{"id":35130,"date":"2017-10-08T09:00:27","date_gmt":"2017-10-08T07:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35130"},"modified":"2017-10-06T23:14:48","modified_gmt":"2017-10-06T21:14:48","slug":"la-forza-creativa-della-costituzione-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35130","title":{"rendered":"La forza creativa della Costituzione (2a parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA IN RETE (Paolo Ciofi)*<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Universalit\u00e0 dei diritti<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La linea costituzionale \u00e8 molto chia\u00adra. Per dare attuazione ai diritti non basta che tutti concorrano alle spe\u00adse pubbliche in ragione della loro ca\u00adpacit\u00e0 contributiva come prescrive il gi\u00e0 ricordato articolo 53, sebbene questa sia una condizione dalla quale non si pu\u00f2 prescindere. Occorro\u00adno almeno altre tre condizioni: a) che l&#8217;iniziativa economica privata non si svolga in contrasto con l&#8217;uti\u00adlit\u00e0 sociale o in modo da recare dan\u00adno alla sicurezza, alla libert\u00e0, alla dignit\u00e0 umana (art. 41); <em>b) <\/em>che alla propriet\u00e0 privata, pur libera, sia po\u00adsto un limite che ne assicuri la fun\u00adzione sociale e l&#8217;accessibilit\u00e0 a tutti (art. 42); <em>c) <\/em>che sia possibile trasfe\u00adrire allo Stato, a enti pubblici o \u00aba comunit\u00e0 di lavoratori o di utenti\u00bb imprese che si riferiscano a servizi pubblici, a fonti energia o a situa\u00adzioni di monopolio (art. 43).<\/p>\n<p>Viene sancito in tal modo il prin\u00adcipio fondamentale del pluralismo nelle forme e nel diritto di propriet\u00e0, chiaramente in contrasto con il to\u00adtalitarismo dilagante della pro\u00adpriet\u00e0 capitalistica privata. Un principio che trova conferma nei successivi articoli, riguardanti i li\u00admiti alla propriet\u00e0 terriera e il ra\u00adzionale uso del suolo, la funzione so\u00adciale della cooperazione, il coinvol\u00adgimento dei lavoratori nella gestio\u00adne delle imprese. E infine la tutela del risparmio e il controllo del cre\u00addito, che nella visione di Luigi Ca\u00advallaio e di Giorgio Lunghini assu\u00admono un valore strategico.<\/p>\n<p>In sintesi possiamo dire che il fondamento del lavoro, in quanto ri\u00addefinisce il contenuto della libert\u00e0 e dell&#8217;uguaglianza, \u00e8 anche il riferi\u00admento ineludibile per la ridefinizio\u00adne e la finalizzazione della pro\u00adpriet\u00e0, nonch\u00e9 per il controllo e il go\u00adverno del mercato. E qui emerge in tutta la sua portata innovativa l&#8217;a\u00adspetto politico del problema, poich\u00e9 i padri costituenti hanno operato una rottura con il passato del fasci\u00adsmo senza voltarsi indietro verso lo Stato liberale. Ai lavoratori e alle la\u00advoratrici vengono riconosciuti il di\u00adritto di sciopero e la libert\u00e0 sindaca\u00adle (artt. 39 e 40), senza i quali la loro libert\u00e0 sarebbe amputata. Ma le la\u00advoratrici e i lavoratori conquistano anche la possibilit\u00e0, attraverso il partito politico, di lottare nella so\u00adciet\u00e0 e nelle istituzioni, e di farsi classe dirigente \u00abassociandosi libe\u00adramente in partiti per concorrere con metodo democratico a determi\u00adnare la politica nazionale\u00bb (art. 49).