{"id":35126,"date":"2017-10-07T09:00:44","date_gmt":"2017-10-07T07:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35126"},"modified":"2017-10-06T23:11:21","modified_gmt":"2017-10-06T21:11:21","slug":"la-forza-creativa-della-costituzione-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35126","title":{"rendered":"La forza creativa della Costituzione (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA IN RETE (di Paolo Ciofi)*<\/strong><\/p>\n<p>Il programma economico della Costituzione:\u00a0un confronto con Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro.\u00a0I problemi che nascono dallo svuotamento dello Stato nazionale\u00a0e dalla possibilit\u00e0 reale di incidere dei lavoratori nella vita pubblica.\u00a0La questione centrale della propriet\u00e0.\u00a0Dall&#8217;impianto costituzionale emerge una visione culturale e politica\u00a0che va al di l\u00e0 delle ricette di Keynes<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories5\/Riforma-costituzione-No.jpg\" alt=\"Riforma costituzione No\" width=\"300\" height=\"252\" \/><\/p>\n<p>Cosa vuol dire, nelle condizioni del mondo di oggi, lottare per l&#8217;applica\u00adzione della Costituzione del 1948, che fonda sul lavoro la nostra Re\u00adpubblica democratica? Il tema, ignorato per anni e colpevolmente messo in sonno dai partiti subito dopo il clamoroso risultato del refe\u00adrendum del 4 dicembre 2016, che ha respinto la controriforma renziana orientata a deformare l&#8217;assetto co\u00adstituzionale secondo gli interessi del capitale finanziario e di un&#8217;oligar\u00adchia di comando, \u00e8 stato con effica\u00adcia riproposto all&#8217;attenzione del di\u00adbattito pubblico dall&#8217;Assemblea per la democrazia e l&#8217;uguaglianza, or\u00adganizzata da Anna Falcone e To\u00admaso Montanari al teatro Brancac\u00adcio di Roma il 18 giugno scorso.<\/p>\n<p>In questo nuovo contesto indub\u00adbiamente suscita interesse il saggio di Giorgio Lunghini e Luigi Caval\u00adlaro dal titolo <em>La Costituzione come <\/em><em>programma economico, <\/em>pubblicato sul numero 4\/2017 di <em>Micromega <\/em>in un almanacco di economia che espli\u00adcitamente propone di \u00abtornare a Keynes\u00bb. Una visione che, sebbene gli autori non lo dichiarino in modo esplicito, sul terreno politico inevi\u00adtabilmente ci riconduce al compro\u00admesso socialdemocratico, e dunque alla pratica politica del riformismo. Anche perch\u00e9, come essi stessi sot\u00adtolineano, l&#8217;economia \u00e8 una discipli\u00adna in cui \u00abl&#8217;elemento politico ha un peso importante e perfino determi\u00adnante\u00bb. Andiamo a vedere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Articolo 3<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Muovendo dalla premessa che \u00abil la\u00advoro costituisce il valore e l&#8217;interes\u00adse fondamentale sottostante all&#8217;or\u00addinamento\u00bb, l&#8217;economista e il giuri\u00adsta sostengono che tale principio \u00e8 \u00abla chiave di volta dell&#8217;intero ordi\u00adnamento economico\u00bb. Quindi \u2014 argomentano \u2014 la Costituzione italia\u00adna respinge l&#8217;idea, tipicamente bor\u00adghese, che dalla visione del lavoro come \u00abforza creatrice soprannatu\u00adrale\u00bb pretende di derivare il princi\u00adpio \u00absecondo cui l&#8217;uomo che non ha altra propriet\u00e0, all&#8217;infuori della sua forza lavoro, dev&#8217;essere asservito agli altri uomini che si sono resi pro\u00adprietari delle condizioni materiali del lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>In altri termini, essendo stato cancellato il principio della pro\u00adpriet\u00e0 sacra e inviolabile ancora vi\u00adgente nello Statuto albertino, su cui si \u00e8 retta la dittatura fascista che aveva schiavizzato i lavoratori, ci\u00f2 