{"id":34804,"date":"2017-09-28T11:02:57","date_gmt":"2017-09-28T09:02:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34804"},"modified":"2017-09-27T23:05:05","modified_gmt":"2017-09-27T21:05:05","slug":"linvarianza-elettorale-della-germania-e-le-riforme-della-sinistra-cosmetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34804","title":{"rendered":"L&#8217;invarianza elettorale della Germania e le &#8220;riforme&#8221; della sinistra cosmetica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LUCIANO BARRA CARACCIOLO\u00a0<\/strong><\/p>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/proxy\/nwZvCNNPNoOwMUwZgd7ZfuYhgdILGPfEmksX9BsnqqgDuCcgn0vaWJNbOG6osHsNsS9UZlTtF34sGoy1_FYwg8XU_AlkWekV6-lPGDKbAPYAIhvsAXpE6tPs=s0-d\" alt=\"http:\/\/www.amicimarcobiagi.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/elefante.jpg\" width=\"640\" height=\"352\" \/><\/div>\n<div>&#8220;The majority of voters in Western countries are here!&#8221;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>1. Non mi stancher\u00f2 mai di ripetere che tutto il\u00a0<i>battage<\/i>, sulla crisi della costruzione europea e sul risultato &#8220;sconcertante&#8221;, costruito dai media intorno alle elezioni tedesche,\u00a0<b>dipende dal<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/04\/capitalismo-fascismo-tra-la-marcia-su.html\">concetto cosmetico di &#8220;destra&#8221;<\/a>\u00a0che si \u00e8 costruito per simmetria al (neo)concetto di sinistra ridotta alla promozione dei diritti cosmetici<\/b>\u00a0(<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/04\/destra-economica-autoritarismo-dei.html\">qui, p.2, infine<\/a>): l&#8217;idea-guida \u00e8 assuefare l&#8217;opinione di massa alla prevalenza di minoranze sezionali &#8220;deboli&#8221; per rendere accettabile la prevalenza della minoranza di classe timocratica, come fatto compatibile con &#8220;l&#8217;essere di sinistra&#8221;.<\/div>\n<div>In ci\u00f2 sta il capolavoro del controllo mediatico del neo-liberismo e della idraulicizzazione della democrazia liberale, fatta passare come evoluzione naturale delle democrazie sociali in virt\u00f9 della &#8220;globalizzazione&#8221; (che \u00e8 invece un fenomeno di pervicace istituzionalizzazione intenzionale condotta dalle stesse elites e nient&#8217;affatto naturalistico).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2.\u00a0<b>Una volta capito che questa schematizzazione destra-sinistra\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/12\/luropa-dei-network-tecnocratici.html\">non \u00e8 fatta per descrivere la realt\u00e0 dell&#8217;evoluzione dell&#8217;UE ma per dissimularla<\/a><\/b>, cio\u00e8 per dissimulare i suoi fini originari, si capisce che, finora, la &#8220;costruzione&#8221; \u00e8 stata\u00a0<b>un indiscutibile successo<\/b>.<\/div>\n<div>Ma proprio per questo, cio\u00e8 per essere stata efficace ed efficiente nel rendere irrilevanti &#8220;i parlamenti&#8221; nazionali, e quindi il suffragio universale, ed\u00a0<b>assorbire la sovranit\u00e0 degli Stati in un &#8220;buco nero&#8221; da cui non dovesse pi\u00f9 riemergere<\/b>\u00a0(<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/10\/vrso-la-schiavitu-dallordoliberismo-al.html\">v. qui, le ormai celebri parole di Amato<\/a>), &#8211; proprio per costituire ci\u00f2 la forma pi\u00f9 efficace di restaurazione dell&#8217;ordine internazionale dei mercati, (cio\u00e8 istituzioni sovranazionali fondate riduzionisticamente su: a) gold standard (ovvero valuta de-nazionalizzata con banca centrale indipendente &#8220;pura&#8221;; b) free-trade; c) flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro)-,\u00a0<b>questo successo lascia inevitabilmente sul campo di battaglia una quantit\u00e0 di vittime<\/b>\u00a0che, nell&#8217;ideologia neo-liberista dei vincitori, sono assunte come &#8220;<b>costi<\/b>&#8220;.