{"id":35499,"date":"2017-10-22T08:46:54","date_gmt":"2017-10-22T06:46:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35499"},"modified":"2017-10-21T21:48:23","modified_gmt":"2017-10-21T19:48:23","slug":"in-fondo-a-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35499","title":{"rendered":"In fondo a destra"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Martino)<\/strong><\/p>\n<p><em>La destra non pu\u00f2 non essere il comitato d&#8217;affari delle classi dominanti: prima ci si sveglia da quest&#8217;illusione, meglio \u00e8.<\/em><\/p>\n<p>Puntuali come un porcino dopo la burrasca, la\u00a0<strong>galassia della destra<\/strong>\u00a0italiana ha gioito delle ultime nuove provenienti da Vienna seguendo l\u2019oramai consumato canovaccio del\u00a0<em>giorno dopo<\/em>: rinfrescando i vecchi e neri\u00a0<em>se\u00a0<\/em>e\u00a0<em>ma<\/em>, l\u2019altra met\u00e0 del cielo politico nazionale continua a\u00a0<strong>macerarsi nel dubbio<\/strong>, parente stretto di una domanda fatale. E\u2019 possibile costruire nel nostro disgraziato paese una destra\u00a0<strong>capace di vincere<\/strong>\u00a0e, soprattutto, durare?<\/p>\n<p>Rimanendo nel campo degli imperativi marmorei,\u00a0<strong>noi\u00a0<em>crediamo<\/em>\u00a0di no<\/strong>. Un paese come l\u2019Italia non avr\u00e0 mai una destra, cos\u00ec come non ha mai avuto una sinistra o un centro. Del resto,\u00a0<em>apertis verbis<\/em>, al\u00a0<strong>bipartitismo anglosassone<\/strong>\u00a0possono credere soltanto i politologi professionisti e gli imbonitori da salotto:\u00a0<em>right\u00a0<\/em>e\u00a0<em>left<\/em>, prive di ideologie portanti, sono solo dei paraventi dietro cui si cela il\u00a0<strong>partito unico liberale<\/strong>, dominante in entrambi i campi e sempre vincente. Esempio pratico: esiste una soluzione di continuit\u00e0 nella gestione della Repubblica a partire dal 1992? La tanto mitizzata alternanza di governo ha segnato evidenti cambi di rotta?<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 il giorno del\u00a0<em>no<\/em>. I tanti, troppi destrorsi che abbaiano alla\u00a0<strong>rivoluzione liberale<\/strong>\u00a0dovrebbero quindi analizzare- se ne son capaci- i precedenti storici prima di ipotizzare trionfi elettorali, per poi smettere di parlare la\u00a0<strong>lingua del nemico<\/strong>:\u00a0<em>le parole sono importanti.<\/em>\u00a0Due soli sono riusciti ad arrivare a Palazzo Chigi partendo da destra:\u00a0<strong>Benito Mussolini<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Silvio Berlusconi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo, prodotto del pi\u00f9 squisito ambiente del\u00a0<strong>socialismo rivoluzionario<\/strong>\u00a0italiano, \u00e8 stato di destra solo per quei minuti necessari a ottenere il Governo, e\u00a0dalle \u00e9lite reazionarie\u00a0\u00e8 stato prima utilizzato e poi, a guerra perduta e pancia strapiena, fatto finire a penzoloni. Il\u00a0<strong>Fascismo<\/strong>\u00a0fu tutto, ma\u00a0<strong>non di certo fenomeno liberale e conservatore<\/strong>\u00a0(dunque di destra), posta la natura\u00a0<em>rivoluzionaria<\/em>\u00a0dei fasci. Sul secondo non c\u2019\u00e8 nulla da dire, perch\u00e8 B.\u00a0<strong>esula<\/strong>\u00a0dalle categorie del politico: cura solo il suo tornaconto aziendale, e sarebbe stato nazimaoista se da ci\u00f2 fossero dipese le sorti di Fininvest. Quando doveva dimostrare qualcosa (autunno 2011, ad esempio),\u00a0<strong>ha sempre toppato<\/strong>\u00a0perch\u00e9 incapace a ragionare politicamente. Non \u00e8 un caso che s\u2019\u00e8 sempre circondato di vecchi relitti del Pentapartito (e non del MSI), ed oggi \u00e8 ancora in campo per difendere i propri interessi sabotando il fumoso blocco sovranista in nome dell\u2019ammuffita coalizione elettorale.<\/p>\n<p>Italia e destra sono dunque due\u00a0<strong>termini antitetici<\/strong>. Siamo un Paese profondamente radicale, e la politica da noi\u00a0<strong>o si fa con le masse o contro di esse<\/strong>, perch\u00e9 a destra si \u00e8 agito e si agir\u00e0 sempre obbedendo ai\u00a0<em>desiderata\u00a0<\/em>reazionari delle classi dominanti, le uniche vere beneficiarie del liberalismo reale. Non \u00e8 quindi\u00a0<strong>realistico<\/strong>\u00a0poter trovare a destra i salvatori di un\u2019Italia immiserita e proletarizzata, schiacciata dalle logiche di potenza tedesche e dal tradimento di un intero ceto politico, perch\u00e9 semplicemente\u00a0<strong>non \u00e8 l\u00ec che occorre cercare<\/strong>, bens\u00ec in quella\u00a0<strong>Costituzione<\/strong>\u00a0<strong>della Repubblica<\/strong>\u00a0su cui per quarant\u2019anni s\u2019\u00e8 costruito il benessere degli italiani, offrendo al contempo una\u00a0<strong>sintesi<\/strong>\u00a0insuperata tra Patria e Popolo, Nazione e Lavoro.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/destra-governo-liberale-liberista\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/destra-governo-liberale-liberista\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Antonio Martino) La destra non pu\u00f2 non essere il comitato d&#8217;affari delle classi dominanti: prima ci si sveglia da quest&#8217;illusione, meglio \u00e8. 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