{"id":35312,"date":"2017-10-14T10:00:34","date_gmt":"2017-10-14T08:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35312"},"modified":"2017-10-13T23:25:09","modified_gmt":"2017-10-13T21:25:09","slug":"sciopero-sda-e-ruolo-strategico-della-logistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35312","title":{"rendered":"Sciopero SDA e ruolo strategico della logistica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA IN RETE (Carmine Tomeo)<\/strong><\/p>\n<p>Le lotte della logistica stanno scoprendo la zona franca che il padronato sta costruendo. Occorre un nuovo approccio strategico di lotta a partire dalla logistica<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories5\/c5cf324911483ffb68f0668461e12a5f_XL.jpg\" alt=\"c5cf324911483ffb68f0668461e12a5f XL\" width=\"300\" height=\"242\" \/>\u201c<strong>Zitto e lavora!\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Mandateli a casa sti asini!\u201d<\/em>, <em>\u201cIo giuro che vi darei tante di quelle legnate\u201d<\/em>; <em>\u201cse per caso per colpa degli scioperi l&#8217;appalto in sda v\u00e0 a puttane e mi ritrovo per strada io tiro fuori il 357magnum dalla cassaforte e vi vengo a prendere a uno a uno\u201d<\/em>. Sono alcuni commenti che si possono leggere sui social nei post che raccontano la vertenza in corso alla <strong>SDA <\/strong>di <strong>Carpiano<\/strong>, in provincia di Milano. Una avversione alimentata anche dai giornali nazionali e dalle posizioni politiche che nascondendosi dietro un finto buon senso, manifestano ostilit\u00e0 nei confronti dello sciopero del sindacato di base.<\/p>\n<p>Il quotidiano <strong>Libero<\/strong>, lo scorso 24 settembre titolava \u201c<em>Oddio, adesso scioperano anche gli immigrati<\/em>\u201d. Con quel titolo, Libero, sintesi della peggiore <strong>destra liberista<\/strong> e della peggiore <strong>destra reazionaria<\/strong>, si scagliava contro lo sciopero dei lavoratori SDA che non accettano l&#8217;imposizione di cambi d&#8217;appalto utilizzati per azzerare i diritti dei lavoratori e fare maggiori profitti sul peggioramento delle condizioni di lavoro.<\/p>\n<p>Quel titolo si legge come: \u201c<em>Gi\u00e0 lo sciopero \u00e8 odioso quando lo fanno gli italiani, ma quando lo fanno gli immigrati \u00e8 pure peggio<\/em>\u201d. Perch\u00e9 secondo la logica sottesa un <strong>immigrato <\/strong>dovrebbe ringraziare e abbassare la testa, stare <em>buono buono<\/em>, accettare le condizioni di sfruttamento. Che non \u00e8 diverso (se non a volte nell&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;attacco, ma non nella logica di fondo) dalla considerazione per cui un lavoratore non dovrebbe lamentarsi, ma semmai essere grato all&#8217;impresa che lo fa lavorare e che, specie in periodo di crisi, lo paga pure. \u201cOddio, adesso scioperano anche gli immigrati\u201d, produce lo stesso disgraziato concetto di un \u201c<em>Hai un lavoro ed hai il coraggio di lamentarti<\/em>?\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La fatica del lavoro nella logistica<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>logistica <\/strong>\u00e8 esternalizzazione di una parte del processo di <strong>valorizzazione del capitale<\/strong> e perci\u00f2 risponde allo stesso meccanismo di compressione dei costi, intensificazione dei ritmi ed in sostanza, di <strong>aumento dello sfruttamento per estrarre maggiore plusvalore<\/strong>. In termini pratici, nella logistica si notano, praticamente senza troppi filtri, quei rapporti di produzione che <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/dibattito\/logistica-la-lotta-degli-invisibili.