{"id":3478,"date":"2011-05-16T22:08:02","date_gmt":"2011-05-16T22:08:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3478"},"modified":"2011-05-16T22:08:02","modified_gmt":"2011-05-16T22:08:02","slug":"la-crisi-greca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3478","title":{"rendered":"La crisi greca."},"content":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea<\/p>\n<p>Si torna a parlare molto della crisi economica Greca, azzardando delle &ldquo;soluzioni&rdquo; che sono una pi&ugrave; fantasiosa dell&rsquo;altra. Default del debito sovrano, ristrutturazione del debito ( che poi &egrave; una versione solo meno traumatica del default), prestiti, cessione a enti di salvataggio di titoli spazzatura, mentre la cosa sicura sono i taglie e i sacrifici che di volta in volta vengono richiesti alla popolazione.<\/p>\n<p>Su una cosa vorrei esser chiaro, ed &egrave; per me inconcepibile che uno stato spenda, al di l&agrave; di situazioni eccezionali e contingenti, pi&ugrave; di quanto incassa. E quando dico &ldquo;spenda&rdquo; alludo a spese per il personale pubblico, e quindi ai servizi forniti come sanit&agrave;, pensioni, welfare, giustizia, ecc &hellip;&hellip;.. oltre ad eventuali opere e investimenti, e quando dico &ldquo;incassa&rdquo; parlo di tasse.<\/p>\n<p>Ma la cosa sulla quale non si fa attenzione , in genere parlando di queste cose, &egrave; che le tasse possono essere di molti tipi, dalla tassazione indiretta puramente proporzionale, a quella fortemente progressiva, diretta quindi o sull&rsquo;intera platea dei contribuenti oppure in modo progressivo , essenzialmente sui pi&ugrave; ricchi. Inoltre, ad attenuare la tassazione sulle persone, c&rsquo;&egrave; quella sulla produzione, sul commercio, ecc &hellip;.. ovvero su tutto quanto richiede un movimento di denaro.<\/p>\n<p>Pi&ugrave; vi &egrave; quindi produzione, quindi creazione di ricchezza, tanto pi&ugrave; ampia pu&ograve; essere la parte fornita da produzione e commercio, scaricando quindi parte dell&rsquo;onere dalle spalle delle persone fisiche. Inoltre, in una nazione, molto di questo bilanciamento dipende anche da quante sono le risorse del territorio. Un territorio ricco, che permetta di esportare materie prime, o comunque eviti di doversi approvvigionare all&rsquo;estero, permetter&agrave; di rivolgere pi&ugrave; verso l&rsquo;interno la creazione di ricchezza. Con un esempio banale, se c&rsquo;&egrave; un pozzo di petrolio sul territorio, per estrarlo e poterne usufruire, non sar&agrave; necessario creare ricchezza, venderla a qualcuno all&rsquo;esterno per avere i soldi per comperare il petrolio, ma la ricchezza creata potr&agrave; restare NEL territorio, e costituire ricchezza per la popolazione stessa. Quindi, un territorio ricco, permetter&agrave; una tassazione pi&ugrave; leggera, a parit&agrave; di servizi erogati.<\/p>\n<p><strong>La funzione dello stato. <\/strong><\/p>\n<p>Lo stato dovrebbe fornire quei tipi di servizi che sono riconosciuti come legati alla persona, e non&nbsp;ai redditi. Per avere una buona ed equa formazione, l&rsquo;istruzione dovrebbe essere fornita a tutti nello stesso modo, per non creare disparit&agrave; di conoscenze, e quindi di futuro trattamento che non sia legata all&rsquo;impegno, alle capacit&agrave; e alle conoscenze dei ragazzi. E questo dovrebbe voler dire &ldquo;buona scuola pubblica&rdquo; mediante la quale&nbsp; tutti i ragazzi, provenienti sia da famiglie ricche che povere, abbiano le stesse chances di riuscire nella vita, e di apportare vantaggi alla societ&agrave; nel suo insieme. Quindi un costo &ldquo;a testa&rdquo; e non legato al reddito.