{"id":35381,"date":"2017-10-23T00:27:07","date_gmt":"2017-10-22T22:27:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35381"},"modified":"2017-10-30T15:22:16","modified_gmt":"2017-10-30T14:22:16","slug":"uneuropa-in-cui-possiamo-credere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35381","title":{"rendered":"&#8220;Un&#8217;Europa in cui possiamo credere&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"content\">\n<div id=\"primary\">\n<article id=\"post-186\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Nello scorso mese di maggio un gruppo di studiosi e intellettuali di orientamento conservatore provenienti da vari paesi europei si sono incontrati a Parigi redigendo una lunga Dichiarazione in 36 punti. Pur non riconoscendoci nell&#8217;ispirazione identitaria e tradizionalista del documento, prendiamo volentieri atto della netta posizione anti-unionista che esso contiene.<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>[La Redazione]<\/em><\/div>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">1. L\u2019Europa ci appartiene e noi apparteniamo all\u2019Europa. Queste terre sono la nostra <em>casa<\/em>; non ne abbiamo altra. Le ragioni per cui l\u2019Europa ci \u00e8 cara superano la nostra capacit\u00e0 di spiegare o di giustificare la nostra lealt\u00e0 verso di essa. Sono storie, speranze e affetti condivisi. Usanze consolidate, e momenti di <em>pathos <\/em>e di dolore. Esperienze entusiasmanti di riconciliazione e la promessa di un futuro condiviso. Scenari ed eventi comuni si caricano di significato speciale: per noi, ma non per altri. La casa \u00e8 un luogo dove le cose sono familiari e dove veniamo riconosciuti per quanto lontano abbiamo vagato. Questa \u00e8 l\u2019Europa vera, la nostra civilt\u00e0 preziosa e insostituibile.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">2. L\u2019Europa, in tutta la sua ricchezza e la sua grandezza, \u00e8 minacciata da un falsa concezione di se stessa. Questa Europa falsa immagina di essere la realizzazione della nostra civilt\u00e0, ma in verit\u00e0 sta requisendo la nostra casa. Si appella alle esagerazioni e alle distorsioni delle autentiche virt\u00f9 dell\u2019Europa, e resta cieca di fronte ai propri vizi. Smerciando con condiscendenza caricature a senso unico della nostra storia, questa Europa falsa nutre un pregiudizio invincibile contro il passato. I suoi fautori sono orfani per scelta e danno per scontato che essere orfani &#8211; senza casa &#8211; sia una conquista nobile. In questo modo, l\u2019Europa falsa incensa se stessa descrivendosi come l\u2019anticipatrice di una comunit\u00e0 universale che per\u00f2 non \u00e8 n\u00e9 universale n\u00e9 una comunit\u00e0.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">3. I padrini dell\u2019Europa falsa sono stregati dalle superstizioni del progresso inevitabile. Credono che la Storia stia dalla loro parte, e questa fede li rende altezzosi e sprezzanti, incapaci di riconoscere i difetti del mondo post-nazionale e post-culturale che stanno costruendo. Per di pi\u00f9, ignorano quali siano le fonti vere del decoro autenticamente umano cui peraltro tengono caramente essi stessi, proprio come vi teniamo noi. Ignorano, anzi ripudiano le radici cristiane dell\u2019Europa. Allo stesso tempo, fanno molta attenzione a non offendere i musulmani, immaginando che questi ne abbracceranno con gioia la mentalit\u00e0 laicista e multiculturalista. Affogata nel pregiudizio, nella superstizione e nell\u2019ignoranza, oltre che accecata dalle prospettive vane e autogratulatorie di un futuro utopistico, per riflesso condizionato l\u2019Europa falsa soffoca il dissenso. Tutto ovviamente in nome della libert\u00e0 e della tolleranza.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">4. Siamo in un vicolo cieco. La minaccia maggiore per il futuro dell\u2019Europa non sono n\u00e9 l\u2019avventurismo russo n\u00e9 l\u2019immigrazione musulmana. L\u2019Europa vera \u00e8 a rischio a causa della stretta asfissiante che l\u2019Europa falsa esercita sulla nostra capacit\u00e0 d\u2019immaginare prospettive. I nostri Paesi e la cultura che condividiamo vengono svuotati da illusioni e autoinganni su ci\u00f2 che l\u2019Europa \u00e8 e deve essere. Noi c\u2019impegniamo dunque a resistere a questa minaccia diretta contro il nostro futuro. Noi difenderemo, sosterremmo e promuoveremo l\u2019Europa vera, l\u2019Europa a cui in verit\u00e0 noi tutti apparteniamo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">5. L\u2019Europa vera si aspetta e incoraggia la partecipazione attiva al progetto di una vita politica e culturale comuni. Quello europeo \u00e8 un ideale di solidariet\u00e0 basato sull\u2019assenso a un corpo di leggi che si applica a tutti, ma che \u00e8 limitato nelle pretese. Questo assenso non ha sempre assunto la forma della democrazia rappresentativa. Ma le nostre tradizioni di lealt\u00e0 civica riflettono un assenso fondamentale alle nostre tradizioni politiche e culturali, quali che ne siano le forme. Nel passato, gli europei hanno combattuto per rendere i propri sistemi politici pi\u00f9 aperti alla partecipazione popolare e di questa storia andiamo giustamente orgogliosi. Pur facendolo, talora con modi apertamente ribelli, hanno vigorosamente affermato che, malgrado le ingiustizie e le mancanze, le tradizioni dei popoli di questo continente sono le nostre. Questo zelo riformatore rende l\u2019Europa un luogo alla costante ricerca di una giustizia sempre maggiore. Questo spirito di progresso \u00e8 nato dall\u2019amore e dalla lealt\u00e0 verso le nostre patrie.