<\/p>\n<p>Un passaggio ineludibile, in as\u00adsenza del quale l&#8217;intera costruzione costituzionale sarebbe solo una di\u00adchiarazione di buone intenzioni che galleggia sulle nostre teste. Il pro\u00adgetto di una Repubblica democrati\u00adca fondata sul lavoro, che non guar\u00adda al passato e si spinge a introdur\u00adre elementi di socialismo, come \u00e8 stato giustamente osservato, non pu\u00f2 essere scisso dalla partecipa\u00adzione e dal protagonismo della clas\u00adse lavoratrice. Per questo i costi\u00adtuenti avevano ben chiaro il nesso organico che lega i principi e i dirit\u00adti costituzionali alla presenza politi\u00adca organizzata in partiti dei lavora\u00adtori e delle lavoratrici. Ma cosa pu\u00f2 accadere se la politica degrada a mera gestione del potere? Se il mon\u00addo del lavoro viene di fatto espulso dal sistema politico, senza organiz\u00adzazione, rappresentanza e rappre\u00adsentazione nella societ\u00e0, nel parla\u00admento, nella comunicazione?<\/p>\n<p>Una Repubblica democratica fondata sul lavoro nella quale i la\u00advoratori e le lavoratrici non hanno alcun peso politico, e sono esclusi dalle decisioni che riguardano la loro stessa vita: questo \u00e8 il problema drammaticamente aperto del no\u00adstro tempo. Uno stato delle cose che sta logorando le fondamenta demo\u00adcratiche della Repubblica, e ci spin\u00adge verso il ridimensionamento della nostra economia, la disgregazione della societ\u00e0, la subalternit\u00e0 grega\u00adria della cultura e dei media. Trop\u00adpo pessimismo? No. Constatazione elementare dello stato dei fatti, ai quali viene imposta la maschera di un pensiero dominante che cancella la realt\u00e0 spesso insostenibile della condizione umana e del conflitto tra le classi, oggi esasperato dalla dit\u00adtatura del capitale sul lavoro e sul\u00adl&#8217;intera societ\u00e0. Uno stato delle cose ancora pi\u00f9 preoccupante perch\u00e9 in discussione sono principi e diritti della nostra Costituzione che hanno valore universale e costituiscono una tavola di riferimento su cui si potrebbe promuovere un movimen\u00adto dei subalterni e degli sfruttati in Europa e non solo, superando fram\u00admentazioni, disgregazioni e guerre tra poveri.<\/p>\n<p>Valore universale, nelle condi\u00adzioni del mondo di oggi, hanno i principi fissati nei citati articoli 3 e 4 sull&#8217;uguaglianza sostanziale e sul\u00adle condizioni da rimuovere per ren\u00addere effettivo il diritto al lavoro. Continuando con gli esempi si pu\u00f2 citare anche l&#8217;articolo 9, dove si sta\u00adbilisce che la Repubblica ha il com\u00adpito di promuovere lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica, e di tutelare l&#8217;ambiente e il patrimo\u00adnio storico e artistico. I pensieri lun\u00adghi ed elevati dei costituenti si ri\u00adscontrano anche nel principio dell&#8217;articolo 11, che ripudia la guerra in quanto \u00abstrumento di offesa alla li\u00adbert\u00e0 di altri popoli e di risoluzione delle controversie internazionali\u00bb.<\/p>\n<p>Ma hanno valore universale an\u00adche il diritto a una retribuzione pa\u00adritaria per uomini e donne a parit\u00e0 di condizioni lavorative, proporzio\u00adnata alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di lavo\u00adro, e comunque sufficiente ad assi\u00adcurare \u00abun&#8217;esistenza libera e digni\u00adtosa\u00bb. Nonch\u00e9 il diritto al riposo set\u00adtimanale e alle ferie annuali retri\u00adbuite, alla tutela della salute, al\u00adl&#8217;assistenza, alla pensione. E natu\u00adralmente all&#8217;istruzione, che \u00e8 fatto\u00adre costitutivo della libert\u00e0 della per\u00adsona. Non si pu\u00f2 proclamare la li\u00adbert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza tra gli esseri umani se all&#8217;universalit\u00e0 dei diritti civili non corrisponde l&#8217;universalit\u00e0 dei diritti sociali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Oltre