<\/div>\n<div>Ma sono classificabili come costi\u00a0<b>solo in quanto le vittime<\/b>\u00a0(<a href=\"http:\/\/nuvola.corriere.it\/2016\/06\/27\/i-perdenti-della-globalizzazione-e-lillusione-dellassistenzialismo\/\">chiamate\u00a0<i>elegantemente<\/i>\u00a0&#8220;i perdenti della globalizzazione&#8221;<\/a>)\u00a0<b>sopravvivano fisicamente<\/b>, continuando a gravare sull&#8217;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2016\/05\/draghi-e-la-trappola-per-scimmie-della.html\">efficiente allocazione delle risorse necessariamente scarse<\/a>\u00a0quali disoccupati e anziani improduttivi: nei prediletti termini malthusiani,\u00a0<b>se fossero fisicamente morte o MAI NATE, queste vittime sarebbero un\u00a0<i>asset<\/i><\/b>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2.1. E non a caso, la\u00a0<b>massa degli immigrati<\/b>\u00a0chiamati a sostituire i mai nati, i suicidati e i pensionati (di cui accorciare opportunamente le aspettative di vita) sono denominati &#8220;risorse&#8221;: in effetti servono a ricostituire e possibilmente ad ampliare le fila dell&#8217;esercito industriale di riserva dei disoccupati e dei precarizzati, spingendo, attaverso una costante destabilizzazione sociale (che \u00e8 il &#8220;costo&#8221; del successo, gi\u00e0 messo in conto) verso la piena realizzazione del lavoro-merce (cio\u00e8 della condizione di equilibrio teorizzata dai neo-ordo-liberisti come<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/03\/l-equilibrio-della-sotto-occupazione-e.html\">&#8220;flessibilit\u00e0&#8221; che consente di negare persino il verificarsi periodico delle crisi, viste come mere fasi di aggiustamento verso gradi pi\u00f9 intensi di flessibilit\u00e0<\/a>, come postulato della mai abbandonata visione teocratica della Legge di Say).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>3. Ora\u00a0<b>i discorsi di<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/2017\/09\/26\/macron-alla-sorbona-dura-contestazione-degli-studenti-_5e0d8a93-c75b-422b-9018-0ab4447c5280.html\">\u00a0Macron sulle riforme dei trattati<\/a><\/b>, come pure\u00a0<b>le svolte a destra della Merkel,<\/b>\u00a0sono perfettamente comprensibili nella loro\u00a0<b><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/05\/il-piano-di-macron-e-il-piano-funk.html\">natura dialettica\u00a0<\/a><\/b><i><b><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/05\/il-piano-di-macron-e-il-piano-funk.html\">apparente<\/a><\/b>\u00a0<\/i>(che Wolf spiega in modo lineare),<i>\u00a0<\/i>e di\u00a0<b>mere sfumature tattiche ed auto-conservative<\/b>, che sono adottate di fronte al &#8220;costo&#8221; della crescente impopolarit\u00e0 elettorale prima o poi conquistata da qualsiasi leader L\u20acuropeista.<\/div>\n<div>Queste posizioni pseudo-dialettiche, infatti,\u00a0<b>rimangono saldamente ancorate dentro il pensiero unico delle elites<\/b>\u00a0che hanno re-istituzionalizzato l&#8217;ordine internazionale del mercato: di cui L\u20acuropa costituisce il pi\u00f9 imponente successo, in quanto realizzante tale obiettivo in una comunit\u00e0 di Stati in precedenza caratterizzata da elevati livelli di industrializzazione &#8220;matura&#8221;, di benessere relativamente diffuso e di connessa democrazia sociale\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/02\/la-condizionalita-e-la-triste-metafora.html\">(qui, p.4<\/a>).