significa che la Repubblica demo\u00adcratica fondata sul lavoro, nel con\u00adflitto che caratterizza la natura stessa del capitale in quanto rap\u00adporto sociale, riconosce la suprema\u00adzia del principio lavoristico sul prin\u00adcipio capitalistico. Possiamo dire, senza cadere nella retorica inconcludente di cui oggi si abusa, che si tratta effettivamente di una con\u00adquista di portata storica, poich\u00e9 il pilastro che sostiene il patto tra gli italiani non \u00e8 pi\u00f9 il cittadino pro\u00adprietario, bens\u00ec il cittadino lavora\u00adtore. Colui il quale per vivere \u2014uomo o donna, finalmente anch&#8217;es\u00adsa titolare del diritto di voto \u2014 deve vendere la propria forza lavoro ma\u00adteriale e immateriale ai detentori dei mezzi di produzione che la usa\u00adno per ottenere un profitto.<\/p>\n<p>Decisivo \u00e8 il secondo comma del\u00adl&#8217;articolo 3, che va oltre l&#8217;uguaglian\u00adza di fronte alla legge, pure essen\u00adziale, e si misura con il tema crucia\u00adle, oggi di fatto ignorato, dell&#8217;ugua\u00adglianza sostanziale: \u00ab\u00c8 compito del\u00adla Repubblica rimuovere gli ostaco\u00adli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;egua\u00adglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politi\u00adca, economica e sociale del Paese\u00bb. Dove risulta che non \u00e8 sufficiente agire nella sfera in cui si distribui\u00adsce il reddito, ma occorre interveni\u00adre nel rapporto di produzione capi\u00adtalistico, vale a dire nel rapporto di propriet\u00e0, come con chiarezza pre\u00adscrivono gli articoli 42, 43, 44.<\/p>\n<p>Lunghini e Cavallaro sottolinea\u00adno che in una societ\u00e0 capitalistica di\u00advisa in classi come la nostra, il con\u00adflitto distributivo tra lavoratori, ca\u00adpitalisti e <em>rentiers <\/em>dipende da molte\u00adplici fattori, interni ed esterni alla produzione e, tra questi, dai concre\u00adti rapporti di forza tra le classi. \u00abSic\u00adch\u00e9 l&#8217;unica cosa che, semplicemente, si pu\u00f2 dire \u00e8 che i profitti saranno alti o bassi a seconda che i salari sia\u00adno bassi o alti\u00bb. Di cosa parliamo, se non della contraddizione tipica del modo di produzione capitalistico, che il capitale, in quanto rapporto sociale, costantemente ha tentato e tenta in vario modo di superare?<\/p>\n<p>\u00abProprio perci\u00f2 \u2014 chiariscono i due autori \u2014 l&#8217;art. 3, secondo comma, della Costituzione si pu\u00f2 considera\u00adre, da un lato, come presa d&#8217;atto che, in una societ\u00e0 capitalistica, il &#8220;non intervento&#8221; dello Stato equivale a intervento a favore della classe do\u00adminante, cio\u00e8 al riconoscimento che chi \u00e8 pi\u00f9 forte economicamente pu\u00f2 dettare le condizioni di vita di chi \u00e8 pi\u00f9 debole, e dall&#8217;altro lato come ma\u00adnifestazione del convincimento che la struttura socio-economica pro\u00adpria della societ\u00e0 capitalistica deb\u00adba essere superata in favore di un diverso modello di societ\u00e0, in cui i principi regolatori del modo di pro\u00adduzione capitalistico vengano tem\u00adperati e affiancati da altri\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 la questione cruciale posta dal\u00adla Costituzione, che delinea un pro\u00adgetto di nuova societ\u00e0 da conquista\u00adre. Ed \u00e8 esattamente per questo mo\u00adtivo che la Costituzione antifascista, subito dopo la sua approvazione, \u00e8 diventata terreno di lotta tra forze del rinnovamento e forze della con\u00adservazione. Un progetto che oggi, travolti come siamo da una crisi di fondo del modo di produzione capi\u00adtalistico \u2014 non solo economica e so\u00adciale, ma anche politica e culturale \u2014 diventa particolarmente attuale per la sua forza innovativa e per la sua capacit\u00e0 di aggregazione, peral\u00adtro confermate dal referendum del 4 dicembre 2016.