{"id":35767,"date":"2017-10-28T11:02:11","date_gmt":"2017-10-28T09:02:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35767"},"modified":"2017-10-27T23:05:19","modified_gmt":"2017-10-27T21:05:19","slug":"non-cosi-in-fretta-matteo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35767","title":{"rendered":"Non cos\u00ec in fretta, Matteo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gianmaria Vianova)<\/strong><\/p>\n<p><em>Dietro alla crisi del settore bancario italiano non c\u2019\u00e8 solo la negligenza di Banca d\u2019Italia: meccanismi europei, scelte politiche e responsabilit\u00e0 si intrecciano puntando il dito (anche) verso il Partito Democratico.<\/em><\/p>\n<p>guerra aperta tra\u00a0<strong>Matteo Renzi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Bankitalia<\/strong>. Il segretario del PD ha di fatto forzato la mano per far votare al suo partito la mozione di sfiducia nei confronti di\u00a0<strong>Ignazio Visco<\/strong>, governatore uscente della autorit\u00e0 bancaria nazionale. La mozione recita:<\/p>\n<blockquote><p>Si tratta di una scelta particolarmente delicata considerando che l\u2019efficacia dell\u2019azione di vigilanza della Banca d\u2019Italia \u00e8 stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall\u2019emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche [\u2026] avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una pi\u00f9 incisiva e tempestiva attivit\u00e0 di prevenzione e gestione.<\/p><\/blockquote>\n<p>Su questo non vi \u00e8 dubbio. Dov\u2019era la vigilanza quando venivano erogati prestiti a pioggia senza adeguati requisiti? Nonostante l\u2019<strong>Unione Bancaria<\/strong>\u00a0sia entrata in vigore nel 2014, il controllo sugli istituti di credito minori (vedi Banca Etruria, su tutte) rimane in capo a\u00a0<strong>Bankitalia<\/strong>, che avrebbe perlomeno dovuto battere un colpo (o comunque muoversi per evitare la carneficina). La mossa di Renzi, aggressiva e fulminea, ha lasciato di stucco tanti.\u00a0<strong>Bersani<\/strong>, colloquiale come sempre, ha esclamato:\u00a0<em>quando vedo il partito di maggioranza fare una mozione cos\u00ec, cominciamo a essere fuori come un balcone<\/em>. Ma non \u00e8 l\u2019unico: anche\u00a0<strong>Veltroni<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Cuperlo<\/strong>hanno accusato la sorpresa e diversi deputati PD non hanno votato la mozione, perch\u00e9 non ne erano al corrente. Persino\u00a0<strong>Gentiloni<\/strong>, soprannominato \u201cBelfagor\u201d da\u00a0<strong>Di Battista<\/strong>, si vocifera non ne sapesse nulla (eppure sarebbe il Premier, per dire).<\/p>\n<div id=\"attachment_91442\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-91442\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/VIsco.jpg\" alt=\"Ignazio Visco, governatore uscente di Bankitalia, fu allievo di Federico Caff\u00e8 all\u2019Universit\u00e0 della Sapienza di Roma\" width=\"2000\" height=\"1000\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ignazio Visco, governatore uscente di Bankitalia, fu allievo di Federico Caff\u00e8 all\u2019Universit\u00e0 della Sapienza di Roma<\/p>\n<\/div>\n<p>Si sa, gli equilibri intra-partito sono precari e le dichiarazioni vanno fatte col bilancino. Visco fu nominato nel 2011, quando ancora Berlusconi doveva essere investito dal\u00a0<em><strong>golpe elegante<\/strong><\/em>\u00a0dello spread. Allora le banche italiane, piccole e grandi, non versavano in condizioni di sistemica difficolt\u00e0. La crisi economica non si era ancora scaricata sui debiti pubblici, quindi il\u00a0<strong>PIL<\/strong>\u00a0aveva rimbalzato, seguendo il trend del resto dell\u2019Eurozona. I crediti deteriorati, come vedremo, cominciavano a diventare una preoccupazione ma la vigilanza bancaria non era prerogativa della politica in senso stretto, perch\u00e9?