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">impongono lavori massacranti<\/a>, con ritmi estenuanti, riduzione dei diritti e salari bassi. Oltre ad essere uno dei settori in cui pi\u00f9 pressante \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/attacco-frontale-al-diritto-di-sciopero.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019attacco al diritto di sciopero<\/a>. Finch\u00e9, appunto, i lavoratori, specie se consapevoli del ruolo strategico che la logistica ha assunto nel processo di valorizzazione del capitale, non si <strong>organizzano per lottare<\/strong> contro quelle condizioni di lavoro cos\u00ec vicine alla schiavit\u00f9. Ed \u00e8 quello che sta avvenendo anche nell\u2019Hub di Carpiano.<\/p>\n<p>Qui ci sono circa 400 lavoratori, di cui 365 a tempo indeterminato. Gi\u00e0 nel 2011 ci fu un\u2019importante lotta del sindacato di base <strong>SI.Cobas<\/strong> che ha permesso l\u2019applicazione integrale dei <strong>CCNL<\/strong>. Migliori condizioni di lavoro furono poi ottenute nel 2015 con una battaglia sindacale che aveva rigettato il cosiddetto <em><strong>accordo ribalta<\/strong><\/em> (che prevedeva penalizzazioni salariali in cambio di una finta stabilizzazione lavorativa) ottenendo miglioramenti del CCNL, ad esempio con integrazioni per la malattia e introduzione di passaggi automatici di livello. Dal 2016 nel sito SDA di Carpiano entrano 43 lavoratori con contratto a tempo determinato, con scadenza alla fine del 2017 e che il 4 settembre il <strong>Consorzio Progresso Logistico<\/strong> (CPL, che ha gestito fino a pochi giorni fa la piattaforma logistica di Carpiano) ha deciso di sospendere dalle attivit\u00e0. \u0400 a questo punto che i sindacati entrano in <strong>sciopero<\/strong>, che SI.Cobas sta portando avanti da solo dopo l\u2019accordo firmato da <strong>SolCobas<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le agitazioni sindacali all&#8217;SDA di Carpiano<\/strong><\/p>\n<p>Pochi giorni dopo l\u2019inizio delle agitazioni, SDA annuncia l\u2019estromissione di <strong>CPL <\/strong>e l\u2019affidamento con gara urgente per la gestione dell\u2019Hub al consorzio <strong>Ucsa<\/strong>. Un\u2019operazione che non \u00e8 affatto nuova, soprattutto nel settore della logistica e che il <strong>Jobs act<\/strong> ha reso ancora pi\u00f9 appetibile per il padronato, dove i <strong>cambi d\u2019appalto<\/strong> sono di solito usati per abbattere le tutele dei lavoratori, ridurre i costi con attacchi ai salari e per intensificare i ritmi di lavoro. Una operazione unilaterale da parte di SDA, tanto che CPL <a href=\"http:\/\/www.trasportoeuropa.it\/index.php\/logistica\/archivio-logistica\/17064-cpl-contesta-disdetta-contratto-sda-per-carpiano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">considera<\/a> <em>\u201cillegittimo il cambio di fornitore\u201d<\/em>, parlando di una relazione contrattuale <em>\u201carbitrariamente interrotta\u201d<\/em>. Una operazione da parte di SDA che determina un immediato cambio d\u2019appalto per la gestione della piattaforma logistica di Carpiano.<\/p>\n<p>\u0400 a questo punto che avviene la rottura sindacale tra SolCobas, <strong>che firma un accordo con il nuovo gestore<\/strong>, Ucsa ed il SI.Cobas, che definisce quell\u2019accordo un \u201c<em>bidone<\/em>\u201d. Un accordo che, stando a quanto <a href=\"http:\/\/www.sicobas.org\/112-logistica3\/2543-carpiano-sda-il-finto-cobas-sigla-un-accordo-bidone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riporta<\/a> il SI.Cobas, da un lato introduce (ma solo sulla carta) un premio di risultato di poca entit\u00e0, ma che non accenna a criteri con i quali il premio verr\u00e0 corrisposto. Il rischio per i lavoratori \u00e8 di <strong>vedersi imporre per questa strada nuovi aumenti dei ritmi di lavoro<\/strong>. Ma soprattutto, l\u2019accordo <strong>non prevede la non applicazione