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">6. \u00c8 uno spirito europeo di unit\u00e0 che ci permette di fidarci pubblicamente gli uni degli altri, anche tra stranieri. Sono i parchi pubblici, le piazze centrali e i grandi viali delle citt\u00e0 e dei borghi europei a esprimere lo spirito politico europeo: noi condividiamo una vita e una <em>res publica<\/em> comuni. Riteniamo nostro dovere assumerci la responsabilit\u00e0 del futuro delle nostre societ\u00e0. Non siamo soggetti passivi sottoposto al dominio di poteri dispotici, sacrali o laici. E non ci prostriamo davanti all\u2019implacabilit\u00e0 di forze storiche. Essere europei significa possedere la facolt\u00e0 di agire nella politica e nella storia. Siamo noi gli autori del destino che ci accomuna.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">7. L\u2019Europa vera \u00e8 una comunit\u00e0 di nazioni. Abbiamo lingue, tradizioni e confini propri. Eppure ci siamo sempre riconosciuti affini, anche quando siamo arrivati al contrasto, o persino alla guerra. A noi questa unit\u00e0 nella diversit\u00e0 sembra naturale. Tuttavia \u00e8 una realt\u00e0 notevole e preziosa poich\u00e9 non \u00e8 n\u00e9 naturale n\u00e9 inevitabile. La forma politica pi\u00f9 comune di questa unit\u00e0 nella diversit\u00e0 \u00e8 l\u2019impero, che i re guerrieri europei hanno cercato di ricreare per secoli dopo la caduta dell\u2019impero romano. L\u2019attrattiva esercitata dal modello imperiale \u00e8 perdurata, ma ha prevalso lo Stato-nazione, la forma politica che unisce l\u2019essere popolo alla sovranit\u00e0. Lo Stato-nazione \u00e8 quindi diventato il tratto caratteristico della civilt\u00e0 europea.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">8. Una comunit\u00e0 nazionale \u00e8 fiera di governarsi a modo proprio, spesso si vanta dei grandi traguardi raggiunti nelle arti e nelle scienze, e compete con gli altri Paesi, a volte anche sul campo di battaglia. Tutto ci\u00f2 ha ferito l\u2019Europa, talvolta gravemente, ma non ne ha mai compromesso l\u2019unit\u00e0 culturale. Di fatto \u00e8 accaduto semmai il contrario. Man mano che gli Stati-nazione dell\u2019Europa sono venuti radicandosi e precisandosi, si \u00e8 rafforzata una identit\u00e0 europea comune. A seguito del terribile bagno di sangue causato dalle guerre mondiali nella prima met\u00e0 del secolo XX, ci siamo rialzati ancora pi\u00f9 risoluti a onorare quell\u2019eredit\u00e0 comune. Ci\u00f2 testimonia quale profondit\u00e0 e quale potenza abbia l\u2019Europa come civilt\u00e0 cosmopolita nel senso pi\u00f9 appropriato. Noi non cerchiamo l\u2019unit\u00e0 imposta e forzata di un impero. Piuttosto, il cosmopolitismo europeo riconosce che l\u2019amore patriottico e la lealt\u00e0 civica aprono a un mondo pi\u00f9 vasto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">9. L\u2019Europa vera \u00e8 stata segnata dal cristianesimo. L\u2019impero spirituale universale della Chiesa ha portato l\u2019unit\u00e0 culturale all\u2019Europa, ma lo ha fatto senza un impero politico. Questo ha permesso che entro una cultura europea condivisa fiorissero lealt\u00e0 civiche particolari. L\u2019autonomia di ci\u00f2 che chiamiamo societ\u00e0 civile \u00e8 dunque diventata una peculiarit\u00e0 della vita europea. Inoltre, il Vangelo cristiano non consegna all\u2019uomo una legge divina esaustiva da applicare alla societ\u00e0, e questo rende possibile affermare e onorare la variet\u00e0 delle legislazioni positive delle diverse nazioni senza recare minaccia alla nostra unit\u00e0 europea. Non \u00e8 un caso che il declino della fede cristiana in Europa sia stato accompagnato da sforzi sempre maggiori per raggiugerne l\u2019unit\u00e0 politica: ovvero l\u2019impero monetario e regolatorio, ammantato dai sentimenti di universalismo pseudoreligioso, che l\u2019Unione Europea sta costruendo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">10. L\u2019Europa vera afferma la pari dignit\u00e0 di qualsiasi persona, senza fare differenze di sesso, di rango o di razza. Anche questo proviene dalle nostre radici cristiane. Le nostre virt\u00f9 nobili hanno un\u2019ascendenza inequivocabilmente