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>4. Ribadiamo un passaggio di Wolf ,\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/05\/il-piano-di-macron-e-il-piano-funk.html\">dal post sopra linkato (p.9)<\/a>, che proprio perch\u00e9 scritto\u00a0<b>a maggio, cio\u00e8 ben prima delle elezioni tedesche,<\/b>\u00a0mostra come il &#8220;<i>cul de sac<\/i>\u00a0integrazionista&#8221; che si sarebbe creato ora\u00a0<b>\u00e8 pura fantasia<\/b>\u00a0(dei media italiani in particolare):<\/div>\n<div>&#8220;<i><b>La soluzione alle divergenze di competitivit\u00e0 che propone la Germania<\/b>\u00a0(ndr; e che piace agli spaghetti-liberisti sopra ogni altra cosa e, aggiungiamo, valeva ieri come vale oggi essendo del tutto indifferente il risultato elettorale),<b>\u00a0\u00e8 che ognuno segua il suo modello<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i><b>Nel 2016 tutti i membri dell&#8217;eurozona hanno cos\u00ec conseguito, eccetto la Francia, un surplus delle partite correnti<\/b>\u00a0(ndr; problemino non da poco&#8230;per Macron e la popolarit\u00e0 che ne ricaverebbe ove volesse accodarsi agli altri nel realizzare rapidamente, alla Monti, l&#8217;aggiustamento delle partite correnti).\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Il saldo corrente complessivo dell&#8217;<b>eurozona<\/b>\u00a0\u00e8 passato\u00a0<b>da un deficit dell&#8217;1,2% nel 2008 ad un surplus del 3,4% nel 2016<\/b>\u00a0(ndr; complice un dollaro forte che, per\u00f2, dopo un transitorio effetto elettorale &#8220;Trump&#8221;, sta tornando sui suoi passi).<\/i>&#8220;<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8230;E dunque? Ecco:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8220;<i><b>Se la Francia fosse indotta in una prolungata deflazione competitiva, Marine Le Pen diverrebbe presidente alla prossima tornata<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Macron deve chiedere ad Angela Merkel se la Germania sia disposta a rischiare questo risultato. Le &#8220;riforme&#8221; (ndr; del mercato del lavoro, beninteso) in Francia sono essenziali. E cos\u00ec lo sviluppo di istituzioni di condivisione del rischio (ndr; nella migliore delle ipotesi e al netto delle condizionalit\u00e0\u00a0 giugulatorie volute dai tedeschi, da realizzarsi al pi\u00f9 nel 2024, a &#8220;Macron&#8221; ormai giubilato).\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i><b>Ma l&#8217;eurozona ha bisogno di un grande salto in avanti nelle retribuzioni dei tedeschi. Potr\u00e0 accadere? Ho paura di NO<\/b>\u00a0(ndr; questa risposta logico-macroeconomica, cooperativa e anche democratico-sostanziale, non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;praticabile&#8221; sol perch\u00e9 il malcontento sociale ha portato voti a AfD e&#8230;ai liberali).<\/i>&#8220;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>5. Sar\u00e0 allora meglio\u00a0<b>rammentare in cosa consista, e sia sempre constistito, il capitalismo<\/b><b>tedesco<\/b>\u00a0e quale sia stato sempre, ed invariabilmente, il suo<b>\u00a0ruolo, promosso dai veri fondatori USA del federalismo L\u20acuropeo<\/b>, all&#8217;interno della costruzione.<\/div>\n<div>Ci richiamiamo a\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2014\/03\/renzi-merkel-e-il-modello-germania.html\">uno scritto di\u00a0<b>Halevi<\/b>, gi\u00e0 pi\u00f9 volte citato in questo blog,<\/a>\u00a0ma che oggi \u00e8 straordinariamente attuale.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/joseph-halevi\/\">(Halevi<\/a>, va precisato, non \u00e8 un keynesiano, tantomeno &#8220;post&#8221;: ma \u00e8 quantomeno un\u00a0<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/documenti\/2016\/04\/26\/europa-mezzogiorni-unintervista-joseph-halevi-078375\">euro-realista, privo di illusioni sulla riformabilit\u00e0 dei trattati<\/a>).