del Jobs act<\/strong>. Si tratta, chiaramente, di un punto fondamentale perch\u00e9 attiene esattamente alla strategia aziendale di abbassare le tutele sindacali, ridurre i salari, facilitare i licenziamenti e per questa via <strong>minare la capacit\u00e0 di lotta del sindacato<\/strong>. Non pu\u00f2 bastare, ovviamente, un comunicato dell\u2019Ucsa che rassicura in tal senso, avendo quel comunicato il valore di una intesa scritta sulla neve che pu\u00f2 sciogliersi al caldo delle lotte sindacali. N\u00e9 pu\u00f2 bastare a far accettare un accordo su queste basi la considerazione per cui si stanno cos\u00ec garantendo i 43 lavoratori a tempo determinato, dal momento che di fatto <strong>quell\u2019accordo rende precari tutti i lavoratori<\/strong>, anche chi oggi \u00e8 assunto con contratto a tempo indeterminato. Il risultato, alla fine, \u00e8 stato la rottura del fronte di lotta del sindacato di base, ovviamente favorevole a SDA e auspicato anche dal <strong>governo <\/strong>e da chi lo sostiene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prove generali di corporativismo<\/strong><\/p>\n<p>Il senatore del <strong>PD<\/strong>, <strong>Stefano Esposito<\/strong> nei giorni scorsi ha chiesto nella <strong>Commissione Trasporti del Senato<\/strong> un\u2019audizione urgente dei vertici di Poste. SDA, infatti, fa parte del gruppo Poste Italiane per la gestione della logistica, della distribuzione e della vendita a distanza ed \u00e8 controllato dal <strong>Ministero dell\u2019Economia<\/strong>. \u0400 evidente, quindi, la preoccupazione che lo sciopero del sindacato di classe sta portando dentro le stanze del governo. I timori di Esposito sono dovuti al fatto che <em>\u201cSda Express cura le spedizioni di aziende importanti, a partire da <\/em><em><strong>Amazon<\/strong><\/em><em>, in un settore in cui ritardi e carenze sono puniti dal mercato\u201d<\/em>. E non ci si pu\u00f2 permettere di deludere un colosso del commercio e della distribuzione che pare interessato all\u2019acquisizione di un operatore di trasporti capace di rendere competitivo il colosso dell\u2019<strong>e-commerce<\/strong> nelle consegne dell\u2019<em>ultimo miglio<\/em>, importante nodo della catena logistica. E tra i candidati <a href=\"http:\/\/www.trasportoeuropa.it\/index.php\/logistica\/archivio-logistica\/15829-amazon-punta-a-un-corriere-in-italia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pare esserci proprio SDA<\/a>. Ovviamente, ad un gigante commerciale conosciuto per il <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/come-sfruttare-la-forza-lavoro-nella-rete.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">grado di sfruttamento<\/a> dei propri dipendenti non risulterebbe troppo appetibile un\u2019azienda con un alto livello conflittuale dei lavoratori.<\/p>\n<p>Ecco quindi che parte, come al solito, il <strong>divide et impera<\/strong>. Ecco, quindi, di nuovo Esposito che si appella al ministro <strong>Minniti <\/strong>(lo <em>\u201csbirro\u201d<\/em>, com\u2019\u00e8 stato <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2017\/09\/05\/gino-strada-la-sanita-privata-e-una-schifezza-e-sui-vaccini-dire-che-fanno-male-e-una-fesseria_a_23197236\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">definito<\/a> da <strong>Gino Strada<\/strong> per la sua guerra alle categorie sociali pi\u00f9 fragili) perch\u00e9 intervenga, dal momento che <em>\u201cLa situazione all\u2019interno dell\u2019azienda \u00e8 di una guerra tra poveri, tra i lavoratori che vogliono continuare ad astenersi dal lavoro e chi invece teme per il futuro e vuole riprendere\u201d<\/em>. Sarebbe comico, se gi\u00e0 non fosse grottesco, sentire un esponente del PD chiedere di evitare una guerra tra poveri, dopo che il suo partito ha contribuito in maniera determinante a mettere nelle mani del padronato gli strumenti legislativi per mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. E dopo che quello stesso partito al governo con la destra, ha contribuito a costruire e ad alimentare una artificiosa tensione tra lavoratori giovani e anziani, tra italiani e immigrati, tra chi ha un contratto a tempo indeterminato e chi \u00e8 precario.