Keynes<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;insieme, dall&#8217;impianto costitu\u00adzionale emerge una visione cultura\u00adle e politica che va ben al di l\u00e0 delle ricette di Keynes, spesso geniali per equilibrare il capitalismo ma non per rinnovare il socialismo, che \u00e8 affondato nel compromesso social\u00addemocratico e nel riformismo senza riforme. Non di un percorso a ritro\u00adso quindi si tratta, verso esperienze gi\u00e0 consumate e concluse, bens\u00ec di un avanzamento che guarda al fu\u00adturo, verso una civilt\u00e0 pi\u00f9 avanzata che potremmo definire nuovo socia\u00adlismo. Non \u00e8 convincente presenta\u00adre la Costituzione e la lotta per la sua attuazione come una rivincita di Keynes nel corpo a corpo con ilneoliberismo. In realt\u00e0 la nostra Carta costituzionale \u00e8 il risultato di un&#8217;operazione politico-culturale ben pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 avanzata, che ha prodotto un&#8217;architettura uni\u00adversale unica, e del tutto originale, senza riscontri in altre Costituzioni europee.<\/p>\n<p>Non \u00e8 inutile ricordare che dai principi liberali, sostenuti allora da azionisti, repubblicani e liberali de\u00admocratici, la Costituzione italiana assume la conquista fondamentale dei diritti civili, ma respinge la vec\u00adchia ideologia proprietaria oggi ri\u00adverniciata dal moderno mercatismo dei padroni della rete, che camuffa la propriet\u00e0 capitalistica fino a far\u00adla diventare una divinit\u00e0 da adora\u00adre. Si \u00e8 trattato di una scelta cru\u00adciale, sulla quale nei lavori della Co\u00adstituente si \u00e8 determinata una con\u00advergenza decisiva tra due correnti di pensiero che alla Carta fonda\u00admentale hanno dato un&#8217;impronta inedita, ancora pi\u00f9 significativa e ri\u00adlevante con il trascorrere del tempo. L&#8217;una d&#8217;ispirazione marxista, cui al\u00adlora facevano riferimento il Pci e il Psi, l&#8217;altra d&#8217;ispirazione cristiano-sociale, di cui il principale esponen\u00adte nella Dc era Giuseppe Dossetti.<\/p>\n<p>Un solidarismo di origine diver\u00adsa \u2014 osservava Palmiro Togliatti, protagonista assoluto della costru\u00adzione dell&#8217;impianto costituzionale, in particolare dei principi fonda\u00admentali e del Titolo III della prima parte \u2014 che per\u00f2 arriva \u00aba risultati analoghi a quelli a cui arrivavamo noi\u00bb in materia di diritti sociali, \u00abdella nuova concezione del mondo economico\u00bb \u00abfondata sul principio della solidariet\u00e0 e del prevalere del\u00ad le forze del lavoro\u00bb, \u00abdei limiti del di\u00adritto di propriet\u00e0\u00bb. Ma anche sul tema della dignit\u00e0 della persona \u2014aggiungeva \u2014 si \u00e8 determinato un al\u00adtro punto di convergenza, poich\u00e9 \u00absocialismo e comunismo tendono a una piena valutazione della perso\u00adna umana\u00bb.<\/p>\n<p>Proprio la convergenza di cultu\u00adre diverse, sotto il segno non di un inciucio, bens\u00ec di una complessa sin\u00adtesi di portata storica, ha consenti\u00adto di delineare un grandioso disegno innovativo, sicuramente la vetta pi\u00f9 alta raggiunta da noi italiani nel difficile e contrastato cammino ver\u00adso la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza. Mi si permetta di citare dal mio <em>Costitu\u00ad<\/em><em>zione e rivoluzione:\u00ab<\/em>La propriet\u00e0 distribuita, limitata e finalizzata, e il mercato, regolato per soddisfare le esigenze umane e am\u00adbientali attraverso l&#8217;intervento pub\u00adblico e la presenza di soggetti socia\u00adli