<\/p>\n<p>Semplice: non erano in vigore i\u00a0<strong>meccanismi europei di risoluzione delle crisi bancarie<\/strong>. All\u2019atto dell\u2019introduzione di questi ultimi, ne fu bellamente ignorato l\u2019impatto politico-sociale. Il loro obiettivo, in pieno spirito di<em>\u00a0libera<\/em>\u201d concorrenza adottato formalmente dal Trattato di Maastricht, \u00e8 quello di evitare che sia lo Stato ad intervenire nei salvataggi di eventuali istituti di credito in crisi: lo devono fare nell\u2019ordine azionisti, obbligazionisti e correntisti. Quest\u2019ultimo meccanismo \u00e8 ormai noto e prende il nome di\u00a0<em><strong>bail-in<\/strong><\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_91443\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-91443\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/bail-in.jpg\" alt=\"Il meccanismo del bail-in in un grafico: se fai spesa dal fruttivendolo, gli chiedi di conservartela e al ritorno ti ritrovi mele marce perdi i tuoi soldi\" width=\"800\" height=\"1071\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il meccanismo del bail-in in un grafico: se fai spesa dal fruttivendolo, gli chiedi di conservartela e al ritorno ti ritrovi mele marce perdi i tuoi soldi<\/p>\n<\/div>\n<p>Ebbene, il<em>\u00a0bail-in<\/em>, che\u00a0<strong>Monti<\/strong>\u00a0tradusse con un grezzo\u00a0<em>scopare dentro<\/em>\u00a0da Floris, scarica l\u2019onere del salvataggio sui soci\/clienti della banca in crisi. Prima con il tradizionale\u00a0<em>bail-out<\/em>\u00a0era il bilancio dello Stato (o nuovo debito tout-court) ad intervenire per evitare che una crisi\u00a0<strong>micro<\/strong>\u00a0si tramutasse a livello\u00a0<strong>macro<\/strong>. Fino al 2015 era procedura piuttosto consueta, specialmente fuori dai nostri confini, e non necessariamente in una fase di risoluzione. La Germania, virtuosa nella narrazione ma alquanto ipocrita nei fatti, dal 2008 al 2014 ha speso circa\u00a0<strong>238 miliardi di soldi pubblici<\/strong>\u00a0per rafforzare il proprio settore bancario. L\u2019Italia solo e incredibilmente 4. Pazzesco a pensarci. Nel 2015, una volta stabilizzate le banche del nord-Eurozona, venne introdotto il\u00a0<em>bail-in<\/em>. In altre parole:\u00a0<em>mediterranei, una volta che ci siamo messi a posto noi possiamo anche cambiare le regole<\/em>. Dopo aver ingurgitato un cesto di ciliegie hanno abolito le ciliegie. E\u00a0<strong>l<\/strong>e banche italiane<strong>non ne avevano neanche mai provato il sapore<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Sono solo regole<\/em>, direte. Insomma: mica tanto. Prima di procedere con la liquidazione coatta amministrativa, adesso, vanno a bussare alla porta di soci, creditori e correntisti: in altre parole vanno a casa degli elettori. Quando il\u00a0<strong><em>burden-sharing<\/em><\/strong>\u00a0cade su tutti i contribuenti, il peso si fa sopportabile politicamente (mal comune mezzo gaudio). Se per\u00f2 gli investimenti fatti con i risparmi di una vita vengono annichiliti con un semplice decreto allora s\u00ec che il malcontento rischia di trasformarsi in una valanga. Ecco che l\u2019approvazione in sede parlamentare delle direttive europee nel settembre 2015, sotto il Governo\u00a0<strong>Renzi<\/strong>, rimangono agli atti come scelta politica: se la banca fallisce vieni azzerato tu, lo Stato d\u2019ora in poi se ne lava le mani. Ancor prima il Governo<strong>\u00a0Berlusconi\u00a0<\/strong>e, soprattutto, il Governo \u201cdi unit\u00e0 nazionale\u201d di\u00a0<strong>Mario Monti<\/strong>\u00a0(sostenuto anche grazie all\u2019apporto cospicuo del Partito Democratico) non avevano fatto valere gli interessi italiani in sede europea. Il Governo\u00a0<strong>Letta<\/strong>\u00a0poi, puramente PD, ha dato il benestare a Bruxelles per la\u00a0<em>Banking Union<\/em>, senza fiatare o farsi domande riguardo allo stato del proprio settore bancario.