{"id":35181,"date":"2017-10-09T10:20:29","date_gmt":"2017-10-09T08:20:29","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35181"},"modified":"2017-10-08T22:22:02","modified_gmt":"2017-10-08T20:22:02","slug":"leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35181","title":{"rendered":"\u201cL\u2019Europa a due velocit\u00e0\u201d passa per il sacco di Roma"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019eurocrisi sta entrato nell\u2019ultima fase e, guardando indietro, si pu\u00f2 finalmente afferrare il grande disegno nel suo complesso: tutte le tappe salienti dell\u2019Unione Europea, dal Trattato di Maastricht all\u2019imposizione dell\u2019austerit\u00e0, passando per la demolizione della Prima Repubblica ed il sostegno alle forze secessionistiche, sono riconducibili ad un solo, coerente, obiettivo. La fondazione degli Stati Uniti d\u2019Europa, allargati all\u2019intero continente, \u00e8 stata scartata da anni, sempre che sia stata mai presa seriamente in considerazione. Dal 2011 in avanti, si persegue la nascita di un nocciolo federale circoscritto a Germania, Francia e realt\u00e0 minori. Il destino dell\u2019Europa meridionale \u00e8 il default e lo smembramento, cos\u00ec da annettere alcuni territori agli USE: l\u2019uscita dall\u2019Unione Europea \u00e8 l\u2019unica salvezza per Italia e Spagna.<\/em><\/p>\n<h2>Tutto \u00e8 finalmente chiaro: Macron, Monti e Bossi giocano nella stessa squadra<\/h2>\n<p>Comprendere lo sviluppo dell\u2019eurocrisi \u00e8 come osservare la costruzione di un grattacielo di cui non si conosce il progetto: ogni volta si crede di aver afferrato il disegno nel suo insieme, per poi scoprire che c\u2019\u00e8 un altro piano, poi un altro ancora , ed un altro ancora. L\u2019edificio continua a crescere e, solo quando la costruzione ha raggiunto l\u2019altezza delle gru, si pu\u00f2 finalmente esclamare:\u00a0<strong>\u00e8 chiaro!<\/strong>\u00a0\u00c8 finalmente chiaro ci\u00f2 che gli architetti (ma meglio sarebbe dire \u201cil Grande Architetto dell\u2019Universo\u201d) avevano in mente!<\/p>\n<p>L\u2019ottobre del 2017 corrisponde, per chi scrive, con questa presa di coscienza. Dopo anni di austerit\u00e0 che hanno esacerbato le tensioni nell\u2019europeriferia e deteriorato le finanze pubbliche, dopo le palesi forzature per insediare l\u2019ex- Rothschild Emmanuel Macron all\u2019Eliseo, dopo i proclami per \u201c<strong>un\u2019Europa a due velocit\u00e0\u201d<\/strong>, dopo il palese sostegno di Bruxelles alle spinte secessionistiche in Spagna ed Italia, \u00e8 finalmente tutto chiaro.\u00a0<strong>Un disegno logico, pulito e coerente.<\/strong>\u00a0E, bisogna aggiungere,<strong>\u00a0diabolico,<\/strong>\u00a0perch\u00e9 prevede l\u2019annichilimento dei pi\u00f9 deboli:<strong>\u00a0i Paesi dell\u2019Europa Meridionale.<\/strong><\/p>\n<p>Nei nostri articoli abbiamo sempre evidenziato come la crisi dell\u2019euro fosse stata deliberatamente progettata dall\u2019oligarchia di Bruxelles: calando\u00a0<strong>un regime a cambi fissi<\/strong>\u00a0su\u00a0<strong>un\u2019area monetaria non ottimale<\/strong>\u00a0era solo questione di tempo prima che, al primo choc esterno (bancarotta di Lehman Brothers),<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ciclo_di_Frenkel\">\u00a0si innescasse\u00a0<strong>il ciclo di Frenkel<\/strong><\/a>. I capitali, confluiti dal centro verso la periferia, defluiscono improvvisamente verso il centro, facendo tremare i titoli di Stato dei Paesi pi\u00f9 deboli. A questo punto i membri dell\u2019unione monetaria hanno dinnanzi a s\u00e9 due strade: la prima, procedere con<strong>\u00a0l\u2019istituzione di un Tesoro unico e la fondazione di un super-Stato<\/strong>, la seconda, procrastinare l\u2019inevitabile fine del regime a cambi fissi, imponendo<strong>\u00a0una massiccia e letale dose di austerit\u00e0 alla periferia,<\/strong>\u00a0cos\u00ec da riequilibrare le bilance commerciali. Con la prima strada, sarebbero nati\u00a0<strong>i massonici Stati Uniti d\u2019Europa<\/strong>allargati all\u2019intero continente, con la seconda, presto o tardi l\u2019euro sarebbe imploso, a causa del continuo deteriorarsi delle finanze pubbliche in Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Francia, etc.