{"id":35674,"date":"2017-10-26T12:14:31","date_gmt":"2017-10-26T10:14:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35674"},"modified":"2017-10-26T12:14:31","modified_gmt":"2017-10-26T10:14:31","slug":"la-doppia-moneta-di-einaudi-e-leta-delloro-la-rivoluzione-liberale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35674","title":{"rendered":"La doppia moneta di Einaudi e l&#8217;\u20act\u00e0 dell&#8217;oro: la &#8220;rivoluzione liberale&#8221;?"},"content":{"rendered":"<div>di <strong>LUCIANO BARRA CARACCIOLO<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>1. L&#8217;argomento di cui cercheremo di trattare oggi \u00e8 in realt\u00e0 un classico di questo blog; la sua rinnovata attualit\u00e0, per\u00f2, discende da un ritrovamento di Arturo, relativo a uno scritto einaudiano del 1936, complementare, o meglio &#8220;rivelatore&#8221;, del senso di un successivo discorso dello stesso Einaudi, svolto il 14 marzo 1947 in Assemblea Costituente. Il tema, come vedrete, \u00e8 quello <b>del <i>gold standard<\/i> e della sua relazione con la doppia moneta <\/b>(doppia circolazione, contemporanea, di due diversi strumenti di pagamento) di cui pure, oggi, da pi\u00f9 parti si parla (sia pure, al momento, con diverse finalit\u00e0).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>2. Per chiarire (ancora) il tema generale del <i><b>gold standard<\/b><\/i>, che \u00e8 sempre utile rammentare, riportiamo in premessa due &#8220;definizioni&#8221;, rispettivamente di Guido Carli e di Eichengreen. Ci servono per mostrare la distanza, di Einaudi, dalla realt\u00e0 (socio-politica) della sua esposizione &#8220;scientifica&#8221;, nonch\u00e9, pure, la sua abilit\u00e0&#8230;affabulatoria.<\/div>\n<div>Dunque <b>Eichengreen<\/b>, descrive cos\u00ec la storica transizione tra l&#8217;ottocento e il novecento proprio con riguardo al senso politico, prima che economico, del gold standard (<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/05\/riforme-delleurozona-e-miniriforma.html\">da ultimo, qui, p.7<\/a>):<\/div>\n<div><span lang=\"FR\">&#8220;<i>Ci\u00f2 che era critico per il mantenimento di cambi fissi,.., era la protezione dei governi dalla pressione di dover sacrificare la stabilit\u00e0 dei cambi ad altri obiettivi. <b>Vigendo il gold standard ottocentesco<\/b>, la scaturigine di questa protezione era <b>l&#8217;isolamento delle politiche di cambio dalle politiche interne<\/b>.\u00a0<\/i><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span lang=\"FR\"><i>La pressione portata sui governi del XX\u00b0 secolo <b>a subordinare la stabilit\u00e0 della valuta ad altri obiettivi non costitu\u00ec una caratteristica del mondo ottocentesco.<\/b><\/i> <\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span lang=\"FR\"><i>A causa della <b>limitazione del suffragio<\/b>, i lavoratori comuni che maggiormente soffrivano la durezza dei tempi, avevano scarse possibilit\u00e0 di obiettare agli aumenti dei tassi di interesse decisi dalle banche centrali per difendere i cambi fissi. <b>N\u00e9 i sindacati n\u00e8 i partiti che potessero rappresentare i lavoratori nei parlamenti, si erano sviluppati al punto che i lavoratori potessero insistere nel rivendicare che la difesa del cambio potesse essere temperata dal perseguimento di un adeguato livello di occupazione<\/b>. <\/i>\u00a0<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span lang=\"FR\">[ndr; &#8230;questa difesa democratica della classe lavoratrice dagli effetti del vincolo monetario, \u00e8 esattamente ci\u00f2 che &#8220;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2015\/07\/uem-federalismo-ordoliberismo-einaudi-e.html\">il manifesto di Ventotene<\/a>&#8221; indica come i &#8220;sezionalismi&#8221; guerrafondai (?) da combattere, attribuendo al conflitto sociale il ruolo di uno scontro periferico rispetto ad un indefinito e, a questo punto misterioso, interesse generale, perseguibile solo da parte del solido stato internazionale!]