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo SDA, con un comunicato stampa, sostiene che lo sciopero <em>\u201cmette a repentaglio il lavoro di migliaia di maestranze dirette e indirette dell\u2019indotto dell\u2019e-commerce\u201d<\/em>, a cui <em>\u201csi aggiunge il danno diretto per i cittadini ed imprese che riceveranno in forte ritardo la consegna dei pacchi a loro destinati\u201d<\/em>. Fino ad arrivare a quelle che appaiono dirette intimidazioni ai lavoratori che esercitano il diritto di sciopero, attraverso denunce da parte dell\u2019azienda alle competenti <strong>Procure della Repubblica<\/strong>.<\/p>\n<p>Una soluzione dalla quale non ha purtroppo preso le distanze nemmeno la <strong>Filt Cgil<\/strong>, che lo scorso 27 settembre ha avuto un incontro presso la <strong>Fedit <\/strong>(Federazione dei Trasportatori) con il responsabile delle relazioni sindacali di SDA, Cocchiaro. In quella sede la Filt Cgil, senza risparmiare attacchi a quelle che definisce <em>\u201csedicenti realt\u00e0 sindacali\u201d<\/em>, ha <em>\u201cproposto alla direzione di SDA (che si \u00e8 riservata di dare risposta dopo aver sentito l\u2019amministratore delegato) di richiedere congiuntamente un incontro urgente ai Ministri dell\u2019Interno, del Lavoro e dello Sviluppo economico per affrontare le tematiche della legalit\u00e0 e dell\u2019ordine pubblico\u201d <\/em>rispetto alle vicende in corso. Fa specie che analoghe proposte non siano state fatte circa i cambi d\u2019appalto, rispetto ai quali \u00e8 stato sommessamente <em>\u201cchiesto ad SDA un radicale cambio di passo in tema di appalti\u201d<\/em>, pur sottolineando che le attuali condizioni di difficolt\u00e0 dei lavoratori <em>\u201csono il frutto di una politica degli appalti al massimo ribasso\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La solidariet\u00e0 delle organizzazioni di base dei lavoratori<\/strong><\/p>\n<p>Nel frattempo, invece, arriva la <a href=\"https:\/\/sicobas.org\/news\/2714-sda-comunicati-di-solidarieta-al-s-i-cobas-dopo-l-aggressione-squadrista\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">solidariet\u00e0<\/a> di diverse organizzazioni di base dei lavoratori, soprattutto dopo il <strong>vile attacco squadristico<\/strong> che i lavoratori in sciopero hanno subito. Pochi giorni dopo il vergognoso titolo di Libero, i lavoratori in sciopero hanno subito un attacco violento da parte di una squadraccia armata di bastoni e coltelli. Una azione tipicamente fascista, che ha provocato feriti tra i lavoratori ma che gli stessi hanno prontamente respinto. Un\u2019aggressione oggi come allora favorita e tollerata dalla borghesia <em>perbene<\/em> che rinnova il linguaggio e le pretese <strong>corporativiste<\/strong>. Non si \u00e8 notata, tra esponenti politici e sui giornali, una condanna dell\u2019episodio portata con la stessa premura con cui invece era stata incitata una smobilitazione forzata del presidio dei lavoratori in sciopero.