<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/proteo.rdbcub.it\/article.php3?id_article=157&amp;artsuite=1#nh4\">Di tale paper consiglio un&#8217;attenta rilettura<\/a>: sarebbe troppo lungo riprodurlo per intero.<\/div>\n<div>Ma tre passaggi meritano di essere riportati perch\u00e8 mostrano\u00a0<b>sia la omogeneit\u00e0 del capitalismo tedesco rispetto a quello USA<\/b>, riguardo alla struttura dominante degli oligopoli internazionalizzati,\u00a0<b>sia la peculiare rigidit\u00e0 ed invarianza dell&#8217;ideologia politica (ordoliberista-corporativista) che lo sorregge e che \u00e8 parsa alle elites USA il motivo per avallare il modello tedesco come elemento di stress trasformativo dell&#8217;intera Europa<\/b>:<\/div>\n<div>A)\u00a0<i>Complessivamente dal 1982 al 1989<\/i>\u00a0(ndr; piena &#8220;era SME&#8221;)<i>\u00a0le eccedenze con l\u2019estero non fecero che crescere fino a toccare quasi il 5% del prodotto interno lordo della RFT.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Questo costituiva\u00a0<b>il valore pi\u00f9 alto nell\u2019arco dell\u2019intero decennio per l\u2019insieme dei paesi dell\u2019Ocse<\/b>\u00a0ad eccezione di alcune punte toccate dalla Svizzera.\u00a0<b>La composizione delle eccedenze mut\u00f2 inoltre in favore dei redditi da investimenti esteri.<\/b>\u00a0Nel 1982 tale voce era nulla per cui il surplus con l\u2019estero era dovuto interamente all\u2019attivo commerciale.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Nel 1989 il valore degli<b>\u00a0introiti netti da investimenti esteri<\/b>\u00a0era intorno al\u00a0<b>20% del valore dell\u2019attivo commerciale<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Il fatto che l\u2019aumento delle esportazioni nette in prodotti industriali venisse affiancato da un rapido incremento dei proventi netti dall\u2019estero mostrava che\u00a0<b>la strategia tedesca di internazionalizzazione del capitale<\/b>\u00a0attraverso le esportazioni aveva successo. Le politiche messe in cantiere negli anni settanta poterono germogliare negli anni ottanta, nonostante l\u2019ulteriore calo della crescita reale europea e mondiale.<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i><b>Lo SME fu alla radice di questo successo<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Avendo ricompattato l\u2019Europa sulla Germania nella fase alta del dollaro (1980-85),\u00a0<b>lo SME costitu\u00ec un formidabile strumento per barricare il potere economico del capitale tedesco in Europa<\/b>\u00a0nella fase post-Plaza della svalutazione del dollaro.\u00a0<b>Dopo il 1985<\/b>\u00a0le eccedenze europee con gli USA, compreso il surplus tedesco, si affievolirono assai rapidamente Complessivamente invece la crescita dell\u2019attivo tedesco nei conti con l\u2019estero continu\u00f2 a crescere in assoluto ed in proporzione del reddito nazionale.\u00a0<b>Oltre il 60% del surplus della bilancia dei pagmenti corrente di Bonn proveniva dall\u2019Europa<\/b>, mentre nei confronti del Giappone la Germania soffriva di un deficit crescente. I profitti effettuati dal territorio tedesco nelle transazioni estere si realizzavano quindi principalmente in Europa.<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i><b>Il contesto economico generale era per\u00f2 altamente stagnazionistico<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Dopo la grande espansione economica del 1968-73, dovuta soprattutto agli aumenti salariali,<b>il tasso di crescita medio annuo europeo scese, nel periodo 1973-79, dal 4,9 al 2,5%<\/b>.