{"id":35399,"date":"2017-10-20T18:00:51","date_gmt":"2017-10-20T16:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35399"},"modified":"2017-10-20T14:54:30","modified_gmt":"2017-10-20T12:54:30","slug":"oro-petrolio-dollari-russia-e-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35399","title":{"rendered":"Oro, petrolio, dollari, Russia e Cina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel seguente articolo Engdahl sostiene che l&#8217;impero anglosassone declinante \u00e8 sfidato dalla coalizione euroasiatica di Russia e Cina nell&#8217;arena decisiva del mercato del petrolio: le potenze sfidanti cercano di abbattere il dominio del dollaro, che dopo il 1971 si regge sulla decisione dell&#8217;Arabia Saudita di vendere il suo petrolio in cambio di dollari e sulla potenza militare USA, per sostituirlo con un nuovo <\/em>gold standard<em>. La probabile crisi finanziaria alle porte potrebbe coincidere con una svolta geopolitica importante.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo originale \u00e8 disponibile al seguente indirizzo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.williamengdahl.com\/englishNEO13Sep2017.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.williamengdahl.com\/englishNEO13Sep2017.php<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>Oro, petrolio, dollari, Russia e Cina<\/strong><\/span><br \/>\ndi <strong>F. William Engdahl<\/strong><br \/>\n13 settembre 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di <em>Paolo Di Remigio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sistema monetario internazionale, nato a Bretton Woods nel 1944 e sviluppatosi fino al pre\u00adsente, \u00e8 divenuto, detto onestamente, il pi\u00f9 grande intralcio alla pace e alla prosperit\u00e0 mondia\u00adli. Ora la Cina, sempre pi\u00f9 sostenuta dalla Russia \u2013 le due grandi nazioni euroasiatiche \u2013 sta facendo passi decisivi per creare un\u2019alternativa praticabile al dispotismo del dollaro sul com\u00admercio e sulla finanza mondiale. Wall Street e Washington non ne sono contenti, ma non han\u00adno il potere di fermarla.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco prima della fine della seconda guerra mondiale, il governo statunitense, consigliato dalle prin\u00adcipali banche internazionali di Wall Street, disegn\u00f2 ci\u00f2 che molti credono erroneamente essere un nuovo <em>gold standard<\/em>. In verit\u00e0, era un <em>dollar standard<\/em>, nel quale tutti gli altri membri valutari del Fondo Monetario Internazionale fissarono il valore della loro valuta in dollari; in cambio il dollaro USA fu fissato allora all\u2019oro per un valore di 1\/35 di un\u2019oncia d\u2019oro. Al tempo Washington e Wall Street poterono imporre tale sistema perch\u00e9 la Federal Reserve deteneva pi\u00f9 del 75% di tutto l\u2019oro monetario mondiale come conseguenza della guerra e dei relativi sviluppi. Bretton Woods impose il dollaro che divenne poi la valuta di riserva del commercio mondiale detenuta dalle banche centrali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Agonia mortale di un <em>dollar standard<\/em> difettoso<\/strong><br \/>\nAlla fine degli anni \u201860, con i crescenti deficit del bilancio federale statunitense per i costi della guerra in Vietnam e per altre spese folli, il dollar standard inizi\u00f2 a mostrare i suoi profondi difetti strutturali. Un\u2019Europa occidentale e un Giappone in ripresa non avevano pi\u00f9 bisogno di miliardi di dollari per finanziare la ricostruzione. La Germania e il Giappone erano divenuti economie di espor\u00adtazione di livello mondiale con un\u2019efficienza superiore all\u2019industria statunitense, a causa della cre\u00adscente obsolescenza delle industrie statunitensi di base, dall\u2019acciaio alle auto, e delle infrastrutture di base. Per correggere il crescente squilibrio del commercio mondiale, Washington avrebbe allora dovuto svalutare parecchio il dollaro rispetto all\u2019oro. Questa svalutazione del dollaro avrebbe au\u00admentato le entrate delle esportazioni delle imprese USA e ridotto gli squilibri commerciali. Sarebbe stata una spinta gigantesca all\u2019economia reale; ma per le banche di Wall Street avrebbe significato perdite gigantesche; cos\u00ec le amministrazioni di Nixon e di Johnson stamparono pi\u00f9 dollari e in ef\u00adfetti esportarono inflazione nel mondo.