{"id":35646,"date":"2017-10-25T11:41:43","date_gmt":"2017-10-25T09:41:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35646"},"modified":"2017-10-25T11:41:43","modified_gmt":"2017-10-25T09:41:43","slug":"limpero-e-il-suo-declino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35646","title":{"rendered":"L\u2019Impero e il suo declino"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Riccardo Antonucci)<\/strong><\/p>\n<p>La crescente difficolt\u00e0 degli Stati Uniti di destreggiarsi all\u2019interno di alcuni scenari ed i quantomeno ridotti successi bellici sono segnali di una crisi profonda. Uno stato di estrema difficolt\u00e0 che sta lentamente portando al collasso l&#8217;impero americano: assediato da decenni di difetti organizzativi e strategici.<\/p>\n<p>Sembra quasi una contrapposizione ironica: chi vincer\u00e0 tra la potenza militare pi\u00f9 grande del mondo ed il centesimo Stato per estensione (120.540 km\u00b2)? A quanto pare, la storia di\u00a0<strong>Davide<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Golia<\/strong>\u00a0pare ripetersi: secondo un articolo di Politico dell\u20198 settembre 2017, la Corea del Nord rimane sostanzialmente un enigma per i servizi segreti statunitensi che, tutt\u2019ora, non riescono a fornire un adeguato background informativo alle\u00a0<strong>Forze armate USA<\/strong>\u00a0\u2013 la Corea \u00e8 stata infatti definita come uno dei bersagli pi\u00f9 difficili,\u00a0<em>se non il pi\u00f9 difficile<\/em>. Ci\u00f2 rende possibili attacchi aerei contro i siti nucleari e strategici nordcoreani di limitata utilit\u00e0, dal momento che questi lascerebbero con tutta probabilit\u00e0 intatto il potenziale offensivo di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/stallo-pragmatico-corea-del-nord\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Pyongyang<\/strong><\/a>\u00a0che,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/2017\/10\/ecco-i-jolly-di-kim-tunnel-sotterranei-e-forze-speciali-che-corrono-in-bici\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">come ricorda Gian Micalessin il 29 settembre 2017<\/a>, \u00e8 composto da un complesso sistema di tunnel e impianti sotterranei.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-91324\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/170415-world-northkorea-soldiers-parade-0704-9cb003b266a34bb5012e02e681457dea-nbcnews-ux-2880-1000.jpg\" alt=\"170415-world-northkorea-soldiers-parade-0704-9cb003b266a34bb5012e02e681457dea-nbcnews-ux-2880-1000\" width=\"1406\" height=\"1000\" \/><\/p>\n<p>La situazione non sembra meno favorevole per quanto riguarda lo scenario europeo.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.politico.com\/story\/2017\/09\/02\/army-study-173rd-airborne-brigade-europe-russia-242273\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><em>Politico<\/em><\/a>\u00a0lamenta l\u2019<strong>impreparazione dell\u2019esercito americano<\/strong>: le forze di reazione rapida sarebbero, infatti, mal equipaggiate e mal organizzate per affrontare un\u2019aggressione russa. La base italiana\u00a0<strong>173 Airborne Brigade<\/strong>\u00a0non avrebbe la capacit\u00e0 di svolgere le sue missioni\u00a0<em>efficacemente e con rapidit\u00e0 decisiva<\/em>, stando all\u2019analisi svolta dalla brigata e di cui\u00a0<em>Politico<\/em>\u00a0ha ottenuto una copia il 2 settembre 2017. Mentre le esercitazioni congiunte con le forze armate ucraine mostrano un buon grado di operativit\u00e0 da parte di\u00a0<strong>Kiev<\/strong>, non si pu\u00f2 dire lo stesso delle forze statunitensi, i cui ufficiali sul posto lamentano\u00a0<em>l\u2019assoluta necessit\u00e0 di<strong>\u00a0guardare a noi stessi criticamente<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Il terreno di confronto fra Russia e Stati Uniti non include solamente l\u2019operativit\u00e0 sul campo: secondo quanto riportato da\u00a0<strong>Robert Beckhusen<\/strong>\u00a0in<a href=\"https:\/\/warisboring.com\/imagine-almost-every-russian-warship-with-hypersonic-missiles\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">\u00a0<em>War Is Boring<\/em>\u00a0l\u201911 ottobre 2017<\/a>, qualora tutto dovesse andare secondo i piani, la Marina militare russa potrebbe adottare per il 2020 circa un nuovo missile cruise antinave chiamato<strong>\u00a0Zircon.