{"id":35802,"date":"2017-10-30T09:18:05","date_gmt":"2017-10-30T08:18:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35802"},"modified":"2017-11-02T14:59:30","modified_gmt":"2017-11-02T13:59:30","slug":"la-storia-delleta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35802","title":{"rendered":"La storia dell&#8217;ETA"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTREFRONTIERA (Alfredo Mantici)<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019aprile scorso in un incontro in sordina nella cittadina di Bayonne, sul versante francese della regione basca, un ambientalista francese di origini basche, Txext Etcheverry, ha consegnato all\u2019Arcivescovo di Bologna, Monsignor Matteo Zuppi, e a un sacerdote irlandese, Harold Good, un documento contenente le coordinate delle localit\u00e0 nelle quali il gruppo indipendentista e terrorista basco ETA \u2013 Euskadi Ta Askatasuna (\u201cPatria Basca e Libert\u00e0\u201d) aveva nascosto da anni in territorio francese il suo arsenale di armi e di esplosivi, per un totale di circa 3 tonnellate di materiale bellico.<\/p>\n<p>I due membri del clero hanno prontamente rimesso il documento nelle mani delle autorit\u00e0 di polizia francesi che hanno potuto cos\u00ec recuperare 118 tra pistole, fucili e armi automatiche, 25.700 proiettili e 2.875 chilogrammi di esplosivo nascosti in 8 diversi depositi clandestini. Anche se manca una dichiarazione ufficiale dei leader latitanti dell\u2019ETA sul definitivo abbandono della lotta armata da parte della formazione terroristica, la consegna di tutto l\u2019arsenale \u2013 dal quale mancano solo le armi usate negli attentati che potrebbero rappresentare prove incriminanti per i membri del gruppo ancora sotto processo in Spagna \u2013 rappresenta l\u2019addio alle armi definitivo dell\u2019ETA che, con la rinuncia alla lotta armata, segna anche la fine del sogno dell\u2019indipendenza del paese basco dalla Spagna.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>La consegna di tutto l\u2019arsenale rappresenta l\u2019addio alle armi definitivo dell\u2019ETA e la fine del sogno dell\u2019indipendenza basca dalla Spagna<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Il governo di Madrid si \u00e8 rifiutato di prendere parte alle trattative per la riconsegna delle armi e degli esplosivi. Il giorno prima della consegna dell\u2019arsenale, il 7 aprile, l\u2019ETA, che si autodefinisce \u00aborganizzazione socialista rivoluzionaria per la liberazione nazionale\u00bb, ha diffuso un comunicato stampa nel quale accusa le autorit\u00e0 spagnole e francesi di aver tenuto un atteggiamento d\u2019indifferenza nei confronti di questa importante iniziativa, poich\u00e9 legate a uno schema mentale \u201cvincitori e vinti\u201d. L\u2019ETA ha quindi rimarcato che il gruppo irredentista \u00abha preso le armi per il popolo basco e ora le consegna nelle sue mani affinch\u00e9 possa proseguire in un percorso che porti pace e libert\u00e0 alla nostra terra\u00bb.<\/p>\n<p>Nonostante queste parole lascino aperto uno spiraglio all\u2019aspirazione per una ripresa della lotta per l\u2019indipendenza del Paese Basco, la riunione di Bayonne segna la sconfitta definitiva dell\u2019ETA dopo quasi cinquant\u2019anni di lotta armata.<\/p>\n<h3>La storia dell\u2019ETA<\/h3>\n<p>Nel 1959, mentre a vent\u2019anni dalla fine della guerra civile era al governo in Spagna il dittatore Francisco Franco, un gruppo di studenti radicali mise in piedi una formazione clandestina, l\u2019Euzkadi Ta Askatasuna, destinata a prendere le armi per ottenere l\u2019indipendenza dei circa tre milioni di abitanti della regione basca spagnola che, durante la guerra civile del 1936-1939, si erano praticamente schierati all\u2019unanimit\u00e0 per il fronte repubblicano e che, per questo motivo, erano stati duramente puniti dal regime franchista.<\/p>\n<p>Franco era arrivato a proibire l\u2019uso della lingua basca nella regione e a tentare di cancellare i tratti essenziali della cultura e delle tradizioni di una popolazione che, pur essendo stata nei secoli sempre parte della Spagna, aveva mantenuto con orgoglio i segni distintivi della propria diversit\u00e0 etnica e culturale.<\/p>\n<p>Nel 1961 il primo attentato a firma ETA: un gruppo di fuoco dell\u2019organizzazione tenta di far deragliare un treno che trasporta veterani falangisti della guerra civile mentre tornano da una manifestazione indetta per celebrare la vittoria. L\u2019attentato non riesce, ma scatena una vasta azione repressiva che costringe l\u2019ETA a una rigida clandestinit\u00e0. Molti dei suoi capi si rifugiano al di l\u00e0 dei Pirenei, nella porzione francese della regione basca i cui abitanti guardano con simpatia ai \u201cfratelli spagnoli\u201d, ma che non mostrano alcuna velleit\u00e0 di indipendenza dalla Francia.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>Nel 1961 il primo attentato a firma ETA: un gruppo di fuoco tenta di far deragliare un treno che trasporta veterani falangisti della guerra civile mentre tornano da una manifestazione<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Nel 1968, nonostante le strette maglie della polizia e della Guardia Civil e dopo una serie di manifestazioni popolari contro il regime culminate nel mese di giugno in scontri con la polizia (nei quali perde la vita a Tolosa un militante dell\u2019ala militare dell\u2019organizzazione), l\u2019ETA mette a segno il suo primo assassinio politico: il 2 agosto assassina il capo della polizia della citt\u00e0 di San Sebastian, capoluogo di Guipuzcoa, una delle principali province della regione basca. L\u2019azione provoca una dura reazione da parte del regime, che dapprima dichiara lo stato di emergenza a livello regionale e poi, nel 1970, lo estende a tutta la Spagna.