<\/p>\n<p>Non conoscendo il disegno nel suo complesso, ci dicevamo, fino a poco tempo fa, piuttosto ottimisti:\u00a0<strong>la moneta unica sarebbe inevitabilmente collassata<\/strong>\u00a0e le nazioni europee si sarebbero finalmente liberate dal giogo di Bruxelles.<\/p>\n<p>Solo ora capiamo che l\u2019eurocrisi si \u00e8 finora sviluppata grossomodo secondo i piani dell\u2019establishment liberal:\u00a0<strong>gli Stati Uniti d\u2019Europa, estesi all\u2019intero continente, sono stati scartati da anni, sempre che qualcuno li abbia mai presi davvero in considerazione.<\/strong>\u00a0Dal 2011 in avanti, dallo scoppio cio\u00e8 dell\u2019eurocrisi in tutta la sua virulenza, l\u2019obiettivo segretamente perseguito non \u00e8 stato il salvataggio dell\u2019eurozona nel suo complesso e la nascita di uno Stato federale esteso dal Portogallo alla Finlandia,\u00a0<strong>ma la fondazione di un\u2019Europa federale ristretta al nocciolo franco-tedesco, allargato ad alcune realt\u00e0 minori.<\/strong><\/p>\n<p>Le prime avvisaglie a proposito risalgono infatti al dicembre 2011:\u00a0<i>\u201cSarkozy and Merkel unveil two-speed EU plan to shore up euro\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/i>\u00a0scriveva allora The Guardian. Oggi l\u2019obiettivo diventa finalmente esplicito, con il rilancio da parte di Emmanuel Macron, rocambolescamente paracadutato dalla\u00a0<strong>banca Rothschild<\/strong>all\u2019Eliseo, di un\u2019Europa a due velocit\u00e0,<strong>\u00a0alias \u201cEuropa \u00e0 la carte\u201d<\/strong>. Un nocciolo di Paesi (Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Austria, Slovenia, Finlandia) prosegue con la fondazione degli USE, mentre gli altri sono abbandonati ad un tristissimo destino. Non perch\u00e9 esclusi dal \u201cclub franco-tedesco\u201d,\u00a0<strong>ma perch\u00e9 spinti al default e cannibalizzati, a livello territoriale, dal blocco federale.<\/strong><\/p>\n<p>La nascita degli Stati Uniti d\u2019Europa, circoscritti alla coppia Macron-Merkel,\u00a0<strong>contempla il default di Italia e Spagna e la loro scomparsa come Stati nei termini sinora conosciuti<\/strong>: il loro fallimento servir\u00e0 da innesco al processo federativo di Francia e Germania ed il loro smembramento territoriale alimenter\u00e0 il nucleo federale con l\u2019apporto di alcuni territori ritenuti \u201cpregiati\u201d:\u00a0<strong>Catalogna, forse i Paesi Baschi, il Veneto, la Lombardia, in prospettiva il Piemonte<\/strong>. La fondazione degli USE \u00e8 quindi un progetto altamente eversivo, che prevede il saccheggio e l\u2019annichilimento dell\u2019europeriferia,<strong>\u00a0spinta alla bancarotta e fatta a brandelli.<\/strong>\u00a0N\u00e9 Spagna, n\u00e9 Italia,\u00a0<strong>i due alleati naturali della Russia in Europa<\/strong>, dovrebbero sopravvivere alla\u00a0<strong>riconfingurazione geopolitica del Vecchio Continente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In quest\u2019ottica, come detto, tutto diventa chiaro, coerente, lineare<\/strong>. Nel biennio 1992-1993 si gettano le basi del processo: Tangentopoli, eliminazione degli storici partiti garanti dell\u2019interesse nazionale, inoculazione delle prime forze secessionistiche. Nel 2001 si procede con la destrutturazione dello Stato con<strong>\u00a0la riforma del Titolo V della Costituzione,<\/strong>\u00a0che rafforza le regioni a discapito del governo centrale. Nel 2002 \u00e8 introdotta<strong>\u00a0la moneta unica<\/strong>\u00a0che, come una talpa, inizia a scavare sotto le fondamenta economiche dell\u2019Europa Meridionale. Nel 2011 \u00e8 scatenata la crisi dell\u2019euro, cui segue l\u2019imposizione della letale austerit\u00e0: con la scusa di \u201crisanare i conti\u201d, si procede in realt\u00e0\u00a0<strong>con l\u2019ulteriore indebolimento degli Stati periferici.