\u00a0<b>Quello della RFT pass\u00f2 dal 4,9 al 2,3%, cio\u00e8 sotto la media europea<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i><b>Dal 1979 al 1990<\/b>\u00a0il tasso europeo\u00a0<b>cal\u00f2 ulteriormente al 2,3% mentre il saggio di crescita tedesco toccava appena il 2%<\/b>, aumentando lo scarto negativo rispetto alla media del Continente. Il basso tasso di crescita della RFT assieme alla\u00a0<b>posizione oligopolistica, protetta dallo SME, dell\u2019apparato finanziario-industriale della Germania in Europa<\/b>\u00a0spiegano il \u2018successo\u2019 della strategia di accumulazione attraverso l\u2019estero del capitale tedesco. La posizione globalmente oligopolistica della Germania \u00e8 parzialmente deducibile, per il periodo 1979-90, dall\u2019andamento medio positivo della ragioni di scambio. In altre parole,\u00a0<b>crescendo di meno ed esportando senza cedere sui prezzi la Germania strinse l\u2019Europa in una morsa oligopolistico-stagnazionistica<\/b>\u00a0[<a class=\"spip_note\" href=\"http:\/\/proteo.rdbcub.it\/article.php3?id_article=157&amp;artsuite=1#nb3\" name=\"nh3\">3<\/a>].<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>L\u2019accumulazione stagnazionistica tedesca ottenne\u00a0<b>grande plauso in Europa<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i><b>La tecnocrazia francese esaltava il \u2018modello renano\u2019<\/b>\u00a0contrapponendolo sia al capitalismo cartaceo anglo-americano sia all\u2019inesitente radicalismo dei sindacati ufficiali tipo CGT. \u00c8 comunque vero che\u00a0<b>in Germania i sindacati si adeguarono al \u2018modello renano\u2019<\/b>\u00a0malgrado il paese esibisse un tasso di disoccupazione vicino al 7% bench\u00e8 in moderato declino dal 1986. Il successo nel campo delle esportazioni contribuirono a convincere anche i sindacati che il \u2018modello\u2019 funzionava e bisognava quindi farlo durare.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Dei problemi che tale strategia creava se ne preoccuparono in pochi, tra i quali per\u00f2 va menzionato\u00a0<b>Romano Prodi che in un saggio del 1990 colse chiaramente la morsa deflattiva in cui Bonn avvinghiava l\u2019Europa<\/b>\u00a0[<a class=\"spip_note\" href=\"http:\/\/proteo.rdbcub.it\/article.php3?id_article=157&amp;artsuite=1#nb4\" name=\"nh4\">4<\/a>].\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>In ogni caso\u00a0<b>spinte a mutare il contesto delle cose non emergevano<\/b>\u00a0a meno che non si volesse prendere sul serio il piano Delors, una sorta di omogeneizzazione del capitalismo europeo in un\u2019alleanza oligopolitica transnazionale gestita pariteticamente dalla burocrazia francese e dalle istituzioni tedesche. Il cambiamento avvenne perch\u00e9 croll\u00f2 la parete orientale su cui poggiava il capitalismo tedesco in Europa.<\/i><\/div>\n<div>Nota 4, che ci interessa da vicino:<b>\u00a0Romano Prodi<\/b>, \u201cThe economic dimension of the new European balances\u201d, Banca Nazionale del Lavoro Quarterly Review, no. 173, 1990<\/div>\n<div><\/div>\n<div>B)\u00a0<i><b>Nel capitalismo oligopolistico l\u2019aumento dei margini di profitto non conduce necessariamente ad un maggiore investimento, pu\u00f2 invece aggravare la stagnazione<\/b><\/i>.\u00a0<i>Al tempo stesso le imprese sono sollecitate rafforzare ulteriormente i margini di profitto quando subentrano considerazioni di natura finanziaria legate al pagamento di dividendo e\/o all\u2019ottenimento di prestiti dai \u2018mercati finanziari\u2019. Ne consegue che la finanziarizzazione dei processi decisionali implica la trasformazione di attivit\u00e0 in passivit\u00e0 finanziarie future.