<\/p>\n<p>Mentre il prelievo delle risorse, va fatto in modo fortemente progressivo, per due ragioni: a) Far contribuire maggiormente ( in proporzione ) chi pi&ugrave; pu&ograve; b) Evitare la formazione di ricchezze , talmente ampie da distorcere il funzionamento dello stato stesso. Questo vuol dire che il tedesco, il quale nel territorio possiede carbone, minerale di ferro, ecc &hellip;. avr&agrave; senz&rsquo;altro pi&ugrave; risorse disponibili del greco, che invece tali risorse sul territorio non ha. Solo in funzione di una accettazione di una redistribuzione dei vantaggi derivanti , ad esempio, dal territorio, il tedesco potrebbe venir parificato al greco, prelevando risorse in Germania, e spendendole in Grecia.<\/p>\n<p><strong>Debito pubblico<\/strong>.<\/p>\n<p>Uno Stato che, al di l&agrave; di condizioni eccezionali e contingenti, rediga un bilancio in rosso,&egrave; semplicemente uno stato criminale, che per risparmiare sacrifici alla popolazione attuale e presente, ipoteca il futuro della popolazione futura. Un prestito, accettabile in seguito ad un imprevisto dispendioso, DEVE essere restituito nei termini previsti, ricavandone le risorse proprio da quella fiscalit&agrave; che lo deve mantenere. Il pagare un debito, contraendo un nuovo debito, non fa altro che spostare nel tempo i sacrifici, peggiorandone anche la consistenza.<\/p>\n<p><strong>Chi detiene i titoli del debito pubblico<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa &egrave; una delle considerazioni pi&ugrave; importanti da fare in relazione alle conseguenze che&nbsp; un debito, troppo cresciuto, pu&ograve; provocare nell&rsquo;economia globale del paese. L&rsquo;esempio pi&ugrave; significativo &egrave; di fronte a tutti con un Giappone, che ha il secondo debito come entit&agrave; ed il pi&ugrave; grande in percentuale sul PIL ovvero quasi il 200% eppure nessuno si permette di dubitare della solvibilit&agrave; dello stesso Stato, ma nemmeno influenza la valutazione dello Yen. Perch&eacute; ? Semplice, perch&eacute; i creditori di tale debito sono i giapponesi stessi. Una eventuale insolvenza dello stato diventerebbe quindi un problema interno, che vedrebbe lo stato contro il popolo oppure lo stato contro banche e istituzioni finanziarie giapponesi &hellip;&hellip;. Della serie cio&egrave; che essi , come nazione, non devono niente a nessuno , ma anzi , nei confronti di altri, sono creditori netti, possedendo ANCHE titoli di altri stati sovrani.<\/p>\n<p>Chi invece deve far finanziare il proprio debito da stati o istituzioni straniere, vien sottoposto al ricatto della cedibilit&agrave;, che &egrave; un ricatto ch incrementa eventuali difficolt&agrave; che dovessero evidenziarsi. L&rsquo;interesse richiesto su un debito, include due parametri importanti: la compensazione di una eventuale svalutazione quindi perdita del valore reale del capitale, e la compensazione del rischio default, parziale o totale. Ora &egrave; chiaro a tutti che un creditore che non sia in grado di onorare i suoi debiti alla scadenza degli stessi, e per rimborsarli debba indebitarsi ulteriormente, caricandosi dell&rsquo;onere rappresentato dagli interessi oltre a quello del capitale, &egrave; ovviamente un debitore che perde mano a mano credibilit&agrave; con l&rsquo;aumentare dell&rsquo;entit&agrave; del debito, che quindi aumenta il rischio default, e quindi la percentuale degli interessi richiesti. Ma questo fatto, questo aumento , non fa che rendere sempre pi&ugrave; difficile un ravvedimento del debitore, un suo cambio di paradigma, una difficolt&agrave; sempre maggiore a redigere bilanci in pareggio o in attivo, fino a che l&rsquo;entit&agrave; delle entrate sia talmente