<i><br \/>\n<\/i><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span lang=\"FR\"><i><b>La priorit\u00e0 attribuita dalle banche centrali alla difesa dei tassi fissi<\/b> <\/i>(ndr; siano essi conseguenza del gold standard ovvero, come oggi in \u20acuropa, di una moneta unica<i>), <b>rimaneva fondamentalmente incontestabile.<\/b> I governi erano perci\u00f2 liberi di difendere il mantenimento dei cambi fissi intraprendendo qualunque passo fosse ritenuto necessario&#8221;.<\/i><\/span><\/div>\n<div><span lang=\"FR\"><b>Globalizing Capital<\/b> (Princeton University Press, New Jersey, 2008, pag. 2).<i> <\/i><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span lang=\"FR\">3. Risulta allora comprensibile perch\u00e9 <b>Carli<\/b>, sullo stesso argomento, <b>in pieno novecento e a commento delle prime proposte di moneta unificata europea<\/b>, incentrate appunto direttamente sulla reintroduzione del <i>gold standard<\/i>, si esprimesse nei termini sotto riportati (<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/05\/riforme-delleurozona-e-miniriforma.html\">ibidem, p.8, che segue alla teorizzazione di Einaudi stesso, Erhard e Hayek sulla opportunit\u00e0 di una moneta unica europea che, comunque, ricalcasse il <i>gold standard<\/i><\/a>): <\/span><\/div>\n<div><span lang=\"FR\">&#8220;Carli (<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/03\/maastricht-era-gia-tutto-previsto-da.html\">sempre in<\/a><\/span><span lang=\"FR\"><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/03\/maastricht-era-gia-tutto-previsto-da.html\"> &#8220;Cinquant\u2019anni di vita italiana&#8221;, 1996 [1993], pag. 187<\/a>) ci d\u00e0 un&#8217;illuminante descrizione dell&#8217;effetto squisitamente &#8220;sociale&#8221; del <i>gold standard<\/i>, incontrovertibilmente, abbiamo visto, alla base del concepimento \u20acuropeo della moneta unica (ed infatti Carli fa riferimento proprio alle &#8220;uscite&#8221; di Werner, del 1965, riportate da Ann Pettifor, sopra citata, <\/span><span lang=\"FR\">ed altri, in particolare Rueff, consigliere economico di De Gaulle, favorevoli alla moneta unica come sistema opportunamente aggiornato di <i>gold standard<\/i>):<\/span><\/div>\n<div><span lang=\"FR\"><i>&#8220;Nelle Considerazioni finali pronunciate nel maggio del 1965 avevo dato ampio spazio alle implicazioni sociali della scelta di un sistema monetario piuttosto che di un altro.<br \/>\nE mi riferivo a Rueff quando scrivevo:<br \/>\nL\u2019argine contro <b>il dilagare del potere d\u2019acquisto<\/b> che movendo dagli Stati Uniti minaccia di sommergere l\u2019Europa, si continua a sostenere, potrebbe essere innalzato esclusivamente mediante il ripristino del gold standard. In realt\u00e0, <b>concezioni del genere<\/b> incontravano, un tempo, un coerente completamento nelle <b>enunciazioni che attribuivano al meccanismo concorrenziale il compito di realizzare, mediante congrui adattamenti dei livelli salariali, il riequilibrio dei conti con l\u2019estero.<\/b><br \/>\nInsomma, <b>il ritorno alla convertibilit\u00e0 aurea generalizzata implicava <u>governi autoritari<\/u>, societ\u00e0 costituite di plebi poverissime e poco istruite, desiderose solo di cibo, nelle quali la classe dirigente non stenta ad imporre riduzioni dei salari reali, <u>a provocare scientemente disoccupazione, a ridurre lo sviluppo dell\u2019economia<\/u><\/b>.