che probabilmente porteranno al governo una coalizione di Cristianodemocratici, Liberali (10,7%) e Verdi (8,9%). Per i primi commentatori si tratta di un risultato inatteso, addirittura di una cesura storica, preludio di un periodo di incertezze e instabilit\u00e0. Con il rischio concreto di scenari inediti e potenzialmente drammatici per la Germania e l\u2019Europa, che perde la sua ancora di salvezza, cos\u00ec come per la il Socialismo europeo, a questo punto avviato verso l\u2019estinzione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i principali commenti. Ma a bene vedere quanto \u00e8 successo era ampiamente prevedibile, e non porter\u00e0 nessuna particolare novit\u00e0 negli scenari politici n\u00e9 a Berlino, n\u00e9 a Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 un risultato imprevedibile<br \/>\n<\/strong><br \/>\nErano innanzi tutto prevedibili i risultati elettorali delle forze politiche in campo, a partire da quelli di Alternativa per la Germania (AfD): la formazione nata nel 2013 su posizioni euroscettiche, poi cresciuta durante la crisi dei migranti sulla scia di parole d\u2019ordine xenofobe. Ebbene, AfD ha ottenuto risultati tra il 10 e il 25% in tutte le elezioni regionali in cui si \u00e8 presentata tra il 2014 e fino al 2016 (Amburgo, Baden-W\u00fcrttemberg, Berlino, Brandenburgo, Brema, Meclemburgo-Pomerania anteriore, Renania-Palatinato, Sassonia-Anhalt e Turingia). \u00c8 vero che nel 2017 le cose sono andate meno bene (Nordreno-Vestfalia, Schleswig Holstein e Saarland), ma \u00e8 altrettanto vero che tutte le previsioni per le elezioni federali indicavano da tempo una netta e sostanziosa ripresa.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 parlare di sorpresa neppure per la sconfitta dei Socialdemocratici. Ebbero risultati brillanti all\u2019epoca dei cancellierati di Gerhard Schr\u00f6der (1998-2005), ma poi le cose cambiarono radicalmente proprio a causa della politica intrapresa da quest\u2019ultimo. Riform\u00f2 il mercato del lavoro e il sistema della sicurezza sociale, facendo esplodere il numero dei lavoratori poveri, e riducendo i sussidi ai disoccupati cos\u00ec come l\u2019assistenza agli indigenti. Una volta fatto il lavoro sporco per la destra neoliberale, per\u00f2, i Socialdemocratici sono crollati: dalle vette del 1998 (40,9%), sono passati al 23% del 2009, al 25,7% del 2013 e infine al risultato di adesso: il peggiore del dopoguerra.<\/p>\n<p>Una parabola prevedibile, dunque, che solo per un momento alcuni avevano pensato si potesse contrastare. Quando si lanci\u00f2 la candidatura di Martin Schulz ci fu un iniziale di entusiasmo, probabilmente determinato dal fatto che negli ultimi venti e passa anni era impegnato al Parlamento europeo, e dunque poteva sembrare un uomo nuovo. Poi per\u00f2 i tedeschi hanno avuto modo di conoscere il personaggio, tra i principali protagonisti delle politiche europee degli ultimi anni, che hanno sicuramente arricchito la Germania a danno degli altri Paesi europei, ma non anche i tedeschi, Tanto che la loro crescente povert\u00e0 viene stigmatizzata dalle Nazioni Unite e persino dal Fondo monetario internazionale.<\/p>\n<p>Se cos\u00ec stanno le cose, fanno bene i commentatori a rimarcare che il successo della destra xenofoba \u00e8 dovuto alla crisi dei migranti, ma sbagliano se puntano a farci credere che gli elettori di AfD sono razzisti e neonazisti: esattamente come erano ignoranti e stupidi gli elettori inglesi favorevoli alla Brexit. Il problema, della Germania come degli altri Paesi europei, \u00e8 la giustizia sociale, l\u2019insufficiente redistribuzione della ricchezza, e non la xenofobia: i migranti sono percepiti come una minaccia perch\u00e9 le aperture di Merkel puntano a incrementare l\u2019esercito di chi si offre sul mercato del lavoro e non sono un esercizio di umanit\u00e0. Nella situazione in cui si trova la Germania, come gli altri Paesi europei, sono una fonte di guerra tra poveri.