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Per esempio se, come accade in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, una societ\u00e0 si impegna comunque a pagare dei dividendi, l\u2019emissione azionaria considerata come un attivo dal lato finanziario si trasforma in un esborso e quindi in passivit\u00e0.\u00a0<b>Se invece la societ\u00e0 conserva la libert\u00e0 effettiva di non distribuire dividendi, sottomettendo tale possibilit\u00e0 alla propria strategia di sviluppo, la traslazione di attivit\u00e0 in passivit\u00e0 non avviene automaticamente<\/b>. Negli Stati Uniti il crescente ricorso ad istituzioni finanziarie extra bancarie obbliga vieppi\u00f9 le imprese ad onorare l\u2019impegno di erogare dividendi. Inoltre l\u2019intercompenetrazione tra \u2018mercati finanziari\u2019 e fondi di investimento impone decisamente alle imprese di seguire una doppia linea che poco ha a che fare con l\u2019investimento reale di lungo periodo. Da un lato esse devono garantire i pagamenti ai detentori di pacchetti di azioni, in larga parte in mano a societ\u00e0 finanziarie.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Dall\u2019altro lato le imprese devono assicurare che le azioni esibiscano valori tendenzialmente crescenti.\u00a0<b>La dinamica della capitalizzazione borsistica diventa cos\u00ec un elemento essenziale nella capacit\u00e0 di ottenere prestiti e di emettere strumenti di indebitamento come le obbligazioni<\/b>. La consistenza del valore dei dividendi e delle azioni \u00e8\u00a0<b>valutata in termini reali<\/b>, viene cio\u00e8 paragonata all\u2019andamento dell\u2019inflazione e del saggio di interesse. In tal modo\u00a0<b>le imprese devono endogeneizzare il comportamento anti-inflazionistico<\/b>.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Dati quindi i prezzi, vi \u00e8 un solo modo per conseguire un saggio di rendimento monetario coerente con le valutazioni generate dai \u2018mercati finanziari\u2019: aumentare i margini di profitto.<b>Proprio perch\u00e9 i prezzi sono dati, ci\u00f2 implica la riduzione del costo del lavoro (salario) unitario<\/b>.<\/i><\/div>\n<div><i><b>In teoria la riduzione dei costi di produzione pu\u00f2 effettuarsi tramite gli investimenti produttivi. Quest\u2019ultimi per\u00f2 dipendono principalmente dalla domanda<\/b>\u00a0ed hanno perci\u00f2\u00a0<b>un orizzonte temporale molto diverso dall\u2019immediatezza richiesta dai \u2018mercati finanziari\u2019<\/b>. Ne consegue che la pressione principale viene esercitata sul salario stesso.<\/i><\/div>\n<div><b><i>Quanto descritto corrisponde al comportamento dell\u2019economia americana negli ultimi due decenni<\/i><\/b>\u00a0<i>che ha comportato una crisi senza ritorno nel salario della grande massa dei lavoratori statunitensi\u00a0[<a class=\"spip_note\" href=\"http:\/\/proteo.rdbcub.it\/article.php3?id_article=157&amp;artsuite=2#nb1\" name=\"nh1\">1<\/a>]. Questo tipo di accumulazione finanziaria si risolve in un grande numero di persone allo sbando, anche se formalmente occupate, per le quali l\u2019accesso ai servizi ed alle prestazioni pubbliche di natura sociale \u00e8 vieppi\u00f9 subordinato al principio dell\u2019obbligo reciproco.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Ancora alla fine degli anni ottanta la Germania era lontana anni-luce da questa visione della societ\u00e0, possibile solo in un\u2019economia totalmente spanata, disarticolata ed autoritaria come quella americana. In Germania la stessa deflazione salariale era concepita in termini produttivistici: ristrutturare tecnologicamente &#8211; non finanziariamente &#8211; per aumentare la produttivit\u00e0 rispetto al salario. Se i risultati erano positivi in termini di profitto i sindacati cercavano di far scattare la contrattazione aziendale che poi diventava un elemento nella contrattazione di categoria.