{"id":34784,"date":"2017-09-27T11:44:33","date_gmt":"2017-09-27T09:44:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34784"},"modified":"2017-09-26T23:47:01","modified_gmt":"2017-09-26T21:47:01","slug":"viva-la-catalogna-abbasso-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34784","title":{"rendered":"Viva la Catalogna, Abbasso l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>UGO BOGHETTA e MIMMO PORCARO<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La \u201cquestione Catalogna\u201d fa emergere le contraddizioni analitiche e teoriche della variegata realt\u00e0 della sinistra italiana cosiddetta radicale e dei comunisti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ovviamente \u00e8 quasi un riflesso condizionato condannare l\u2019intervento della polizia. Scontato \u00e8 parteggiare per il popolo catalano che vuole un referendum: un referendum non si nega a nessuno. La sinistra in tutte le sue versioni \u00e8 stata sempre favorevole a tutte le lotte di liberazione nazionale, anche perch\u00e9, quelle lotte erano quasi sempre orientate alla costruzione del socialismo e vedevano il movimento operaio e contadino protagonista. Ma da tempo la lotta per il socialismo \u00e8 stata abbandonata dalla sinistra e i comunisti stessi il socialismo non lo sanno pi\u00f9 declinare. Ed \u00e8 per questo che le cose scontate finiscono qui. Tanto pi\u00f9 che siamo in una fase politica completamente nuova.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da una parte la globalizzazione liberista occidentale ha incontrato una forte resistenza. Viviamo in un mondo multipolare, anche se le conseguenze di questo fatto non si sono ancora pienamente manifestate. Dall\u2019altra c\u2019\u00e8 l\u2019Unione Europea, la crisi del super-stato federale e il passaggio ad un modello a velocit\u00e0 tedesca, col forte protagonismo di due nazioni (l\u2019altra \u00e8 la Francia), ben superiore a quello degli asfittici organismi comunitari. Questi ed altri eventi hanno riproposto, dopo la sbornia della presunta fine degli Stati che tanto ha inebriato la sinistra noglobal, la questione dello stato nazionale. Il \u201ccaso Catalogna\u201d si innesta in queste crisi e ripropone la questione della nazione e dell\u2019interesse nazionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In effetti la natura del super-stato unionista e la cessione continua di sovranit\u00e0 a Bruxelles, acuendo le tare storiche dei diversi stati nazionali, ha alimentato la tendenza all\u2019autonomia delle regioni (ed in alcuni casi la loro spinta a costituirsi in nazione): Scozia, Fiandre, Baviera, e appunto Catalogna. O l\u2019invenzione di entit\u00e0 nuove: la Padania. Ma la stessa dinamica che produce le scissioni, tende a renderle potenzialmente irrilevanti. L\u2019\u2019Europa che si va sempre pi\u00f9 ristrutturando attorno all\u2019asse tedesco fa s\u00ec che l\u2019 eventuale indipendenza politica della Catalogna (o di altri territori) potrebbe convertirsi in acuita dipendenza economica (e soprattutto in acuita dipendenza delle classi popolari) se accanto al rapporto con Madrid non si ridiscute quello con Bruxelles\/Berlino\/Parigi. Si pu\u00f2 ben presto ridiventare periferici e dipendenti se non si cambiano le politiche che, appunto, sono esattamente le medesime a Madrid come nella Bruxelles germanizzata. Questa \u00e8 una grande questione aperta: e vale anche per il secessionismo (esplicito o mascherato) della Lega Nord, che diventerebbe il sud della Germania. Ma del referendum di Maroni e Zaia parleremo in un altro articolo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dentro questo quadro, come giudicare allora l\u2019indipendentismo catalano?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il principio generale non pu\u00f2 che essere sempre quello dell\u2019autodeterminazione dei popoli: e \u201cchi\u201d sia un popolo lo decide il popolo stesso. Ma la valenza ed il giudizio politico lo decidono i contenuti interni al processo e gli effetti che vengono prodotti nel contesto della fase.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019indipendentismo e l\u2019autodeterminazione catalani hanno attraversato vari momenti, si sono nutriti di diversi obiettivi, compreso il tema (a volte preminente) della questione fiscale: diamo molto e riceviamo poco (vedi Lega). Ora, tuttavia, sembra che l\u2019irrigidimento centralistico di Madrid, sfumate le ipotesi federaliste e peggiorati gli effetti del liberismo, favoriscano una ribellione pi\u00f9 marcatamente identitaria, pi\u00f9 radicata nella storia dell\u2019indipendentismo: una rivendicazione di indipendenza in quanto tale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se si trattasse solo o soprattutto di questo, la cosa potrebbe interessarci solo relativamente. Per noi l\u2019aspetto decisivo per formulare un giudizio positivo o meno sta nel capire quanto in questo processo secessionista conti la questione di classe e popolare. Sta ne capire se nella secessione, o comunque nell\u2019autonomismo, la questione di classe, gli interessi popolari, la democrazia partecipata possono trovare pi\u00f9 spazi per esprimersi e divenire centrali. Molto spesso in questi contesti, dentro a fasi di forte movimento e di partecipazione, i temi di interesse popolare tendono ad emergere, a trovare spazio, a volte a diventare egemoni. E cos\u00ec sembra stia accadendo. Del resto, importanti spezzoni delle classi dominanti sembrano al momento contrari o agnostici\u2026loro da tempo sono sovranazionali. Lasciamo comunque aperte le possibilit\u00e0 di giudizio, ripetendo che nel caso di una rivendicazione di autonomia nazionale, sia essa fatta da una piccola o da una grande nazione, quel che per noi conta \u00e8 l\u2019analisi dei contenuti di classe e degli effetti geopolitici del movimento. Quell\u2019analisi che, per intenderci, se ci fa guardare con interesse alla Catalogna, ci fa invece opporre ai referendum leghisti, fatti per creare un nano politico orientato al liberismo ed al servilismo verso la Germania.