organizzati, promuovono la libert\u00e0 come padronanza del proprio desti\u00adno, non come assenza di regole, e l&#8217;u\u00adguaglianza come giustizia sociale, non come cancellazione dell&#8217;indivi\u00addualit\u00e0 e delle differenze. Il plurali\u00adsmo nelle forme della propriet\u00e0, con\u00adtrapposto \u00e0 totalitarismo della pro\u00adpriet\u00e0 privata capitalistica, rende bene l&#8217;idea di un percorso aperto, di un progetto riformatore <em>in progress <\/em>configurato da una Costituzione programmatica che delinea una tra\u00adsformazione del sistema fino \u00e0 pos\u00adsibile superamento dei rapporti di produzione capitalistici.\u00bb<\/p>\n<p>Come confermano i nostri autori nelbrano citato all&#8217;inizio, l&#8217;articolo 3,secondo comma, esprime il convincimento che \u00abla struttura socio-eco\u00adnomica propria della societ\u00e0 capita\u00adlistica debba essere superata in fa\u00advore di un diverso modello di so\u00adciet\u00e0\u00bb, ma il keynesismo, espressio\u00adne di un pensiero liberale alto, non si proponeva di innovare il sociali\u00adsmo bens\u00ec di consolidare il capitali\u00adsmo, e non ha inciso nei rapporti di propriet\u00e0, che si \u00e8 ulteriormente concentrata. Nelle sue applicazioni pratiche, poi, si \u00e8 assestato sulla li\u00adnea del governo politico del capitale nel tentativo di condizionarlo, uti\u00adlizzando a questo fine la presenza di un movimento operaio sindacal\u00admente e politicamente organizzato. Ma le contraddizioni del capitale non sono state superate, e anzi si sono ripresentate in tutta la loro violenza e drammaticit\u00e0, favorendo l&#8217;offensiva liberista guidata da Mar\u00adgaret Thatcher e Ronald Reagan.<\/p>\n<p>La vittoria del capitale nella lot\u00adta di classe contro il lavoro \u00e8 stata talmente schiacciante che il riformi\u00adsmo \u00e8 diventato un sottoprodotto del liberismo, e la socialdemocrazia si \u00e8 trasformata in un&#8217;officina che forni\u00adsce pezzi di ricambio alla macchina del capitalismo. Perci\u00f2 \u00e8 necessario un taglio netto con il passato. Non solo con il liberismo, ma anche con il keynesismo, oggi irripetibile perch\u00e9 sono cambiate le condizioni storiche, e perch\u00e9 non \u00e8 ragionevole pensare di poter tornare \u00e0 capitalismo &#8220;buo\u00adno&#8221; che ha generato quello &#8220;cattivo&#8221; dei nostri giorni.<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato il momento di pren\u00addere atto che il compromesso social\u00addemocratico si \u00e8 definitivamente concluso con una resa senza condi\u00adzioni al capitale. Ed \u00e8 un inutile e perdente esercizio continuare a pe\u00adstare l&#8217;acqua nel mortaio del rifor\u00admismo, secondo il vecchio riformista Sergio Cofferati una parola malata, che ha tradotto in termini politici le regole economiche imposte dai mer\u00adcati finanziari globalizzati. Voglia\u00admo resuscitare un morto, o riappro\u00adpriarci fino in fondo della cultura della Costituzione, che ci indica la via di un possibile cambiamento, ri\u00adpensando i presupposti e i fonda\u00admenti di un nuovo socialismo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Una civilt\u00e0 pi\u00f9 avanzata<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Pensare una civilt\u00e0 pi\u00f9 avanzata, retta dai principi di uguaglianza, li\u00adbert\u00e0, giustizia sociale, e lottare concretamente per questo obiettivo, non \u00e8 un&#8217;utopia irraggiungibile. \u00c8 la rivoluzione del nostro tempo. Che dovrebbe attenuare e colmare lo scarto, sempre pi\u00f9 evidente e dram\u00admatico, tra le potenzialit\u00e0 della ri\u00advoluzione scientifica e tecnologica in atto, di cui la digitalizzazione della produzione e della comunicazione \u00e8 solo un aspetto, e la concentrazione della propriet\u00e0 e della ricchezza in poche mani, che fa ostacolo allo svi\u00adluppo sociale e civile dell&#8217;umanit\u00e0 e alla salvaguardia del pianeta.