bassa in relazione al solo rimborso degli interessi, da rendere letteralmente e matematicamente impossibile, il rimborso, non solo del capitale , ma nemmeno degli interessi. A quel punto, se perder&agrave; la credibilit&agrave; , nessuno vorr&agrave; pi&ugrave; finanziarne il debito, considerando i titoli al pari di carta straccia, causando automaticamente il default dello stato stesso, non avendo pi&ugrave; risorse per pagare i titoli in scadenza. Tutto ci&ograve; sar&agrave; tanto pi&ugrave; veloce e traumatico , quanto pi&ugrave; alti diventeranno gli interessi da pagare, cosa che distrarr&agrave; parti sempre maggiori delle entrate statali, dal servizio verso la popolazione, al pagamento di interessi sul debito stesso.<\/p>\n<p>Ma la cosa pi&ugrave; interessante &egrave; considerare che ai debitori devono corrispondere dei creditori. E allora vediamo come funziona a grandi linee uno stato corretto, e quali le principali distorsioni, che ne deformano i comportamenti. In ambiente di denaro fiat, un certo numero di persone, fisiche o giuridiche, chiedono denaro al sistema bancario. Questo denaro serve per scambiare la ricchezza prodotta ed eventualmente consumata. Ad ogni scambio, una parte di denaro viene prelevata dallo stato, ogni scambio viene fatto da persone, le quali sono assoggettate alla tassazione progressiva. Pi&ugrave; guadagnano e maggiore sar&agrave; la percentuale ( non solo la cifra) del prelievo fiscale stesso. Con il denaro incassato , lo stato fornir&agrave; servizi, usati pi&ugrave; dalle classi meno abbienti, producendo cos&igrave; ad una redistribuzione della ricchezza. Lo stato quindi spender&agrave; quanto incassato, e quindi quel denaro torner&agrave; nel mercato, permettendo altre produzioni, altri scambi, e quindi altri prelivi. Nel mentre, la produzione e vendita dei beni, permetter&agrave; ai debitori di raccogliere denaro a sufficienza per ripagare i debiti, trasformando cos&igrave; la ricchezza monetaria in ricchezza reale.<\/p>\n<p>Questa circolazione, seppur non favorendo la formazione di grandi capitali da investire in nuove produzioni o commerci, evita la formazione di grandi patrimoni che , grazie alla loro forza , causano quasi sempre&nbsp; squilibri e danni nella societ&agrave;.<\/p>\n<p>Notare che in questo schema di circolazione monetaria, coloro che sono produttori, o fornitori, una volta incassato il denaro, diventano a loro volta acquirenti, verso altri beni favorendo cos&igrave; l&rsquo;attivit&agrave; e le prerogative del &ldquo;mercato&rdquo;. La prima distorsione si ha quando un eccesso di risparmio toglie dalla circolazione una certa quantit&agrave; di &ldquo;ricchezza di scambio&rdquo;. La chiamo cos&igrave;, perch&eacute; il denaro che la costituisce in effetti torna nelle banche, ma semplicemente esce da quell&rsquo;insieme di denaro usato per gli acquisti dei beni di largo e comune uso e consumo. Questo avviene quando un eccesso di ricchezza viene ritirato dai ceti pi&ugrave; ricchi, i quali non hanno bisogno di denaro in pi&ugrave; per soddisfare i propri desideri, e pertanto finisce in un circuito di &ldquo;investimenti&rdquo;, beni di lusso, ecc &hellip;&hellip;. Che per&ograve; non fanno parte di quel mercato che valuta la necessit&agrave; di denaro per permettere gli scambi. Il sequestro di questa ricchezza danneggia il mercato, perch&eacute;, diminuendo le disponibilit&agrave; di una parte della popolazione, crea quella crisi da sovra produzione che ferma la crescita economica.