<\/strong>\u00a0Si tratta di un missile ipersonico con testata di 650 libbre, capace di volare a velocit\u00e0 superiori al Mach 5 e strutturato in modo da utilizzare, oltre al combustibile tradizionale, aria compressa ottenuta tramite lo stesso movimento aereo\u00a0cos\u00ec da portare la propria velocit\u00e0 oltre ogni livello finora raggiunto. in aggiunta a questo, il missile \u00e8 in grado di ridurre al minimo il calore e la frizione causato dall\u2019aria, rendendolo un progetto qualitativamente oltre<strong>\u00a0ogni standard finora raggiunto<\/strong>. Qualora la Russia riuscisse a realizzare questo progetto \u2013 e le possibilit\u00e0, secondo\u00a0<em>War Is Boring<\/em>, sono considerevoli \u2013 sarebbe provvista di\u00a0<strong>uno dei pi\u00f9 letali missili antinave del mondo<\/strong>, con un raggio d\u2019azione massimo di 500\/640 miglia, pi\u00f9 di tre volte il raggio della versione dell\u2019equivalente americano Harpoon.<\/p>\n<div id=\"attachment_91325\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-91325\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/USS_Ticonderoga_Firing_a_Harpoon_Missile_MOD_45138928.jpg\" alt=\"Il lancio di un missile Harpoon dalla USS Ticonderoga\" width=\"1383\" height=\"954\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt\"><em>Il lancio di un missile Harpoon dalla USS Ticonderoga<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Design e velocit\u00e0 rendono Zircon estremamente\u00a0<strong>difficile da captare<\/strong>\u00a0da parte dei radar; un\u2019arma\u00a0\u2013 stando ad un recente studio della RAND\u00a0\u2013 particolarmente ardua da contrastare attraverso i moderni sistemi\u00a0di difesa antimissilistica sia aerei che navali.\u00a0Ci\u00f2 che per\u00f2 rende Zircon pi\u00f9 insidioso \u00e8 la possibilit\u00e0 di poter essere inserito in dotazione presso la maggior parte delle\u00a0<strong>navi<\/strong>\u00a0e dei\u00a0<strong>sottomarini<\/strong>della Marina militare russa, rendendolo cos\u00ec anche arma fortemente versatile. In pratica, la Russia potrebbe dotarsi di una Marina con un grado di interoperabilit\u00e0 ancor pi\u00f9 elevato \u2013 anche grazie alla crescente collaborazione con forze di terra e aeree \u2013 e capace di adempiere sia funzioni\u00a0<strong>difensive<\/strong>\u00a0\u2013 in cui \u00e8 fondamentalmente impegnata come guardia di confine \u2013 che\u00a0<strong>offensive<\/strong>.<\/p>\n<p>Attualmente gli Stati Uniti sono alle prese con un\u2019importante\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-guerra-del-futuro-gli-usa-pensano-piccoli-team-specialisti\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">riorganizzazione delle proprie Forze armate<\/a>, puntando su\u00a0<strong>team di specialisti<\/strong>\u00a0dalle dimensioni ridotte e capaci di combattere su pi\u00f9 fronti, dalla terra al mare fino al web. La sfida per gli analisti \u00e8 far fronte al contesto che si delineer\u00e0 fra il 2025 ed il 2040, dove si preferir\u00e0 l\u2019operativit\u00e0 di\u00a0<strong>piccoli gruppi semi indipendenti<\/strong>\u00a0e capaci di svolgere pi\u00f9 funzioni, piuttosto che grandi dispiegamenti di forze. Resta, per\u00f2, il dubbio che tali sforzi non basteranno ad invertire il trend<strong>\u00a0sostanzialmente negativo<\/strong>\u00a0appena descritto.