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Economia mista<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Quali sono, dunque, dentro questa cornice in sintesi delineata, gli indi\u00adrizzi programmatici in materia eco\u00adnomica che i due autori ci propon\u00adgono? L&#8217;obiettivo fondamentale che la Costituzione persegue, sostengo\u00adno Lunghini e Cavallaro, \u00e8 quello della piena occupazione, come \u00e8 chiaro dalla disposizione dell&#8217;artico\u00adlo 4. Dove si afferma che \u00abla Repub\u00adblica riconosce a tutti i cittadini il di\u00adritto al lavoro e promuove le condi\u00adzioni che rendano effettivo questo diritto\u00bb. Da cui deriva la necessit\u00e0 \u2014precisano \u2014di orientare l&#8217;attivit\u00e0 dei pubblici poteri verso il persegui\u00admento di questo fine: sia mobilitan\u00addo con adeguati progetti di investi\u00admento la spesa pubblica e privata, sia promuovendo l&#8217;acquisizione da parte dei lavoratori delle conoscen\u00adze necessarie per il loro impiego.<\/p>\n<p>Il lavoro, quindi, come diritto, ma anche come \u00abdovere\u00bb, da cui emerge, secondo gli autori, l&#8217;incosti\u00adtuzionalit\u00e0 del reddito di cittadi\u00adnanza, che non pu\u00f2 essere sostituti\u00advo di una politica rivolta all&#8217;obietti\u00advo della piena occupazione. Altra cosa \u2014 viene da osservare \u2014 sareb\u00adbero misure temporanee di sostegno del reddito all&#8217;interno di un piano pluriennale per il pieno impiego. Resta comunque il fatto, e questo \u00e8 un indirizzo fondamentale per per\u00adseguire l&#8217;obiettivo della piena occu\u00adpazione, che nell&#8217;impianto costitu\u00adzionale l&#8217;interesse pubblico genera\u00adle \u00e8 destinato a prevalere sull&#8217;inte\u00adresse privato. Di conseguenza, \u00abl&#8217;e\u00adsigenza di un governo pubblico del\u00adlo sviluppo economico comporta l&#8217;abbandono del primato dell&#8217;inizia\u00adtiva economica privata nelle scelte concernenti l&#8217;allocazione delle risor\u00adse\u00bb. Secondo gli autori, si tratta di un&#8217;acquisizione costituzionale da cui non si pu\u00f2 prescindere.<\/p>\n<p>Stanno dentro questa logica le disposizioni dell&#8217;articolo 41, secon\u00addo cui l&#8217;iniziativa privata \u00e8 libera, ma \u00abnon pu\u00f2 svolgersi in contrasto con l&#8217;utilit\u00e0 sociale o in modo da re\u00adcare danno alla sicurezza, alla li\u00adbert\u00e0, alla dignit\u00e0 umana\u00bb. In pari tempo risulta evidente che l&#8217;ultimo comma dello stesso articolo, nell&#8217;af\u00adfidare alla legge il compito di deter\u00adminare \u00abi programmi e i controlli opportuni perch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 econo\u00admica pubblica e privata possa esse\u00adre indirizzata e coordinata a fini so\u00adciali\u00bb, non comporta l&#8217;instaurazione di uno statalismo burocratico e pri\u00admitivo. Giacch\u00e9, come Lunghini e Cavallaro fanno notare, non viene cancellato il mercato in quanto mi\u00adsuratore di efficienza n\u00e9 si propone una pianificazione integrale della vita economica. Si fissano invece le coordinate di un&#8217;economia mista e, negli articoli successivi, le disposi\u00adzioni indispensabili alla scelta di \u00abfunzionalizzare la propriet\u00e0 priva\u00adta dei mezzi di produzione al conse\u00adguimento dell&#8217;utilit\u00e0 sociale\u00bb, per dirla con le parole dei nostri autori.