<br \/>\nLe banche centrali, specialmente quelle di Francia e Germania, reagirono alla sordit\u00e0 di Washington chiedendo alla Federal Reserve oro a 35 $ per oncia in cambio delle loro riserve di dollari, come stabilito dall\u2019accordo di Bretton Woods. Nell\u2019agosto 1971 l\u2019acquisto di oro con i dollari inflazionati aveva raggiunto un punto di crisi tale che l\u2019alto funzionario del Tesoro, Paul Volcker, consigli\u00f2 Ni\u00adxon di distruggere il sistema di Bretton Woods.<br \/>\nNel 1973 Washington lasci\u00f2 che l\u2019oro fosse scambiato liberamente e non fosse pi\u00f9 la base di un dol\u00adlaro affidabile. Anzi, nell\u2019ottobre 1973 uno choc ben architettato del prezzo del petrolio, che nel giro di pochi mesi lo aument\u00f2 di oltre il 400%, cre\u00f2 ci\u00f2 che Henry Kissinger chiam\u00f2 poi il <em>petro\u00addollaro<\/em>.<br \/>\nIl mondo aveva bisogno di petrolio per l\u2019economia. Accordandosi nel 1975 con la monarchia saudi\u00adta, Washington stabil\u00ec che l\u2019OPEC araba rifiutasse di vendere una sola goccia del suo petrolio per qualunque valuta diversa dal dollaro. Il valore del dollaro sal\u00ec rispetto alle altre valute, come il mar\u00adco tedesco o lo yen giapponese. Le banche di Wall Street furono inondate di depositi di petrodollari. Il casin\u00f2 dollaro era aperto e in attivit\u00e0, e il resto del mondo stava per essere spennato.<br \/>\nNel mio libro, <em>Numi del denaro: Wall Street e la morte del secolo americano<\/em>, ho descritto in detta\u00adglio come poi, durante gli anni \u201870, le maggiori banche internazionali di New York, Chase, Citibank e Bank of America, abbiano usato i petrodollari per reinvestire i profitti petroliferi arabi nei paesi del mondo in via di sviluppo importatori di petrolio, gettando i semi della cosiddetta crisi debitoria del terzo mondo. \u00c8 curioso che sia stato lo stesso Paul Volcker, un protetto di David Rockefeller e di Chase Manhattan Bank, che questa volta, nell\u2019ottobre 1979, come presidente della FED, scaten\u00f2 la crisi debitoria degli anni \u201880 spingendo in alto i tassi di interesse della FED. Mentendo, afferm\u00f2 che era per stroncare l\u2019inflazione. Era per salvare il dollaro e le banche di Wall Street.<br \/>\nOggi il dollaro \u00e8, per dirla con dolcezza, un fenomeno strano. Dal 1971 gli Stati Uniti si sono tra\u00adsformati da principale nazione industriale in un gigantesco casin\u00f2 speculativo gonfio di debiti.<br \/>\nCon i tassi di interesse dei fondi FED tra lo zero e l\u2019uno per cento da nove anni \u2013 senza precedenti nella storia moderna \u2013, le maggiori banche di Wall Street, quelle la cui condotta finanziaria illecita e la cui avidit\u00e0 criminosa avevano creato la crisi dei <em>subprime<\/em> del 2007 e il suo tsunami finanziario globale del 2008, hanno iniziato a costruire una nuova bolla speculativa. Anzich\u00e9 prestare alle citt\u00e0 cariche di debiti per le infrastrutture urgenti o per altri impieghi produttivi nell\u2019economia reale, han\u00adno creato un\u2019altra bolla colossale nel mercato azionario. Le principali compagnie hanno usato credi\u00adto a buon mercato per ricomprare le proprie azioni, stimolando cos\u00ec i prezzi delle azioni nella borsa di Wall Street, un rialzo nutrito dalla pubblicit\u00e0 e dai miti della \u2018ripresa economica\u2019. L\u2019indice azio\u00adnario S&amp;P-500 \u00e8 salito del 320% dalla fine del 2008. Posso assicurarvi che questi rialzi azionari cartacei non sono avvenuti perch\u00e9 l\u2019economia reale statunitense sia cresciuta del 320 %.