<\/p>\n<p>Un altro elemento distorsivo &egrave; un appiattimento delle aliquote fiscali. Al limite della tassazione indiretta che &egrave; puramente proporzionale, non tiene conto del fatto che analoga percentuale di prelievo non rappresenta analogo sacrificio del percettore, soprattutto quando tale prelievo va ad intaccare quel minimo vitale che consente , appunto di vivere. Prelevare il 30 % a chi ha un reddito di 1000, gli lascia 700, col quale , se deve anche pagare un affitto, non mangia per tutto il mese, mentre prelevare il 30% a chi incassa 20.000 gliene lascia 14.000 col quale vive, folleggia, spreca e risparmia pure. Molto pi&ugrave; equo sarebbe non prelevare nulla al primo e il 70% al secondo, ch egli lascerebbe comunque ancora 6000, pi&ugrave; che sufficienti a godersi la vita.<\/p>\n<p>Altro effetto distorsivo &egrave; il bilancio statale in rosso. Esso pu&ograve; realizzarsi in due tipi estremi di ambienti: il primo dove la comunit&agrave; non abbia i mezzi per sottoscrivere tale debito il secondo dove ce l&rsquo;abbia, con tutte le percentuali intermedie io per&ograve; considero gli estremi, tanto per illustrarne le caratteristiche.<\/p>\n<p>Nel primo caso, ad esempio il Giappone &egrave; l&rsquo;esempio di un paese la cui popolazione &egrave; molto laboriosa, crea ricchezza, molta di pi&ugrave; di quella che consuma. L&rsquo;eccedenza quindi la pu&ograve; solo vendere all&rsquo;estero, e questo fatto non fa che rivalutare il valore della moneta. Investire in un debito, quindi significa cedere del risparmio di un certo valore, ed incassarne alla scadenza di valore maggiore. Quindi un buon affare per i creditori. Il denaro verr&agrave; quindi prestato a basso tasso, in quanto il guadagno &egrave; gi&agrave; dato dalla rivalutazione, e potr&agrave; essere imprestato all&rsquo;estero, per permettere di pagare le esportazioni. &Egrave; un circolo virtuoso, fino a che ci sono paesi che possono e vogliono indebitarsi. Quando tale condizione venisse a mancare quel paese si troverebbe in una crisi di sovra produzione, che costringerebbe la popolazione a disinvestire per vivere, e lo stato ad aumentare la tassazione per ritirare liquidit&agrave; dal mercato e continuare a funzionare, mentre la banca centrale eleverebbe di colpo il costo del denaro stesso, sempre per lo stesso motivo.<\/p>\n<p>Il secondo caso &egrave; tipico Greco. Il paese non produce quanto consuma, anzi, come nel caso greco, poter disporre della stessa moneta di paesi molto pi&ugrave; forti ne danneggia ulteriormente i bilanci, in quanto il denaro speso dallo stato, non &egrave; stato tolto dal mercato interno, e quindi, vista la mancanza di beni, viene speso all&rsquo;estero. Allora vediamo cittadini che si indebitano per acquistare auto tedesche, riportando il denaro in quei paesi che hanno acquistato i titoli di stato. Il problema nasce quando i debiti cominciano a scadere e chiaramente le risorse per pagarli non ci sono, non ci sono proprio pi&ugrave;, bisognerebbe produrre ricchezza, venderla all&rsquo;estero, e recuperarla mediante tassazione. Manovra impensabile in un paese che non produce nemmeno quanto consuma, figuriamoci se produce ricchezza sufficiente a ripagare i debiti. Ecco quindi qual &egrave; la situazione greca, accentuata dal fatto che, grazie a Goldman Sacks, i debiti sovrani sono stati proditoriamente nascosti, togliendo quel &ldquo;campanello di allarme&rdquo; che scatta quando ci si avvicina a situazioni irrimediabili. In questo caso si &egrave; evidenziata quando era gi&agrave; irrimediabile Un debito di 325 miliardi di euro, non sarebbe una tragedia, sarebbe 1\/5 di quello italiano &hellip;&hellip;. Il problema &egrave; ch rappresenta il 145% del PIL, con una capacit&agrave; dello stato di prelevare le risorse ch distribuisce ancora in rosso dell&#39; 8%. Quindi con un debito che potrebbe solo aumentare. Per citare solo dei numeri: un paese che ha un PIL attorno ai 224 miliardi, il cui debito &egrave; di 325 miliardi ed aumenta di circa 4,8 miliardi all&rsquo;anno di soli interessi, visto che&nbsp; circa 1\/10 del debito viene rinnovato nell&rsquo;anno a tassi vicini al 15%. Ed un paese la cui popolazione &egrave; gi&agrave; tartassata, ma che ha al suo interno anche personaggi miliardari come Spiro Latsis ( 11 miliardi di dollari ) e probabilmente molti altri analoghi.