<\/p>\n<p>Il modo di lavorare e di produr\u00adre, di vivere e di pensare \u00e8 un pro\u00adcesso di cambiamento perenne, nel quale ci sarebbe bisogno di una clas\u00adse lavoratrice sempre pi\u00f9 esperta, qualificata e istruita, capace di pa\u00addroneggiare processi globali che hanno gi\u00e0 cambiato la nozione tra\u00addizionale del tempo e dello spazio. Ma oggi accade il contrario. Le con\u00ad tinue conquiste della scienza e del\u00adla tecnica consentirebbero a tutte e a tutti di ridurre i tempi di lavoro e di elevare la qualit\u00e0 della vita, di tu\u00adtelare l&#8217;ambiente e di padroneggia\u00adre con maggiore sicurezza il proprio destino. Ma nelle mani di un pugno di proprietari universali che compe\u00adtono tra loro per il controllo del mon\u00addo, accrescendo i pericoli di guerra, accade il contrario: intensificazione dello sfruttamento e aumento delle disuguaglianze, disgregazione della societ\u00e0, riscaldamento globale e de\u00adsertificazione della terra con enormi masse umane che migrano in cerca di lavoro e sicurezza.<\/p>\n<p>Se le confrontiamo con la socia\u00adlit\u00e0 potenziale della rete e con la po\u00adtenza scientifica e tecnologica della forza lavoro del nostro tempo, che si esprime soprattutto nelle capacit\u00e0 comunicative e relazionali a livello planetario, le forme attuali della propriet\u00e0 capitalistica sui mezzi di produzione e di comunicazione ap\u00adpaiono addirittura barbariche. Non solo i settori produttivi e di servizio avanzati diventano sempre pi\u00f9 in\u00adcompatibili con le attuali forme del\u00adla propriet\u00e0 e dell&#8217;appropriazione. Siamo arrivati al punto che una banca privata &#8220;compra&#8221; con due euro altre due banche sull&#8217;orlo del fallimento scaricando i costi sulla collettivit\u00e0 nazionale. E siccome 1&#8217;80 per cento delle entrate fiscali pro\u00advengono dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, non \u00e8 difficile calco\u00adlare chi ci guadagna e chi ci perde. Ma non \u00e8 la prima volta che i pove\u00adri salvano i ricchi.<\/p>\n<p>Anche i beni naturali, come l&#8217;ac\u00adqua e l&#8217;aria, sono entrati in contrasto con la propriet\u00e0 capitalistica e chiedono il suo superamento. In de\u00adfinitiva, diventa sempre pi\u00f9 pres\u00adsante l&#8217;esigenza di propriet\u00e0 pubbli\u00adche, sociali e comunitarie, come la Costituzione prevede. \u00c8 su questo nodo, stringente e decisivo, che oc\u00adcorre intervenire lottando perch\u00e9 l&#8217;economia e la societ\u00e0 siano orga\u00adnizzate secondo un ordine nuovo, orientato al soddisfacimento dei bi\u00adsogni umani e al pieno sviluppo del\u00adle persone. Ecco perch\u00e9 la sinistra dovrebbe impugnare la bandiera della Costituzione e della sua at\u00adtuazione con un programma chiaro, che compia una precisa scelta di campo: dalla parte del lavoro, non del capitale.