<\/p>\n<div id=\"attachment_91444\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-91444\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Tweet-Enrico-Letta.png\" alt=\"Un entusiasta Enrico Letta festeggia per l\u2019approvazione della Banking Union\" width=\"1044\" height=\"436\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Un entusiasta Enrico Letta festeggia per l\u2019approvazione della Banking Union<\/p>\n<\/div>\n<p>Approvare a cuor leggero simili riforme del settore bancario\u00a0<strong>ha le sue conseguenze<\/strong>. Il creditore e l\u2019azionista della banca che sono consci del rischio di vedersi azzerato l\u2019asset corrono a svendere alla prima avvisaglia. Il correntista, che teme per la propria liquidit\u00e0 (nonostante sia teoricamente garantita sino a 100mila euro dal fondo interbancario sui depositi), ritira il proprio denaro. Il caso quindi diventa mediatico e acquista un peso politico. La criticit\u00e0 dell\u2019<strong>Unione Bancaria Europea<\/strong>\u00a0si sta rivelando a livello ansiogeno pi\u00f9 che a livello economico.<\/p>\n<p>Prendiamo\u00a0<strong>Unicredit<\/strong>, ad esempio. Tra dicembre 2015 e dicembre 2016 le sue azioni sono passate da 25,73 a 2,42 euro. Da l\u00ec in poi il titolo \u00e8 risalito, attualmente intorno ai 17 euro, ma l\u2019approvazione del nuovo meccanismo di risoluzione aveva fatto paura a tanti. Cosa ha ripristinato la fiducia nel settore bancario? Semplice, il fatto che il\u00a0<em>bail-in<\/em>\u00a0non venga preso poi molto sul serio. Con il\u00a0<strong>decreto Salva risparmio<\/strong>\u00a0varato alla fine del 2016, il Governo Gentiloni ha stanziato 20 miliardi di nuovo debito per ricapitalizzare MPS (e altre minori) dopo il fallimento dell\u2019aumento di capitale richiesto dalla BCE. Stessa storia per le banche venete, ripulite e regalate a Intesa con 5 miliardi di denaro pubblico. Esatto: le regole non vengono prese molto sul serio perch\u00e9 se seguite alla lettera porterebbero all\u2019<strong>anarchia di mercati<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>correntisti<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_91445\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-91445\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Cipro-prelievi-forzosi.jpg\" alt=\"Nel 2013 la sperimentazione del prelievo forzoso dei conti correnti a Cipro ha aperto gli occhi sulla violenza della nuova prassi europea\" width=\"1280\" height=\"853\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Nel 2013 la sperimentazione del prelievo forzoso dei conti correnti a Cipro ha aperto gli occhi sulla violenza della nuova prassi europea<\/p>\n<\/div>\n<p>La prova la si \u00e8 avuta a novembre 2015 quando\u00a0<strong>Renzi<\/strong>, ancor prima dell\u2019entrata in vigore del nuovo meccanismo di risoluzione, applic\u00f2 le regole europee (forse come prova di forza nei confronti di Bruxelles) per<strong>\u00a0Banca Etruria<\/strong>. Pur di evitare la mano pubblica si intervenne con una linea di credito (Unicredit, Intesa, ecc\u2026) e il fondo interbancario di risoluzione, procedendo con l\u2019azzeramento di azionisti e obbligazionisti subordinati.<\/p>\n<p>No, non si trattava solo di investitori in giacca e cravatta ma anche di\u00a0<strong>pensionati<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>lavoratori<\/strong>\u00a0con decenni di contributi alle spalle che si erano fidati della banca del proprio territorio. Vi fu infatti un abuso delle obbligazioni subordinate, piazzate a pioggia anche tra risparmiatori inconsci dei risvolti del proprio investimento, alla disperata ricerca di allinearsi con i criteri di\u00a0<strong>Basilea III<\/strong>. Come se non bastasse al momento della sottoscrizione, sul prospetto delle obbligazioni, il rischio di bail-in non era contemplato (e sarebbe comunque dovuto entrare in vigore solo nel 2016). Il nefasto impatto di quella mossa Renzi lo paga tutt\u2019oggi, per non parlare dei risparmiatori che<strong>\u00a0ancora attendono un risarcimento<\/strong>. Per questo il tema banche non pu\u00f2 essere scaricato solo su Banca d\u2019Italia: c\u2019\u00e8 una decisione politica, quindi una responsabilit\u00e0, dietro l\u2019azzeramento del risparmio privato.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LaYWALoRegg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<h4>Renzi paladino dei risparmiatori in uno degli ultimi collegamenti dal Treno PD, accolto con \u201ccalore\u201d in tutte le stazioni italiane<\/h4>\n<p><em>Sono vergine!<\/em>\u00a0ha urlato Renzi, di ritorno da una fugace (e ammettiamolo breve) camporella nella Maremma.