{"id":35025,"date":"2017-10-04T09:30:45","date_gmt":"2017-10-04T07:30:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35025"},"modified":"2017-10-03T18:10:10","modified_gmt":"2017-10-03T16:10:10","slug":"come-votero-al-referendum-del-22-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35025","title":{"rendered":"Come voter\u00f2 al referendum del 22 ottobre"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE.NET (Ettore Bonalberti)<\/strong><\/p>\n<p>Alla fine del 2015, con molti autorevoli amici veneti, avevamo condiviso l\u2019idea della macroregione del Nordest, convinti che esista, e che sia costituzionalmente previsto, un meccanismo, mai esplorato, per arrivare alla macroregione \u201cspeciale triveneta, con Trentino e Friuli Venezia Giulia, omogenee per cultura, storia, caratteristiche economiche e tessuto sociale, a costo \u201czero\u201d per lo Stato.<\/p>\n<p>Attraverso, cio\u00e8, l\u2019applicazione dell\u2019art. 132, comma 1, della Costituzione, ovvero promuovendo la richiesta di fusione delle tre regioni venete da parte di tanti consigli comunali quanti rappresentino 1\/3 della popolazione complessiva (circa met\u00e0 del Veneto), si determinerebbe la convocazione di un referendum, che, se avesse esito positivo obbligherebbe le Camere a discutere una legge costituzionale di accorpamento del Triveneto.<\/p>\n<p>Fondere due regioni speciali e una ordinaria comporterebbe necessariamente la creazione di una macroregione speciale, in cui vi sar\u00e0 una diversa modulazione, anche mantenendole invariate, delle attuali risorse dello Stato per il medesimo territorio, altres\u00ec potendo l\u2019itero triveneto beneficiare della autonomia fiscale ora riconosciuta solo a Trentino e Friuli.<\/p>\n<p>Inoltre, sul piano strategico una macroregione del Nordest, cuore e crocevia degli assi nord\/sud ed est\/ovest dell\u2019Europa, appare uno straordinario strumento di attrazione di investimenti, nonch\u00e9 di interlocuzione autorevole con le istituzioni italiane ed europee a immediato beneficio della crescita dell\u2019intero territorio. La proposta potrebbe nascere da alcuni sindaci di importanti citt\u00e0 venete, sotto l\u2019egida di autorevoli riferimenti veneti nel mondo del diritto, delle professioni, dell\u2019economia, della cultura, dell\u2019editoria.\u201d<\/p>\n<p>Quella nostra indicazione, ahim\u00e8, non fu raccolta dalle forze politiche presenti nel Consiglio regionale del Veneto e cadde tra i \u201c wishful thinkings\u201d (pensieri vaghi) impotenti e insoddisfatti. Peccato, perch\u00e9 sarebbero bastati i pronunciamenti dei consigli comunali dei sette comuni capoluoghi del Veneto per far scattare quel referendum.<\/p>\n<p>La Lega e il presidente <strong>Luca Zaia<\/strong>, con la maggioranza del consiglio regionale veneto, hanno deciso diversamente, proponendo la strada di un referendum consultivo per la cui indizione si \u00e8 avuto il via libera dalla Corte Costituzionale.<\/p>\n<p>Comprensibili le opposizioni di chi considera questa consultazione senza effetti concreti sul piano istituzionale; tuttavia, dopo che altre due richieste avanzate negli ultimi vent\u2019anni erano state ignorate, ritengo che non dobbiamo farci sfuggire l\u2019occasione per gridare alto e forte la nostra volont\u00e0 di acquisire una pi\u00f9 ampia autonomia del tutto simile a quelle di cui godono i nostri fratelli del triveneto: friulani, trentini e alto-atesini .<\/p>\n<p>Una forte partecipazione al l referendum del 22 ottobre e un prevedibile voto plebiscitario a sostegno di una maggiore autonomia della nostra egione saranno la precondizione politica per aprire un confronto con il governo centrale non pi\u00f9 rinviabile. 50 miliardi di fondi versati da Lombardia e Veneto al governo centrale, sottratti dall\u2019imposizione fiscale dei lombardo-veneti sono una cifra enorme, non pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>Non ci sottraiamo ai doveri della solidariet\u00e0 a favore delle regioni italiane meno fortunate, ma non possono pi\u00f9 accettare gli sprechi e il malgoverno di realt\u00e0 istituzionali come quelle che reggono la sanit\u00e0 campana o laziale e lo sfregio a ogni logica elementare di buona amministrazione cui \u00e8 stata condotta la Regione Sicilia.<\/p>\n<p>Da molto tempo sosteniamo, con l\u2019insegnamento del compianto professor <strong>Miglio<\/strong>, l\u2019idea di un\u2019Italia federale organizzata sulla base di cinque o sei macroregioni, ma, ahim\u00e8, sin qui le nostre sono state inutili \u201cgrida nel deserto\u201d, in un Paese centralista che non si rende conto, cos\u00ec com\u2019\u00e8 attualmente organizzato, di essere destinato al fallimento.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 ci associamo all\u2019invito del governatore Zaia e facciamo appello a tutti i democratici cristiani e popolari veneti affinch\u00e9 si rechino al voto domenica 22 ottobre, a sostegno di quell\u2019autonomia regionale che \u00e8 parte essenziale della nostra migliore tradizione e cultura politica.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/formiche.net\/2017\/10\/02\/referendum-22-ottobre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>http:\/\/formiche.net\/2017\/10\/02\/referendum-22-ottobre\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE.NET (Ettore Bonalberti) Alla fine del 2015, con molti autorevoli amici veneti, avevamo condiviso l\u2019idea della macroregione del Nordest, convinti che esista, e che sia costituzionalmente previsto, un meccanismo, mai esplorato, per arrivare alla macroregione \u201cspeciale triveneta, con Trentino e Friuli Venezia Giulia, omogenee per cultura, storia, caratteristiche economiche e tessuto sociale, a costo \u201czero\u201d per lo Stato. 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