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>USB<\/strong> di <strong>Melfi<\/strong>, che in solidariet\u00e0 ai facchini SDA di Carpiano ha indetto un\u2019ora di sciopero in tutto lo stabilimento <strong>FCA<\/strong>, in un <a href=\"https:\/\/sicobas.org\/news\/2715-fca-melfi-sciopero-in-solidarieta-ai-facchini-sda-di-carpiano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunicato<\/a> afferma che <em>\u201cIn altri tempi avremmo chiesto alle istituzioni di intervenire per fare giustizia ma la realt\u00e0 \u00e8 che<\/em><em><strong> i veri responsabili di quanto accade oggi in Italia sono da cercare proprio nelle istituzioni<\/strong><\/em><em>\u201d<\/em>. E per quanto riguarda l\u2019episodio squadrista, le responsabilit\u00e0 sarebbero da cercare anche altrove: <a href=\"https:\/\/sicobas.org\/news\/2711-sda-gravissima-aggressione-squadrista-contro-operai-sda-in-sciopero-a-carpiano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a detta del SI.Cobas<\/a> si \u00e8 trattata <em>\u201cdi una aggressione organizzata e preannunciata da qualche giorno sulla lista chiusa di Facebook \u201cSDA Express Courier\u201d, nella quale <\/em><em><strong>sono presenti anche dirigenti e capi SDA<\/strong><\/em><em>, oltre a padroncini di furgone, con un <\/em><em><strong>forte livore razzista<\/strong><\/em><em> contro gli immigrati e <\/em><em><strong>contro le lotte operaie<\/strong><\/em><em> e i cobas (uno di loro ha la foto di <\/em><em><strong>Mussolini <\/strong><\/em><em>sul proprio profilo), e provenienti da diverse province, soprattutto del Sud e del Centro\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lo spartiacque nella gestione del conflitto<\/strong><\/p>\n<p>Non si tratta della prima volta. Una incursione del genere c\u2019era stata anche due anni fa: il 19 maggio 2015 una <strong>squadraccia di picchiatori<\/strong> si scaglia contro lavoratori SDA. Uno rimane gravemente ferito. Ma per i lavoratori, maltrattati e malpagati, inizia una <strong>stagione di scioperi<\/strong>, di <strong>consapevolezza <\/strong>della propria condizione e della necessit\u00e0 di lottare per cambiarla: <em>\u201cPrima ci trattavano (metaforicamente) con i bastoni, eravamo maltrattati, adesso va meglio. \u00c8 cambiato tutto con gli scioperi. Al magazzino Sda siamo in 150, circa 50 eritrei (di cui alcuni da Piazza Indipendenza) e 70 italiani\u201d<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.terrelibere.org\/la-lotta-dei-rifugiati-eritrei-sda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affermava<\/a> un lavoratore.<\/p>\n<p>La lotta dei lavoratori SDA sembra segnare uno <strong>spartiacque nella gestione del conflitto<\/strong>. Sembra essere di fronte ad una <strong>accelerazione in senso repressivo<\/strong>, perch\u00e9 le lotte della logistica stanno scoprendo la zona franca che il padronato sta progressivamente delineando intorno al mondo del lavoro. Una gestione del conflitto che richiama alla memoria i metodi del fascismo tradizionale, con <strong>azioni tipicamente fasciste<\/strong>, proprie di quel primo fascismo che organizzava squadracce per colpire fisicamente i lavoratori, favoriti dalla posizione reazionaria della borghesia del tempo. Non si sottovaluti l&#8217;ascesa repressiva, che pare nutrirsi di metodi nuovi di propaganda, vecchi metodi di azione e accenni di <strong>neocorporativismo<\/strong>.<\/p>\n<p>Da vicende come questa appare evidente come il padronato usi i mezzi legali (e non) messi a loro disposizione: norme che alimentano precariet\u00e0, contrattazione al ribasso, condizione sociali difficili, lavoro nero; fino alle violenze squadriste, per attaccare <strong>prima di tutto la parte pi\u00f9 debole della classe lavoratrice,<\/strong> quella pi\u00f9 precaria e ricattabile ma <strong>per trascinare nell\u2019abisso della precariet\u00e0 la pi\u00f9 ampia massa di lavoratori<\/strong>. L\u2019uso (in questo senso) politico dei cambi d\u2019appalto, \u00e8 un esempio emblematico di come si possa in questo modo dettare le regole dei ritmi di lavoro, dell\u2019intensit\u00e0 dello sfruttamento, del diritto al lavoro e ad una paga decente. Un uso contornato da retorica neocorporativa che nasconde le meno presentabili soluzioni reazionarie, ma sempre pi\u00f9 presenti sul piatto delle opzioni per la regolazione del conflitto sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quale approccio strategico dallo sciopero della logistica?