&#8221;<\/i><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div>4. Dunque, il problema sempre avuto presente dai vari euro-fondatori \u00e8 quello del\u00a0 <span lang=\"FR\"><i><b>&#8220;dilagare del potere d\u2019acquisto&#8221;. <\/b><\/i>\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span lang=\"FR\">Ed \u00e8 su questo versante che si colloca l&#8217;abile <i>affabulazione<b> <\/b><\/i>di Einaudi <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/10\/laltro-rimedio-aldebitopubblicobrutto.html?showComment=1508435924625#c8068808723292232502\">svolta in sede di Assemblea Costituente<\/a>:<i><b><br \/>\n<\/b><\/i><\/span><\/div>\n<div>\u201c<i>\u2026 <b>noi abbiamo attraversato, prima del 1914 un\u2019epoca felice che io temo non si riprodurr\u00e0 mai pi\u00f9<\/b>. Il secolo trascorso dal 1814 al 1914 \u00e8 stata una parentesi nella storia del mondo, parentesi la quale probabilmente noi della generazione attuale e forse di parecchie generazioni avvenire non vedremo pi\u00f9\u2026Uno degli aspetti caratteristici di quel secolo felice \u00e8 stato il mito dell\u2019oro, vorrei piuttosto chiamarlo <b>la magia dell\u2019oro<\/b>.<\/p>\n<p>Se parlasse, invece di un economista, una nonna ai suoi nipotini e volesse raccontare quello che accadeva prima del 1914, quando anche i bambini potevano soddisfare le loro esigenze di zucchero e di pane bianco, essa certamente direbbe: c\u2019era una volta un mago, uno di quei nani o gnomi che voi bambini avete contemplato quando siete andati alla rappresentazione di Biancaneve e i sette nani; uno di quei nani di cui nessuno poteva prevedere a priori le decisioni, ma che intanto guidavano gli uomini e che impedivano che gli uomini facessero del male \u2026 <b>Se dovessi dire in quale paese del mondo vi sia <u>una moneta perfetta, imparziale, neutra<\/u>, come ora dicono gli economisti, direi che questo paese si trova in un\u2019isola sperduta del Pacifico, nel quale la leggenda ha immaginato che in tempi remotissimi cadessero nell\u2019isola una quarantina di grossi massi<\/b>&#8230;<br \/>\n&#8230;<br \/>\nTutti i contratti di quell\u2019isola \u2013 che\u2026certo dal punto di vista monetario \u00e8 di esempio a tutto il mondo \u2013 tutti i contratti si fanno con la trasmissione ideale di quei massi. Tutti quelli che vendono qualcosa o trasferiscono un diritto acquistano quei massi e gli acquirenti vanno a contemplarli e se ne ritengono i padroni. <b>Nessun uomo di governo, nessun capo trib\u00f9 pu\u00f2 variare il numero di quei massi di oro. Ci\u00f2 che accade in quell\u2019isola fortunata \u00e8 accaduto nel secolo dal 1814 al 1914<\/b>, in misura attenuata, perch\u00e9 la quantit\u00e0 dell\u2019oro esistente nel mondo era allora variabile. Essa per\u00f2 variava al di fuori della volont\u00e0 di qualsiasi uomo di governo o di stato. <b>Nessuno invero poteva impunemente agire sulla quantit\u00e0 della massa circolante<\/b>\u2026<\/i><\/div>\n<div><i><b>Era il mito dell\u2019oro che faceva s\u00ec che \u2026 coloro i quali contraevano dei debiti si sdebitassero delle obbligazioni introdotte con la medesima moneta; l\u2019onest\u00e0<\/b> la quale, considerata sempre uno dei dieci comandamenti, <b>era diventata miracolosamente una regola d\u2019azione alla quale neppure gli uomini di stato potevano sottrarsi, pretestando la cosiddetta ragione di stato<\/b>. Era un\u2019epoca nella quale, in conseguenza della onest\u00e0 monetaria che dipendeva dal mago mitico dell\u2019oro, gli scambi internazionali di beni e di uomini erano facili\u2026<\/p>\n<p><b>Nel 1914 gli uomini immaginarono di poter guardare dentro al meccanismo meraviglioso e lo ruppero; e al posto di esso istituirono quella che fu chiamata la moneta manovrata, moneta che non \u00e8 pi\u00f9 abbandonata al caso, che non \u00e8 pi\u00f9 abbandonata all\u2019arbitrio, che non \u00e8 pi\u00f9 abbandonata alla scoperta fortuita di miniere d\u2019oro, tutte cose del passato<\/b>, cose che devono essere soppresse, perch\u00e9 non il caso, ma la volont\u00e0 