{"id":35730,"date":"2017-10-29T10:00:15","date_gmt":"2017-10-29T09:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35730"},"modified":"2017-10-26T22:22:33","modified_gmt":"2017-10-26T20:22:33","slug":"immigrazione-come-ricatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35730","title":{"rendered":"Immigrazione come ricatto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SICUREZZA NAZIONALE (Alessandro Orsini)<\/strong><\/p>\n<p>La nuova rotta \u00e8 la Tunisia. Chiusi i flussi dalla Libia, gli immigrati riprendono a sbarcare sulle nostre coste. L\u2019Italia si trova in una morsa politica. Da una parte, \u00e8 costretta a dare soldi ai paesi di esodo affinch\u00e9 impediscano ai migranti di salire sui barconi; dall\u2019altra, scatena gli appetiti dei governi africani che ambiscono a intercettare una parte delle risorse europee per arginare l\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p>Il meccanismo \u00e8 noto: i governi africani allentano i controlli alle frontiere e fanno crescere il numero di migranti che si dirigono verso le coste italiane. Nessuno pu\u00f2 accusarli di operare per favorire l\u2019immigrazione clandestina, ma i numeri parlano chiaro e il caso della Tunisia lo dimostra. Dopo che gli sbarchi dei tunisini sono improvvisamente aumentati, un alto funzionario del governo della Tunisia, Adel Jarboui, ha dichiarato di voler incontrare le autorit\u00e0 italiane per valutare la quantit\u00e0 di risorse da stanziare per arginare il fenomeno.<\/p>\n<p>Vale la pena leggere le parole testuali di quest\u2019uomo che ricopre il ruolo di segretario di Stato dell\u2019immigrazione in Tunisia: \u201cLa visita in Italia \u2013 <a href=\"http:\/\/www.ansamed.info\/ansamed\/en\/news\/nations\/italy\/2017\/10\/20\/845-tunisians-arrive-on-lampedusa-in-4-days_7f85c658-4200-4f18-affb-d72a40b60821.html\">ha dichiarato Adel Jarboui venerd\u00ec 20 ottobre<\/a> \u2013 sar\u00e0 anche un\u2019opportunit\u00e0 per identificare, insieme alle autorit\u00e0 italiane, possibili fonti di risorse per combattere l\u2019immigrazione illegale\u201d. Il problema \u00e8 che il governo della Tunisia non dovrebbe combattere l\u2019immigrazione illegale sul proprio territorio con le risorse dell\u2019Italia, bens\u00ec con quelle della Tunisia, ma, nell\u2019era del grande business dell\u2019immigrazione clandestina, i ragionamenti logici sono un ostacolo al profitto. Ci\u00f2 che conta \u00e8 alimentare una continua emergenza umanitaria che costringa i paesi europei a spendere milioni di euro per evitare che i migranti anneghino.<\/p>\n<p>Chiunque affermi che l\u2019Italia opera in modo cinico non ricorda i fatti. L\u2019Italia inizi\u00f2 a spendere milioni di euro per salvare i migranti dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, quando annegarono 368 eritrei su un\u2019imbarcazione partita dalla Libia. Alcuni morirono bruciati a causa di un incendio improvviso; altri annegarono. Gli italiani provarono una profonda commozione e il governo, allora presieduto da Gianni Letta, diede inizio all\u2019operazione Mare Nostrum che fu poi sostituita dall\u2019operazione Triton.<\/p>\n<p>Bilanci alla mano, sembra proprio che l\u2019Italia abbia a cuore la sorte dei migranti africani pi\u00f9 dei loro governi. Secondo i dati del ministero dell\u2019economia, l\u2019Italia ha speso 3,3 miliardi di euro nel 2016 per aiutare coloro che attraversano il Mediterraneo. La spesa per i migranti comprende quattro voci: accoglienza; soccorso in mare; assistenza sanitaria e educazione. Che i migranti partano dalle coste libiche pu\u00f2 essere giustificato dal fatto che lo Stato \u00e8 crollato e il paese versa in una condizione di caos generalizzato con due governi debolissimi, uno a Tobruk e l\u2019altro a Tripoli, che hanno un controllo molto limitato del territorio.<\/p>\n<p>Che i migranti partano dalla Tunisia \u00e8 meno giustificabile. In Tunisia non esiste nessuna guerra civile e lo Stato \u00e8 saldo, nonostante i problemi legati al mancato sviluppo economico. I tunisini sbarcati in Italia nel 2016 erano stati 1,207. Dall\u20191 gennaio a oggi sono stati 4,100. Al momento, il dato statistico non \u00e8 inquietante, lo \u00e8 quello politico perch\u00e9, se i governi africani inizieranno ad allentare i controlli sulle coste, per poi autoinvitarsi a Roma a contrattare un compenso, l\u2019Italia sar\u00e0 sottoposta a un ricatto politico costante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2017\/10\/26\/immigrazione-come-ricatto\/\">http:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2017\/10\/26\/immigrazione-come-ricatto\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SICUREZZA NAZIONALE (Alessandro Orsini) La nuova rotta \u00e8 la Tunisia. Chiusi i flussi dalla Libia, gli immigrati riprendono a sbarcare sulle nostre coste. L\u2019Italia si trova in una morsa politica. Da una parte, \u00e8 costretta a dare soldi ai paesi di esodo affinch\u00e9 impediscano ai migranti di salire sui barconi; dall\u2019altra, scatena gli appetiti dei governi africani che ambiscono a intercettare una parte delle risorse europee per arginare l\u2019immigrazione clandestina. Il meccanismo \u00e8 noto:&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":34933,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/images-6.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9ii","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35730"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35730"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35731,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35730\/revisions\/35731"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}