<\/p>\n<div id=\"attachment_91326\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-91326\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/U.S._Army_Rangers_assigned_to_2nd_Battalion_75th_Ranger_Regiment_prepare_for_extraction_on_Fort_Hunter_Liggett_California_Jan._30_2014.jpg\" alt=\"75th Ranger Regiment\" width=\"5616\" height=\"3744\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt\"><em>75th Ranger Regiment<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Gli scenari delineati<strong>\u00a0sembrano stridere<\/strong>\u00a0con le aspettative suscitate dall\u2019ingente spesa federale destinata alla Difesa, la quale ancora tutt\u2019oggi equivale a circa il 40% della spesa mondiale per lo stesso settore. Eppure, come scrive ancora\u00a0Robert Beckhusen, il continuo aumento della spesa non ha visto corrispondere un<strong>\u00a0adeguato aumento della qualit\u00e0 dell\u2019apparato<\/strong>; anzi, si potrebbe sostenere l\u2019esatto opposto. Secondo l\u2019articolo, la maggior parte dei finanziamenti viene incassata dalle grandi\u00a0<em>corporations<\/em>\u00a0per poi essere\u00a0ripartita\u00a0in profitti per dirigenti, mentre solo una parte viene effettivamente destinata allo sviluppo di nuove tecnologie che, di solito,\u00a0<strong><em>non funzioneranno come promesso\u00a0<\/em><\/strong>dato che troppo di sovente il\u00a0risultato sono\u00a0<em>armi che non servono a prezzi che non ci possiamo permettere<\/em>. La radice di questa stortura \u00e8 il<strong>\u00a0sistema dei\u00a0<em>contractors<\/em><\/strong>\u00a0che, solo per i premi assegnati alle compagnie, ha portato il Governo USA a spendere 304 miliardi di dollari su pi\u00f9 di 600 miliardi che costituiscono il suo budget per il 2016. Come ricorda sempre\u00a0<em>War Is Boring<\/em>, cinque\u00a0<em>contractors<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<strong>Lockheed Martin<\/strong>,\u00a0<strong>Boeing<\/strong>,\u00a0<strong>Raytheon<\/strong>,\u00a0<strong>General Dynamics<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Northrop Grumman<\/strong>\u00a0\u2013 sono costati in termini di ricavi dalle tasse dei contribuenti americani\u00a0<strong>100 miliardi di dollari<\/strong>, circa un terzo di quanto speso dal Pentagono per tutti i\u00a0<em>contractors<\/em>\u00a0nell\u2019anno 2016. Il giro dei contractors non si ferma solamente alle armi, coinvolgendo anche industrie farmaceutiche \u2013 come la\u00a0<strong>United Health Group<\/strong>, la quale ha ricevuto dal Governo americano 2,9 miliardi di dollari \u2013 ed universit\u00e0 \u2013 come\u00a0<strong>MIT<\/strong>\u00a0e J<strong>ohn Hopkins<\/strong>, rispettivamente un miliardo e 902 milioni.<\/p>\n<p>In alcuni casi come per la Lockheed Martin e la Northrop Grumman, il sistema attuale \u00e8 pressoch\u00e9 l\u2019unico motivo per cui determinate realt\u00e0 economiche sono ancora attive e\u00a0<a href=\"http:\/\/investor.northropgrumman.com\/phoenix.zhtml?c=112386&amp;p=irol-news&amp;nyo=0\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">sotto la presidenza\u00a0<strong>Trump<\/strong><\/a>\u00a0i profitti destinati ai\u00a0<em>contractors<\/em>\u00a0sono aumentati nei primi due quarti del suo primo anno. Inoltre, Trump ha spinto per un\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/02\/27\/us\/politics\/trump-budget-military.html?mcubz=1&amp;_r=0\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">aumento della spesa di 54 miliardi di dollari<\/a><\/strong>, mentre il senato ha sostenuto un aumento di 90 miliardi nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/09\/18\/us\/politics\/senate-pentagon-spending-bill.html?mcubz=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">National Defense Authorization Act<\/a>. D\u2019altra parte, le grandi industrie sono particolarmente attive anche nel lobbismo, con una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.opensecrets.org\/pacs\/sector.php?txt=D&amp;cycle=2016\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">spesa per i Political Action Committee di\u00a0<strong>65 milioni di dollari dal 2009<\/strong><\/a>. Sebbene circa due terzi dei contributi siano ora diretti verso il GOP, si avr\u00e0 prontamente un\u2019inversione di tendenza qualora i democratici riescano a