<\/p>\n<p>Seguendo questi indirizzi, nella loro visione assume particolare ri\u00adlievo il tema del credito e del ri\u00adsparmio, in connessione con le poli\u00adtiche fiscali. Le norme dell&#8217;articolo 47, con le quali si stabilisce di tute\u00adlare il risparmio in tutte le sue for\u00adme e di disciplinare e controllare l&#8217;esercizio del credito, stanno a si\u00ad gnificare, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, che oc\u00adcorre \u00abassoggettare al controllo pubblico la liquidit\u00e0 monetaria, nella sua duplice forma di rispar\u00admio e di credito\u00bb. Ci\u00f2 allo scopo di orientare il risparmio medesimo verso quelle forme di investimento che appaiono pi\u00f9 consone alle fina\u00adlit\u00e0 sociali cui deve essere ispirata l&#8217;attivit\u00e0 economica. Infatti, \u00abnel disegno della Costituzione \u2014 so\u00adstengono Lunghini e Cavallaro \u2014 il sistema bancario nel suo comples\u00adso non \u00e8 altro che uno strumento per la gestione monetaria della pro\u00adgrammazione pubblica\u00bb.<\/p>\n<p>Anche in materia di fiscalit\u00e0 il punto di vista dell&#8217;economista e del giurista \u00e8 molto netto. Stabilito che \u00abtutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit\u00e0 contributiva\u00bb, come prescrive il comma 1 dell&#8217;articolo 53, secondo loro \u00abl&#8217;obiettivo princi\u00adpale dell&#8217;imposizione fiscale non \u00e8 pi\u00f9 quello di concorrere al finanzia\u00admento delle spese pubbliche per sa\u00adnit\u00e0, previdenza, infrastrutture ec\u00adcetera, ma diventa quello di regola\u00adre la domanda del settore privato dell&#8217;economia, cos\u00ec che il settore pubblico possa variare la propria spesa (in avanzo o in disavanzo) in modo da conseguire non solo la pie\u00adna occupazione, ma anche una struttura della produzione orienta\u00adta secondo le priorit\u00e0 decise politi\u00adcamente e condivise socialmente\u00bb. Del resto, nello stesso articolo 53, il principio della progressivit\u00e0 del\u00adl&#8217;imposta, in base al quale l&#8217;aliquo\u00adta aumenta con l&#8217;aumentare del\u00adl&#8217;imponibile operando una redistri\u00adbuzione del reddito dai ricchi ai po\u00ad veri, favorisce l&#8217;espansione della domanda effettiva. Con ricadute positive sui livelli di reddito e di oc\u00adcupazione, giacch\u00e9 la propensione marginale al consumo dei pi\u00f9 ricchi \u00e8 inferiore a quella dei meno ricchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Economia e democrazia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che la lettura degli indirizzi economici proposta da Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro meriti grande attenzione, in parti\u00adcolare alla luce della crisi senza pre\u00adcedenti nella quale stiamo vivendo. Certamente un contributo di rilievo nella ricerca di una politica econo\u00admica e sociale diversa, da praticare in Italia e in Europa, che rende ne\u00adcessaria la chiarificazione di alcuni aspetti di merito. Come pure delle condizioni politiche in assenza delle quali il disegno costituzionale, so\u00adprattutto per quel che riguarda gli aspetti economici, rischia di restare un&#8217;irraggiungibile utopia.<\/p>\n<p>Quanto ai contenuti, non appare sufficientemente nitida a mio pare\u00adre, negli indirizzi programmatici dei due autori, la relazione che inter\u00adcorre tra economia e societ\u00e0, secon\u00addo cui in Costituzione gli interventi economici debbono essere finalizza\u00adti a obiettivi chiari e distinti, non al profitto per il profitto. Innanzitutto, alla piena occupazione, non c&#8217;\u00e8 dub\u00adbio. Ma anche alla fitta rete dei di\u00adritti sociali, dei quali lo stesso dirit\u00adto al lavoro fa parte, che invece re\u00adstano piuttosto in ombra nella loro portata innovativa generale. Esat\u00adtamente da questi nuovi traguardi sociali, anima e corpo di una civilt\u00e0 pi\u00f9 avanzata, i padri costituenti hanno fatto discendere le scelte in materia economica attinenti alle ca\u00adratteristiche e alla qualit\u00e0 dell&#8217;im\u00adpresa e della propriet\u00e0, come del re\u00adsto risulta dalla stessa sequenza del Titolo III. Non il contrario. Se la priorit\u00e0, invece, viene data all&#8217;eco\u00adnomia e all&#8217;equilibrio dei fattori, si corre rischio di infilarsi in un tunnel senza via d&#8217;uscita, e di mettere in di\u00adscussione le premesse stesse da cui gli autori hanno preso le mosse.