<br \/>\nDa decenni, ogni anno le famiglie americane guadagnano meno in termini reali: dal 1988 il reddito mediano delle famiglie \u00e8 stato stagnante con l\u2019inflazione in aumento costante &#8211; un reddito reale de\u00adclinante. Esse devono indebitarsi come non mai nella storia. Il debito del governo federale \u00e8 a un li\u00advello ingestibile di 20 milioni di dollari, senza esito in vista. L\u2019industria americana \u00e8 stata chiusa e la produzione spedita all\u2019estero &#8211; \u2018<em>outsourced<\/em>\u2019 \u00e8 l\u2019eufemismo. Tutto ci\u00f2 che resta \u00e8 un\u2019\u201deconomia dei servizi\u201d marcia, altamente indebitata, in cui milioni lavorano <em>part-time<\/em> in due o tre posti solo per tenersi a galla.<br \/>\nIl solo fattore che trattiene il dollaro dal collasso totale \u00e8 la forza militare statunitense e il dispiega\u00admento ovunque di ONG ingannevoli per facilitare il saccheggio dell\u2019economia mondiale.<br \/>\nFinch\u00e9 gli sporchi trucchi di Washington e le macchinazioni di Wall Street sono stati in grado di creare crisi come hanno fatto nell\u2019Eurozona nel 2010 attraverso la Grecia, paesi in surplus nel com\u00admercio mondiale come Cina, Giappone e poi Russia non hanno alternativa pratica se non comprare pi\u00f9 debito pubblico USA \u2013 titoli del Tesoro \u2013 con la massa del loro avanzo commerciale in dollari. Washington e Wall Street sorridono; possono stampare volumi infiniti di dollari non sostenuti da nulla di pi\u00f9 prezioso degli F-16 e dei carri armati Abrams. Nel comprare il debito USA, Cina, Rus\u00adsia e altri detentori di obbligazioni in dollari hanno in realt\u00e0 finanziato le guerre USA dirette contro di loro. Allora avevano poche opzioni alternative praticabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Emerge l\u2019alternativa praticabile<\/strong><br \/>\nOra, ironicamente, due delle economie estere che hanno permesso al dollaro l\u2019allungamento della sua vita artificiale oltre il 1989 \u2013 Russia e Cina \u2013 stanno svelando cautamente questa temutissima alternativa: una valuta internazionale sostenuta dall\u2019oro e, potenzialmente, parecchie valute simili che possono sostituire l\u2019attuale ingiusto ruolo egemonico del dollaro.<br \/>\nPer parecchi anni sia la Federazione russa che la Repubblica Popolare Cinese hanno comprato enor\u00admi quantit\u00e0 d\u2019oro, da aggiungere in gran parte alle riserve valutarie delle loro banche centrali, che altrimenti sono in dollari o in valute europee. Finch\u00e9 recentemente non \u00e8 diventato chiaro perch\u00e9.<br \/>\nPer parecchi anni era noto nei mercati d\u2019oro che i pi\u00f9 grandi compratori di oro fisico erano le ban\u00adche centrali di Cina e Russia. Ci\u00f2 che non era tanto chiaro era quale riposta strategia esse avessero, oltre la semplice creazione di fiducia nelle loro valute minacciate da crescenti sanzioni economiche e da dichiarazioni bellicose di guerra commerciale da parte di Washington.<br \/>\nOra \u00e8 chiaro perch\u00e9.<br \/>\nCina e Russia, insieme probabilmente ai paesi loro maggiori partner commerciali dei BRICS (Brasi\u00adle, Russia, India, Cina, Sudafrica), come pure ai loro partner euroasiatici dell\u2019Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (SCO) sono sul punto di completare l\u2019architettura funzionante di una nuova alternativa monetaria al mondo del dollaro.<br \/>\nAl presente, oltre ai membri fondatori Cina e Russia, i membri effettivi della SCO includono Kaza\u00adkistan, Kyrgyzstan, Tagikistan, Uzbekistan, e pi\u00f9 recentemente India e Pakistan. \u00c8 una popolazione di pi\u00f9 di 3 miliardi di persone, circa il 42 % dell\u2019intera popolazione mondiale, che si associa in una cooperazione politica ed economica coerente, pianificata e pacifica.