riottenere il controllo del Congresso. L\u2019investimento in lobbying diretto, invece, \u00e8 pari a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.opensecrets.org\/lobby\/indus.php?id=D\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">1 miliardo di dollari<\/a>\u00a0a partire dal 2009 e fra le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.opensecrets.org\/lobby\/indus.php?id=D\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">700 e le 1000 persone<\/a>\u00a0sono impegnate come lobbisti per ciascun anno. Inoltre, fra le persone che svolgono attivit\u00e0 di lobbismo vi sono spesso ex funzionari del Governo o ex congressisti, che per il fenomeno delle \u201c<a href=\"https:\/\/www.opensecrets.org\/revolving\/top.php?display=I\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">porte girevoli<\/a>\u201d concludono la propria carriera nelle alte sfere dello Stato per poi spendere il loro capitale politico, fatto di conoscenze influenti ed esperienza, all\u2019interno del settore privato. Questo determina\u00a0<strong>pericolosi conflitti di interesse<\/strong>\u00a0che sono poi alla base della sovrapposizione evidente fra le necessit\u00e0 della sicurezza nazionale e la volont\u00e0 delle grandi compagnie di accrescere i propri utili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-91327\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/GettyImages-452304990_2048x1152.jpg\" alt=\"dfgb\" width=\"2048\" height=\"1152\" \/><\/p>\n<p>I\u00a0<em>contractors<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<strong>pi\u00f9 di 600 mila<\/strong>\u00a0\u2013 sono la spina dorsale di questo sistema e sono talmente numerosi e poco monitorati che il Pentagono non ha nemmeno una chiara idea di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.usnews.com\/opinion\/blogs\/world-report\/2015\/10\/08\/pentagon-needs-to-cut-shadow-contractor-work-force\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">quanti siano attualmente da esso stipendiati<\/a>. Secondo le stime pi\u00f9 accurate, un taglio del 15% sul numero di\u00a0<em>contractors<\/em>\u00a0porterebbe ad un\u00a0<a href=\"http:\/\/pogoblog.typepad.com\/pogo\/2012\/01\/nyt-misses-elephant-in-the-room-defense-service-contractors-.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">risparmio di 20 miliardi di dollari all\u2019anno<\/a>. Se a fronte di questo costo ci fosse un ritorno adeguato in termini di posti di lavoro, si potrebbe parlare di una spesa vantaggiosa. Il punto fondamentale \u00e8 che tutto questo sistema, cos\u00ec dispendioso ed elefantiaco, in realt\u00e0 abbia un impatto estremamente ridotto sull\u2019occupazione. Secondo uno\u00a0<a href=\"https:\/\/www.peri.umass.edu\/fileadmin\/pdf\/published_study\/PERI_military_spending_2011.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">studio compiuto da economisti dell\u2019Universit\u00e0 del Massachusetts nel 2011<\/a>, le spese militari sarebbero il\u00a0<strong>sistema peggiore per creare posti di lavoro<\/strong>: la stessa somma di denaro investita in qualsiasi altra area, si parli di infrastrutture e trasporti fino all\u2019educazione e alla sanit\u00e0, crea fino al doppio dei posti di lavoro che si ricaverebbero dalle spese militari. La questione, dunque, \u00e8 tutta politica,\u00a0<strong>non economica<\/strong>.<\/p>\n<p>Le cronache riportano una\u00a0<strong>staticit\u00e0 di fondo<\/strong>\u00a0nei principali scenari in cui gli Stati Uniti sono presenti militarmente, dalla Corea del Nord all\u2019Europa. A fronte di un\u2019analisi pi\u00f9 accurata, per\u00f2, appare evidente come gli USA stiano subendo le conseguenze di una forte crisi del proprio apparato militare, che paga sempre di pi\u00f9 il costo di un\u2019<strong>organizzazione inefficiente<\/strong>. I quantomeno ridotti successi bellici degli Stati Uniti sono per\u00f2 ben lontani dall\u2019essere il frutto di un\u2019iniqua fortuna. Essi riflettono uno stato di profonda crisi in cui versa l\u2019apparato difensivo di Washington, messo alla prova dagli importanti difetti in termini<strong>\u00a0organizzativi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>strategici<\/strong>\u00a0che si sono accumulati nel corso dei decenni e che, come sottolineato da un\u00a0<a href=\"https:\/\/ssi.armywarcollege.edu\/pubs\/display.cfm?pubID=1358\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">report<\/a>\u00a0del Pentagono e pubblicato il 29 giugno 2017, sta portando al\u00a0<strong>collasso<\/strong>l\u2019impero americano. Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, l\u2019egemonia militare statunitense sarebbe entrata in\u00a0<strong>una fase di erosione<\/strong>, per non dire collasso, entrando in una fase di\u00a0<em>post primacy<\/em>\u00a0che vede come soluzione \u2013 sempre secondo il report del Pentagono \u2013 una linea pi\u00f9 o meno gi\u00e0 sentita e riassumibile in tre punti fondamentali:<\/p>\n<p><strong>1)<\/strong>\u00a0Pi\u00f9 sorveglianza;<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong>\u00a0Pi\u00f9 propaganda (\u201cmanipolazione strategica delle percezioni\u201d);<\/p>\n<p><strong>3)<\/strong>\u00a0Pi\u00f9 espansionismo e flessibilit\u00e0 militare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-91328\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Flickr_-_The_U.S._Army_-_Hovering_Hawks.jpg\" alt=\"Operation Iraqi Freedom\" width=\"3185\" height=\"2123\" \/><\/p>\n<p>Il contesto di\u00a0<em>post primacy\u00a0<\/em>in cui gli Stati Uniti si ritroverebbero ad operare, secondo il DoD (Department of Defense), \u00e8 caratterizzato da una qualit\u00e0 peculiare riassumibile come\u00a0<em><strong>resistenza all\u2019autorit\u00e0<\/strong>\u00a0<\/em>(\u201cresistance to authority\u201d), mentre l\u2019ordine internazionale \u00e8 sempre pi\u00f9 caotico e difficile da imbrigliare. I pericoli che emergono dallo studio sono incarnati non solamente dalla Russia e dalla Cina, che sono tradizionalmente rappresentati come\u00a0<strong>minacce crescenti nei confronti degli interessi americani<\/strong>, ma allo stesso tempo dal rischio sempre maggiore di eventi simili alle Primavere arabe, diffuse non solamente in Medioriente bens\u00ec in tutto il mondo. Il report \u00e8 il frutto di un anno di ricerche compiuto con la collaborazione di numerose agenzie all\u2019interno del\u00a0<strong>Department of Defense<\/strong>\u00a0e dello US Army, pubblicato in seguito dallo US Army War College\u2019s Strategic Studies Institute per valutare l\u2019approccio del DoD nell\u2019assegnazione del rischio all\u2019interno di tutti gli scenari in cui \u00e8 coinvolto.<\/p>\n<p>A riguardo \u00e8 disponibile un esaustivo commento di<strong>\u00a0Nafeez Ahmed<\/strong>, autore di\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.springer.com\/gp\/book\/9783319478142\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Failing States<\/a>, Collapsing Systems \u2013 BioPhysical Triggers of Political Violence\u00a0<\/em>(2017), per\u00a0<a href=\"https:\/\/medium.com\/insurge-intelligence\/pentagon-study-declares-american-empire-is-collapsing-746754cdaebf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><em>Insurge Intelligence<\/em><\/a>. Il primo punto su cui l\u2019autore dell\u2019articolo focalizza la propria attenzione \u00e8 proprio la\u00a0<strong>nozione di \u201ccollasso\u201d<\/strong>, che viene indicato dal rapporto tramite la seguente descrizione:<\/p>\n<blockquote><p><em>Mentre gli Stati Uniti rimangono un gigante politico, economico e militare globale, essi non beneficiano pi\u00f9 di una posizione inattaccabile contro concorrenti statali.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il report \u00e8 allo stesso tempo molto chiaro nel definire in termini imperialisti \u2013 come nota lo stesso Ahmed \u2013\u00a0<strong>la tipologia di potere esercitato dall\u2019impero americano<\/strong>\u00a0dal momento che, dalla fine della Seconda guerra mondiale<\/p>\n<blockquote><p><em>Le forze dello status quo sono collettivamente a loro agio nel loro ruolo dominante nel dettare i risultati dei termini della sicurezza internazionale e resistere contro l\u2019emergere di centri di potere ed autorit\u00e0 rivali.