{"id":35120,"date":"2017-10-07T08:48:43","date_gmt":"2017-10-07T06:48:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35120"},"modified":"2017-10-06T22:50:15","modified_gmt":"2017-10-06T20:50:15","slug":"il-naufragio-della-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35120","title":{"rendered":"Il naufragio della cultura"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Negri)<\/strong><\/p>\n<p><em>Come e fino a che profondit\u00e0 \u00e8 lecito far cultura? Ci muoviamo nelle acque abissali di H. G. Wells tra etica, bestialit\u00e0, biopolitica e tecnica chirurgica.<\/em><\/p>\n<div class=\"postcontent\">\n<p>Altamente significativa, diremmo simbolica, la reazione della letteratura anglosassone alla rivoluzione industriale:<em>\u00a0il naufragio<\/em>.\u00a0<strong>Defoe<\/strong>\u00a0\u00e8 il primo a capirlo, spoglia Robinson Crusoe di tutte le conquiste della civilt\u00e0 occidentale e britannica e lo sbatte su un\u2019isola deserta. Il naufrago deve cominciare da capo, addomesticare la natura, tutta: vegetale, animale e umana. Crusoe impone infatti il suo controllo sull\u2019uomo selvaggio e lo chiama\u00a0<strong>Venerd\u00ec<\/strong>. Fa cultura, ovvero non lascia la natura cos\u00ec com\u2019\u00e8. Di quella lotta fra cultura e natura vi sono appunto molte tracce nella letteratura in lingua inglese. Dalla caccia alla balena di\u00a0<strong>Melville<\/strong>\u00a0al cyberpunk di<strong>\u00a0William Gibson<\/strong>\u00a0la questione rimane quella. Con non pochi interrogativi morali. Si parte comunque e spesso da un naufragio, come il Gordon Pym di\u00a0<strong>Edgar Allan Poe<\/strong>, maestro nel racconto di naufragi della psiche. Il romanzo gotico \u00e8 poi il grande naufragio della realt\u00e0 concepita dagli Illuministi, dalle sovrastimate garanzie dei cinque sensi.<\/p>\n<div id=\"attachment_90669\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-90669\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/053d9543f59bb889993361850cc05a94.jpg\" alt=\"Strum auf dem Meer - Andreas Achenbach\" width=\"2000\" height=\"1480\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Strum auf dem Meer \u2013 Andreas Achenbach<\/p>\n<\/div>\n<p>Con un naufragio ha inizio anche\u00a0<a href=\"https:\/\/fanucci-editore.myshopify.com\/products\/lisola-del-dottor-moreau\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><em>L\u2019isola del dottor Moreau<\/em><\/a>\u00a0di\u00a0<strong>H. G. Wells\u00a0<\/strong>che abbiamo riletto in edizione\u00a0<em>Fanucci<\/em>, tradotta da Giuseppe Zito. Wells in compagnia di\u00a0<strong>Jules Verne<\/strong>, \u00e8 il riconosciuto padre della fantascienza. Comincia a scrivere nel tramonto dell\u2019epoca vittoriana e fa in tempo a sapere di Hiroshima. Socialista, progressista, a modo suo positivista, ma non privo di dubbi etici sulle forzature che cultura, scienza e tecnica possono infliggere alla natura. Neanche ventenne era stato iniziato alle teorie evoluzioniste da\u00a0<strong>T. H. Huxley<\/strong>, soprannominato<em>\u00a0il mastino di Darwin<\/em>\u00a0e nonno di quell\u2019<strong>Aldous Huxley<\/strong>\u00a0che altern\u00f2 eucarestie con funghi allucinogeni alle visioni della distopia eugenetica nel<em>\u00a0Brave New World<\/em>.<\/p>\n<p>Non stupisce insomma che Wells gi\u00e0 ad inizio carriera, nel 1895, abbia dato alle stampe la storia del dottor Moreau che sullo\u00a0<strong>scontro fra natura<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>cultura<\/strong>\u00a0sembra dire gi\u00e0 tutto, o perlomeno mettere sul piatto gli interrogativi che oltre cent\u2019anni dopo sono ancor pi\u00f9 oggetto di dibattito pubblico. Perch\u00e9 tutte le domande sulla\u00a0<strong>bioetica<\/strong>, sulle medicine alternative, sulle scelte alimentari sono espressioni del dilemma sui limiti dell\u2019intervento dell\u2019uomo nell\u2019ambiente intorno e sui propri simili. A certi lettori potrebbero non sfuggire anticipazioni di carattere\u00a0<strong>biopolitico<\/strong>, perfino riflessioni sulla casta medica e l\u2019industria relativa.<\/p>\n<div id=\"attachment_90670\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-90670\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Max_Affe_vor_Skelett_um_1900_gross.jpg\" alt=\"Monkey in front of a skeleton - Gabriel von Max\" width=\"1159\" height=\"1600\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Monkey in front of a skeleton \u2013 Gabriel von Max<\/p>\n<\/div>\n<p>Insomma,\u00a0<strong>come e fino a che profondit\u00e0 \u00e8 lecito fare cultura?