{"id":34999,"date":"2017-10-03T09:58:03","date_gmt":"2017-10-03T07:58:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34999"},"modified":"2017-10-02T23:00:38","modified_gmt":"2017-10-02T21:00:38","slug":"lalternativa-svedese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=34999","title":{"rendered":"L&#8217;alternativa svedese"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Carlo Andrea Mercuri)<\/strong><\/p>\n<p><em>Mentre Stoccolma ha deciso unilateralmente d&#8217;interrompere i suoi rapporti commerciali nel settore bellico con l&#8217;Arabia Saudita, gli altri Paesi occidentali continuano ad essere i maggiori esportatori di armi nel mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>ecunia non olet<\/em>. Di tutti i detti tramandataci dagli antichi romani, questo \u00e8 senza dubbio quello che si riverbera come il pi\u00f9 attuale nel\u00a0<strong>clan globalizzato<\/strong>\u00a0che \u00e8 oggi il nostro mondo. La societ\u00e0 odierna, un melting pot cultural-capitalistico, erettasi sulle\u00a0<strong>ceneri delle ideologie<\/strong>\u00a0del Novecento, \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai sorretta dalla ricchezza o dalla ricerca della stessa. In tale contesto \u00e8 assiomatico che la prerogativa generalizzata sia quella di ottenere profitti, a discapito di tutto e tutti, facendo affari con chiunque,\u00a0<strong>a prescindere dalla moralit\u00e0 dei soggetti<\/strong>\u00a0con i quali si concludono accordi, purch\u00e9 il loro portafogli sia pieno. Certamente non pu\u00f2 esentarsi da questo paradigma il commercio internazionale di armi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-90581\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/1024px-thumbnail.jpg\" alt=\"1024px-thumbnail\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p>La fine della Guerra Fredda ha sospinto in Europa e nel mondo un\u00a0<strong>inatteso vento di distensione<\/strong>, dopo anni trascorsi sull\u2019orlo di un olocausto nucleare. Una brezza che per\u00f2 \u00e8 stata a pi\u00f9 riprese interrotta dai vari conflitti geolocalizzati che hanno reso questi ultimi tempi una mera<strong>\u00a0pace armata<\/strong>. Di tale condizione ha di certo beneficiato il succitato import-export bellico. Analizzando gli ultimi dati del rapporto rilasciato dal\u00a0<strong>SIPRI<\/strong>\u00a0(<em>Stockholm International Peace Research Institute<\/em>), istituto internazionale di ricerca indipendente basato nella capitale svedese, si evince che le spese militari negli ultimi anni hanno subito un incremento<strong>generoso<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>costante<\/strong>. Solamente nel 2016, l\u2019export militare \u00e8 cresciuto in media pi\u00f9 che negli ultimi cinque anni.<\/p>\n<p>Principale mercato di esportazione \u00e8 l\u2019Asia, in particolare l\u2019area mediorientale e il\u00a0<strong>subcontinente indiano<\/strong>. Il maggior importatore di armamenti al mondo \u00e8 l\u2019India, che da sola occupa il 13% del totale, avvalendosi principalmente delle tecnologie francesi e russe, con ingenti acquisti di caccia\u00a0<em>Rafale<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Sukhoi T-50<\/em>. Seguono, come volume di acquisti, le\u00a0<strong>monarchie del Golfo<\/strong>. L\u2019instabilit\u00e0 diffusa nel Medio Oriente ha portato ad un generale riarmo di paesi come\u00a0<strong>Qatar<\/strong>,\u00a0<strong>Emirati Arabi<\/strong>,\u00a0<strong>Kuwait<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Arabia Saudita<\/strong>, quest\u2019ultima seconda solo all\u2019India per volumi di import militare nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-90582\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Schermata-2017-02-21-alle-12.55.29-768x522.png\" alt=\"Schermata-2017-02-21-alle-12.55.29-768x522\" width=\"768\" height=\"522\" \/><\/p>\n<p>La monarchia