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La cosa che in ogni caso appare chiara e lampante \u00e8 la stridente contraddizione tra le numerose voci di sinistra che si sono levate (a volte in maniera anche acritica) a favore della lotta nazionale catalana e l\u2019assoluto silenzio, quando non la contrariet\u00e0, di quelle stesse voci rispetto alla questione italiana, alla necessit\u00e0 della sua secessione dall\u2019Unione europea e dai meccanismi di dipendenza politica, culturale ed economica ad essa connaturati. Una lotta nazionale che oggi si intreccerebbe con la lotta di classe e popolare, essendo ormai il grande capitale transnazionale e antinazionale fin da Maastricht. E che si intreccerebbe con la lotta antifascista ed antiautoritaria: ci siamo gi\u00e0 dimenticati che l\u2019Unione Europea ha operato in modo golpista, in Grecia, cancellando il risultato delle elezioni politiche e del referendum, e in Italia, con l\u2019estromissione forzata di Berlusconi (che andava certo cacciato, ma in un altro modo) per imporre Monti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A questo si dovrebbe pensare. E invece niente. Viva la Catalogna, abbasso L\u2019Italia. E abbasso, ancor di pi\u00f9 l\u2019interesse nazionale, che in Italia fa addirittura fatica ad essere gestito dalla stessa destra: ne parlano, ma in fondo sono a stelle e strisce. Questo per dire quale \u00e8 la necessit\u00e0 profonda di fare i conti con la nostra situazione e la nostra controversa ed incompiuta storia. Infatti, anche solo in questo ultimo anno tanti sono stati gli eventi che pongono al centro questo tema: lo scontro con la Francia sui cantieri navali e sulla Libia (guerra compresa), il caso Regeni e, con ancor pi\u00f9 diretto legame con le questioni di classe, i \u201ccasi\u201d Telecom ed Alitalia (qui il non voler riconoscere il ruolo di imprese di interesse nazionale e quindi una forma pubblica di esse ha immediate ricadute sulla condizione dei lavoratori). Per non parlare dell\u2019interesse di classe a contrastare il nostro declino nazionale, progressivo e inevitabile nel quadro attuale, attraverso una politica di interventi pubblico, di piena occupazione e di innovazione produttiva fatta, prima che di tecnologie, di protagonismo dei lavoratori.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per altro, il mondo policentrico, i problemi degli Usa di Trump e con Trump, le divergenze con la Germania, le difficolt\u00e0 della Nato, le iniziative della Cina fanno intravedere gli spazi dove gli interessi nazionali e popolari possono incunearsi per trovare adeguato sviluppo. Spazi per praticare la propensione geo-politica alla costruzione di aree economiche cooperative che consentano di porre mano ad una politica a favore del lavoro, e cio\u00e8 alla costruzione di condizioni internazionali che consentano di cominciare ad attuare finalmente la Costituzione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma, nonostante tutto ci\u00f2, sembra che tutte le lotte nazionali vadano bene tranne quella del proprio paese. Qui si inventano mille scuse : il nazionalismo \u00e8 sempre reazionario (anche a Cuba, anche in Palestina?); il paese \u00e8 piccolo e non conterebbe (come se la Catalogna fosse chiss\u00e0 cosa), l\u2019Italia ha un passato coloniale (gi\u00e0, ma con la Libia l\u2019aveva in buona parte superato finch\u00e9, buttando a mare l\u2019interesse nazionale, non ha buttato a mare anche l\u2019indipendenza di quel paese); l\u2019Italia \u00e8 un paese imperialista (gi\u00e0, ma oggi \u00e8 un paese dipendente, e pu\u00f2 contrastare questa dipendenza solo sganciandosi dall\u2019 \u201cimperialismo unitario\u201d dell\u2019Occidente).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutte scuse per evitare di far politica davvero nel proprio paese affrontandone i problemi reali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019indipendenza s\u00ec, ma \u00e8 un\u2019indipendenza \u201cnimby\u201d,\u00a0<i>not in my backyard<\/i>, non nel mio giardino: si rischia di dover lavorare sodo, e qualcuno potrebbe calpestare i fiori!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/09\/26\/viva-la-catalogna-abbasso-litalia\/#more-559\">http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/09\/26\/viva-la-catalogna-abbasso-litalia\/#more-559<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di UGO BOGHETTA e MIMMO PORCARO La \u201cquestione Catalogna\u201d fa emergere le contraddizioni analitiche e teoriche della variegata realt\u00e0 della sinistra italiana cosiddetta radicale e dei comunisti. 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