<br \/>\nSe ai paesi membri della SCO aggiungiamo gli Stati osservatori ufficiali \u2013 Afghanistan, Bielorussia, Iran e Mongolia, Stati con espresso desiderio di associarsi formalmente come membri pieni, uno sguardo alla carta geografica mostrer\u00e0 le potenzialit\u00e0 impressionanti dell\u2019emergente SCO. La Tur\u00adchia \u00e8 un interlocutore formale che esplora la possibile applicazione dell\u2019appartenenza alla SCO, come lo sono Sri Landa, Armenia, Azerbaijan, Cambogia e Nepal. Tutto questo, detto semplicemen\u00adte, \u00e8 enorme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BRI e una via della seta basata sull\u2019oro<\/strong><br \/>\nFino a tempi recenti i <em>think tank<\/em> di Washington e il governo hanno disprezzato le istituzioni euroa\u00adsiatiche emergenti come la SCO. A differenza del BRICS, che non \u00e8 composto di paesi contigui in una vasta massa di territorio, il gruppo SCO forma un\u2019entit\u00e0 geografica chiamata Eurasia. Quando a un incontro in Kazakistan nel 2013 il presidente cinese Xi Jinping ha proposto la creazione di quella che allora \u00e8 stata chiamata la \u2018via della seta della nuova economia\u2019, pochi in occidente l\u2019hanno pre\u00adsa sul serio. Oggi il nome ufficiale \u00e8 \u2018Belt, Road Initiative\u2019 (BRI, Iniziativa per la cintura stradale\u2019). Oggi il mondo inizia a prendere seriamente atto dello scopo della BRI.<br \/>\n\u00c8 chiaro che la diplomazia economica della Cina, come della Russia e del suo gruppo di paesi dell\u2019Unione Economica Euroasiatica, verte soprattutto sulla realizzazione di ferrovie avanzate ad alta velocit\u00e0, porti, infrastrutture per l\u2019energia, che insieme intrecciano un nuovo vasto mercato tale da eclissare, entro meno di un decennio al ritmo attuale, ogni potenzialit\u00e0 economica nei paesi OECD economicamente stagnanti e gonfi di debiti della UE e del Nord America.<br \/>\nCi\u00f2 che finora era di necessit\u00e0 vitale, ma non chiaro, era una strategia per liberare le nazioni dell\u2019Eurasia dal dollaro e dalla loro vulnerabilit\u00e0 a nuove sanzioni del Tesoro USA e alla guerra fi\u00adnanziaria basata sulla loro dipendenza dal dollaro. Questo sta per succedere.<br \/>\nAll\u2019incontro annuale del 5 settembre dei BRICS a Xiamen in Cina il presidente russo Putin ha rila\u00adsciato una dichiarazione semplice e molto chiara sul punto di vista russo rispetto al mondo econo\u00admico attuale. Egli ha dichiarato che la \u201cRussia condivide le preoccupazioni dei paesi BRICS sulla scorrettezza dell\u2019architettura economica e finanziaria globale, che non d\u00e0 il dovuto riguardo al peso crescente delle economie emergenti. Siamo pronti a lavorare insieme con i nostri partner per pro\u00admuovere riforme delle regole finanziarie internazionali e per vincere il dominio eccessivo di un nu\u00admero limitato di valute di riserva.\u201d Per quanto ne sappia, egli non \u00e8 mai stato cos\u00ec esplicito sulle va\u00adlute. Se ponete questo nel contesto della nuova architettura finanziaria svelata da Beijing, diventa chiaro che il mondo \u00e8 vicino a beneficiare di nuovi gradi di libert\u00e0 economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contratti <em>future<\/em> per il petrolio in <em>yuan<\/em> cinesi<\/strong><br \/>\nSecondo un articolo nella <em>Japan Nikkei Asian Review<\/em>, la Cina sta per lanciare un contratto <em>future<\/em> per il petrolio greggio denominato in <em>yuan<\/em> cinesi che sar\u00e0 convertibile in oro. Questo, se combinato con altre mosse cinesi negli ultimi due anni per diventare un\u2019alternativa praticabile a Londra e a New York, diventa realmente interessante.