cristiana: l\u2019equit\u00e0, la compassione, la misericordia, il perdono, l\u2019operare per la pace, la carit\u00e0. Il cristianesimo ha rivoluzionato le relazioni tra gli uomini e le donne, dando valore all\u2019amore e alla fedelt\u00e0 reciproca come mai era stato fatto prima. Il legame del matrimonio consente sia agli uomini sia alle donne di prosperare in comunione. La maggior parte dei sacrifici che compiamo sono a vantaggio dei nostri coniugi e dei nostri figli. Anche questo spirito di donazione di s\u00e9 \u00e8 un altro contributo cristiano all\u2019Europa che amiamo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">11. L\u2019Europa vera trae ispirazione altres\u00ec dalla tradizione classica. Noi ci riconosciamo nella letteratura della Grecia e di Roma antiche. Da europei, ci sforziamo per raggiungere la magnificenza, gemma sulla corona delle virt\u00f9 classiche. A volte questo ha condotto alla competizione violenta per la supremazia. Ma al suo meglio \u00e8 l\u2019aspirazione all\u2019eccellenza che ispira gli uomini e le donne dell\u2019Europa a creare opere musicali e artistiche d\u2019ineguagliata bellezza o a compiere svolte straordinarie nella scienza e nella tecnologia. Le virt\u00f9 profonde dei Romani che sapevano come dominare se stessi, nonch\u00e9 l\u2019orgoglio nel partecipare alla vita civica e lo spirito dell\u2019indagine filosofica dei Greci non sono mai stati dimenticati nell\u2019Europa vera. Anche queste eredit\u00e0 sono nostre.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">12. L\u2019Europa vera non \u00e8 mai stata perfetta. I fautori dell\u2019Europa falsa non sbagliano nel proporre sviluppi e riforme, e tra il 1945 e il 1989 molto di apprezzabile e di onorevole \u00e8 stato fatto. La nostra vita condivisa \u00e8 un progetto che continua, non un\u2019eredit\u00e0 sclerotizzata. Ma il futuro dell\u2019Europa riposa in una lealt\u00e0 rinnovata verso le nostre tradizioni migliori, non un universalismo spurio che impone la perdita della memoria e il ripudio di s\u00e9. L\u2019Europa non \u00e8 iniziata con l\u2019Illuminismo. La nostra amata casa non trover\u00e0 realizzazione di s\u00e9 nell\u2019Unione Europea. L\u2019Europa vera \u00e8, e sempre sar\u00e0, una comunit\u00e0 di nazioni a volte chiuse, e talvolta ostinatamente tali, eppure unite da un\u2019eredit\u00e0 spirituale che, assieme, discutiamo, sviluppiamo, condividiamo e s\u00ec, amiamo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">13. L\u2019Europa vera \u00e8 a rischio. I risultati ottenuti dalla sovranit\u00e0 popolare, dalla resistenza all\u2019impero, dal cosmopolitismo capace di amore civico, il retaggio cristiano di una vita autenticamente umana e dignitosa, l\u2019impegno vivo nei confronti della nostra eredit\u00e0 classica stanno tutti scemando. I padrini dell\u2019Europa falsa costruiscono la loro fasulla Cristianit\u00e0 di diritti umani universali e noi perdiamo la nostra casa.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">14. L\u2019Europa falsa si gloria di un impegno senza precedenti a favore della libert\u00e0 umana. Questa libert\u00e0, per\u00f2, \u00e8 assolutamente a senso unico. Viene veduta come la liberazione da ogni freno: libert\u00e0 sessuale, libert\u00e0 di espressione di s\u00e9, libert\u00e0 di \u201cessere se stessi\u201d. La generazione del 1968 considera queste libert\u00e0 come vittorie preziose su quello che un tempo era un regime culturale onnipotente e oppressivo. I sessantottini si considerano grandi liberatori, e le loro trasgressioni vengono acclamate come nobili conquiste morali per le quali il mondo intero dovrebbe essere loro grato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">15. Per le generazioni europee pi\u00f9 giovani, invece, la realt\u00e0 \u00e8 molto meno dorata. L\u2019edonismo libertino conduce spesso alla noia e a un profondo senso d\u2019inutilit\u00e0. Il vincolo matrimoniale si \u00e8 indebolito. Nel mare torbido della libert\u00e0 sessuale, il desiderio profondo dei giovani di sposarsi e di formare famiglie viene spesso frustrato. Una libert\u00e0 che frustra le ambizioni pi\u00f9 profonde del nostro cuore diventa una maledizione. Sembra che le nostre societ\u00e0 stiano cadendo nell\u2019individualismo, nell\u2019isolamento e nell\u2019inanit\u00e0. Al posto della libert\u00e0, siamo condannati al vuoto conformismo di una cultura guidata dai consumi e dai <em>media<\/em>. \u00c8 quindi nostro dovere dire la verit\u00e0: la generazione del 1968 ha distrutto, ma non ha costruito. Ha creato un vuoto ora riempito dai <em>social media<\/em>, dal turismo di massa e dalla pornografia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">16. E mentre ascoltiamo i vanti di questa libert\u00e0 senza precedenti, la vita dell\u2019Europa si fa sempre pi\u00f9 globalmente regolamentata. Ci sono regole \u2012 spesso