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i><b>\u00c8 su questa base che, nella sostanza, i sindacati hanno accettato la strategia neomercantilista varata dai socialdemocratici nel 1969 e continuata da Kohl nel 1983<\/b><\/i>,\u00a0<i>le cui conseguenze stagnazionistiche e altamente negative in termini occupazionali per la Germania e l\u2019insieme dell\u2019Europa sono gi\u00e0 state discusse. Una forza lavoro occupata allo sbando \u00e8 inconcepibile in Germania, ma \u00e8 proprio questo che Schroeder vuole sradicare dalla testa della popolazione.<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div>C) &#8230;<i>Innanzitutto la strategia lanciata da Schroeder nota come\u00a0<u><b>alleanza per l\u2019occupazione<\/b><\/u>\u00a0<b>si basa sull\u2019idea che gli aumenti salariali sono un ostacolo al riassorbimento della disoccupazione<\/b><\/i>.\u00a0<i>Ovviamente questa spiegazione, tra l\u2019altro errata sul piano concettuale,\u00a0<b>non \u00e8 che un pretesto<\/b>.<\/i><\/div>\n<div><i>Dal patto produttivistico orientato verso le esportazioni dei decenni settanta-ottanta, che comunque si \u00e8 fondato su uno spostamento della distribuzione del reddito in favore del capitale e dei profitti senza tuttavia rilanciare il tasso di crescita reale,\u00a0<b>il governo social-verde di Schroeder \u00e8 passato alla subordinazione dei sindacati ad una politica che pone le rendite azionarie &#8211; e quindi la valutazione proveniente dai mercati finanziari &#8211; al primo piano<\/b>\u00a0[<a class=\"spip_note\" href=\"http:\/\/proteo.rdbcub.it\/article.php3?id_article=157&amp;artsuite=2#nb3\" name=\"nh3\">3<\/a>].<\/i><\/div>\n<div><i>Inoltre e coerentemente con tale scelta, il Governo ha lanciato una riforma fiscale e dell\u2019azionariato, la cui entrata in vigore \u00e8 prevista quest\u2019anno (2002), volta a facilitare le transazioni di pacchetti azionari e le stesse scalate \u2018ostili\u2019.<\/i>\u00a0<i>Commentando tali misure l\u2019International Herald Tribune ha giustamente osservato che esse aprivano la strada a radicali ristrutturazioni occupazionali destinate ad alterare profondamente il panorama sociale del paese e quindi dell\u2019Europa. Infine la coalizione social-verde si sta battendo per spostare il sistema pensionistico verso i fondi di pensione proponendo finanziamenti pubblici agli schemi privatistici.<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Data la natura altamente organizzata del capitalismo tedesco,\u00a0<b>i mutamenti vengono concepiti gradualmente<\/b>.<\/i><\/div>\n<div><i>Nel frattempo i socialdemocratici cercano di organizzare il consenso intorno alla chimera finanziaria. \u201cIl principio \u00e8 nuovo\u201d ha dichiarato con approvazione Erich Standfest, specialista di politica sociale del sindacato confederale DGB, aggiungendo: \u201dil fondo permetter\u00e0 di allargare le possibilit\u00e0 dei piazzamenti facendo in particolare maggiormente appello ai mercati borsistici\u201d\u00a0[<a class=\"spip_note\" href=\"http:\/\/proteo.rdbcub.it\/article.php3?id_article=157&amp;artsuite=2#nb4\" name=\"nh4\">4<\/a>]. La chimera risiede nel fatto che si spera di accrescere il patrimonio pensionistico riducendo, al contempo, i contributi sociali erogati dalle aziende.