{"id":35104,"date":"2017-10-06T11:19:33","date_gmt":"2017-10-06T09:19:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35104"},"modified":"2017-10-05T23:14:57","modified_gmt":"2017-10-05T21:14:57","slug":"intrigo-catalano-e-la-chiarezza-italiana-senza-effetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35104","title":{"rendered":"L\u2019intrigo catalano e la chiarezza italiana senza effetti"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>UGO BOGHETTA E MIMMO PORCARO<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Catalogna ci dar\u00e0 molto da discutere e da pensare nei prossimi giorni e mesi, e inevitabilmente, in un caso cos\u00ec complicato (che, colpevolmente, negli ultimi tempi, quasi nessuno ha qui in Italia seguito con cura) un giudizio complessivo potr\u00e0 maturare solo per gradi. Per ora ci limitiamo a fare qualche breve precisazione, anche in risposta ad alcuni commenti ad\u00a0<span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/09\/26\/viva-la-catalogna-abbasso-litalia\/\">un nostro recente articolo<\/a><\/u><\/span>\u00a0che ci sono parsi troppo influenzati da \u201cschieramenti preliminari\u201d che in questa vicenda non aiutano molto. Chi sostiene, da sempre o da ieri, la centralit\u00e0 attuale dello stato nazionale come migliore risposta al dominio capitalista \u00e8 generalmente contrario all\u2019indipendentismo catalano. Chi appoggia le \u201cpiccole patrie\u201d \u00e8 entusiasticamente favorevole. E il ragionamento troppo spesso finisce l\u00ec. Per noi la cosa \u00e8 invece molto meno lineare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Facciamo una premessa: noi pensiamo che la lotta di classe e popolare debba prendere per concretezza le mosse dallo stato nazionale e rivendicarne l\u2019autonomia e la sovranit\u00e0, come condizione necessaria ad iniziare un mutamento politico all\u2019interno ed un nuovo patto cooperativo fra stati all\u2019esterno. E pensiamo che le secessioni localistiche o regionalistiche siano pi\u00f9 un\u00a0<i>sintomo<\/i>\u00a0che una\u00a0<i>cura<\/i>\u00a0del male: derivano dall\u2019indebolimento degli stati voluto dal capitalismo globalista, ed aggravano questo indebolimento aumentando la disgregazione. Disgregazione che \u00e8 una delle forme di realizzazione della globalizzazione stessa, che predilige connettere le \u201cpiccole patrie\u201d dentro a sistemi sovranazionali, giudate da forme ademocratiche e sostanzialmente tecniche, che avere a che fare con patrie troppo grandi. Anche quando le secessioni interessano, come quasi sempre avviene, le regioni o le zone pi\u00f9 ricche di un paese che rivendicano la restituzione del divario tra il dato ed il ricevuto, tale rivendicazione, in epoca di turbolenza globale, potrebbe rivelarsi assai miope. Tu contribuisci al 55% della ricchezza fiscale di uno stato, e vuoi riavere tutto indietro. E sei disposto alla secessione. Benissimo. Sappi per\u00f2 che quando si tratter\u00e0 di far sentire il tuo peso in sede internazionale, tu potrai far pesare solo quel 55% e non il 100% come in passato. E\u2019 cos\u00ec che le indipendenze preparano future e maggiori dipendenze.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se tutto questo \u00e8\u00a0<i>astrattamente vero<\/i>, la realt\u00e0 concreta pu\u00f2 essere per\u00f2\u00a0<i>molto pi\u00f9 complicata<\/i>, ed ogni rivendicazione di autonomia o indipendenza, espressa da uno stato contro poteri sovranazionali o da una regione contro lo stato centrale, deve essere giudicata per gli effetti che essa ha e pu\u00f2 avere sulla lotta di classe e sugli schieramenti geopolitici.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In Catalogna ci sembrano oggi coesistere, in una proporzione che non sappiamo ben definire e che comunque non sar\u00e0 certamente statica, spinte \u201cleghiste\u201d e spinte popolari, posizioni (dominanti) filoeuropeiste e posizioni antieuropeiste (per quanto si tratti di un antieuropeismo che per ora non si pone affatto il fine immediato dalla rottura).