predisposte da tecnocrati senza volto legati a interessi forti \u2012 che governano le nostre relazioni professionali, le nostre decisioni nel campo degli affari, i nostri titoli di studio, i nostri mezzi d\u2019informazione e d\u2019intrattenimento, la nostra stampa. E ora l\u2019Europa cerca di restringere ancora di pi\u00f9 la libert\u00e0 di parola, una libert\u00e0 che \u00e8 stata europea sin dal principio e che equivale alla manifestazione della libert\u00e0 di coscienza. Ma gli obiettivi di queste restrizioni non sono l\u2019oscenit\u00e0 e le altre aggressioni alla decenza nella vita pubblica. Al contrario, la classe dirigente europea vuole manifestamente restringere la libert\u00e0 di parola. Gli esponenti politici che danno voce a certe verit\u00e0 sconvenienti sull\u2019islam e sull\u2019immigrazione vengono trascinati in tribunale. La correttezza politica impone tab\u00f9 cos\u00ec forti da squalificare in partenza qualsiasi tentativo di sfidare lo <em>status quo<\/em>. In realt\u00e0, l\u2019Europa falsa non incoraggia la cultura della libert\u00e0. Promuove una cultura dell\u2019omogeneit\u00e0 guidata da criteri mercantili e della conformit\u00e0 imposta da logiche politiche.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">17. L\u2019Europa falsa si vanta pure di un impegno senza precedenti a favore dell\u2019eguaglianza. Pretende di promuovere la non-discriminazione e l\u2019inclusione di tutte le razze, di tutte le religioni e di tutte le identit\u00e0. In questo campo sono stati effettivamente compiuti progressi veri, ma il distacco utopistico dalla realt\u00e0 ha preso il sopravvento. Negli ultimi decenni, l\u2019Europa ha perseguito un grandioso progetto multiculturalista. Chiedere o, figuriamoci, promuovere l\u2019assimilazione dei nuovi arrivati musulmani alle nostre usanze e ai nostri costumi, peggio ancora alla nostra religione, \u00e8 stata giudicata un\u2019ingiustizia triviale. L\u2019impegno egualitario, ci \u00e8 stato detto, impone che noi abiuriamo anche la pi\u00f9 piccola pretesa di ritenere superiore la nostra cultura. Paradossalmente, l\u2019impresa multiculturale europea, che nega le radici cristiane dell\u2019Europa, vive in modo esagerato e insopportabile alle spalle dell\u2019ideale cristiano di carit\u00e0 universale. Dai popoli europei pretende un grado di abnegazione da santi. Denunciamo quindi il tentativo di fare della completa colonizzazione delle nostre patrie e della rovina della nostra cultura il traguardo glorioso dell\u2019Europa nel secolo XXI, da raggiungere attraverso il sacrificio collettivo di s\u00e9 in nome di una nuova comunit\u00e0 globale di pace e di prosperit\u00e0 che sta per nascere.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">18. In quest\u2019idea c\u2019\u00e8 una grande misura di malafede. La maggior parte degli esponenti dei nostri mondi politici \u00e8 senza dubbio convinta che la cultura europea sia superiore, ma non lo pu\u00f2 dire in pubblico perch\u00e9 offenderebbe gl\u2019immigrati. Stante questa superiorit\u00e0, pensano che l\u2019assimilazione avverr\u00e0 in modo naturale e rapido. Riecheggiando ironicamente l\u2019antica idea imperialista, le classi dirigenti europee presumono infatti che, in qualche modo, in obbedienza alle leggi della natura o della storia, \u201cloro\u201d diventeranno necessariamente come \u201cnoi\u201d; e non concepiscono che possa accadere invece l\u2019inverso. Nel frattempo, s\u2019impiega la dottrina multiculturalista ufficiale come strumento terapeutico per gestire le incresciose ma \u201ctemporanee\u201d tensioni culturali.<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/multiculturalismo-cittadinanza-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">19. Ma vi \u00e8 una malafede ancora maggiore, di un genere pi\u00f9 oscuro. Negli ultimi decenni, una parte sempre pi\u00f9 ampia della nostra classe dirigente ha riposto i propri interessi nell\u2019accelerazione della globalizzazione. I suoi esponenti mirano a dar vita a istituzioni sovranazionali che possano controllare senza l\u2019inconveniente della sovranit\u00e0 popolare. \u00c8 sempre pi\u00f9 chiaro che il \u201c<em>deficit <\/em>di democrazia\u201d di cui soffre l\u2019Unione Europea non \u00e8 solo un problema tecnico che si pu\u00f2 risolvere con mezzi tecnici, ma un impegno basilare difeso con zelo. Legittimati da presunte necessit\u00e0 economiche o attraverso l\u2019elaborazione autonoma di una nuova legislazione internazionale dei diritti umani, i mandarini sovranazionali delle istituzioni comunitarie europee confiscano la vita politica dell\u2019Europa, rispondendo alle sfide in modo tecnocratico: <em>non esiste alternativa<\/em>. \u00c8 questa la tirannia morbida ma concreta che abbiamo oggi di fronte.