{"id":34807,"date":"2017-09-28T10:14:53","date_gmt":"2017-09-28T08:14:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34807"},"modified":"2017-09-27T23:16:50","modified_gmt":"2017-09-27T21:16:50","slug":"ryanair-e-la-crisi-delleconomia-low-cost-il-re-e-nudo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34807","title":{"rendered":"Ryanair e la crisi dell&#8217;economia low cost: il re \u00e8 nudo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la d\u00e9b\u00e2cle di Ryanair, costretta a cancellare centinaia di voli con gravi perdite economiche e di immagine, la verit\u00e0 \u00e8 sotto gli occhi di tutti: il re (cio\u00e8 quell\u2019economia low cost coccolata da media, economisti e politici) \u00e8 nudo. Com\u2019\u00e8 noto, a provocare il collasso sono state le conseguenze della politica di supersfruttamento della forza lavoro<span id=\"more-23178\"><\/span>(niente ferie, turni massacranti, bassi salari, personale viaggiante costretto a svolgere umilianti compiti da piazzista, ecc.) che hanno causato la fuga di molti piloti e una serie di sentenze che impongono alla compagnia di rispettare le regole del diritto del lavoro.<\/p>\n<p>Ma il caso Ryanair non \u00e8 isolato: altri campioni dell\u2019economia low cost sono al centro di disavventure provocate dalle loro pratiche ai margini della legalit\u00e0: dalla \u201cespulsione\u201d che Uber, il controverso servizio alternativo di taxi, ha recentemente subito da parte dell\u2019amministrazione cittadina di Londra (dovuto alla violazione delle regole per la sicurezza dei clienti) alle sempre pi\u00f9 frequenti grane giuridiche cui va incontro Airbnb, la piattaforma online che gestisce il mercato degli affitti a breve\/brevissimo termine.<\/p>\n<p>I corifei dell\u2019ideologia liberista difendono a spada tratta queste imprese, presentandole come vittime della mentalit\u00e0 arretrata &#8211; nemica delle innovazioni tecnologiche &#8211; di amministrazioni pubbliche che (per biechi motivi elettorali) tendono a difendere gli interessi di quelle corporazioni (taxisti, sindacati del settore del trasporto aereo, albergatori, ecc.) che cercano in ogni modo di sottrarsi alla concorrenza. Un atteggiamento che non danneggia solo le imprese innovative ma anche e soprattutto i consumatori.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 tutt\u2019altra: l\u2019economia low cost nel settore dei servizi \u00e8 la replica della Wal Mart Economy, cio\u00e8 del dispositivo che ha permesso alle imprese americane di tagliare i salari dei dipendenti grazie al fatto che costoro possono acquistare le merci a basso costo (e di pessima qualit\u00e0) che la grande catena discount importa dalla Cina: un infernale intreccio fra salari da fame, tempi di lavoro massacranti e spaccio di prodotti scadenti. Analogamente, gli utenti dei servizi low cost (oltre a essere spesso costretti a svolgere parte del lavoro che prima spettava ai dipendenti del servizio) si \u201cgodono\u201d prodotti scadenti, livelli inferiori di sicurezza, dialoghi con operatori di call center che non capiscono la loro lingua, ecc. Del resto, l\u2019utente \u00e8 spesso un lavoratore che, a sua volta, opera in imprese simili a quelle dalle quali acquista il prodotto o il servizio. Un circolo vizioso che, oltre a generare sovraprofitti, ha il merito collaterale di far credere ai membri d\u2019una classe media impoverita di poter ancora accedere a beni \u201cdi lusso\u201d.<\/p>\n<p>Questo giochino sta andando in crisi proprio laddove \u00e8 stato inventato: non \u00e8 un caso se negli Stati Uniti i colossi dell\u2019industria hi tech (cio\u00e8 quelli che hanno favorito \u2013 direttamente o indirettamente &#8211; la nascita e lo sviluppo delle imprese di cui sopra), incensati per anni per il loro ruolo di innovatori, facilitatori di vita, produttori di nuove forme di socialit\u00e0, ecc. sono oggi al centro (vedi Massimo Gaggi sul Corriere del 23 settembre: \u201cSe quelli del Big Tech diventano i cattivi\u201d) di dure critiche per le loro pratiche monopolistiche, l\u2019eccessiva concentrazione di potere, il contributo alla crescita delle disuguaglianze e alla riduzione dei livelli di occupazione.<\/p>\n<p>Come prevedibile la provincialissima Italia, patria di ideologi liberisti di serie B, non se ne \u00e8 ancora accorta, per cui, nel numero del Corriere appena citato, troviamo altri due articoli che contengono, rispettivamente, una canonica difesa d\u2019ufficio di Uber (il sindaco di Londra preferisce sostenere i tassisti contro le ragioni dell\u2019innovazione e della concorrenza) e una malinconica considerazione sul fatto che Milano, non essendo una citt\u00e0 americana, non pu\u00f2 candidarsi a ospitare il secondo quartier generale di Amazon. Del resto Riccardo Franco Levi (autore del secondo articolo) non ha torto: una delle peggiori imprese del mondo in fatto di trattamento dei propri dipendenti (vedere in merito le vertenze sindacali in Germania e altri Paesi) si troverebbe certamente bene nella citt\u00e0 italiana che pi\u00f9 di ogni altra ha imboccato via di un liberismo senza regole.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23178\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23178<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI Dopo la d\u00e9b\u00e2cle di Ryanair, costretta a cancellare centinaia di voli con gravi perdite economiche e di immagine, la verit\u00e0 \u00e8 sotto gli occhi di tutti: il re (cio\u00e8 quell\u2019economia low cost coccolata da media, economisti e politici) \u00e8 nudo. 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