<\/p>\n<p>Una scelta che consente di por\u00adtare in Europa una linea effettiva\u00admente alternativa non solo (e non tanto) alle politiche cosiddette di au\u00adsterit\u00e0, ma all&#8217;intera costruzione europea fondata sugli interessi do\u00adminanti del capitale finanziario. Non l&#8217;Europa del capitale dunque, ma neanche il rinculo nazionalisti\u00adco nell&#8217;Europa delle patrie, che spin\u00adgerebbe inevitabilmente verso la concorrenza spietata e la guerra tra poveri. Bens\u00ec l&#8217;Europa dei popoli e dei lavoratori: che pu\u00f2 nascere solo, per quel che riguarda noi italiani, portando in Europa la nostra Costi\u00adtuzione come utile contributo alla costruzione di un nuovo internazio\u00adnalismo del lavoro, e al tempo stes\u00adso promuovendo in Italia un ampio movimento per l&#8217;applicazione dei principi costituzionali.<\/p>\n<p>Se non si compie in modo chiaro e netto la scelta di impugnare la ban\u00addiera della Costituzione e dell&#8217;attua\u00ad zione dei suoi principi e diritti met\u00adtendo al centro il lavoro, raccoglien\u00addo e dando sbocco positivo allo stato di generale malessere che attraver\u00adsa strati sempre pi\u00f9 ampi della so\u00adciet\u00e0, la prospettiva \u00e8 quella di un ul\u00adteriore degrado, di una crisi irrever\u00adsibile della democrazia, dell&#8217;ascesa di una destra sempre pi\u00f9 arrogante e totalitaria. Molti segnali sono gi\u00e0 presenti al riguardo. Di fronte al vuoto di rappresentanza e di rap\u00adpresentazione del lavoro che apre spazi enormi alle spinte nazionali\u00adstiche e fascistiche, la priorit\u00e0 asso\u00adluta, se vogliamo guardare in faccia la realt\u00e0, \u00e8 dunque quella di colma\u00adre questo vuoto. Di impegnarsi pan\u00adcia a terra, buttando \u00e0 macero vec\u00adchie idee, vecchie storie e vecchie scorie, immergendosi nelle contrad\u00addizioni reali del mondo che ci circon\u00adda in cui vivono le donne e gli uomi\u00adni in carne e ossa, per dare forma a un partito politico che renda prota\u00adgoniste, oggi, le persone che per vi\u00advere hanno bisogno di lavorare, e le aiuti a farsi classe dirigente.<\/p>\n<p>La forza della nostra Carta fon\u00addamentale non sta solo nella capa\u00adcit\u00e0 di unire la stragrande maggio\u00adranza degli italiani. Sta anche, for\u00adse soprattutto, nella capacit\u00e0 di vol\u00adgere lo sguardo al futuro afferman\u00addo una visione dinamica dell&#8217;ugua\u00adglianza e della libert\u00e0, indispensa\u00adbile per poter parlare ai giovani. La Costituzione non abolisce la pro\u00adpriet\u00e0. Ma, come fa notare Stefano Rodot\u00e0, del quale sentiremo la man\u00adcanza per la sua dedizione alla cau\u00adsa dell&#8217;Italia democratica e progres\u00adsista, con la Costituzione \u00absi \u00e8 ormai fuori dalla logica liberista\u00bb giacch\u00e9 la propriet\u00e0 privata (il terribile di\u00adritto evocato da Cesare Beccaria) \u00ab\u00e8 ormai conformata in maniera tale\u00bb da permettere \u00abla realizzazione di finalit\u00e0 sociali\u00bb.<\/p>\n<p>In altri termini, la forza creatri\u00adce della Costituzione ci dice che l&#8217;u\u00adguaglianza non si riduce alle pari opportunit\u00e0 offerte dalle condizioni di partenza. Come mette in eviden\u00adza lo stesso Rodot\u00e0, \u00abl&#8217;accesso alla conoscenza reso possibile da Inter\u00adnet non basta ad affermare il pari diritto di ciascuno, se le condizioni di partenza creano condizioni di di\u00adsuguaglianza e di esclusione\u00bb. Una conferma che le innovazioni scienti\u00adfiche e tecnologiche reclamano quel\u00adl&#8217;uguaglianza sostanziale, connessa alle condizioni economiche e cultu\u00adrali dei cittadini, che la Costituzio\u00adne indica, tutelando in particolare i giovani che si affacciano sul merca\u00adto del lavoro, e offrendo loro la pos\u00adsibilit\u00e0 di allargare il campo all&#8217;af\u00adfermazione di diritti nuovi. Un&#8217;a\u00adpertura straordinaria sul futuro, che conferma la lungimiranza dei padri costituenti.