<\/strong><\/p>\n<p>Merkel e Catalogna, Monti e Padania, apparentemente agli antipodi,\u00a0<strong>sono in realt\u00e0 alleati<\/strong>: entrambi lavorano per lo smembramento di Spagna ed Italia. Chi espone chiaramente il concetto \u00e8 il Senatur\u00a0<strong>Umberto Bossi<\/strong>, personaggio colorito e buffonesco, dalla cui bocca, proprio a causa della bassa autorevolezza, esce spesso la verit\u00e0. Nell\u2019articolo de La Stampa,\u00a0<i>\u201cBossi scommette sul default dell\u2019Italia\u201d<\/i><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, scritto quando il governo tecnico di Mario Monti si \u00e8 appena insediato, si pu\u00f2 leggere:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cOvviamente ciascuno \u00e8 autorizzato a pensare che ci sia della follia, in questa logica: ma di certo Bossi mostra un disegno preciso: \u00ab<b>Miglio aveva capito che sarebbe stata l\u2019Europa a fare la Padania. In Europa c\u2019\u00e8 stata una guerra, una guerra economica. Adesso \u00e8 finita e l\u2019Italia ha perso.\u00a0<\/b>Alla fine di ogni guerra si riscrivono i trattati e si ridisegnano i confini\u00bb. E i nuovi confini sono appunto quelli della cartina colorata dal Trota:\u00a0<b>un nuovo Stato che annette la Padania al Nord e abbandona l\u2019Italia centro-meridionale a un destino nordafricano.\u00a0<\/b>\u00abAl tavolo della pace\u00bb, spiega, \u00abnoi padani ci presenteremo come popolo vincitore perch\u00e9 queste cose le diciamo da anni, lo sapevamo che l\u2019Europa che stavano costruendo sarebbe fallita.\u00a0<b>L\u2019Italia invece sar\u00e0 l\u00ec come popolo sconfitto\u00bb.\u201d<\/b><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Il governo Monti<\/strong>\u00a0assesta deliberatamente un primo, durissimo, colpo alle finanze pubblica: grazie all\u2019austerit\u00e0,<strong>\u00a0il debito pubblico cresce a ritmi mai sperimentati prima<\/strong>\u00a0e inanella sempre nuovi record<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>. Dopo la parentesi di Enrico Letta, \u00e8 la volta di\u00a0<strong>Matteo Renzi<\/strong>, definito nel 2015 dal Financial Times\u00a0<i>\u201c<\/i><i>the last hope for the Italian elite\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>:\u00a0<\/i>dopo l\u2019esperienza dell\u2019ex-sindaco di Firenze, installato a Palazzo Chigi per fallire,\u00a0<strong>la dissoluzione dell\u2019Italia subir\u00e0 infatti un\u2019accelerazione.<\/strong>\u00a0Renzi \u00e8 spinto all\u2019inutile referendum costituzionale da quegli stessi poteri che poi consiglieranno di votare \u201cno\u201d (si ricordi la presa di posizione de The Economist): la prevedibile bocciatura della riforma aumenta ulteriormente la disgregazione politica del Paese.\u00a0<strong>I partiti si sfaldano, la barca Italia \u00e8 alla deriva, si fatica persino a scrivere una legge elettorale, l\u2019anti-politica raggiunge nuove vette.<\/strong><\/p>\n<p>Mentre la decomposizione della politica, avviata nel 1992-1993, raggiunge l\u2019acme,<strong>\u00a0in parallelo si riaccendo le spinte secessionistiche in seno all\u2019europeriferia<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/referendum-lombardo-veneto-sullautonomia-i-poteri-del-1992-1993-tornano-allattacco\/\">il referendum per l\u2019indipendenza della Catalogna e quelli per l\u2019autonomia di Veneto e Lombardia procedono di pari passo<\/a>. Tutte e tre le consultazioni sono concepite nel 2014, tutte e tre colpiscono all\u2019unisono nell\u2019ottobre del 2017, tutte e tre sono appoggiate dagli stessi poteri:\u00a0<strong>Bruxelles, l\u2019alta finanza \u00e0 la Soros, l\u2019oligarchia che progetta la fondazione dell\u2019Europa a due velocit\u00e0 attorno al nucleo franco-tedesco<\/strong>. I secessionisti catalani e, in un futuro prossimo, quelli lombardo-veneti, lavorano di comune accordo con Parigi e Berlino per smembrare gli Stati periferici affinch\u00e9 gli Stati Uniti d\u2019Europa possano inghiottirne alcune parti.\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lo-stato-nazionale-e-superato-perche-bruxelles-sostiene-la-secessione-della-catalogna\/\">Il milieu di George Soros e di Carlo De Benedetti sostiene apertamente i secessionisti catalani, come esistono testimonianze che Berlino li finanzi<\/a><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>\u00a0(non era un fervente filo-tedesco anche\u00a0<strong>Gianfranco Miglio<\/strong>\u00a0e non vuole,\u00a0<strong>Luca Zaia<\/strong>, che il suo referendum sia \u201cuna riposta\u201d al plebiscito del 1866<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>, che stacc\u00f2 il Veneto dall\u2019orbita germanica?).