<\/p>\n<p>I padri costituenti non si propo\u00adnevano di applicare, o di perfezio\u00adnare, la dottrina economica di John Maynard Keynes, alla quale si ri\u00adchiamano con costanza i nostri au\u00adtori, bens\u00ec di delineare un progetto di nuova societ\u00e0 per dare soluzione a impellenti bisogni umani interve\u00adnendo nei rapporti di produzione ca\u00adpitalistici: con l&#8217;obiettivo di porre l&#8217;e\u00adconomia al servizio degli uomini e delle donne, non viceversa. Ben sa\u00adpendo, avendo vissuto la tragedia della dittatura fascista, che se non condizioni, non limiti e non orienti il loro potere, e non fai crescere e progredire la democrazia anche nei rapporti di produzione, il dominio delle grandi concentrazioni econo\u00admiche e finanziarie produrr\u00e0 effetti devastanti sull&#8217;intera societ\u00e0. La democrazia sar\u00e0 attaccata e limita\u00adta, svuotata e disgregata. Al limite, soppressa. Come \u00e8 avvenuto con il fascismo, un regime dittatoriale di massa.<\/p>\n<p>In merito agli aspetti politici, Lunghini e Cavallaro si appellano in modo pressante all&#8217;intervento dello Stato, ossia all&#8217;intervento pub\u00adblico, perch\u00e9 il mercato, abbando\u00ad nato a se stesso, non precipiti nell&#8217;a\u00adnarchia e il sistema acquisti un equilibrio. Ma cos&#8217;\u00e8 oggi lo Stato na\u00adzionale, peraltro largamente svuo\u00adtato dalle istituzioni sovranaziona\u00adli, se non un organismo burocratico privo di rappresentanza e di parte\u00adcipazione popolare, trasformato in agenzia a disposizione dei poteri economico-finanziari dominanti? E come \u00e8 possibile, in tale condizione, contrastare questi poteri e limitar\u00adne il dominio politico, se sono essi stessi a dettare le scelte politiche e le regole istituzionali, direttamente o per interposta persona, in Italia, in Europa e nel mondo? \u00c8 evidente che non si pu\u00f2 porre correttamente il tema dell&#8217;attuazione del progetto costituzionale se nello stesso tempo non si combatte tenacemente, an\u00adche sul piano culturale, per mettere in campo una forza politica in grado di organizzare e rappresentare le la\u00advoratrici e i lavoratori del nostro tempo.<\/p>\n<p>Alla concentrazione del potere economico corrisponde lo svuota\u00admento della democrazia. Questa \u00e8 una &#8220;legge&#8221; ferrea del capitale, che oggi osserviamo a occhio nudo so\u00adprattutto nel Paese guida della de\u00admocrazia occidentale, dove tutto il potere \u00e8 concentrato nelle mani di monopoli privati della produzione e della comunicazione, i quali hanno instaurato una dittatura delle mi\u00adnoranze e si combattono ferocemen\u00adte tra loro sul terreno politico. Il si\u00adstema democratico progettato dalla nostra Costituzione \u00e8 tutt&#8217;altra cosa. Economia e democrazia, so\u00adciet\u00e0 capitalistica e nuova societ\u00e0, capitalismo e socialismo. Questa \u00e8 la diade che la Costituzione del 1948 oggi ci propone, e per questo si ma\u00adnifesta in tutta la sua straordinaria attualit\u00e0 e nel valore universale dei suoi principi.