\u00a0<strong>Ignazio Visco<\/strong>, l\u2019imputato, non fa che ripetere compulsivamente la stessa frase:<\/p>\n<blockquote><p>Abbiamo agito in accordo con il governo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come a dire che se lui deve andare all\u2019inferno\u00a0<strong>Renzi far\u00e0 da cicerone<\/strong>. Tra le parole dell\u2019ex-premier e quelle del forse ex-governatore di Bankitalia ci passa una intera filosofia economica, dibattiti decennali relativi all\u2019indipendenza della\u00a0<strong>Banca Centrale<\/strong>. Nonostante l\u2019operato della Banca d\u2019Italia sia subordinato a quello della BCE essa rimane un importante organo di vigilanza e, soprattutto, la banca centrale del nostro Paese.<\/p>\n<p>Ora, in quanto banca centrale essa dovrebbe essere<strong>\u00a0indipendente dal potere politico<\/strong>, in linea con la visione mainstream derivante dal monetarismo: la politica, ovvero la tentazione di utilizzare ogni mezzo a propria disposizione per fini personali\/elettorali, non deve avere a che fare con l\u2019istituto di politica monetaria. \u00c8 cos\u00ec dal 1981 (divorzio Tesoro \u2013 Banca d\u2019Italia) ed \u00e8\u00a0<strong>scolpito nella pietra dai trattati UE<\/strong>. La mozione spinta da Renzi va evidentemente controcorrente rispetto a questa posizione, portando a galla la necessit\u00e0 di controllare attivamente l\u2019operato di una autorit\u00e0 cos\u00ec importante. Certo, senza sovranit\u00e0 monetaria e nell\u2019ottica dell\u2019<strong>Unione Bancaria<\/strong>, l\u2019assoggettamento della Banca d\u2019Italia al Governo \u00e8 mera masturbazione mentale priva di applicazione pratica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_91446\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-91446\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Non-performing-loans.jpg\" alt=\"I crediti deteriorati hanno subito una accelerazione con la crisi dello spread e, soprattutto, l\u2019arrivo dell\u2019austerit\u00e0 montiana\" width=\"750\" height=\"391\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">I crediti deteriorati hanno subito una accelerazione con la crisi dello spread e, soprattutto, l\u2019arrivo dell\u2019austerit\u00e0 montiana<\/p>\n<\/div>\n<p>In buona sostanza\u00a0<strong>Visco<\/strong>\u00a0e le autorit\u00e0 di vigilanza hanno la loro buona dose di responsabilit\u00e0. Sul settore bancario in senso largo, per\u00f2, sono i governi post-berlusconiani ad aver impresso una accelerazione al processo di deterioramento dei crediti, agevolando la persistenza della recessione (per tredici trimestri consecutivi). Il\u00a0<strong>deficit pubblico<\/strong>, proibitoci dall\u2019Unione Europea con la scusa dell\u2019eccessivo stock di debito pubblico, sarebbe stato in questi anni necessario perch\u00e9 anticiclico: un sostegno fiscale alla produzione economica, andando ad ammortizzare la carenza di domanda interna ed estera. Invece, mentre Francia e Spagna andavano rispettivamente oltre il 5% e a sfiorare il 10%, noi nel 2012, a furia di lacrime e sangue, rientravamo gi\u00e0 nei parametri di\u00a0<strong>Maastricht<\/strong>, al 2,9% di deficit. C\u2019\u00e8 insomma lo zampino della politica economica che, per scelta appunto politica, \u00e8 stata ostica e nemica del settore bancario e produttivo. Bene denunciare l\u2019operato di Visco per\u00f2, caro Matteo, non puoi lavartene le mani cos\u00ec facilmente.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/banca-ditalia-pd\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/banca-ditalia-pd\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gianmaria Vianova) Dietro alla crisi del settore bancario italiano non c\u2019\u00e8 solo la negligenza di Banca d\u2019Italia: meccanismi europei, scelte politiche e responsabilit\u00e0 si intrecciano puntando il dito (anche) verso il Partito Democratico. guerra aperta tra\u00a0Matteo Renzi\u00a0e\u00a0Bankitalia. Il segretario del PD ha di fatto forzato la mano per far votare al suo partito la mozione di sfiducia nei confronti di\u00a0Ignazio Visco, governatore uscente della autorit\u00e0 bancaria nazionale. 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