{"id":35450,"date":"2017-10-20T10:35:11","date_gmt":"2017-10-20T08:35:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35450"},"modified":"2017-10-19T21:36:45","modified_gmt":"2017-10-19T19:36:45","slug":"il-declino-socio-economico-degli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35450","title":{"rendered":"Il declino socio-economico degli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CRITICA SCIENTIFICA (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<p><em>Negli USA \u00e8 stata distrutta la classe media, le prigioni fungono attualmente come una sorta di cassa integrazione e rinchiudono prevalentemente neri e ispanici.<\/em><\/p>\n<p><strong>Un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.pewresearch.org\/fact-tank\/2015\/12\/09\/are-you-in-the-american-middle-class\/\">recente studio<\/a>\u00a0condotto dall\u2019autorevole Pew Research Center<\/strong>\u00a0ha rivelato che la classe media statunitense \u00e8 in via di estinzione. I dati mostrano infatti che, per la prima volta da oltre un secolo, le famiglie della\u00a0<em>middle-class<\/em>non costituiscono pi\u00f9 la maggioranza della societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La quota di ricchezza nazionale detenuta dalle famiglie a medio reddito nel 2014 ha raggiunto il 43% del totale, a fronte del 62% registrato nel 1970<\/strong>. Negli ultimi 15 anni, si \u00e8 assistito a un abbassamento del 28%, mentre la porzione della ricchezza nazionale posseduta dalle famiglie a pi\u00f9 alto reddito \u00e8 aumentata dal 29 al 49%. Al 2016, il potere d\u2019acquisto \u00e8 diminuito del 32% rispetto al 1968, almeno un cittadino su 50 non ha alcuna fonte di guadagno e sopravvive solo grazie ai \u2018buoni-pasto\u2019 (<em>food-stamp<\/em>) e qualcosa come 50 milioni di persone\u00a0 incombono in gravi difficolt\u00e0 a mettere insieme pranzo e cena. Nel 2015, il 20% dei cittadini statunitensi in et\u00e0 adulta \u00e8 finito stabilmente nel gruppo sociale a pi\u00f9 basso reddito, rispetto al 16% del 1971. Nello stesso anno, la categoria dei maggiorenni statunitensi a pi\u00f9 alto reddito riuniva il 9% del totale, a fronte del 4% conteggiato nel 1971.<\/p>\n<p><strong>Il risultato tangibile di questa divaricazione \u00e8 che il 62% della popolazione non dispone di sufficienti risparmi per pagare la riparazione di un\u2019auto o una spesa medica da 500 dollari,<\/strong>\u00a0mentre la vendita di immobili continua ad essere lontana dai livelli antecedenti la crisi \u2013 il che non \u00e8 strano se si pensa che gli unici impieghi creati dal 2009 in poi sono quasi esclusivamente\u00a0<em>part-time<\/em>. Naturalmente, questo tipo di occupazione non pu\u00f2 supportare n\u00e9 la creazione di nuclei familiari n\u00e9 l\u2019acquisto di nuove automobili o abitazioni. I dati sui salari confermano infatti che dal fallimento della Lehman Brothers non si \u00e8 verificata alcuna crescita degli stipendi, come certificato dal fatto che l\u2019aumento del salario nominale medio per ora lavorata \u00e8 a malapena sopra l\u2019obiettivo di inflazione della Federal Reserve, anzich\u00e9 al livello di sicurezza fissato dalla Yellen, corrispondente pi\u00f9 o meno al 4%. Come\u00a0<a href=\"http:\/\/www.zerohedge.com\/news\/2015-03-11\/mystery-americas-missing-wage-growth-has-been-solved\">nota il sempre ben informato sito d\u2019analisi economica e finanziaria \u2018<em>Zero Hedge<\/em>\u2019<\/a>, la situazione appare molto pi\u00f9 preoccupante se si prende in esame l\u2019andamento dei salari di quelli che il Bureau of Labor of Statistics (Bls) classifica come \u2018impiegati nella produzione in ruoli non dirigenziali\u2019. Questo gruppo comprende ruoli lavorativi quali impiegati d\u2019ufficio, negozianti, autisti, medici, infermieri, avvocati, ragionieri, insegnanti, estetisti, musicisti, ristoratori, custodi, camerieri, braccianti, bidelli, guardiani e altri lavoratori situati a livelli occupazionali simili. La caduta libera dei salari dell\u201980% della forza lavoro a fronte di un andamento generale delle retribuzioni stabile indica che gli stipendi del rimanente 20% degli occupati, che il Bls classifica come \u2018dirigenti\u2019, \u00e8 in fase di grande crescita.