<\/p>\n<p>Oggi, Spagna ed Italia sono due Paesi fragilissimi, sebbene Madrid sia leggermente pi\u00f9 avanti nel processo involutivo: debito pubblico record, milioni di disoccupati, uno schieramento politico in frantumi, spinte centrifughe in aumento.\u00a0<strong>Per l\u2019Italia del 2018<\/strong>\u00a0si prospetta uno scenario identico a quello attuale spagnolo:\u00a0<strong>un effimero governo di minoranza,<\/strong>\u00a0costretto ad affrontare sfide sempre pi\u00f9 drammatiche. Basta un niente perch\u00e9 la situazione precipiti: una crisi di governo, uno choc finanziario, l\u2019avvitamento della situazione interna.<strong>\u00a0Il default di Spagna ed Italia innescher\u00e0 la nascita dell\u2019Europa federale franco-tedesca e, al contempo, sancir\u00e0 la fine della loro integrit\u00e0 territoriale.<\/strong><\/p>\n<p>Che fare? Come evitare che\u00a0<strong>\u201cle menti raffinatissime\u201d<\/strong>\u00a0di cui parlava Giovanni Falcone<strong>\u00a0vincano la partita iniziata proprio nel 1992?<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019uscita dall\u2019Unione Europea \u00e8 ormai una necessit\u00e0 non pi\u00f9 procrastinabile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Russia di Vladimir Putin<\/strong>, che tutto avrebbe da perdere dalla scomparsa di Italia e Spagna e dalla nascita di un blocco atlantico monolitico in Europa,<strong>\u00a0la Cina<\/strong>, interessata ad avvalersi dell\u2019Italia come testa di ponte in Europa, e\u00a0<strong>Donald Trump,<\/strong>\u00a0nemico dichiarato di George Soros e dell\u2019establishment liberal,<strong>\u00a0sono i nostri unici amici.<\/strong>\u00a0Qualcuno salga su un aereo e stipuli subito alleanze,\u00a0<strong>prima che i lanzichenecchi stranieri<\/strong>\u00a0(Macron, Merkel, Soros)\u00a0<strong>e quelli indigeni<\/strong>\u00a0(Prodi, Monti, Draghi, Maroni e Zaia)<strong>mettano l\u2019Italia al sacco e la facciano a pezzi.<\/strong><\/p>\n<p>Non ci serve un Alberto da Giussano, ma\u00a0<strong>un Giovanni delle Bande Nere<\/strong>. E se Bergoglio non \u00e8 con l\u2019Italia, b\u00e9, pu\u00f2 sempre trasferirsi\u00a0<strong>ad Avignone.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/europa2velocit%C3%A0.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2471\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/europa2velocit%C3%A0.png\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"498\" \/><\/a><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2011\/dec\/07\/sarkozy-merkel-two-speed-eu-plan<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>http:\/\/www.lastampa.it\/2011\/12\/05\/italia\/politica\/bossi-scommette-sul-default-dell-italia-tS4VSdZQyd5LDtCELWFFlO\/pagina.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/03\/18\/sotto-governo-monti-debito-pubblico-record-ogni-italiano-32mila-euro-neonati-compresi\/198473\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>https:\/\/www.ft.com\/content\/21f3bf46-86cd-11e4-9c2d-00144feabdc0<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>http:\/\/www.jpost.com\/International\/Catalan-Independence-advocate-looks-to-Israel-Germany-for-funding-382680<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>https:\/\/www.regione.veneto.it\/web\/guest\/comunicati-stampa\/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=3110642<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI L\u2019eurocrisi sta entrato nell\u2019ultima fase e, guardando indietro, si pu\u00f2 finalmente afferrare il grande disegno nel suo complesso: tutte le tappe salienti dell\u2019Unione Europea, dal Trattato di Maastricht all\u2019imposizione dell\u2019austerit\u00e0, passando per la demolizione della Prima Repubblica ed il sostegno alle forze secessionistiche, sono riconducibili ad un solo, coerente, obiettivo. 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