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">20. Nonostante i migliori sforzi profusi dai suoi partigiani per cercare di tenere in piedi un castello d\u2019illusioni confortanti, l\u2019arroganza dell\u2019Europa falsa sta per\u00f2 ora diventando del tutto evidente. Soprattutto, l\u2019Europa falsa si sta rivelando <em>pi\u00f9<\/em> <em>debole <\/em>di quanto chiunque avrebbe mai immaginato. L\u2019intrattenimento popolare e il consumo materiale non alimentano la vita civica. Depauperate d\u2019ideali nobili e inibite dall\u2019ideologia multiculturalista a esprimere orgoglio patriottico, le nostre societ\u00e0 hanno difficolt\u00e0 a trovare la volont\u00e0 di difendersi. In pi\u00f9, non sono certo la retorica dell\u2019inclusione o l\u2019impersonalit\u00e0 di un sistema economico dominato da gigantesche societ\u00e0 internazionali per azioni a poter ridare vigore al senso civico e alla coesione sociale. Dobbiamo essere franchi ancora una volta: le societ\u00e0 europee si stanno sfilacciando malamente. Se non apriremo gli occhi, assisteremo a un uso sempre maggiore del potere statalista, dell\u2019ingegneria sociale e dell\u2019indottrinamento culturale. Non \u00e8 solo il terrorismo islamico a portare soldati pesantemente armati nelle nostre strade. Per domare le contestazioni antisistema e persino le folle ubriache dei tifosi di calcio oggi sono necessari poliziotti in tenuta antisommossa. Il fanatismo delle tifoserie sportive \u00e8 un segno disperato nel bisogno profondamente umano di solidariet\u00e0, un bisogno che d\u2019altra parte l\u2019Europa falsa disattende.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">21. In Europa, i ceti intellettuali sono, purtroppo, fra i principali partigiani ideologici della boria dell\u2019Europa falsa. Senza dubbio, le nostre universit\u00e0 sono una delle glorie della civilt\u00e0 europea. Ma laddove un tempo esse cercavano di trasmettere a ogni nuova generazione la sapienza delle epoche passate, oggi per i pi\u00f9 il pensiero critico equivale alla semplicistica ricusazione del passato. La stella polare dello spirito europeo \u00e8 stata la rigorosa disciplina dell\u2019onest\u00e0 e dell\u2019obiettivit\u00e0 intellettuali. Ma da due generazioni questo nobile ideale \u00e8 stato trasformato. L\u2019ascetismo che un tempo cercava di liberare la mente dalla tirannia dell\u2019opinione dominante si \u00e8 mutata in un\u2019animosit\u00e0 spesso compiaciuta e irriflessiva contro tutto ci\u00f2 che ci appartiene. Questo atteggiamento di ripudio culturale \u00e8 un modo semplice e a buon mercato per atteggiarsi a \u201ccritici\u201d. Negli ultimi decenni, \u00e8 stato sperimentato nelle sale da convegno, diventando una dottrina, un dogma. E l\u2019unirsi a questo credo viene preso come segno di elezione spirituale da \u201cilluminati\u201d. Di conseguenza, le nostre universit\u00e0 sono diventate agenti attivi della distruzione culturale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">22. Le nostri classi dirigenti promuovono i diritti umani. Combattono i cambiamenti climatici. Progettano una economia di mercato pi\u00f9 globalmente integrata e l\u2019armonizzazione delle politiche fiscali. Supervisionano i passi compiuti verso l\u2019eguaglianza di genere. Fanno cos\u00ec tanto per noi! Che importa dunque dei meccanismi con cui sono arrivati ai loro posti? Che importa se i popoli europei sono sempre pi\u00f9 scettici delle loro gestioni?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">23. Lo scetticismo crescente \u00e8 pienamente giustificato. Oggi l\u2019Europa \u00e8 dominata da un materialismo privo di obiettivi incapace di motivare gli uomini e le donne a generare figli e a formare famiglie. La cultura del ripudio defrauda le generazioni future del senso d\u2019identit\u00e0. In alcuni dei nostri Paesi vi sono zone intere in cui i musulmani vivono informalmente autonomi rispetto alle leggi vigenti, quasi fossero dei coloni invece che dei nostri connazionali. L\u2019individualismo ci isola gli uni dagli altri. La globalizzazione trasforma le prospettive di vita di milioni di persone. Quando le si sfida, le nostre classi dirigenti dicono che la loro \u00e8 semplicemente la gestione dell\u2019inevitabile e la sistemazione delle necessit\u00e0 pi\u00f9 impellenti. Nessun\u2019altra strada \u00e8 possibile, e resistere \u00e8 irrazionale. Le cose non possono andare altrimenti. Chi si oppone, soffre di nostalgia, e per questo merita di essere moralmente condannato come razzista e fascista. Man mano che le divisioni sociali e la sfiducia civica si fanno evidenti, la vita pubblica europea diviene pi\u00f9 rabbiosa, pi\u00f9 rancorosa, e nessuno sa dove questo potr\u00e0 condurre. Dobbiamo smettere di camminare lungo questa strada. Dobbiamo liberarci della tirannia dell\u2019Europa falsa. Un\u2019alternativa <em>c\u2019\u00e8<\/em>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">24. L\u2019opera di rinnovamento inizia con l\u2019autocoscienza teologica. Le pretese universaliste e multiculturaliste dell\u2019Europa falsa si rivelano essere surrogati della religione, con tanto di impegni di fede e pure di anatemi. \u00c8 l\u2019oppio potente che paralizza politicamente l\u2019Europa. Noi dobbiamo quindi sottolineare che le aspirazioni religiose appartengono al mondo della religione, non a quello della politica, meno ancora a quello dell\u2019amministrazione burocratica. Per ricuperare la nostra capacit\u00e0 di agire nella politica e nella storia, \u00e8 imperativo risecolarizzare la vita politica dell\u2019Europa.