<\/p>\n<p>Una costruzione organica e coe\u00adrente, sia nell&#8217;impianto logico che nella visione storico-politica. Nella quale, dal fondamento del lavoro che concretamente ridefinisce i principi di libert\u00e0 e uguaglianza, fa emergere la fitta trama dei diritti sociali. In assenza dei quali il pieno sviluppo della persona umana non si realizza, e i principi di libert\u00e0 e uguaglianza restano una declama\u00adzione vuota. Ma la Costituzione non si limita a indicare l&#8217;insieme dei di\u00adritti indispensabili all&#8217;affermazione della libert\u00e0 dei lavoratori e allo svi\u00adluppo di ogni persona umana nel patto che unisce gli italiani. Pre\u00adscrive anche i doveri e le condizioni economiche e politiche perch\u00e9 il pat\u00adto costituzionale si possa inverare nella vita reale delle donne e degli uomini del nostro Paese, e nei con\u00adflitti tra capitale e lavoro che con\u00adnotano la societ\u00e0 in cui viviamo. Fino a prevedere l&#8217;ascesa delle lavo\u00adratrici e dei lavoratori politicamen\u00adte organizzati alla direzione del Paese.<\/p>\n<h5>*\u00a0Saggio di Paolo Ciofi pubblicato da Critica Marxista sul numero 4-5 del 2017 nella Sezione Osservatorio<\/h5>\n<hr \/>\n<h5><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Ciofi <\/strong><strong>P. (2017), <\/strong><em>Costituzione e rivoluzio\u00ad<\/em><em>ne. La crisi, il lavoro, la sinistra, <\/em><strong>Roma, Editori Riuniti.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Keynes J.M. (2010), <\/strong><em>Laissez faine e co\u00ad<\/em><em>munismo, <\/em><strong>a cura di Giorgio Lunghi\u00ad<\/strong><strong>ni e Luigi Cavallaro, Roma, Deri\u00adveApprodi.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Keynes J.M. (2010), <\/strong><em>Possibilit\u00e0 econo\u00admiche per i nostri nipoti <\/em><strong>seguito da <\/strong><strong>Guido Rossi, <\/strong><em>Possibilit\u00e0 economiche <\/em><em>peri nostri nipoti?, <\/em><strong>Milano, Adelphi.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Marx K., Engels F. (1983), <\/strong><em>Manifesto del <\/em><em>partito comunista, <\/em><strong>Roma, Editori <\/strong><strong>Riuniti.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Mortati C. (111975), \u00abLa Repubblica \u00e8 <\/strong><strong>fondata sul lavoro\u00bb, in <\/strong><em>Politica del diritto.<\/em><\/h5>\n<h5><strong>Rodot\u00e0 S. (2013), <\/strong><em>Il terribile diritto. Stu\u00addi sulla propriet\u00e0 privata e sui beni comuni, <\/em><strong>Bologna, Il Mulino.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Togliatti P. (1987), \u00abSul progetto di Co\u00ad<\/strong><strong>stituzione\u00bb, in <\/strong><em>Discorsi Parlamenta\u00ad<\/em><em>ri I, <\/em><strong>Camera dei Deputati, Roma.<\/strong><\/h5>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/10662-paolo-ciofi-la-forza-creativa-della-costituzione.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/10662-paolo-ciofi-la-forza-creativa-della-costituzione.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (di Paolo Ciofi)* Il programma economico della Costituzione:\u00a0un confronto con Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro.\u00a0I problemi che nascono dallo svuotamento dello Stato nazionale\u00a0e dalla possibilit\u00e0 reale di incidere dei lavoratori nella vita pubblica.\u00a0La questione centrale della propriet\u00e0.\u00a0Dall&#8217;impianto costituzionale emerge una visione culturale e politica\u00a0che va al di l\u00e0 delle ricette di Keynes Cosa vuol dire, nelle condizioni del mondo di oggi, lottare per l&#8217;applica\u00adzione della Costituzione del 1948, che fonda sul&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":35127,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/sinistra-in-rete-e1474130037723-160x160.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-98y","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35126"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35126"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35126\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35129,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35126\/revisions\/35129"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}