<\/strong><\/p>\n<p>Un approccio, quello descritto, che sta riguardando diverse realt\u00e0 in varie aree d\u2019Italia. Ovvio che se delle merci sono bloccate in un Hub non arrivano a destinazione e mettono in difficolt\u00e0 altre produzioni. La retorica neocorporativista che oggi sembra essere dominante, <strong>chiude ogni possibile lettura della struttura produttiva in termini utili alla lotta dei lavoratori nel loro complesso.<\/strong><\/p>\n<p>Di vertenze come quella dei lavoratori SDA di Carpiano, si dovrebbe arrivare alla corretta interpretazione dell\u2019attuale frammentazione del processo produttivo e conseguentemente di quella dei lavoratori, percependo la <strong>logistica come il nervo scoperto dell\u2019attuale catena del valore.<\/strong><\/p>\n<p>In un mondo del lavoro estremamente frammentato, la logistica pu\u00f2 giocare il ruolo di anello di congiunzione delle fasi di lavoro per ritrovare l\u2019unione dei lavoratori. Per capirci: se dalla catena di montaggio si \u00e8 passati alla esternalizzazione di fasi di produzione, lavoratori un tempo uniti dal processo produttivo sono stati fisicamente separati. Ora, si tratta di recuperare l\u2019unione prima realizzata attraverso la catena di montaggio e la logistica pu\u00f2 essere considerato un pezzo (importante) dell\u2019ingranaggio che muove la <em>catena di montaggio della valorizzazione del capitale<\/em>, un ingranaggio della catena di montaggio necessaria a realizzare i profitti.<\/p>\n<p>Gli scioperi nella logistica, come quello dei lavoratori SDA di Carpiano, potrebbero rappresentare, nella odierna organizzazione e divisione del lavoro, quello che qualche decennio fa veniva chiamato sciopero a <em>gatto selvaggio<\/em>, e cio\u00e8 lo sciopero improvviso di singoli reparti di produzione che riuscivano a fermare l\u2019intera linea produttiva per produrre maggior danno all\u2019azienda. In questo caso, lo sciopero dei facchini di Carpiano \u00e8 lo sciopero a gatto selvaggio che ferma la linea di produzione del profitto, che interrompe la catena della valorizzazione del capitale.<\/p>\n<p>Allora, un aspetto importante (fondamentale) viene fuori, ancora una volta, dalla lotta dei lavoratori della logistica: <strong>l\u2019evidente e sempre pi\u00f9 urgente necessit\u00e0 di ricomporre pezzi della frammentazione di classe<\/strong> che scientemente le classi dominanti tentano continuamente di produrre. Si pu\u00f2 cominciare a realizzare quella ricomposizione da qui.<\/p>\n<p>Occorre, quindi, prima di tutto solidarizzare con i lavoratori SDA, considerando che il meccanismo che oggi rende precari i facchini colpir\u00e0 domani altre e sempre pi\u00f9 ampie categorie di lavoratori, perch\u00e9 sta nel meccanismo di funzionamento di quella <em>catena di montaggio della valorizzazione del capitale<\/em> alla quale tutti siamo legati e, soprattutto che ancora, seppure non fisicamente, tiene oggettivamente uniti i lavoratori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/lavoro-e-sindacato\/10718-carmine-tomeo-sciopero-sda-e-ruolo-strategico-della-logistica.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/lavoro-e-sindacato\/10718-carmine-tomeo-sciopero-sda-e-ruolo-strategico-della-logistica.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Carmine Tomeo) Le lotte della logistica stanno scoprendo la zona franca che il padronato sta costruendo. 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