<\/p>\n<p><strong>Non ci saranno scenari nuovi<br \/>\n<\/strong><br \/>\nSi dice che a questo punto Merkel cambier\u00e0 idea sulla politica dell\u2019accoglienza, e del resto la Cancelliera si \u00e8 espressa chiaramente in questo senso: tra le prime dichiarazioni campeggia quella per cui avvier\u00e0 politiche di rigoroso controllo dell\u2019immigrazione. Pensa cos\u00ec di recuperare gli elettori di AfD, del resto probabilmente destinata a un ridimensionamento a causa delle lotte intestine che da tempo agitano la formazione della destra xenofoba.<\/p>\n<p>Eppure il vento \u00e8 gi\u00e0 cambiato, e da tempo. La Grande coalizione ha gi\u00e0 riformato il diritto di asilo per limitare il novero dei Paesi da cui pu\u00f2 provenire chi aspira a ottenere lo status di rifugiato, ammettendo di fatto espulsioni automatiche e di massa. Il tutto violando il diritto internazionale, per il quale il rifugiato \u00e8 tale in virt\u00f9 della sua storia personale: non si possono far valere generalizzazioni destinate a impedire valutazioni caso per caso.<\/p>\n<p>Non saranno epocali neppure le novit\u00e0 nel campo della politica economica per la Germania, e soprattutto per l\u2019Europa: anche se Schulz ha dichiarato che non ci sar\u00e0 pi\u00f9 una Grande coalizione. Del resto lo ha fatto dopo la sconfitta, non certo prima delle elezioni, perch\u00e9 altrimenti avrebbe dovuto reclamare una discontinuit\u00e0 rispetto a quanto fatto assieme ai Cristianodemocratici. E poi non sarebbe la prima volta che i Socialdemocratici reagiscono stizziti a una sconfitta elettorale, salvo poi rimangiarsi quanto solennemente affermato: nel 2005 Schr\u00f6der perse di misura contro Angela Merkel e il suo partito pretese ci\u00f2 nonostante di guidare la Grande coalizione. Dovette ben presto accettare ci\u00f2 che richiedeva la consuetudine istituzionale, e offrire nel contempo un brutto spettacolo ai tedeschi: Schr\u00f6der lasciava la politica ma accettava nel contempo un posto nel consiglio di amministrazione si una societ\u00e0 controllata da Gazprom (e anche questo ha contribuito alla parabola discendente dei Socialdemocratici).<\/p>\n<p>Si dice poi che la politica tedesca sull\u2019Europa sar\u00e0 pi\u00f9 rigida e sfavorevole ai Paesi in difficolt\u00e0 con i parametri di Maastricht: se la Grande coalizione non si potr\u00e0 formare, allora non rester\u00e0 che l\u2019alleanza con i Verdi e i Liberali (detta coalizione Giamaica perch\u00e9 il colore dei Cristianodemocratici \u00e8 il nero, quello dei Liberali il giallo, e la bandiera dello Stato caraibico \u00e8 composta da due bande gialle, due triangoli neri e due verdi).<\/p>\n<p>Anche qui, risulta difficile immaginare che l\u2019austerit\u00e0 europea possa peggiorare sensibilmente, in quanto le concessioni ottenute finora, in forse per il futuro, sono solo quelle che ruotano attorno ai famosi zerovirgola. Certo, le posizioni del mitico Ministro delle finanze Wolfgang Sch\u00e4uble, la cui rigidit\u00e0 \u00e8 in linea con le posizioni dei Liberali, finiranno per non essere pi\u00f9 significativamente contrastate. Questo per\u00f2 non dipende dalla presenza dei Socialdemocratici, ma dal fatto che il mandato di Draghi sta per scadere e che l\u2019attuale governatore della Banca centrale tedesca Jens Weidmann \u00e8 il suo probabile successore.<br \/>\nQuanto ai Verdi, non sono da tempo pi\u00f9 interessati a tematiche di sinistra, mentre l\u2019ipotesi di un loro governo con i Cristianodemocratici viene da tempo discussa, incontrando non pochi sostenitori nel partito.