dell\u2019uomo, la sapienza dell\u2019uomo deve dominare anche il mercato monetario\u2026Abbiamo visto che cosa \u00e8 successo con la sostituzione della sapienza dell\u2019uomo al caso, al caso fortuito della scoperta di miniere d\u2019oro rispetto alla lira. La lira oggi ha una potenza d\u2019acquisto che forse \u00e8 la duecentesima parte di quella che era la potenza d\u2019acquisto della medesima lira nel 1914\u2026<br \/>\nQuesti sono i risultati della sostituzione al caso della volont\u00e0 preordinata da parte degli uomini. Questa sostituzione, in molti paesi del mondo, \u00e8 la grande colpevole dei trasporti di ricchezza dall\u2019uomo all\u2019altro. La svalutazione monetaria \u2026 \u00e8 la colpevole dell\u2019arricchimento degli uni e dell\u2019impoverimento degli altri e del sorgere di odii e di invidie fra le classi, che non furono mai tanto gravi come negli ultimi trent\u2019anni. La mancanza di una base solida della moneta ha fatto s\u00ec che gli odii e le invidie si inasprissero e portassero ad uno stato d\u2019animo rivoluzionario in tutti i paesi del mondo\u2026<\/i>\u201d [L. EINAUDI, Assemblea Costituente, 14 marzo 1947].<\/div>\n<div><\/div>\n<div>5. A quali &#8220;odii&#8221; e &#8220;invidie&#8221;, &#8220;sorti negli ultimi 30 anni&#8221; precedenti il 1947, a causa dell&#8217;abbandono del gold standard, si riferisse, poi, non \u00e8 ben chiaro, dato che sia <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/04\/capitalismo-fascismo-tra-la-marcia-su.html?showComment=1493485025050#c3797088770813387436\">Mussolini<\/a> che <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/09\/sei-lezioni-di-economia-tra.html?showComment=1473340802741#c1745081435058462684\">Hitler<\/a>, nella sostanza e pur con diverse strategie, conservarono il gold standard&#8230;<\/div>\n<div>Sta di fatto che Einaudi vedeva, ancora in sede Costituente, il gold standard come un &#8220;meccanismo meraviglioso&#8221; frutto di un sapienziale &#8220;mito dell&#8217;oro&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>6. E arriviamo perci\u00f2 all&#8217;<b>Einaudi del 1936 <\/b>(in un&#8217;Italia che, volente o nolente, subiva, in piena crisi post 1929, i frutti di quel &#8220;mito&#8221; essendo quindi, dobbiamo supporre, scevra da &#8220;odii e invidie&#8221;; <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2016\/09\/sei-lezioni-di-economia-tra.html?showComment=1473206042250#c8337790842304538428\">anche se Caff\u00e8 ed altri ci raccontano ben altra storia<\/a>), che si sofferma su un <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/10\/laltro-rimedio-aldebitopubblicobrutto.html?showComment=1508496322106#c7425021896771284547\">aspetto storico della moneta, sempre<i> idealizzato<\/i>, ma offertoci da Arturo come rivelatore della visione effettiva che cerc\u00f2 di far passare in sede costituente:<\/a><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_10b+seedTOXD\">&#8220;Per trovare uno sprazzo di verit\u00e0 in Einaudi bisogna andare a scovarlo, come d\u2019altra parte anche nel caso di Eichengreen, nei lavori scientifici di carattere storiografico, in particolare in uno studio sulla \u201cmoneta immaginaria\u201d. Si trattava di un aspetto fondamentale dell\u2019<b>istituzione monetaria di antico regime anteriore alla parit\u00e0 aurea fissa<\/b>: <b>le funzioni di <i>mezzo di pagamento<\/i> e di <i>misura di valore<\/i> erano separate<\/b>, cos\u00ec che <b>il principe poteva intervenire alterarando il potere liberatorio della moneta interna, la c.d. \u201cmoneta piccola\u201d,<\/b> generando in pratica inflazione, <b>adeguandone il rapporto con quella \u201cgrossa\u201d, usata per gli scambi internazionali<\/b>, il che equivaleva a una svalutazione.