<\/strong>\u00a0Con la consapevolezza che far cultura pu\u00f2 far male, creare sofferenza ad esseri viventi, come nel caso della vivisezione. Il naufrago di Wells si chiama\u00a0<strong>Edward Patrick<\/strong>, narra la sua vicenda in prima persona (e vale il dubbio che merita ogni narratore interno, cos\u00ec tipico del romanzo gotico: quanto c\u2019\u00e8 di vero? quanto di delirio?). Sperduto nell\u2019Oceano Pacifico, Patrick viene raccolto da una nave guidata da un capitano alcolizzato e con un carico misterioso di bestie. Sono appunto diretti all\u2019isola del dottor Moreau e Patrick non tarder\u00e0 molto a capire cosa si combina in quell\u2019universo separato,\u00a0<strong>lontano dalla civilissima Londra<\/strong>.<\/p>\n<p>Laggi\u00f9, nel mezzo dell\u2019Oceano si porta al parossismo, senza freni etici e legali, ci\u00f2 che la<strong>\u00a0tecnica chirurgica<\/strong>e\u00a0<strong>medica permettono<\/strong>. O almeno cos\u00ec la pensa Moreau, ostracizzato da tutta la comunit\u00e0 scientifica e costretto ad un esilio che per\u00f2 vive con un certo gusto. Patrick \u00e8 voce narrante non sprovveduta riguardo l\u2019argomento, ha studiato anche lui T. H. Huxley. Non ha remore nel definire<em>\u00a0<strong>abominio<\/strong><\/em>\u00a0ci\u00f2 che Moreau chiama:<\/p>\n<blockquote><p>la mia dottrina fisiopsicologica.<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_90671\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-90671\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/d87fca8be2ee4c346b695afe1fca45ed.jpg\" alt=\"Sunset after a storm - Andreas Achenbach \" width=\"3811\" height=\"2920\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Sunset after a storm \u2013 Andreas Achenbach<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Il dottore fa a pezzi animali<\/strong>\u00a0e li ricombina per creare nuovi esseri. L\u2019isola \u00e8<em>\u00a0un trionfo della vivisezione<\/em>, una fabbrica di bestie un po\u2019 umanizzate,\u00a0 in processo di umanizzazione. Moreau esalta la\u00a0<strong><em>plasticit\u00e0 della forme<\/em><\/strong><em>v<\/em><em>iventi<\/em>\u00a0e l\u2019attivismo, il ruolo demiurgico, magico dello scienziato. Non solo di mera chirurgia si tratta, non ci si ferma al\u00a0<strong>mero materialismo<\/strong>, anzi\u00a0<em>la struttura mentale \u00e8 ancora meno rigida rispetto al corpo<\/em>. \u00c8 possibile\u00a0<em>sostituire vecchi istinti ancestrali con nuovi stimoli<\/em>\u00a0(e viene in mente Crusoe con Venerd\u00ec). Basta un po\u2019 di ipnosi, forse qualche siero, una solida educazione,\u00a0<strong>una programmazione neurolinguistica<\/strong>\u00a0(altro tema poi assai saccheggiato dalla fantascienza).<\/p>\n<p>Moreau\u00a0<strong>non ha problemi etici<\/strong>, relativizza il dolore fisico:\u00a0<em>piacere e dolore non hanno niente a che fare con il cielo e l\u2019inferno<\/em>. Simili preoccupazioni ci\u00a0<em>riguardano soltanto fino a che rotoliamo nell\u2019immondizia<\/em>, dichiara con toni alla Nietzsche. Il prometeismo di questa versione aggiornata del\u00a0<strong>dottor Frankenstein<\/strong>\u00a0non pu\u00f2 che naufragare nella rivolta degli uomini-bestie. Moreau si \u00e8 spinto troppo in l\u00e0, ci avverte Wells. E lascia a noi un\u2019ennesima versione del<strong>\u00a0crollo archetipico della Torre di Babele<\/strong>\u00a0e il compito di capire fino a dove spingerci.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"fb-like fb_iframe_widget\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Negri) Come e fino a che profondit\u00e0 \u00e8 lecito far cultura? Ci muoviamo nelle acque abissali di H. G. Wells tra etica, bestialit\u00e0, biopolitica e tecnica chirurgica. Altamente significativa, diremmo simbolica, la reazione della letteratura anglosassone alla rivoluzione industriale:\u00a0il naufragio.\u00a0Defoe\u00a0\u00e8 il primo a capirlo, spoglia Robinson Crusoe di tutte le conquiste della civilt\u00e0 occidentale e britannica e lo sbatte su un\u2019isola deserta. 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