<\/p>\n<p><strong>All\u2019incremento del divario salariale va inoltre sommato un livello di disoccupazione decisamente preoccupante,<\/strong>\u00a0che le statistiche ufficiali non riflettono. La disoccupazione, che rappresenta uno degli indicatori principali presi in esame dalla Federal Reserve per valutare lo stato dell\u2019economia, viene calcolata dalla Federal Reserve con il tasso U3, il quale tiene conto del totale dei disoccupati in percentuale rispetto alla forza lavoro. Il Bls, prendendo in esame un bacino pi\u00f9 ampio, ottiene invece un tasso denominato U6, che si calcola sommando al tasso U3 gli individui che lavorano part-time ma che vorrebbero lavorare a tempo pieno oltre alle persone che hanno lavorato per un certo periodo negli ultimi 12 mesi ma che al momento non lavorano n\u00e9 sono alla ricerca di un\u2019occupazione e soffrono di questa condizione disagiata determinata dal particolare stato del mercato del lavoro. Prima del 1994, lo stesso Bls utilizzava per\u00f2 un metro ancora diverso, che consentiva di esprimere un tasso di disoccupazione che sommava all\u2019U6 tutti i lavoratori scoraggiati di lungo termine. Continuato ad utilizzare questo metro per calcolare il tasso di disoccupazione, l\u2019autorevole economista John Williams\u00a0<a href=\"http:\/\/www.shadowstats.com\/\">ha riscontrato<\/a>\u00a0che dal 2009 in poi i tassi U3 ed U6 hanno registrato un andamento declinante, mentre il tasso di disoccupazione calcolato con il vecchio metodo ha disegnato una traiettoria rialzista, che porta il coefficiente di disoccupazione ben oltre il 20%.<\/p>\n<p><strong>I pi\u00f9 colpiti da questa situazione sono come sempre i giovani.<\/strong>\u00a0E il potenziale distruttivo della disoccupazione giovanile presente all\u2019interno degli Usa \u00e8 enorme, poich\u00e9 i cittadini in giovane et\u00e0 che faticano a trovare un lavoro \u2013 anche a causa dello scollegamento, molto marcato in alcuni Paesi, tra l\u2019apparato educativo e la realt\u00e0 economica \u2013 tendono ad accontentarsi di salari pi\u00f9 bassi e di contratti precari pur di trovare un\u2019occupazione, cosa che li espone costantemente al rischio di rimanere senza lavoro e che, soprattutto, determina il trasferimento della loro condizione di sfavoriti ai discendenti, innescando un circolo vizioso che incide profondamente sull\u2019equilibrio sociale interno. Negli Stati Uniti, infatti, la popolazione carceraria tende ad aumentare regolarmente durante periodi di crisi economica perch\u00e9 oltre oceano\u00a0<strong>la prigione funziona come una sorta di cassa integrazione<\/strong>\u00a0(che negli Stati Uniti non esiste). Dai\u00a0<a href=\"http:\/\/www.prisonpolicy.org\/global\/\">dati pubblicati dall\u2019autorevole \u2018<em>Prison Policy<\/em>\u2019<\/a>, la percentuale dei cittadini di pelle nera detenuti supera quella vigente nel 1850, quando ancora i neri non godevano dello status di cittadini ma erano soltanto schiavi. I neri e gli ispanici coprono una larga maggioranza degli oltre 6 milioni di statunitensi che si trovano sotto \u2018sorveglianza correzionale\u2019 (detenzione o libert\u00e0 vigilata, o con diritti decurtati per un reato).<\/p>\n<p><strong>Nel 1980, negli Usa c\u2019erano 220 detenuti ogni 100.000 cittadini;<\/strong>\u00a0nel 2013, i carcerati sono saliti a 716 (record mondiale). Dall\u2019inizio degli anni \u201980, i fondi pubblici per il sistema carcerario sono cresciuti vertiginosamente, svariate volte quelli destinati all\u2019istruzione \u2013 specie in un Paese cruciale e comunemente considerato all\u2019avanguardia come la California. Sia l\u2019aumento dei fondi statali al sistema delle prigioni che l\u2019incremento esorbitante dei cittadini finiti in galera sono maturati nel quadro del processo di privatizzazione del comparto detentivo, grazie al quale si \u00e8 verificata l\u2019ascesa di una sorta di \u2018complesso carcerario-industriale\u2019 formato da imprese private che hanno beneficiato degli appalti per il servizio carcerario concessi dallo Stato. Questa\u00a0<em>lobby<\/em>\u00a0\u00e8 in grado di esercitare una crescente influenza sulle autorit\u00e0, spingendole a vanificare i numerosi tentativi di depenalizzazione del consumo di marijuana e ad inasprire