dei\u00a0<strong>Saud<\/strong>\u00a0ha infatti affrontato negli ultimi anni spese ingenti per l\u2019accrescimento del suo peso militare nella regione. L\u2019incremento dei costi bellici sauditi \u00e8 diretta conseguenza sia dell\u2019impegno di Riad in Yemen contro i\u00a0<strong>ribelli sciiti houthi<\/strong>, che della minaccia iraniana, unico vero competitor di rilievo nella regione. Una vera e propria Mecca per USA e Europa, che oltre a concedere supporto logistico, riforniscono di armi la coalizione a guida saudita in Yemen, dove, complice un<strong>\u00a0silenzio assordante<\/strong>\u00a0della comunit\u00e0 internazionale, si sta consumando un genocidio.<\/p>\n<p>In questo desolante \u00a0scenario vi \u00e8 per\u00f2 un paese europeo che vanta un export rilevante nel settore bellico e che ha deciso di andare controcorrente, rifiutando i petrodollari sauditi;\u00a0<strong>la Svezia<\/strong>. Forte di una partnership con Riad che dura dal 2005, nel 2015 Stoccolma ha deciso unilateralmente di interrompere i suoi rapporti commerciali in questo settore con lo stato wahabita. La decisione \u00e8 stata presa dal gabinetto del Premier\u00a0<strong>Stefan Lofven<\/strong>\u00a0a seguito di un episodio contrario alla pi\u00f9 basilare creanza diplomatica. Nel marzo 2015 la\u00a0<strong>Lega Araba<\/strong>\u00a0(organizzazione politica degli stati arabi dove l\u2019Arabia Saudita ha una posizione egemonica) riunita in una conferenza al Cairo ha impedito alla ministra degli esteri svedese\u00a0<strong>Margot Wallstr\u00f6m<\/strong>\u00a0di tenere un discorso nella capitale egiziana sul rispetto dei diritti umani e su quelli delle donne, con particolare riguardo per la situazione saudita. Da questo increscioso episodio la decisione, annunciata dal ministro della difesa svedese\u00a0<strong>Peter Hultqvist<\/strong>, di non rinnovare l\u2019accordo sulla vendita delle armi all\u2019Arabia Saudita in vigore dal 2005, che avrebbe dovuto essere riconfermato di l\u00ec a breve. Un accordo che solo nel 2014 ha portato alla Svezia ricavi per 37 milioni di euro grazie alla vendita a Riad di armamenti e del sistema radar Erieye, prodotto dalla svedese Saab.<\/p>\n<div id=\"attachment_90583\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-90583\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/4ea509b0-850d-4ec5-acc4-c67897913947.jpg\" alt=\"Peter Hultqvist\" width=\"1100\" height=\"733\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Peter Hultqvist<\/p>\n<\/div>\n<p>Non pago del suo risonante rifiuto, il governo di sinistra in collaborazione con i quattro partiti di centrodestra, sta approntando una normativa atta a\u00a0<strong>limitare pesantemente l\u2019export di armi<\/strong>\u00a0in paesi autocratici che violano i diritti umani, impegnati in guerre di aggressione. Come suddetto, l\u2019apporto svedese al commercio internazionale di armi \u00e8\u00a0<strong>tutt\u2019altro che marginale<\/strong>: un\u2019industria che vale oltre un miliardo di euro, all\u2019avanguardia in svariati settori, tra cui quello aereonautico, con gli eccellenti Saab JAS 39 Gripen, che in quello marittimo, con i suoi sottomarini super-silenziosi A26. Una normativa, quella in cantiere a Stoccolma, che\u00a0<strong>se supportata doverosamente<\/strong>\u00a0da un\u2019abbondante eco mediatica, potrebbe fare da apripista ad un adeguamento europeo in tal senso.