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">25. Quest\u2019impresa esiger\u00e0 che ognuno di noi rinunci al linguaggio bugiardo che evita le responsabilit\u00e0 e che favorisce la manipolazione ideologica. I discorsi sulla diversit\u00e0, sull\u2019inclusione e sul multiculturalismo sono vuoti. Spesso \u00e8 un linguaggio utilizzato per travestire i nostri fallimenti da conquiste: la dissoluzione della solidariet\u00e0 sociale viene \u201cin realt\u00e0\u201d presa come un segnale di benvenuto, di tolleranza e d\u2019inclusione. Ma questo \u00e8 linguaggio da <em>marketing<\/em>, inteso a oscurare la realt\u00e0 invece che a illuminarla. Dobbiamo allora ricuperare il rispetto profondo per la realt\u00e0. Il linguaggio \u00e8 uno strumento delicato, e usandolo come un randello lo si degrada. Dobbiamo farci fautori del decoro linguistico. Il ricorso alla denuncia \u00e8 il segno della decadenza che ha aggredito il nostro tempo. Non dobbiamo tollerare l\u2019intimidazione verbale, men che meno le minacce di morte. Dobbiamo proteggere chi parla in modo ragionevole anche quando pensiamo che sbagli. Il futuro dell\u2019Europa dev\u2019essere liberale nel senso migliore del termine, ovvero garante di discussioni pubbliche appassionate, libere da ogni minaccia di violenza e di coercizione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">26. Rompere l\u2019incantesimo dell\u2019Europa falsa e della sua utopistica crociata pseudo-religiosa votata a costruire un mondo senza confini significa incoraggiare una nuova arte del governo e un nuovo tipo di uomini di governo. Un uomo politico di valore salvaguarda il bene comune di un determinato popolo. Un valido uomo di governo considera la nostra comune eredit\u00e0 europea e le nostre specifiche tradizioni nazionali doni magnifici e vivificanti, ma al contempo fragili. Quindi n\u00e9 le ricusa n\u00e9 rischia di smarrirle per inseguire sogni utopici. Gli uomini politici cos\u00ec desiderano sinceramente gli onori conferiti loro dalle proprie genti, non bramano l\u2019approvazione di quella \u201ccomunit\u00e0 internazionale\u201d che di fatto \u00e8 solo la cerchia di relazioni pubbliche di una oligarchia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">27. Riconoscendo il carattere particolare dei Paesi europei, e la loro impronta cristiana, non dobbiamo lasciarci confondere dalle affermazioni pretestuose dei multiculturalisti. L\u2019immigrazione senza l\u2019assimilazione \u00e8 solo una colonizzazione, e dev\u2019essere respinta. Ci attendiamo giustamente che chi migra nelle nostre terre divenga parte dei nostri Paesi, adottando le nostre usanze. Quest\u2019aspettativa deve per\u00f2 essere sostenuta da una politica solida. Il linguaggio del multiculturalismo \u00e8 stato importato dagli Stati Uniti d\u2019America. Ma l\u2019et\u00e0 d\u2019oro dell\u2019immigrazione negli Stati Uniti \u00e8 stata all\u2019inizio del secolo XX, un periodo di crescita economica notevolmente rapida in un Paese sostanzialmente privo di Welfare State e caratterizzato da un forte senso d\u2019identit\u00e0 nazionale che ci si attendeva gl\u2019immigrati assimilassero. Dopo avere accolto numeri enormi d\u2019immigrati, gli Stati Uniti hanno poi praticamente sigillato le porte per due generazioni. L\u2019Europa deve imparare da quell\u2019esperienza americana invece che adottare le ideologie americane contemporanee. Quell\u2019esperienza dice che il lavoro \u00e8 un potente forza di assimilazione, che un Welfare State indulgente pu\u00f2 invece impedire l\u2019assimilazione e che a volte la prudenza politica impone di ridurre le cifre dell\u2019immigrazione, anche in modo drastico. Non dobbiamo permettere che l\u2019ideologia multiculturalista deformi la nostra capacit\u00e0 di valutare in sede politica quale sia il modo migliore per servire il bene comune, cosa che peraltro esige che comunit\u00e0 nazionali sufficientemente unite e solidali considerino il proprio bene come comune.