<br \/>\nSentite un po\u2019:<br \/>\n\u201c<i>Laddove il sistema odierno della moneta effettiva riesce ad esaltare i sentimenti i quali fanno colpa allo straniero della svalutazione della moneta nazionale, il sistema antico della doppia moneta <b><u>effettiva<\/u><\/b> ed <u><b>immaginaria<\/b><\/u> metteva in evidenza il fatto che <b>la svalutazione della moneta \u00e8 sovrattutto un affare interno, importante nei rapporti fra classe e classe<\/b>, individuo e individuo della stessa nazione, dove si negozia in lire immaginarie variabili e, alla lunga, <b>irrilevante nei rapporti con l\u2019estero<\/b>, dove non solo si paga ma si \u00e8 costretti a negoziare altres\u00ec in fiorini effettiva.<\/i>\u201d (L. Einaudi, Teoria della moneta immaginaria nel tempo da Carlomagno a Napoleone, in \u00abRivista di Storia Economica\u00bb, t, n. 1, 1936, ripubblicato in L. Einaudi, Scritti economici, storici e civili, Milano, Mondadori, 1973, pag. 446 riportato in L. Fantacci, La moneta, Marsilio, Venezia, 2005, pag. 212).<br \/>\nHai capito? Inflazione e svalutazione non sono un problema morale ma di rapporti fra le classi: shoquant! :-) &#8220;.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_10b+seedTOXD\">7. Per completezza riporto <a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.com\/2017\/10\/laltro-rimedio-aldebitopubblicobrutto.html?showComment=1508586037769#c3887272519793220611\">il commento di Dargen<\/a>:<\/span><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_10b+seedTOXD\">&#8220;A riguardo mi sono venuti in mente i minibot proposti dalla Lega. Da quello che ho capito possono <b>funzionare solo nel breve-medio periodo, ovvero con l&#8217;unico scopo tecnico di traghettare non bruscamente l&#8217;economia verso una nostra valuta unica<\/b>. (Ed \u00e8 questa la funzione dichiarata in effetti da Claudio Borghi, <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/politica\/berlusconi_doppia_moneta_lira_euro_come_funziona-2074585\/news\/2017-08-21\/\">v.qui, infine<\/a>).<br \/>\nImmagino che in caso di coesistenza forzata e prolungata di Euro\/minibot (o di una qualsiasi altra &#8216;doppia moneta&#8217;) si potrebbe tentare di realizzare lo scenario descritto (nei limiti della sua assurdit\u00e0, ma un tentativo di Essi potrei aspettarmelo)&#8221;.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span id=\"bc_0_10b+seedTOXD\">8. Ma c&#8217;\u00e8 chi, invece, non la considera una soluzione transitoria, <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/politica\/berlusconi_doppia_moneta_lira_euro_come_funziona-2074585\/news\/2017-08-21\/\">quanto, piuttosto, un &#8220;mezzo ritorno&#8221; alla sovranit\u00e0 monetaria<\/a>&#8230;Se la vogliamo chiamare cos\u00ec (<\/span><span id=\"bc_0_10b+seedTOXD\"><i>\u201cLa proposta di due monete (una nazionale per le transazioni domestiche ed una comune per le transazioni internazionali) si riferisce ad una situazione in pratica simile a quella che avevamo negli anni 80 e 90 con la lira e con l\u2019Ecu\u201d. Obiettivo dichiarato \u00e8 un <b>recupero, seppur parziale, della sovranit\u00e0 monetaria<\/b> dello Stato<\/i>&#8230;).<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/10\/la-doppia-moneta-di-einaudi-e-lta.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/2017\/10\/la-doppia-moneta-di-einaudi-e-lta.html<\/em><\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO BARRA CARACCIOLO 1. L&#8217;argomento di cui cercheremo di trattare oggi \u00e8 in realt\u00e0 un classico di questo blog; la sua rinnovata attualit\u00e0, per\u00f2, discende da un ritrovamento di Arturo, relativo a uno scritto einaudiano del 1936, complementare, o meglio &#8220;rivelatore&#8221;, del senso di un successivo discorso dello stesso Einaudi, svolto il 14 marzo 1947 in Assemblea Costituente. 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