<\/p>\n<p>In Europa sono molti infatti i paesi che commerciano in armamenti con le monarchie del Golfo,\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-04-27\/boom-export-armi-italia85-eurofighter-kuwait-100300.shtml?uuid=AEmvKMCB\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Italia<\/a><\/strong>compresa. Secondo i dati forniti dal ministero degli Esteri le esportazioni italiane di armi nel 2016 hanno raggiunto i\u00a0<strong>14,6 miliardi di euro<\/strong>, rispetto ai 7,9 miliardi del 2015. Il\u00a0<strong>Kuwait<\/strong>\u00a0\u00e8 il primo partner commerciale del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/494?idLegislatura=17&amp;categoria=067&amp;tipologiaDoc=elenco_categoria\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Belpaese<\/a>\u00a0in tal senso, grazie alla recente fornitura di 28 Eurofighter al piccolo emirato asiatico. Seguono poi\u00a0<strong>Arabia Saudita<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Qatar<\/strong>\u00a0come principali mercati di sbocco per l\u2019Italia nell\u2019area mediorientale. Eppure in Italia una legge come quella svedese esiste gi\u00e0, solamente che la stessa \u00e8 subordinata al riconoscimento da parte di organismi internazionali, come l\u2019ONU, del non rispetto dei diritti umani da parte dei paesi importatori. Recentemente l\u2019Arabia Saudita \u00e8 stata selezionata per far parte della Commissione delle Nazioni Unite a tutela delle donne o<strong>\u00a0United Nations Commission on the Status of Women<\/strong>\u00a0(UNCSW), principale strumento dell\u2019ONU per promuovere la parit\u00e0 dei sessi, dopo aver ottenuto gi\u00e0 nel 2015 una rappresentanza al Consiglio dei Diritti Umani. Pertanto una presa di coscienza dell\u2019ONU in tal senso \u00e8 da escludersi,\u00a0<strong>salvaguardando cos\u00ec l\u2019export italiano di armi<\/strong>\u00a0da eventuali leggi restrittive verso i mercati mediorientali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-90585\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/MAPPA-Armi-tricolore-export-fuori-controllo-da-Valori-132-ottobre-2015.png\" alt=\"MAPPA-Armi-tricolore-export-fuori-controllo-da-Valori-132-ottobre-2015\" width=\"1200\" height=\"784\" \/><\/p>\n<p>A onor di cronaca,<strong>\u00a0timidi segnali stanno arrivando<\/strong>\u00a0da Riyad, come la recente\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2017-09-26\/svolta-arabia-saudita-donne-potranno-guidare-l-auto--221129.shtml?uuid=AEWMaGaC\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">rimozione al divieto di guida<\/a>per le donne o la possibilit\u00e0 per il gentil sesso di entrare negli stadi, ma sono passi troppo piccoli per un paese che \u00e8 141esimo su 144 nella classifica della disparit\u00e0 di genere stilata dall\u2019ultimo<strong>\u00a0Forum Economico Mondiale<\/strong>. E gli Stati Uniti?\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong>\u00a0in estate, nel suo primo viaggio ufficiale internazionale, ha stretto un accordo con il Re Salman dell\u2019Arabia Saudita per una vendita da 110 miliardi di dollari di armamenti e sistemi difensivi, compreso il sistema THAAD, salito recentemente alla ribalta per il suo dispiegamento in Corea del Sud.<\/p>\n<p>In conclusione, il sospetto \u00e8 che l\u2019antesignana presa di posizione svedese sia\u00a0<strong>destinata a rimanere<\/strong>\u00a0<strong>un caso<\/strong>isolato, poich\u00e9,\u00a0<strong>se non supportata<\/strong>\u00a0da un\u2019abbondante seguito a livello europeo e americano, sar\u00e0 oscurata dalle preminenti politiche economiche delle grandi nazioni, che esportano armi guardando come unico criterio di selezione la\u00a0<strong>capienza del portafogli<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>non l\u2019utilizzo effettivo<\/strong>\u00a0che di questi strumenti si fa,\u00a0<em>Yemen semper et ubique docet<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/commercio-internazionale-di-armi-svezia\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/commercio-internazionale-di-armi-svezia\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Carlo Andrea Mercuri) Mentre Stoccolma ha deciso unilateralmente d&#8217;interrompere i suoi rapporti commerciali nel settore bellico con l&#8217;Arabia Saudita, gli altri Paesi occidentali continuano ad essere i maggiori esportatori di armi nel mondo. ecunia non olet. 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