\u00a0<i>Al momento<\/i>\u00a0la mobilitazione sembra attivare la componente popolare (vedi lo sciopero generale) e produce un importante effetto su scala internazionale, mettendo in luce la natura antidemocratica di quello stesso stato spagnolo che \u00e8 portato ad esempio di crescita virtuosa dall\u2019Ue, e\u00a0<i>la natura antidemocratica della stessa Unione<\/i>, farisaicamente propensa a garantire, quando le serve, quella sovranit\u00e0 nazionale di cui fa regolarmente strame per meglio sottomettere i lavoratori. Certo, la soluzione pi\u00f9 ragionevole per consentire al popolo catalano di far veramente sentire la propria voce nei confronti della Spagna, dell\u2019Unione e degli istituti della globalizzazione sarebbe la costruzione di un\u2019ipotesi federalista. Ma la realt\u00e0 dei conflitti non \u00e8 mai \u201csobriamente ragionevole\u201d e pone, seccamente, dilemmi a volte inattesi. Noi pensiamo che\u00a0<i>oggi<\/i>\u00a0la ripresa di una lotta popolare e di una critica di massa all\u2019Ue\u00a0<i>siano favoriti pi\u00f9 dalla lotta del movimento catalano che dalla difesa dello stato spagnolo<\/i>, agente di quella borghesia transnazionale che \u00e8 il primo nemico dei lavoratori. Domani gli eventi potrebbero farci dire altro. In ogni caso, per noi la centralit\u00e0 dello stato nazionale non \u00e8 uno schemino astratto, ma la forma concreta in cui si pone il problema dell\u2019autonomia dei lavoratori e delle classi popolari. E sappiamo che gli stati nazionali possono svolgere questa funzione\u00a0<i>solo se vengono<\/i>\u00a0<i>profondamente riformati<\/i>, consentendo un protagonismo di tutte le classi e nazionalit\u00e0 che al loro interno si sentono oppresse. Se l\u2019autonomia dei lavoratori e la critica progressiva ad uno stato autoritario (<i>longa manus<\/i>\u00a0dell\u2019Ue) sono incarnate, in alcuni luoghi e per alcuni momenti, da una rivolta regionalista, ben venga la rivolta regionalista. Staremo con questa rivolta finch\u00e9 svolger\u00e0 questa funzione, e cercheremo di imparare tutte le lezioni che una\u00a0<i>concreta<\/i>\u00a0mobilitazione popolare ci pu\u00f2 dare. Ce ne distanzieremo se e quando si mostrer\u00e0 pienamente interclassista e filoeuropeista.\u00a0<b>Ancora una volta l\u2019analisi concreta della situazione concreta \u00e8 la discriminante.<\/b>\u00a0Vedere come le contraddizioni fondamentali si esprimono\u00a0<i>nella realt\u00e0<\/i>, prendendo forme\u00a0<i>sempre originali<\/i>. Si pu\u00f2 sbagliare l\u2019analisi, ma non si pu\u00f2 rinunciare a farla, limitandosi a tifare per gli uni o per gli altri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In Italia, invece, non c\u2019\u00e8 nessuna Catalogna, salvo pappagalli che ora cercano di reinventarne alcune. In italia il problema \u00e8 la riconquista costituzionale dell\u2019indipendenza dall\u2019Unione Europea. La cosa \u00e8 fin troppo chiara. Qui la sinistra \u00e8 per\u00f2 davvero indietro. \u00c8 l\u2019unica sinistra che non rivendica il proprio paese, la propria nazione come ambito prioritario di una politica popolare, di classe per il cambiamento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/10\/04\/lintrigo-catalano-la-chiarezza-italiana-senza-effetti\/\">http:\/\/www.socialismo2017.it\/2017\/10\/04\/lintrigo-catalano-la-chiarezza-italiana-senza-effetti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di UGO BOGHETTA E MIMMO PORCARO La Catalogna ci dar\u00e0 molto da discutere e da pensare nei prossimi giorni e mesi, e inevitabilmente, in un caso cos\u00ec complicato (che, colpevolmente, negli ultimi tempi, quasi nessuno ha qui in Italia seguito con cura) un giudizio complessivo potr\u00e0 maturare solo per gradi. 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