{"id":35427,"date":"2017-10-21T13:00:59","date_gmt":"2017-10-21T11:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35427"},"modified":"2017-10-21T12:58:50","modified_gmt":"2017-10-21T10:58:50","slug":"35427","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35427","title":{"rendered":"Come cambia l&#8217;opinione pubblica? &#8220;La spirale del silenzio&#8221; di Elisabeth Neumann"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<p>Torna in libreria (ancora per i tipi di Meltemi, che l\u2019aveva pubblicata una prima volta nel 2002) l\u2019opera pi\u00f9 conosciuta di Elisabeth Noelle Neumann, \u201cLa spirale del silenzio\u201d, con una Introduzione di Stefano Cristante, docente di Sociologia della Comunicazione all\u2019Universit\u00e0 del Salento, il quale ha sempre dedicato particolare attenzione sia al tema dell\u2019opinione pubblica che al modo in cui questa controversa autrice tedesca lo affronta.<span id=\"more-23343\"><\/span><\/p>\n<p>Controversa perch\u00e9 la Neumann \u00e8 stata accusata \u2013 con particolare acredine dal sociologo ebreo americano Leo Bogart \u2013 di collusione con il regime nazista e di antisemitismo. In effetti la lunga vita (1916 \u2013 2010) della Neumann non appare, sotto questo aspetto, esente da sospetti. Recatasi nella seconda met\u00e0 degli anni Trenta negli Stati Uniti, dove studia i metodi e le tecniche di Gallup, il fondatore della sondaggistica, al rientro in Germania collabora con il settimanale \u201cDas Reich\u201d (sulle cui pagine, osserva Bogart, definisce \u201cgiudeo\u201d il saggista americano Walter Lippmann). Nel 1946 si sposa con il giornalista Peter Neumann (a suo tempo iscritto al partito nazista) assieme al quale conduce, per conto delle autorit\u00e0 americane, ricerche demoscopiche sulle opinioni del popolo tedesco. Da allora fino alla morte lavora a stretto contatto con i leader della CDU, da Adenauer a Kohl. Ritornata in America negli anni 70, deve lasciare l\u2019insegnamento a Chicago anche a causa (anche se non ufficialmente) della polemica innescata da Bogart.<\/p>\n<p>Cristante documenta la linea di difesa della Neumann \u2013 linea che si basa su argomenti a dir poco deboli e che si fonda, essenzialmente, sul fatto che gli alleati non hanno ritenuto necessario sottoporla a un processo di denazificazione (i maligni potrebbero obiettare che, in quanto usata dai vincitori per le sue competenze tecniche, le \u00e8 stato riservato il trattamento di favore concesso ad altri \u201ccervelli\u201d tedeschi). Ci\u00f2 detto, resta il fatto che il suo contributo scientifico-culturale andrebbe valutato \u2013 come si \u00e8 fatto per quello di altri grandi intellettuali tedeschi in odore di simpatie naziste, come Heidegger, Schmitt e Junger per citare i pi\u00f9 noti \u2013 a prescindere dalla sua complicit\u00e0 vera, presunta o dettata dall\u2019accettazione opportunistica delle circostanze, con il nazismo.<\/p>\n<p>In cosa consiste questo contributo? Ne \u201cla spirale del silenzio\u201d (uscito per la prima volta nel1980) La Neumann, oltre ad affermare che l\u2019opinione pubblica \u00e8 definizione moderna di una serie di fenomeni sociali che sono esistiti \u2013 sia pure in forme diverse \u2013 in tutte le fasi della storia sociale dell\u2019umanit\u00e0, sostiene le seguenti quattro tesi di fondo: 1) la societ\u00e0 esercita sugli individui una pressione costante attraverso la minaccia dell\u2019isolamento; 2) per ogni essere umano la paura dell\u2019isolamento \u00e8 un sentimento tanto forte quanto costantemente avvertito; 3) a causa del timore di subire tale sanzione sociale \u2013 e al fine di non incorrervi \u2013 ogni individuo si sforza incessantemente di valutare \u201cil clima di opinione\u201d prevalente in ogni particolare momento; 4) in base a tale valutazione regola il proprio comportamento in modo da adattarlo all\u2019opinione maggioritaria. Un corollario di queste tesi \u00e8 che, nell\u2019attuale fase storica, le tecnologie di comunicazione \u2013 i media \u2013 svolgono un ruolo strategico in quanto, contribuendo in misura determinante alla valutazione del clima di opinione, influenzano i nostri comportamenti.