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><i>Lo sgonfiamento della bolla di Wall Street e l\u2019ulteriore aggravamento della stagnazione stanno riaprendo la contraddizioni inerenti a tali strategie. I socialdemocratici non cambieranno per\u00f2 strada per cui la soluzione vettoriale delle contraddizioni avverr\u00e0 sul terreno sociale, o in termini di scontro oppure in termini di accettazione passiva.\u00a0Per salvare la loro strategia privatistico finanziaria &#8211; che \u00e8 poi quella del capitale nella sua totalit\u00e0 &#8211; i governanti di Bonn, ora trasferitisi a Berlino, cercheranno di rafforzare l\u2019Euro come moneta della deflazione salariale e del potere della ricchezza astratta, ossia di quella finanziaria. Su questo terreno troveranno l\u2019appoggio delle classi capitalistiche europee ma non necessariamente del capitale americano.<\/i>(Ndr &#8220;non necessariamente&#8221;, sarebbe da precisare, con riguardo agli effetti, per gli stessi USA, del mercantilismo tedesco, ma, come comprovano i fatti, non certo rispetto alla potenza riplasmatrice della spinta tedesca rispetto ai paesi con le\u00a0<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2013\/08\/me-se-ribbbaltato-il-pud.html?showComment=1375705392163#c6070081879414163258\">&#8220;Costituzioni antifasciste&#8221;&#8230;)<\/a><i><br \/>\n<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Dal punto di vista del lavoro dipendente, cio\u00e8 di classe, \u00e8 assolutamente importante convincersi che con questi obiettivi non vi \u00e8 nulla da spartire.<\/i><\/div>\n<div><i><b>Bisogna quindi guardare alla creazione dell\u2019<\/b><u><b>Euro come un elemento delle strategie del capitale monopolistico europeo il quale lungi dall\u2019essere omogeneo si esprime in maniera coerente solo nella lotta che conduce indefessamente contro il salario e la spesa pubblica produttiva e sociale<\/b>.\u00a0<\/u><\/i><\/div>\n<div><i><u>Invece, purtroppo, la sinistra partitica italiana \u00e8 corresponsabile dell\u2019accettazione dell\u2019ideologia metapolitica insista nei discorsi sull\u2019 \u201cEuropa\u201d e sull\u2019 Euro. Questa ideologia disarticola ed indebolisce la resistenza e la capacit\u00e0 di autonomia politica delle classi e degli strati la cui vita dipende unicamente dai redditi da lavoro e dal funzionamento ed ampliamento dei servizi sociali pubblici<\/u>.<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/09\/linvarianza-elettorale-della-germania-e.html\">https:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/09\/linvarianza-elettorale-della-germania-e.html<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO BARRA CARACCIOLO\u00a0 &#8220;The majority of voters in Western countries are here!&#8221; 1. Non mi stancher\u00f2 mai di ripetere che tutto il\u00a0battage, sulla crisi della costruzione europea e sul risultato &#8220;sconcertante&#8221;, costruito dai media intorno alle elezioni tedesche,\u00a0dipende dalconcetto cosmetico di &#8220;destra&#8221;\u00a0che si \u00e8 costruito per simmetria al (neo)concetto di sinistra ridotta alla promozione dei diritti cosmetici\u00a0(qui, p.2, infine): l&#8217;idea-guida \u00e8 assuefare l&#8217;opinione di massa alla prevalenza di minoranze sezionali &#8220;deboli&#8221; per rendere accettabile&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20140630125224viareggio1.flv.flv1_.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-93m","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34804"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34804"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34804\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34805,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34804\/revisions\/34805"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}