<\/p>\n<p>Per cui in conclusione possiamo dire che se la priorit\u00e0 assoluta \u00e8 or\u00adganizzare le lavoratrici e i lavorato\u00adri, e costruire insieme a loro lo stru\u00admento politico indispensabile per applicare la Costituzione, d&#8217;altra parte la lotta per attuare i diritti co\u00adstituzionali e conquistarne nuovi \u00e8 anche il mezzo per dare forma a un partito che li organizzi e li rappre\u00adsenti. In ogni caso \u00e8 arrivato il tem\u00adpo di ripensare il socialismo per uscire dalla prigione del capitali\u00adsmo. Anche per questo serve la Co\u00adstituzione.<\/p>\n<h5>*\u00a0Saggio di Paolo Ciofi pubblicato da Critica Marxista sul numero 4-5 del 2017 nella Sezione Osservatorio<\/h5>\n<hr \/>\n<h5><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Ciofi <\/strong><strong>P. (2017), <\/strong><em>Costituzione e rivoluzio\u00ad<\/em><em>ne. La crisi, il lavoro, la sinistra, <\/em><strong>Roma, Editori Riuniti.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Keynes J.M. (2010), <\/strong><em>Laissez faine e co\u00ad<\/em><em>munismo, <\/em><strong>a cura di Giorgio Lunghi\u00ad<\/strong><strong>ni e Luigi Cavallaro, Roma, Deri\u00adveApprodi.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Keynes J.M. (2010), <\/strong><em>Possibilit\u00e0 econo\u00admiche per i nostri nipoti <\/em><strong>seguito da <\/strong><strong>Guido Rossi, <\/strong><em>Possibilit\u00e0 economiche <\/em><em>peri nostri nipoti?, <\/em><strong>Milano, Adelphi.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Marx K., Engels F. (1983), <\/strong><em>Manifesto del <\/em><em>partito comunista, <\/em><strong>Roma, Editori <\/strong><strong>Riuniti.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Mortati C. (111975), \u00abLa Repubblica \u00e8 <\/strong><strong>fondata sul lavoro\u00bb, in <\/strong><em>Politica del diritto.<\/em><\/h5>\n<h5><strong>Rodot\u00e0 S. (2013), <\/strong><em>Il terribile diritto. Stu\u00addi sulla propriet\u00e0 privata e sui beni comuni, <\/em><strong>Bologna, Il Mulino.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Togliatti P. (1987), \u00abSul progetto di Co\u00ad<\/strong><strong>stituzione\u00bb, in <\/strong><em>Discorsi Parlamenta\u00ad<\/em><em>ri I, <\/em><strong>Camera dei Deputati, Roma.<\/strong><\/h5>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/10662-paolo-ciofi-la-forza-creativa-della-costituzione.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/10662-paolo-ciofi-la-forza-creativa-della-costituzione.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Paolo Ciofi)* Universalit\u00e0 dei diritti La linea costituzionale \u00e8 molto chia\u00adra. Per dare attuazione ai diritti non basta che tutti concorrano alle spe\u00adse pubbliche in ragione della loro ca\u00adpacit\u00e0 contributiva come prescrive il gi\u00e0 ricordato articolo 53, sebbene questa sia una condizione dalla quale non si pu\u00f2 prescindere. Occorro\u00adno almeno altre tre condizioni: a) che l&#8217;iniziativa economica privata non si svolga in contrasto con l&#8217;uti\u00adlit\u00e0 sociale o in modo da recare&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":35127,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/sinistra-in-rete-e1474130037723-160x160.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-98C","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35130"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35130"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35130\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35131,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35130\/revisions\/35131"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}