le leggi anti-immigrazione, perch\u00e9 garantiscono un altissimo numero di detenuti che vengono poi impiegati ai lavori forzati. Le tre pi\u00f9 importanti societ\u00e0 che forniscono servizi di questo tipo sono\u00a0 Cca, Geo Group e Cornell, le quali fanno lobby presso il Congresso o i parlamenti locali pretendendo norme pi\u00f9 severe. Come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rt.com\/op-edge\/moral-monstrosity-american-gulag-258\/\">ha documentato Nile Bowie<\/a>, le imprese carcerarie \u00ab<em>hanno contribuito con almeno 3,3 milioni di dollari a favore di partiti, candidati e loro comitati elettorali per influenzare la politica penale a livello federale [\u2026]. Pi\u00f9 di 7,3 milioni sono stati distribuiti a candidati degli Stati dal 2001 [\u2026]. Senatori come Lindsay Graham e John McCain hanno ricevuto somme significative dai gruppi privati di prigionia; Chuck Schumer, presidente della Commissione Polizia di Frontiera e Immigrazione, ha ricevuto 64.000 dollari dai lobbisti [\u2026]. In cambio, i politici si sdebitano alla grande: il governo Obama ha stanziato 18 miliardi di dollari per la \u2018repressione dell\u2019immigrazione clandestina\u2019, e di questi parecchi sono destinati alle imprese penitenziarie<\/em>\u00bb. Bowie cita anche uno scandalo scoppiato in Texas nel 2007, in cui sono rimasti coinvolti i controllori pubblici delle carceri minorili inviati nelle installazioni a controllare la qualit\u00e0 del servizio, i quali comparivano tutti sul libro paga della Geo Group. In diverse prigioni che avrebbero dovuto ispezionare, i detenuti minorili dovevano defecare in secchi di plastica per mancanza di bagni, l\u2019alimentazione era tremenda, ai prigionieri erano negate sia le cure mediche che il contatto con gli avvocati e il 4-5% dei detenuti ha denunciato di esser stato vittima di aggressioni a scopo sessuale. Ma l\u2019influenza del \u2018complesso carcerario-industriale\u2019 si era gi\u00e0 manifestata in passato; quando l\u2019amministrazione Clinton introdusse la legge che prevede l\u2019applicazione della massima pena dopo tre recidive, il \u2018complesso carcerario-industriale\u2019 ha potuto disporre di intere schiere di individui responsabili di marginali reati di sopravvivenza da reclutare nella propria forza lavoro non (o scarsamente, nel migliore dei casi) retribuita. Una volta tornati in libert\u00e0, questi disperati non godono di diversi diritti civici, non hanno accesso ai servizi sociali e fanno maggiormente fatica ad introdursi nel mercato del lavoro, cosa che li induce a commettere altri reati, in un avvitamento capace di garantire ottime prospettive di guadagno ai colossi privati della detenzione.<\/p>\n<p><strong>Questa situazione ha indubbiamente favorito l\u2019aumento esponenziale delle morti per suicidio,<\/strong>\u00a0che nel 2010 hanno superato per la prima volta quelle causate da incidenti stradali (38.364 contro 33.687) coinvolgendo per un parte pi\u00f9 che preponderante cittadini facenti parte della classe lavoratrice, cio\u00e8 coloro che hanno subito l\u2019impatto maggiore della crisi del 2007-2008. \u00a0Numeri del genere riflettono gli effetti del processo di \u2018proletarizzazione\u2019 cui la classe media\u00a0Usa, che con i suoi posti di lavoro ben retribuiti e protetti da una solida rappresentanza sindacale \u00e8 riuscita ad imporsi per decenni come avanguardia di un modello politico, economico e sociale vincente, \u00e8 attualmente soggetta a causa di un sistema che favorisce l\u2019arricchimento vertiginoso di una percentuale sempre pi\u00f9 esigua della popolazione. L\u2019aumento delle disparit\u00e0 di reddito, cui come \u00e8 tragicamente normale si accompagnano disparit\u00e0 di altro genere, tende oggi pi\u00f9 che mai ad infrangere l\u2019immagine degli Stati Uniti come Paese ugualitario per eccellenza demolendo allo stesso tempo il mito del \u2018sogno americano\u2019 cui gli Usa devono buona parte del loro fascino internazionale. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oxfam.org\/en\/pressroom\/pressreleases\/2016-01-18\/62-people-own-same-half-world-reveals-oxfam-davos-report\">rapporto annuale dell\u2019Oxfam<\/a>\u00a0ha inferto un ulteriore colpo di piccone al sistema vigente, imperniato sull\u2019egemonia politica, economica e strategica statunitense. Nel documento si legge che: \u00ab<em>la ricchezza della met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione mondiale \u2013 3,6 miliardi di persone \u2013 \u00e8 diminuita\u00a0di un trilione di dollari dal 2010. Questo calo del 41% si \u00e8 verificato nonostante la popolazione mondiale sia cresciuta di circa 400 milioni di persone in quel periodo. Nel frattempo, la ricchezza delle 62 persone pi\u00f9 ricche \u00e8 aumentata di pi\u00f9 di mezzo trilione di dollari, fino a 1.76 trilioni di dollari<\/em>\u00bb. Allargando lo spettro dell\u2019indagine, si scopre inoltre che la ricchezza detenuta dai\u00a01.826 miliardari ammonta a 7,05 trilioni di dollari, in crescita\u00a0dai 6,4 trilioni registrati nel 2015.<\/p>\n<p><strong>Un\u00a0<em>trend<\/em>\u00a0di questo genere non pu\u00f2 che alimentare disagio sociale e disordini<\/strong>, se non una vera e propria sommossa, come ha rilevato il facoltoso gestore di\u00a0<em>hedge fund<\/em>\u00a0Nick Hanauer. In un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.politico.com\/magazine\/story\/2014\/06\/the-pitchforks-are-coming-for-us-plutocrats-108014\">articolo pubblicato dalla rivista liberal \u2018<em>Politico<\/em>\u2019<\/a>, Hanauer ha previsto che nel caso in cui la tendenza all\u2019arricchimento della cima della piramide sociale dovesse rivelarsi strutturale e \u00ab<em>se non facciamo qualcosa per risolvere le evidenti ingiustizie presenti in\u00a0questo sistema economico, verranno a cercarci coi forconi. Nessuna societ\u00e0 pu\u00f2 sostenere questa\u00a0crescente disuguaglianza. In realt\u00e0, non c\u2019\u00e8 esempio nella storia umana in cui sia stata accumulata ricchezza a questo modo\u00a0e alla fine non siano arrivati\u00a0i forconi<\/em>\u00bb. Il richiamo di Hanauer \u00e8 tuttavia caduto nel vuoto soprattutto negli stessi Stati Uniti, che\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lindro.it\/stati-uniti-paradiso-fiscale-ascesa\/\">tendono ogni giorno di pi\u00f9 ad assumere le fattezze di veri e propri \u2018paradisi fiscali\u2019<\/a>\u00a0e dove le grandi banche\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lindro.it\/too-big-to-fail-pericoloso-gigantismo-wall-street\/2\/\">hanno assunto dimensioni colossali<\/a>\u00a0continuando a tenere i medesimi comportamenti che una decina d\u2019anni fa avevano notevolmente contribuito ad amplificato gli effetti della crisi. La classe politica Usa degli ultimi decenni non si \u00e8 rivelata in grado di invertire o quantomeno frenare questi processi. Come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rt.com\/op-edge\/329970-american-rich-economy-collapse\/\">scrive Robert Bridge su \u2018Russia Today\u2019<\/a>: \u00ab\u00a0<em>dai luoghi di lavoro alle\u00a0sale del potere politico, agli americani manca di certo la rappresentanza, che \u00e8 alla base della loro attuale situazione ed \u00e8\u00a0la ragione della tragica scomparsa della classe media americana\u00a0una volta orgogliosa. Senza una classe media sana e robusta, l\u2019America non solo regredir\u00e0 allo stato\u00a0di Paese del terzo mondo, ma sar\u00e0 anche matura per un grave sconvolgimento sociale\u00a0di una portata che\u00a0non abbiamo mai visto<\/em>\u00bb. Da Ferguson a Baltimora, le avvisaglie di rivolta non sono certo mancate.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.enzopennetta.it\/2017\/10\/il-declino-socio-economico-degli-stati-uniti\/\">https:\/\/www.enzopennetta.it\/2017\/10\/il-declino-socio-economico-degli-stati-uniti\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CRITICA SCIENTIFICA (Giacomo Gabellini) Negli USA \u00e8 stata distrutta la classe media, le prigioni fungono attualmente come una sorta di cassa integrazione e rinchiudono prevalentemente neri e ispanici. Un\u00a0recente studio\u00a0condotto dall\u2019autorevole Pew Research Center\u00a0ha rivelato che la classe media statunitense \u00e8 in via di estinzione. I dati mostrano infatti che, per la prima volta da oltre un secolo, le famiglie della\u00a0middle-classnon costituiscono pi\u00f9 la maggioranza della societ\u00e0. 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