<\/p>\n<h3>Il salto di qualit\u00e0: \u201cOperazione OGRO\u201d<\/h3>\n<p>La repressione \u00e8 efficace. Nel dicembre del 1970 la polizia riesce a catturare sei membri del commando ETA che ha ucciso il poliziotto di San Sebastian. I sei vengono condannati a morte ma, sotto la pressione della comunit\u00e0 internazionale, il generale Franco commuta la pena in trent\u2019anni di carcere. Nei tre anni successivi, l\u2019ETA pianifica con cura quella che passer\u00e0 alla storia come la sua azione pi\u00f9 eclatante, l\u2019\u201coperazione OGRO\u201d, l\u2019assassinio dell\u2019ammiraglio Luis Carrero Blanco, duca e pari di Spagna, successore designato alla successione di Francisco Franco.<\/p>\n<p>Per l\u2019operazione, un commando dell\u2019ETA affitta una cantina nella centralissima Calle Claudio Coelo di Madrid e, in cinque mesi di lavoro, scava un tunnel sotto la strada lungo la quale tutte le mattine transita la macchina dell\u2019ammiraglio, che poi riempie con 80 chili di esplosivo sottratti a un deposito militare. Quindi, il 20 dicembre 1973, una potente esplosione fa saltare in aria la carreggiata di Calle Coelo precisamente nell\u2019attimo in cui passa Carrero Blanco. L\u2019auto viene scagliata in aria e passa sopra un edificio di cinque piani per poi atterrare, distrutta, nel cortile di un vicino collegio dei gesuiti. L\u2019ammiraglio e i due uomini di scorta restano uccisi sul colpo. L\u2019ETA rivendica l\u2019attentato solo nel gennaio 1974.<\/p>\n<h3>La fine della dittatura<\/h3>\n<p>Nel 1975 Francisco Franco muore e la Spagna si avvia sulla strada della democrazia. Il nuovo governo vara delle timide liberalizzazioni nel paese basco e legalizza la costituzione di partiti locali, quasi tutti nazionalisti se non proprio indipendentisti. L\u2019ETA approfitta dei nuovi spazi di libert\u00e0 garantiti dalla nascente democrazia spagnola e lancia una campagna di attentati che, dal 1975 al 2006, insanguina la Spagna provocando la morte di 829 persone. La guerra degli etarras \u2013 cos\u00ec si definiscono i militanti ETA \u2013 continua con alti e bassi fino al 2009 quando, alle elezioni politiche nella provincia basca, si afferma il primo governo non nazionalista della recente storia della regione. Il partito Herri Batasuna (Unit\u00e0 Popolare), braccio politico dell\u2019ETA, non supera infatti il 15% dei consensi e nel 2013 finisce per sciogliersi.<\/p>\n<p>L\u2019ETA in quattro decenni di lotta armata non \u00e8 riuscita a conquistare il \u201ccuore e la mente\u201d del popolo basco e, dopo l\u2019ultimo omicidio (vittima un poliziotto francese ucciso alle porte di Parigi durante un controllo casuale nel 2010), nel gennaio 2011 dichiara un \u00abcessate il fuoco unilaterale e permanente\u00bb.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>L\u2019ETA in quattro decenni di lotta armata non \u00e8 riuscita a conquistare il \u201ccuore e la mente\u201d del popolo basco e nel gennaio 2011 ha dichiarato un \u00abcessate il fuoco unilaterale e permanente\u00bb<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Oggi sono circa 400 i militanti dell\u2019ETA ancora detenuti nelle prigioni spagnole, responsabili di attentati dinamitardi e omicidi. Il governo di Madrid negli ultimi anni ha rifiutato qualsiasi dialogo con il gruppo terroristico e i suoi capi ancora latitanti, per consegnare le armi, hanno dovuto ricorrere alla mediazione dell\u2019arcivescovo di Bologna e del prelato irlandese, ai quali l\u20198 aprile sono stati forniti i recapiti degli otto depositi di armi ed esplosivi nascosti in terra francese.<\/p>\n<p>Un ultimo dato segna il fallimento politico forse definitivo dell\u2019ETA e della sua antistorica e sanguinosa battaglia per l\u2019indipendenza della regione basca: nella stessa serata dell\u20198 aprile a Bayonne decine di migliaia di baschi francesi e spagnoli si sono riversati nelle strade della citt\u00e0 per festeggiare la \u201cfine della guerra\u201d e la sconfitta del terrorismo indipendentista.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/eta-paesi-baschi-storia\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/eta-paesi-baschi-storia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTREFRONTIERA (Alfredo Mantici) Nell\u2019aprile scorso in un incontro in sordina nella cittadina di Bayonne, sul versante francese della regione basca, un ambientalista francese di origini basche, Txext Etcheverry, ha consegnato all\u2019Arcivescovo di Bologna, Monsignor Matteo Zuppi, e a un sacerdote irlandese, Harold Good, un documento contenente le coordinate delle localit\u00e0 nelle quali il gruppo indipendentista e terrorista basco ETA \u2013 Euskadi Ta Askatasuna (\u201cPatria Basca e Libert\u00e0\u201d) aveva nascosto da anni in territorio francese&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":35457,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/oltrefrontiera.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9js","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35802"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35802"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35802\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35890,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35802\/revisions\/35890"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35802"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35802"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35802"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}