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il fine di tutto questo sistema, come affermato dal documento, \u00e8 assicurare che gli Stati Uniti e i loro partner internazionali abbiano\u00a0<em><strong>accesso incontrastato<\/strong>\u00a0al cielo, al mare, al cyberspazio e allo spettro elettromagnetico in modo da mantenere la loro sicurezza e prosperit\u00e0<\/em>. Questo comporta che gli Stati Uniti debbano poter contare sulla possibilit\u00e0 di\u00a0<strong>accedere fisicamente in ogni regione del mondo in qualsiasi momento<\/strong>, fatto che mal si concilia con le ambizioni dei numerosi concorrenti che puntano a ridefinire l\u2019assetto geopolitico contemporaneo. La guerra che si profila \u00e8 sempre pi\u00f9 legata alla lotta pro o contro la globalizzazione, da sempre sostenuta tanto dalla possibilit\u00e0 di\u00a0<strong>condizionare il comportamento<\/strong>\u00a0di organizzazioni come l\u2019FMI e dal massivo dislocamento di potere militare nel mondo da parte degli Stati Uniti, che ancora oggi configurano l\u2019attuale conflitto fra una globalizzazione da loro diretta e ispirata e coloro che mostrano segni di resistenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-91329\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/%D0%9F%D0%B0%D1%80%D0%B0%D0%B4_%D0%B2_%D1%87%D0%B5%D1%81%D1%82%D1%8C_70-%D0%BB%D0%B5%D1%82%D0%B8%D1%8F_%D0%92%D0%B5%D0%BB%D0%B8%D0%BA%D0%BE%D0%B9_%D0%9F%D0%BE%D0%B1%D0%B5%D0%B4%D1%8B_-_40.jpg\" alt=\"df\" width=\"1880\" height=\"1160\" \/><\/p>\n<p>Le potenze rivali \u2013\u00a0<strong>Russia<\/strong>,\u00a0<strong>Cina<\/strong>, ma anche\u00a0<strong>Corea del Nord<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Iran<\/strong>\u00a0\u2013 sono indicate come la principale minaccia per quello stesso\u00a0<em>status quo\u00a0<\/em>di cui si \u00e8 parlato precedentemente. La loro pericolosit\u00e0, stando al rapporto stesso, \u00e8 dovuta alla loro semplice volont\u00e0 di perseguire il proprio legittimo interesse nazionale, visto di per s\u00e9 come una\u00a0<strong>minaccia nei confronti della supremazia statunitense<\/strong>\u00a0\u2013 niente a che vedere con una reale minaccia dal punto di vista bellico, che il rapporto non menziona. In particolare, la Russia e la Cina sono descritte come \u201cforze revisioniste\u201d che traggono benefici dal sistema internazionale dominato dagli Stati Uniti ma cercano allo stesso tempo di ottenere\u00a0<em>una nuova distribuzione di potere ed autorit\u00e0 corrispondente al loro emergere come\u00a0<strong>rivali legittimi del dominio USA<\/strong><\/em>. Tuttavia, come fa notare Ahmed, nel report non \u00e8 fornita una descrizione particolarmente sostanziosa di come effettivamente queste potenze rivali costituiscano una minaccia concreta nei confronti della sicurezza nazionale americana.<\/p>\n<p>Lo strumento che il DoD indica come chiave della\u00a0<strong>minaccia costituita da Cina<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Russia<\/strong>\u00a0\u00e8 l\u2019utilizzo strategico di tecniche di \u201czona grigia\u201d, ossia legate all\u2019uso di \u201cmezzi e metodi ben al di sotto di un\u2019inequivocabile o chiara provocazione o conflitto\u201d, giungendo alla conclusione che anche gli USA dovrebbero avvalersi della stessa tecnica per\u00a0<strong>garantire la propria supremazia<\/strong>. Inoltre, il documento mostra come gli Stati rivali costituiscano un rilevante ostacolo all\u2019influenza di tipo imperialista degli Stati Uniti all\u2019interno della loro regione.