<\/p>\n<p>Quanto i governi e le autorit&agrave; monetarie stanno facendo &egrave; chiaramente una manovra atta a salvare i patrimoni accumulati sino ad ora caricando l&rsquo;onere di conservargli un valore sul lavoro degli attuali lavoratori , dei loro figli , nipoti e prossime generazioni future. Il tutto facendo balenare la paura a chi possiede ricchezze minime, come un appartamento o qualche BOT, che tassare i patrimoni vorrebbe dire prima di tutto annullare anche tali ridicoli capitali. &Egrave; proprio non colpendo ora i grandi capitali, che i piccoli li perderanno, e saranno proprio loro a perderli per poter mangiare, e quando non avranno pi&ugrave; nulla saranno alla merc&egrave; dei proprietari dei grandi capitali. Come appunto la scimmietta che per non lasciare la manciata di riso, si fa catturare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Ultima dal mondo Arrestato DSK (Dominique Strauss-Kann), il presidente del FMI. Persona malata o complotto per toglierlo di mezzo ? Ricordiamo che DSK voleva cominciare a sostituire il dollaro con i DSP (Diritti speciali di prelievo), la moneta usata dall&#39;IMF. Una mossa che serviva ad abituare il mondo ad utilizzare per gli scambi internazionali un paniere di monete anzich&eacute;&#39; solo la valuta USA. L&rsquo;Irak &egrave; stato invaso dopo che Saddam Hussein annunci&ograve; di volersi far pagare il petrolio in euro anzich&eacute; in dollari La sostituzione del dollaro, in questo caso con l&#39;oro, e&#39; stata la vera ragione dell&#39;attacco alla Libia vedi Russia Today, la tv in lingua inglese del governo russo.<\/p>\n<p>In questo modo lo si toglie di mezzo dalla corsa all&#39;Eliseo che lo avrebbe sicuramente visto vincitore facendo cos&igrave; un favore a Sarkozy, filo americano che presto dovr&agrave; quindi restituire la cortesia. Per moltissimi francesi infatti, come scrive la Reuters anche se risulter&agrave; innocente non sar&agrave; pi&ugrave; un candidato da votare. Mica sono italiani. Il presidente del Fondo monetario internazionale oggi doveva incontrarsi con diversi ministri europei per salvare la Grecia ed organizzare il piano di salvataggio di Irlanda e Portogallo. Un ritardo di ci&ograve; comporter&agrave; sicuramente un rafforzamento del Dollaro sull&#39;Euro con indubbi vantaggi nel breve sia per gli USA che per la Germania. Con il rafforzamento del Dollaro le materie prime scenderanno, in primis il petrolio ma forse anche oro ed argento, abbassando cos&igrave; l&#39;inflazione, ormai a livelli di guardia in USA e UK .<\/p>\n<p>Il suo successore sar&agrave; ora o Mario Draghi (che dovr&agrave; rinunciare ad essere presidente della Banca centrale Europea) con grande sollievo per la Germania oppure il suo vice John Lipsky gi&agrave; a capo di JP Morgan e molto pi&ugrave; filo americano. E&#39; pi&ugrave; probabile che si spinga su Draghi al fine di estrometterlo dalla Corsa alla BCE.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea Si torna a parlare molto della crisi economica Greca, azzardando delle &ldquo;soluzioni&rdquo; che sono una pi&ugrave; fantasiosa dell&rsquo;altra. 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