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">28. Dopo la Seconda guerra mondiale, l\u2019Europa Occidentale ha saputo far crescere sistemi democratici vitali. Dopo il crollo dell\u2019impero sovietico, i Paesi dell\u2019Europa Centrale hanno ricuperato la propria vitalit\u00e0 civica. Sono due delle conquiste pi\u00f9 preziose cui l\u2019Europa sia mai giunta. Ma andranno perdute se non affrontiamo il nodo dell\u2019immigrazione e dei cambiamenti demografici in atto nei nostri Paesi. Solo gl\u2019imperi possono essere multiculturali, ed \u00e8 esattamente un impero ci\u00f2 che l\u2019Unione Europea diventer\u00e0 se non riusciremo a fare di una nuova unit\u00e0 civica solidale il criterio per valutare le politiche sull\u2019immigrazione e le strategie per l\u2019assimilazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">29. Molti pensano erroneamente che l\u2019Europa sia scossa solo dalle controversie sull\u2019immigrazione. In verit\u00e0, la questione dell\u2019immigrazione \u00e8 solo uno degli aspetti di un processo di disfacimento sociale pi\u00f9 generale che dev\u2019essere invertito. Dobbiamo ripristinare la dignit\u00e0 sociale che hanno i ruoli specifici. I genitori, gl\u2019insegnanti e i professori hanno il dovere di formare coloro che sono affidati alle loro cure. Dobbiamo resistere al culto della competenza che s\u2019impone a spese della sapienza, del garbo e della ricerca di una vita colta. L\u2019Europa non conoscer\u00e0 alcun rinnovamento senza il rifiuto deciso dell\u2019egualitarismo esagerato e della riduzione del sapere a conoscenza tecnica. Noi abbracciamo con favore le conquiste politiche dell\u2019et\u00e0 moderna. Ogni uomo e ogni donna debbono avere parit\u00e0 di voto. I diritti fondamentali debbono essere protetti. Ma una democrazia sana esige gerarchie sociali e culturali che incoraggino il perseguimento dell\u2019eccellenza e che rendano onore a coloro che servono il bene comune. Dobbiamo restaurare il senso della grandezza spirituale e onorarlo in modo che la nostra civilt\u00e0 possa contrastare il potere crescente della mera ricchezza da un lato e dell\u2019intrattenimento triviale dall\u2019altro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">30. La dignit\u00e0 umana \u00e8 pi\u00f9 del diritto a essere lasciati in pace e le dottrine dei diritti umani internazionali non esauriscono la sete di giustizia, meno ancora la sete del bene. L\u2019Europa deve riorganizzare il consenso attorno alla cultura morale di modo che le gente possa essere guidata all\u2019obiettivo di una vita virtuosa. Non possiamo consentire che una falsa idea di libert\u00e0 impedisca l\u2019uso prudente del diritto per scoraggiare il vizio. Dobbiamo perdonare la debolezza umana, ma l\u2019Europa non pu\u00f2 prosperare senza restaurare l\u2019aspirazione comune alla rettitudine e all\u2019eccellenza umana. La cultura della dignit\u00e0 sgorga dal decoro e dall\u2019adempimento dei doveri che competono al nostro stato sociale. Dobbiamo ricuperare il rispetto reciproco fra le classi sociali che caratterizza una societ\u00e0 che d\u00e0 valore ai contributi di tutti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">31. Mentre riconosciamo gli aspetti positivi delle economie di libero mercato, dobbiamo resistere alle ideologie che cercano di rendere totalizzante la logica del mercato. Non possiamo permettere che tutto sia in vendita. I mercati che funzionano bene esigono che sia il diritto a precedere e a presiedere (<em>rule of law<\/em>) e il nostro diritto che tutto precede e presiede deve puntare pi\u00f9 in alto della mera efficienza economica. Del resto i mercati funzionano meglio quando sono inseriti in istituzioni sociali forti organizzate sui princ\u00ecpi autonomi non mercantili. La crescita economica, bench\u00e9 benefica, non \u00e8 il bene sommo. I mercati debbono essere orientati a fini sociali. Oggi il gigantismo aziendale minaccia persino la sovranit\u00e0 politica. I Paesi debbono cooperare per dominare l\u2019arroganza e l\u2019irragionevolezza delle forze economiche globali. Noi ci riconosciamo quindi in un uso prudente del potere esercitato dai governi per sostenere beni sociali non economici.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">32. Noi crediamo che l\u2019Europa abbia una storia e una cultura degne di essere difese. Troppo spesso, per\u00f2, le nostre universit\u00e0 tradiscono la nostra eredit\u00e0 culturale. Dobbiamo riformare i programmi scolastici per incoraggiare la trasmissione della nostra cultura comune invece che indottrinare i giovani con una cultura del ripudio. Gl\u2019insegnanti e i mentori di ogni livello hanno il dovere della memoria. Dovrebbero essere orgogliosi del ruolo di ponte fra le generazioni passate e future che hanno. Dobbiamo ricuperare anche il senso della cultura europea alta, usando il bello e il sublime come norma comune e rigettando la degradazione delle arti a una fattispecie della propaganda politica. Questo esiger\u00e0 che si allevi una nuova generazione di mecenati. Le societ\u00e0 per azioni e le burocrazie si sono rivelate essere custodi davvero poveri delle arti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">33. Il