<\/p>\n<p><strong>Fine del socialismo europeo?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<em>\u00c8 curioso leggere in alcuni commenti che la sconfitta dei Socialdemocratici avvia la fine del socialismo europeo. Questa \u00e8 gi\u00e0 cominciata da tempo: accompagna fin dagli anni Ottanta l\u2019ascesa del neoliberalismo, a cui i partiti della sinistra storica europea hanno contribuito in modo determinante in tutti i principali Paesi dell\u2019Unione.<\/em><\/p>\n<p>Eppure, alle elezioni tedesche, un\u2019alternativa ci sarebbe stata. Negli ultimi anni sembrava caduta la pregiudiziale contro la Linke, il partito della sinistra tedesca alla cui nascita avevano contribuito i reduci del partito unico della Germania dell\u2019est, contraria alle politiche di austerit\u00e0. Qualcuno si era cos\u00ec fatto illusioni su una coalizione rosso-rosso-verde, composta cio\u00e8 da Socialdemocratici, Sinistra e Verdi, che forse non avrebbe rivoluzionato gli scenari politici, ma che se non altro avrebbe alimentato la speranza di coloro i quali lottano contro l\u2019austerit\u00e0 tradizionalmente imposta all\u2019Europa dai tedeschi. Questa possibilit\u00e0 \u00e8 stata per\u00f2 soffocata sul nascere, in particolare con la recente elezione a Presidente federale del socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier: il pallido burocrate di partito cresciuto all\u2019ombra di Gerhard Schr\u00f6der, poi protagonista delle Grandi coalizioni guidate da Merkel. Insomma, poteva essere l\u2019occasione per un accordo rosso-rosso-verde, sabotato per\u00f2 dai Socialdemocratici intenzionati a non alterare gli equilibri da Grande coalizione, che evidentemente si volevano riproporre per la nuova legislatura.<\/p>\n<p>E anche i Verdi, che come abbiamo detto guardano da tempo con crescente interesse a destra, hanno contribuito al fallimento dell\u2019opzione rosso-rosso-verde. Si sono concentrati sulle possibilit\u00e0 di un\u2019alleanza con i Cristianodemocratici, tanto che nella Bassa Sassonia una loro deputata regionale ha lasciato il partito facendo cadere la coalizione con i Socialdemocratici, manifestando nel contempo le sue simpatie per il partito della Cancelliera.<\/p>\n<p>Le elezioni anticipate si terranno a met\u00e0 ottobre e potranno modificare la geografia politica del Bundesrat, ovvero della Camera del parlamento tedesco in cui sono rappresentati i L\u00e4nder. Sar\u00e0 anche questo il motivo per cui ci vorr\u00e0 del tempo per giungere alla formazione del quarto governo Merkel, qualsiasi sar\u00e0 la sua composizione. Ma non \u00e8 un problema: i tedeschi, il cui sistema elettorale \u00e8 sostanzialmente proporzionale, non sono ossessionati dalla retorica da noi in voga per cui la sera delle elezioni occorre conoscere la composizione del nuovo governo. Peccato che non sia questo a fare scuola, ma la maledetta austerit\u00e0, che tiene Merkel a galla e continua a impoverire i tedeschi e gli europei.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/elezioni-tedesche-un-risultato-scontato-dalle-conseguenze-scontate\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/elezioni-tedesche-un-risultato-scontato-dalle-conseguenze-scontate\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di \u00a0MICRO MEGA (Alessandro Somma) Il partito della Cancelliera vince ma viene ridimensionato (33%), i Socialdemocratici crollano (20,5%), mentre la destra xenofoba diventa il terzo partito (12,6%): \u00e8 questo l\u2019esito delle elezioni tedesche, che probabilmente porteranno al governo una coalizione di Cristianodemocratici, Liberali (10,7%) e Verdi (8,9%). 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