{"id":35658,"date":"2017-10-25T12:09:02","date_gmt":"2017-10-25T10:09:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35658"},"modified":"2017-10-25T12:09:02","modified_gmt":"2017-10-25T10:09:02","slug":"manovra-europa-crisi-internazionale-intervista-a-sergio-cesaratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35658","title":{"rendered":"Manovra, Europa, crisi internazionale: intervista a Sergio Cesaratto"},"content":{"rendered":"<div>di\u00a0<strong>SERGIO CESARATTO<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>Intervista a Sergio Cesaratto,\u00a0Professore ordinario di Economia internazionale, di Politica monetaria e fiscale nell\u2019Unione Monetaria Europea, a cura della redazione di ComINFO, su manovra, europa e crisi internazionale.<\/em><\/div>\n<p><strong><em>In queste settimane \u00e8 in elaborazione e discussione la manovra finanziaria 2017, una manovra che si preannuncia in continuit\u00e0 con le politiche di liberiste volte alla tutela delle imprese attraverso le decontribuzioni e la riduzione della tassazione sui profitti. Qual \u00e8 il suo punto di vista?<\/em><\/strong><\/p>\n<div>Non ho francamente molto da dire sulla Legge Finanziaria che se non propone tagli massicci per non mortificare una ripresa gi\u00e0 anemica, neppure si proietta a incentivarla. Il sostegno all\u2019occupazione a tempo indeterminato aiuta s\u00ec questo tipo di contratti, come si \u00e8 visto nel 2015-16, ma cosa accadr\u00e0 poi al termine della decontribuzione? Si pongono poi discrimini per et\u00e0 che sono francamente ingiusti: come se avere 36 anni fosse meglio di averne 35, e 35 meglio di 29.<\/div>\n<div>Van bene i sostegni a favore dell\u2019innovazione \u2013 la sinistra non deve opporsi al progresso tecnologico \u2013 ma che si monitori l\u2019uso del fondi. A fronte del mantenimento del ridicolo bonus ai diciottenni o al sostegno ai vivai calcistici si lesina nelle assunzioni nella ricerca ( e si perpetua una ingiustizia verso i professori universitari). La conferma del prolungamento dell\u2019et\u00e0 lavorativa a et\u00e0 avanzate (67 anni lo sono) \u00e8 una vera tortura per chi aveva l\u2019aspettativa di un po\u2019 di anni di riposo in salute. Mai dimenticare che l\u2019alto peso del sistema pensionistico sul Pil in Italia dipende dalla debole base occupazionale, non tanto (o non solo) dall\u2019invecchiamento. E ci sono milioni di giovani italiani a spasso. E certo che non fanno figli!<\/div>\n<div>Il contesto europeo \u00e8 ahinoi un po\u2019 questo, e gli spazi di politica fiscale limitati. Nel futuro potrebbe andar peggio se il nuovo governo tedesco riuscisse a fare la voce grossa a Bruxelles sul rigore fiscale. O forse non la far\u00e0 perch\u00e9 ci getterebbero nel baratro. Continueranno a farci campare alla giornata. E non sappiamo come sar\u00e0 la nuova BCE a guida tedesca. Certo i tassi saliranno, e con essi il costo del debito pubblico.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><em>A fine anno, in un silenzio politico e mediatico totale, il Parlamento sar\u00e0 chiamato alla ratifica del Fiscal Compact, il trattato fiscale che ha assunto una\u00a0natura persino simbolica delle politiche di austerity della UE contro la sovranit\u00e0 economica e politica degli Stati. Intanto, la UE si prepara ad un consolidamento politico e giuridico delle asimmetrie economiche su cui si fonda: la cosiddetta \u201cEuropa\u00a0 a due velocit\u00e0\u201d. Qual \u00e8 il progetto a cui tendono le classi dominanti europee ed, in particolare, quella egemone, cio\u00e8 quella tedesca?<\/em><\/strong><\/div>\n<p><a name=\"more\"><\/a><\/p>\n<div>Secondo molti l\u2019iscrizione del fiscal compact nei Trattati non cambierebbe molto. In effetti la legislazione fiscale europea \u00e8 una giungla che come docente di economia europea trovo difficile a districare. L\u2019ennesimo esempio dell\u2019anti-demoraticit\u00e0 dell\u2019Europa: questa risulta incomprensibile al semplice cittadino. I medesimi vincoli fiscali sono dunque ripetuti da pi\u00f9 parti in varie salse, per cui una volta di pi\u00f9 una meno\u2026 Dovremmo naturalmente approfondire, ma la sinistra \u00e8 occupata, come \u00e8 ben noto, in chiacchiere elettoralistiche o nell\u2019assemblearismo alla Falcone&amp;Montanari con gli over 60. Circa l\u2019Europa a due velocit\u00e0 non si \u00e8 mai ben capito di cosa consista. Una rafforzata alleanza franco-tedesca? Chi comanderebbe \u00e8 chiaro. Oppure un gruppo di testa con una rafforzata\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0tedesca? E l\u2019Italia dove la vorranno collocare?<\/div>\n<div>I progetti tedeschi di riforma dell\u2019eurozona sono nella direzione di una definitiva sottrazione di sovranit\u00e0 fiscale ai paesi membri, in cambio di briciole come una parvenza di sussidi di disoccupazione europei (proposta invero francese) e di assicurazione sui depositi bancari sotto i 100 mila euro (in cambio le banche italiane dovrebbero rapidamente ricapitalizzarsi per tener conto dei crediti deteriorati che possiedono, un salasso per le banche; e disfarsi dei titoli di Stato, un salasso per i titoli pubblici). Ma i liberali tedeschi ora rifiutano persino questi piatti di lenticchie offerti alla periferia. Probabilmente nei fatti la linea dura dei liberali non prevarr\u00e0, ma serva questo da monito a chi a sinistra vagheggia di pi\u00f9 Europa. Se va bene l\u2019Europa continua cos\u00ec. Questi sinistresi sono persino meno realistici di Renzi.