matrimonio \u00e8 il fondamento della societ\u00e0 civile e la base dell\u2019armonia fra gli uomini e le donne. \u00c8 il legame intimo tra un uomo e una donna che si organizza per il sostentamento della famiglia e per la crescita dei figli. Noi affermiamo che i ruoli pi\u00f9 fondamentali che abbiamo sia nella societ\u00e0 sia in quanto esseri umani sono quelli di padri e di madri. Il matrimonio e i figli sono parte integrante di qualsiasi prospettiva di prosperit\u00e0 umana. A coloro che li hanno generati al mondo i figli richiedono sacrificio. \u00c8 un sacrificio nobile cui deve essere reso onore. Noi pertanto auspichiamo politiche sociali prudenti che incoraggino e rafforzino il matrimonio, la maternit\u00e0 e l\u2019educazione dei figli. Una societ\u00e0 che non accoglie i figli non ha futuro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">34. L\u2019Europa di oggi \u00e8 attraversata da grande preoccupazione per il sorgere di quello che viene chiamato \u201cpopulismo\u201d, anche se il significato del termine non viene mai definito ed \u00e8 usato per lo pi\u00f9 solo come invettiva. Sul tema abbiamo le nostre riserve. L\u2019Europa deve attingere alla sapienza profonda delle proprie tradizioni piuttosto che affidarsi a slogan semplicistici e a richiami emotivi divisivi. Eppure ci rendiamo conto che molti elementi di questo nuovo fenomeno politico possono rappresentare una sana ribellione contro la tirannia dell\u2019Europa falsa, che etichetta come \u201cantidemocratica\u201d qualsiasi realt\u00e0 ne minacci il monopolio della legittimit\u00e0 morale. Il cosiddetto \u201cpopulismo\u201d sfida la dittatura dello <em>status quo<\/em>, il \u201cfanatismo del centro\u201d, e lo fa giustamente. \u00c8 un segno che persino nel mezzo della nostra cultura politica degradata e impoverita \u00e8 possibile ridare vita all\u2019agire storico dei popoli europei.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">35. Rifiutiamo perch\u00e9 falsa la pretesa di dire che non esiste alternativa responsabile alla solidariet\u00e0 artificiale e senz\u2019anima di un mercato unificato, di una burocrazia transnazionale e di un intrattenimento dozzinale. L\u2019alternativa responsabile \u00e8 l\u2019Europa vera.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">36. In questo momento, chiediamo a tutti gli europei di unirsi a noi per respingere le fantasie utopistiche di un mondo multiculturale senza frontiere. Amiamo a buon diritto le nostre patrie e cerchiamo di trasmettere ai nostri figli ogni elemento nobile che noi stessi abbiamo ricevuto in dote. Da europei, condividiamo anche una eredit\u00e0 comune e questa eredit\u00e0 ci chiede di vivere assieme in pace in una Europa delle nazioni. Ripristiniamo la sovranit\u00e0 nazionale e ricuperiamo la dignit\u00e0 di una responsabilit\u00e0 politica condivisa per il futuro dell\u2019Europa.<\/div>\n<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Philippe B\u00e9n\u00e9ton (politologo &#8211; Universit\u00e0 di\u00a0 Rennes, Institut catholique d&#8217;\u00e9tudes sup\u00e9rieures)<\/div>\n<div id=\"content\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"primary\">\n<article id=\"post-186\">\n<div style=\"text-align: justify;\">R\u00e9mi Brague (filosofo &#8211; Universit\u00e0 di Paris 1)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Chantal Delsol (filosofa &#8211; Acad\u00e9mie des sciences morales et politiques)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Roman Joch (politico &#8211; Rep. Ceca)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u00e1nczi Andr\u00e1s (politologo &#8211; Universit\u00e0 Corvinus di Budapest)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ryszard Legutko (politico e filosofo &#8211; Universit\u00e0 Jagellonica di Cracovia)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Roger Scruton (filosofo e scrittore &#8211;\u00a0 Birkbeck College di\u00a0 Londra)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Robert Spaemann (filosofo e teologo &#8211; Ludwig-Maximilians-Universit\u00e4t di Monaco di Baviera)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Bart Jan Spruyt (storico e giornalista &#8211; Fondazione Edmund Burke dell&#8217;Aja)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Matthias Storme (avvocato e filosofo &#8211; Partito Popolare Fiammingo)<\/div>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em><strong><a href=\"https:\/\/thetrueeurope.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qui<\/a><\/strong> il testo originale della Dichiarazione.<\/em><\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello scorso mese di maggio un gruppo di studiosi e intellettuali di orientamento conservatore provenienti da vari paesi europei si sono incontrati a Parigi redigendo una lunga Dichiarazione in 36 punti. 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