{"id":35780,"date":"2017-10-29T09:21:03","date_gmt":"2017-10-29T08:21:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35780"},"modified":"2017-10-29T08:24:44","modified_gmt":"2017-10-29T07:24:44","slug":"la-resa-dei-curdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35780","title":{"rendered":"La resa dei Curdi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELETTUALE DISSIDENTE (Guido Dell&#8217;Omo)<\/strong><\/p>\n<p><em>Gli entusiasmi e la voglia d&#8217;indipendenza del Kurdistan devono piegarsi alla spietata logica del realismo.<\/em><\/p>\n<p>Alla fine, com\u2019era ampiamente prevedibile,\u00a0<strong>Barzani<\/strong>\u00a0ha optato per\u00a0<strong>non portare a termine<\/strong>\u00a0il percorso verso\u00a0<strong>l\u2019indipendenza del popolo curdo<\/strong>. Il 25 ottobre attraverso un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rudaw.net\/english\/kurdistan\/2410201713\">comunicato\u00a0<\/a>pubblicato sul sito ufficiale della presidenza del Kurdistan iracheno, il leader di Erbil si \u00e8 detto disposto a congelare il risultato del referendum di indipendenza tenuto il 25 settembre scorso (con oltre il 90% di voti favorevoli a un distacco netto da Baghdad) pur di scongiurare un\u00a0<strong>nuovo conflitto armato<\/strong>.<\/p>\n<p>Il cappio intorno al collo di Barzani andava stringendosi giorno dopo giorno e non \u00e8 un caso che la sua offerta sia arrivata proprio negli ultimi giorni, quando il primo ministro dell\u2019Iraq al-Abadi era in\u00a0<strong>visita ad Ankara<\/strong>\u00a0per incontrare Recep Tayyp Erdogan con l\u2019obiettivo di discutere proprio la questione curda.\u00a0<strong>L\u2019avanzata dell\u2019esercito<\/strong>\u00a0fedele al governo centrale di Baghdad ha spiazzato la leadership di Erbil; coadiuvato dalle Forze di mobilitazione popolare (hashd al-shaabi), milizie sciite vicine a Teheran, l\u2019esercito iracheno ha conquistato prima l\u2019importante\u00a0<strong>Kirkuk<\/strong>, provincia dove si concentra oltre il 75% di tutto il petrolio iracheno, per poi continuare l\u2019avanzata verso i territori conquistati dai peshmerga curdi durante la battaglia contro le milizie dello Stato Islamico.<\/p>\n<p>Come insegna la storia, la maggior parte dei problemi dei curdi non sono causati da forze esterne,\u00a0<strong>ma dalle loro divisioni interne<\/strong>. Un fronte curdo compatto avrebbe forse dato la possibilit\u00e0 a Barzani di credere con maggior convinzione nell\u2019indipendenza del Kurdistan iracheno, ma lo scontro tra il suo partito (PDK) e quello dell\u2019Unione patriottica del Kurdistan (UPK) \u00e8 fin troppo duro per permettere loro di lavorare insieme a un progetto comune; peraltro di difficile realizzazione, considerando la situazione economica del Kurdistan insieme alla volont\u00e0 di indipendenza da Baghdad. Addirittura sembra ormai essere confermato che i\u00a0<em>peshmerga<\/em>\u00a0che rispondono alla famiglia Talabani abbiano abbandonato la loro postazione a Kirkuk senza opporre resistenza, cos\u00ec da far entrare l\u2019esercito iracheno e le milizie sciite in uno degli avamposti pi\u00f9 importanti per Erbil,\u00a0<strong>con il chiaro intento di destabilizzare i piani di Barzani<\/strong>.<\/p>\n<p>Ora, con una situazione interna contraddistinta da divisioni e tradimenti, e con uno scenario globale dove\u00a0<strong>nessuna potenza<\/strong>\u00a0sembra essere disposta a\u00a0<strong>difendere i curdi<\/strong>\u00a0dall\u2019avanzata di Baghdad, Barzani ha deciso di fare dietro-front. Al momento la sua speranza \u00e8 di trovarsi in una posizione contrattuale pi\u00f9 forte in un\u2019eventuale tavola rotonda con i funzionari iracheni; anche se bisogner\u00e0 aspettare la risposta del governo di al-Abadi per sapere se a Baghdad sono ancora disposti a scendere a compromessi, dopo i tanti \u201cno\u201d ricevuti dallo stesso Barzani. C\u2019\u00e8 chi crede che questo fosse il suo piano dall\u2019inizio: convocare un referendum che non avrebbe mai portato all\u2019indipendenza effettiva di Erbil, sia per cause endogene che esogene,\u00a0<strong>con il solo obiettivo di rafforzare la propria immagine e riprendere il controllo del Kurdistan<\/strong>. E\u2019 giusto ricordare che Barzani \u00e8 presidente del Kurdistan ma che in realt\u00e0 non potrebbe ricoprire questo ruolo almeno dal 2015 e che la sua immagine abbia inesorabilmente cominciato a scricchiolare negli ultimi anni. Forse ha voluto tentare il tutto per tutto con la mossa del referendum del 25 settembre scorso:\u00a0<strong>per giudicare se sia riuscito nei suoi intenti<\/strong>, per\u00f2, \u00e8 necessario attendere i risultati del dialogo con il governo di Baghdad.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/kurdistan-barzani-iraq-curdi\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/kurdistan-barzani-iraq-curdi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELETTUALE DISSIDENTE (Guido Dell&#8217;Omo) Gli entusiasmi e la voglia d&#8217;indipendenza del Kurdistan devono piegarsi alla spietata logica del realismo. Alla fine, com\u2019era ampiamente prevedibile,\u00a0Barzani\u00a0ha optato per\u00a0non portare a termine\u00a0il percorso verso\u00a0l\u2019indipendenza del popolo curdo. 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