<\/p>\n<p>Cristante richiama giustamente l\u2019attenzione sulle conseguenze anti-individualistiche delle tesi della Neumann: la proclamata onnipotenza dell\u2019individuo \u2013 che oggi viene sbandierata anche attraverso l\u2019esaltazione del presunto ruolo emancipatorio e democratizzante della rete \u2013 \u00e8 in realt\u00e0 del tutto illusoria perch\u00e9, ieri come oggi, l\u2019espressione umana \u00e8 limitata dall\u2019appartenenza del singolo a un insieme di relazioni sociali che ne giudicano \u2013 ed eventualmente ne sanzionano \u2013 i comportamenti. Resta il fatto che lo schema della spirale del silenzio offre poco spazio alla comprensione dei motivi che possono determinare un radicale (e a volte fulmineo) cambiamento del clima di opinione.<\/p>\n<p>Notiamo, per inciso, che analoghe difficolt\u00e0 incontra il pensiero di un altro grande sociologo tedesco \u2013 anche lui esponente del pensiero conservatore e vicino alla CDU \u2013 come Niklas Luhmann, il quale, mentre analizza in modo convincente le dinamiche dell\u2019equilibrio sistemico, appare assai meno efficace quando deve rendere conto di quelle che possono provocarne la rottura. Intendiamoci, non \u00e8 che la Neumann non affronti il problema, che ignori cio\u00e8 il fatto che opinione pubblica vuol dire controllo sociale ma pu\u00f2 anche voler dire rottura del controllo sociale, tuttavia, annota Cristante, preferisce concentrarsi sul ruolo che possono svolgere in tal senso gli \u201csfidanti\u201d come outsider, avanguardisti, eretici, riformatori, missionari (rovesciando cos\u00ec la sua prospettiva anti individualista!) mentre trascura quello delle pressioni \u201coggettive\u201d (crisi economiche, crollo dei sistemi istituzionali, ecc.).<\/p>\n<p>Mi pare di poter concludere che, ancorch\u00e9 interessante, al pensiero della Neumann, come a quello di altri grandi autori conservatori, manca del tutto la capacit\u00e0 di cogliere l\u2019inscindibile unit\u00e0 \u2013 il continuo movimento di conversione incrociata degli uni negli altri \u2013 fra fattori soggettivi e oggettivi, fra rapporti sociali e relazioni individuali o, per usare il lessico marxiano (non nell\u2019accezione volgare del diamat, ma in quella che ne offrono autori come Lukacs e Gramsci) fra struttura e sovrastruttura. Per illuminare l\u2019enigma del mutamento del clima di opinione, pi\u00f9 della teoria della spirale del silenzio, serve probabilmente il concetto gramsciano di egemonia inteso come lotta per il controllo del senso comune fra blocchi sociali antagonisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23343\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=23343<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI Torna in libreria (ancora per i tipi di Meltemi, che l\u2019aveva pubblicata una prima volta nel 2002) l\u2019opera pi\u00f9 conosciuta di Elisabeth Noelle Neumann, \u201cLa spirale del silenzio\u201d, con una Introduzione di Stefano Cristante, docente di Sociologia della Comunicazione all\u2019Universit\u00e0 del Salento, il quale ha sempre dedicato particolare attenzione sia al tema dell\u2019opinione pubblica che al modo in cui questa controversa autrice tedesca lo affronta. 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