<\/p>\n<blockquote><p><em>Al livello minimo, intendono distruggere il raggio d\u2019azione dell\u2019ordine guidato dagli Stati Uniti all\u2019interno di ci\u00f2 che loro percepiscono come la loro legittima zona d\u2019influenza. Sono anche risoluti nel sostituire quell\u2019ordine a livello locale con un nuovo insieme di regole da loro stabilito<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Niente minaccia nucleare<\/strong>, insomma, ma la semplice volont\u00e0 di poter decidere autonomamente senza piegarsi ai diktat di Washington sembra essere una minaccia ancor pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-91330\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/the-largest-part-of-the-military-is-the-korean-peoples-army-ground-force-which-includes-about-1-million-active-personnel-and-millions-more-civilians-who-are-effectively-reservists.jpg\" alt=\"t\" width=\"1200\" height=\"899\" \/><\/p>\n<p>Il rapporto analizza in maniera esaustiva anche il ruolo giocato dalla disponibilit\u00e0 di informazioni all\u2019interno del\u00a0<strong>declino del potere militare statunitense<\/strong>. Oltre alla minaccia nei confronti della segretezza, messa a rischio assieme all\u2019efficacia delle operazioni rese di dominio pi\u00f9 o meno pubblico, ricadono fra i fattori destabilizzanti anche i fatti che vengono diffusi all\u2019interno dell\u2019opinione pubblica, finendo per minare la\u00a0<strong>solidit\u00e0 del \u201cfronte interno\u201d<\/strong>. Fra questi vi sono due categorie fondamentali:<\/p>\n<p><strong>1)<\/strong>\u00a0I \u201cfact-free\u201d: informazioni che minano la cosiddetta \u201cverit\u00e0 oggettiva\u201d.<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong>\u00a0Le \u201cactual truths\u201d: informazioni che, al contrario, sono veritiere, divise a loro volta in tre sottocategorie:<\/p>\n<p>\u2013\u00a0\u201cFact inconvenient\u201d: informazioni consistenti nella divulgazione di \u201cdettagli che, per implicazione, minano l\u2019autorit\u00e0 legittima ed erodono le\u00a0<strong>relazioni fra i governanti<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>i governati<\/strong>.<\/p>\n<p>\u2013 \u201cFact-perilous\u201d: fughe di notizie legate alla sicurezza nazionale \u2013 come nel caso\u00a0<strong>Snowden<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Chelsea Manning<\/strong>\u00a0\u2013 che riguardano la diffusione di informazioni \u201caltamente classificate, sensibili o riservate che possono essere usate per accelerare una reale perdita di vantaggio tattico, operativo o strategico\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 \u201cFact-toxic\u201d: informazioni che riguardano fatti \u201cesposti in assenza di un contesto\u201d, dunque capaci di esacerbare un importante dibattito politico. Data la loro capacit\u00e0 di minare le basi della sicurezza fino al livello individuale, questo tipo di informazioni sono indicate dal rapporto come\u00a0<strong>particolarmente pericolose<\/strong>, essendo pi\u00f9 capaci di \u201cscatenare un\u2019insicurezza virale o contagiosa attraverso o all\u2019interno dei confini e fra le persone\u201d.<\/p>\n<p>Come nota ironicamente Ahmed, \u00e8 interessante vedere come costituisca una\u00a0<strong>minaccia per la legittimit\u00e0<\/strong>\u00a0del potere abituale non tanto il comportamento da esso seguito, quanto il fatto che questo possa divenire di<strong>\u00a0pubblico dominio<\/strong>. Contro questa minaccia si propone un uso migliore dei sistemi di sicurezza di massa, descritti come \u201cil sistema di intelligence pi\u00f9 grande, sofisticato e integrato del mondo\u201d. Viene da chiedersi, per\u00f2, come mai presenti carenze di questo tipo. Probabilmente, la sfida principale a cui l\u2019intelligence USA non ha saputo far fronte \u00e8 legata all\u2019utilizzo delle informazioni, prima ancora che alla loro acquisizione, in uno scenario in cui la stessa popolazione americana diventa\u00a0<strong>terreno di una battaglia fatta di spie<\/strong>\u00a0e di fughe di notizie. L\u2019era di dominio incontrastato, come riconoscono gli autori del report, si \u00e8 per\u00f2 ormai conclusa e il sistema costruito dagli USA \u00e8 descritto come \u201csotto pressioni enormi\u201d. Il punto chiave evidenziato in questo\u00a0<strong>rinnovato scenario internazionale<\/strong>\u00a0\u00e8 la crescente incapacit\u00e0 del DoD di rispondere in tempo alle situazioni di crisi nel momento in cui si presentano, tanto da non riuscire ad esprimere automaticamente una \u201cconsistente e sostenuta superiorit\u00e0 militare locale\u201d, concludendo con l\u2019amara constatazione che gli Stati Uniti \u201c<em><strong>non possano pi\u00f9 contare<\/strong>\u00a0sull\u2019inattaccabile posizione di dominio, supremazia o preminenza di cui hanno goduto per i 20 e pi\u00f9 anni successivi al crollo dell\u2019Unione Sovietica<\/em>\u201d. Il rischio concreto \u00e8 che la maggiore complessit\u00e0 che si sta delineando \u201c<em>sfidi maggiormente l\u2019attuale strategia, pianificazione e convenzioni e errori di assegnazione di rischio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-91331\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/United_States_Department_of_Defense_Seal.svg_.png\" alt=\"United_States_Department_of_Defense_Seal.svg\" width=\"1200\" height=\"1199\" \/><\/p>\n<p>Per dovere di cronaca, bisogna tenere presente che qualsiasi rapporto dello US Army War College non rappresenta necessariamente la posizione delle Forze armate o del DoD, implicando che qualsiasi osservazione compiuta\u00a0<strong>non pu\u00f2 essere definita come rappresentativa<\/strong>\u00a0del Governo statunitense. Nel caso specifico, \u00e8 per\u00f2 interessante notare come il documento ammetta di rappresentare la \u201ccoscienza collettiva\u201d dei numerosi ufficiali consultati\u201d, costituendo un\u2019importantissima finestra nella mente del Pentagono e nei suoi schemi comportamentali. \u00c8\u00a0<strong>profondamente educativo<\/strong>\u00a0anche perch\u00e9 mostra una metodologia di ricerca che, come lo stesso Ahmed afferma, mostra di ignorare sistematicamente i reali fattori alla base di quei fenomeni politici che\u00a0<strong>minano la supremazia statunitense<\/strong>: i processi alimentari, climatici ed energetici alla base delle primavere arabe; la confluenza della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.middleeasteye.net\/columns\/no-piers-morgan-how-destroy-islamic-state-1630388804\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">violenza militare<\/a>, degli interessi petroliferi e le alleanze geopolitiche alla base della nascita dell\u2019Isis; la crisi di fiducia verso le istituzioni a partire dalla crisi finanziaria del 2008 e la prolungata successione di fallimenti dell\u2019<strong><a href=\"http:\/\/observer.com\/2017\/01\/brace-for-the-oil-food-and-financial-crash-of-2018\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">economia neoliberale<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 per\u00f2\u00a0<strong>troppo esigente<\/strong>\u00a0aspettarsi che tali conclusioni vengano riconosciute da un apparato che applica \u201cun metodo di ricerca cos\u00ec profondamente narcisista che riguarda poco pi\u00f9 del parlare a se stessi\u201d. L\u2019autoreferenzialit\u00e0 della diagnosi\u00a0<strong>non sembra essere adatta<\/strong>\u00a0a curare la malattia e, probabilmente, ci\u00f2 sar\u00e0 alla base di un ulteriore peggioramento delle condizioni del malato.<\/p>\n<p><strong>fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/stati-uniti-damerica-declino-militare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/stati-uniti-damerica-declino-militare\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Riccardo Antonucci) La crescente difficolt\u00e0 degli Stati Uniti di destreggiarsi all\u2019interno di alcuni scenari ed i quantomeno ridotti successi bellici sono segnali di una crisi profonda. Uno stato di estrema difficolt\u00e0 che sta lentamente portando al collasso l&#8217;impero americano: assediato da decenni di difetti organizzativi e strategici. 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