<br \/>\nLa Cina \u00e8 il pi\u00f9 grande importatore mondiale di petrolio, gran parte del quale \u00e8 ancora pagato in dollari USA. Se ottiene ampia accettazione, il nuovo contratto future in <em>yuan<\/em> per il petrolio potrebbe diventare il pi\u00f9 importante riferimento per il petrolio greggio basato sull\u2019Asia, dato che la Cina \u00e8 il pi\u00f9 grande importatore mondiale di petrolio. Questo potrebbe sfidare i due contratti di riferimento per il petrolio dominati da Wall Street, i contratti <em>future North Sea<\/em> <em>Brent<\/em> e<em> West Texas Intermediate<\/em>, che finora hanno dato a Wall Street enormi vantaggi nascosti.<br \/>\nSarebbe eliminata dalla Cina e dai suoi partner petroliferi, inclusa in particolare la Russia una delle pi\u00f9 grosse leve di manipolazione. L\u2019introduzione per il petrolio scambiato a Shanghai di un contratto future in <em>yuan<\/em>, che di recente ha ottenuto l\u2019ingresso nel selezionato gruppo di valute IMF SDR, un contratto a termine per il petrolio, specialmente se convertibile in oro, potrebbe cambiare drammaticamente l\u2019equilibrio geopolitico di potere, via dal mondo atlantico verso l\u2019Eurasia.<br \/>\nNell\u2019aprile 2016 la Cina ha fatto una mossa importante per diventare il nuovo centro per lo scambio basato sull\u2019oro e il centro mondiale del commercio di oro, oro fisico. La Cina \u00e8 oggi il pi\u00f9 grande produttore mondiale di oro, molto pi\u00f9 avanti del Sudafrica, esso stesso membro dei BRICS, con la Russia come numero due.<br \/>\nLa Cina ha ora creato un vasto centro di deposito nella zona cinese di libero commercio di Qianhai, vicino a Shenzhen, la citt\u00e0 di circa 18 milioni di abitanti immediatamente a nord di Hong Kong sul delta del Fiume delle Perle. Ora la Cina sta completando la costruzione di un impianto permanente di stoccaggio dell\u2019oro, inclusi un deposito doganale, una sala contrattazioni e relative aree ammini\u00adstrative. La Societ\u00e0 Cinese per lo Scambio dell\u2019Oro e dell\u2019Argento basata ad Hong Kong e fondata 105 anni fa \u00e8 entrata in un progetto insieme a ICBC, la pi\u00f9 grande banca di Stato della Cina e la pi\u00f9 grande banca di importazione dell\u2019oro, per creare il <em>Qianhai Storage Center<\/em>. Inizia a diventare chiaro perch\u00e9 alla fine del 2014 una falsa ONG di Washington come la <em>National Endowment for<\/em> <em>Democracy<\/em> abbia tentato, senza successo, di suscitare a Hong Kong una rivoluzione colorata anti Beijing, la rivoluzione degli ombrelli.<br \/>\nOra aggiungere il nuovo contratto future per il petrolio scambiato in Cina in <em>yuan<\/em> garantiti dall\u2019oro porter\u00e0 a un cambiamento drammatico tra i membri chiave dell\u2019OPEC, anche in Medio Oriente; preferire per il loro petrolio <em>yuan<\/em> garantiti dall\u2019oro ai dollari USA inflazionati comporta un rischio geopolitico, come ha sperimentato il Qatar in seguito alla visita di Trump a Riad qualche mese fa. Da notare che il gigante petrolifero di Stato russo Rosneft ha appena annunciato che la compagnia petrolifera cinese di Stato CEFC <em>China Energy Company Ltd<\/em>. ha appena acquisito dal Qatar la quo\u00adta del 14% di Rosneft.<br \/>\nTutto inizia a ingranare in una strategia molto coerente.<br \/>\nL\u2019impero del dollaro \u00e8 in una penosa agonia mortale e i suoi patriarchi sono in uno stato di negazio\u00adne della realt\u00e0, altrimenti noto come presidenza Trump. Intanto gli elementi pi\u00f9 sani di questo mon\u00addo stanno costruendo alternative positive, pacifiche. Sono anche disposti ad ammettere che Wa\u00adshington si unisca a loro sotto regole oneste. Non \u00e8 evidentemente generoso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel seguente articolo Engdahl sostiene che l&#8217;impero anglosassone declinante \u00e8 sfidato dalla coalizione euroasiatica di Russia e Cina nell&#8217;arena decisiva del mercato del petrolio: le potenze sfidanti cercano di abbattere il dominio del dollaro, che dopo il 1971 si regge sulla decisione dell&#8217;Arabia Saudita di vendere il suo petrolio in cambio di dollari e sulla potenza militare USA, per sostituirlo con un nuovo gold standard. 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