<\/div>\n<div>Non so a cosa tenda la Germania, non sono bravo negli scenari. Di certo i tedeschi si tengono stretto il proprio modello. Sono un societ\u00e0 ben organizzata e non vogliono annacquarla con il vino di cattiva qualit\u00e0 del sud europeo. Se fossi in loro farei lo stesso. E perch\u00e9 mai dovremmo aspettarci solidariet\u00e0. Dovremmo piuttosto cominciare a badare a noi stessi. Di interessante c\u2019\u00e8 che con la coalizione Jamaica, la Merkel distribuir\u00e0 una mancia a ciascuno dei partiti della compagine da spendere nel proprio bacino elettorale (tutto il mondo \u00e8 paese). Ma non baster\u00e0 certo a far uscire quel paese dalla austerit\u00e0 fiscale.<\/div>\n<div><strong><em>Nell\u2019ambito del dibattito scientifico ed economico internazionale, molti osservatori rimarcano il rischio incombente di una nuova crisi finanziaria pronta ad esplodere, un crisi incubata ancora negli USA, frutto \u2013 si sostiene \u2013 delle politiche monetarie espansive e della mancata regolamentazione finanziaria da pi\u00f9 parti invocata dopo lo scoppio della crisi del 2007\/2008. Quanto \u00e8 concreto questo rischio?<\/em><\/strong><\/div>\n<div>Da come capisco Trump sta facendo marcia indietro sul quel po\u2019 di regolazione dei mercati finanziari che era seguita alla crisi del 2007-8. D\u2019altronde il capitalismo deve generare domanda aggregata da qualche parte. Se non lo fa con elevati salari diretti e indiretti (come nell\u2019epoca keynesiana), o con le esportazioni (come fa la Germania), lo deve fare con l\u2019indebitamento delle famiglie tramite credito al consumo, o con gli effetti ricchezza dalle bolle borsistiche, o con il spesa militare. E\u2019 il capitalismo, bellezza! Questa non \u00e8 stata n\u00e9 la prima n\u00e9 l\u2019ultima crisi. A fronte di questo i compiti della sinistra sono enormi. Ma l\u2019occasione del centenario della rivoluzione sta passando senza un minimo di riflessione. Sto tornando da una bella cittadina tedesca. Qui il cinema comunale ha una mesata di iniziative sull\u2019anniversario. In Italia nulla, o quasi \u2013 di mio ho organizzato un paio di presentazioni di libri al casale Alba 2 a Roma con Giacch\u00e9 (5 novembre) e Rita di Leo (26 novembre). Eppure su un nuovo modello di sviluppo si dovrebbe tornare a ragionare. Il socialismo si \u00e8 scontrato con molti problemi. Provo a citarne alcuni. Nel capitalismo la mano invisibile di Adam Smith, cio\u00e8 il sistema dei prezzi, svolge una funzione di coordinamento delle decisioni di produzione, sebbene si sia rivelato non in grado di assicurare la piena occupazione e l\u2019assenza di crisi. La pianificazione socialista \u00e8 forse riuscita a evitare le crisi e assicurare la piena occupazione, ma a costo dell\u2019efficienza economica. Come se ne esce? Possiamo andar oltre il modello socialdemocratico nordico \u2013 il modello pi\u00f9 di successo che conosciamo, ma che non ha certo abolito il capitalismo? La piena occupazione, nel capitalismo come nel socialismo porta al rifiuto del lavoro. La maggior parte delle occupazioni sono alienanti (se non peggio). Se il posto di lavoro \u00e8 sicuro la gente non lavora. Come se ne esce? E, infine, possiamo abolire le gerarchie? Assieme ai prezzi, le relazioni gerarchiche sono un mezzo per gestire flussi complessi di informazioni, e soffrono esse stesse di inefficienze. Nel capitalismo queste sono tenute sotto controllo dal mercato (chi \u00e8 inefficiente chiude), e nel socialismo? Danno e beffa: gerarchie e per giunta inefficienti! Controllo democratico, mi direte: ma anche questo \u00e8 lento e inefficiente. Su tutto questo si deve ragionare. Eppure \u00e8 un dibattito antico, che part\u00ec nel 1908 quando un economista italiano (un grande marginalista), Enrico Barone, argoment\u00f2 che il socialismo non poteva che funzionare come imitazione burocratica del mercato capitalista. Hayek argoment\u00f2 pi\u00f9 tardi che, allora, il mercato sarebbe stato pi\u00f9 efficiente dell\u2019imitazione. E poi c\u2019\u00e8 il presunto socialismo cinese su cui ragionare\u2026 Dov\u2019\u00e8 la sinistra?<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2017\/10\/intervista-ai-giovani-comunisti.html#more\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2017\/10\/intervista-ai-giovani-comunisti.html#more<\/em><\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0SERGIO CESARATTO Intervista a Sergio Cesaratto,\u00a0Professore ordinario di Economia internazionale, di Politica monetaria e fiscale nell\u2019Unione Monetaria Europea, a cura della redazione di ComINFO, su manovra, europa e crisi internazionale. In queste settimane \u00e8 in elaborazione e discussione la manovra finanziaria 2017, una manovra che si preannuncia in continuit\u00e0 con le politiche di liberiste volte alla tutela delle imprese attraverso le decontribuzioni e la riduzione della tassazione sui profitti. 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