{"id":35809,"date":"2017-10-30T00:03:09","date_gmt":"2017-10-29T23:03:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35809"},"modified":"2017-11-01T12:20:24","modified_gmt":"2017-11-01T11:20:24","slug":"il-contrasto-sulla-banca-centrale-negli-stati-uniti-del-xix-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35809","title":{"rendered":"Il contrasto sulla banca centrale negli Stati Uniti del XIX secolo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">La storia ha le sue epoche, contrassegnate dall\u2019egemonia di particolari nazioni; conoscerla significa capire ci\u00f2 che \u00e8 saliente nelle nazioni egemoniche. Senza questa conoscenza si rischia di precipitare dall\u2019insoddisfazione del presente a una filosofia della storia improvvisata, in cui ogni avvenimento \u00e8 emanazione di errori originari; con questa conoscenza i contrasti particolari si compongono in una figura originaria e il presente stesso, anzich\u00e9 un momento della deriva verso il nulla, diventa trasparente come ambito di confronto politico.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Nel 1700 e nel 1800 \u2013 precisamente fino alla prima guerra mondiale \u2013 la nazione egemonica \u00e8 stata la Gran Bretagna. Dopo aver sconfitto nelle guerre del 1700 la rivale Francia, nel 1800 essa controlla l\u2019Europa con la sua politica di equilibrio (appoggia tra l\u2019altro l\u2019unificazione dell\u2019Italia per farne un elemento di equilibrio tra la Francia e l\u2019Impero), controlla i mari con l\u2019onnipotenza della sua flotta, l\u2019economia mondiale con il <i>gold standard<\/i>. Proprio il <i>gold standard<\/i> \u00e8 per\u00f2 motivo di crisi: l\u2019ancoraggio delle monete all\u2019oro induce a combattere la competizione commerciale internazionale con l\u2019arma della deflazione interna, cio\u00e8 abbassando i salari e gli investimenti, in definitiva indebolendo la forza produttiva. Dal 1873 la Gran Bretagna entra cos\u00ec in una fase di depressione, proprio nel momento in cui avanzano due nuovi formidabili rivali: la Germania e gli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">La prima guerra mondiale, preparata accuratamente sul piano diplomatico, \u00e8 la risposta britannica alla sfida che la Germania ha lanciato attraverso la costruzione di una grande flotta da guerra e della ferrovia Instanbul-Bagdad: la flotta da guerra, dotata anche dei letali sottomarini, potrebbe mettere fine al predominio britannico sui mari; la ferrovia di Bagdad potrebbe fare del Medio Oriente traboccante di petrolio, la materia prima divenuta di primaria importanza strategica gi\u00e0 all\u2019inizio del Novecento, il retroterra dello sviluppo industriale tedesco.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">La disfatta tedesca non consolida per\u00f2 l\u2019impero britannico; l\u2019estenuante sforzo bellico accelera la decadenza inarrestabile e permette l\u2019emergere della potenza americana.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti si sono liberati dalla tutela politica inglese con la guerra di indipendenza dal 1776 al 1783, ma le sono restati economicamente succubi per tutto il 1800; anzi, ancora nel 1900, il secolo americano, l\u2019esperta Gran Bretagna ha continuato ad ammaestrare alle tecniche dell\u2019egemonia imperiale i <i>parvenu<\/i> americani.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019influenza finanziaria inglese nell\u2019America del 1800 si intreccia con la lotta sulla natura della banca centrale: se essa debba essere <i>privata<\/i> e diretta innanzitutto a soddisfare le esigenze della grande finanza oppure se debba essere <i>pubblica<\/i> e diretta alle esigenze della nazione. La Banca d\u2019Inghilterra, fondata alla fine del 1600 \u00e8 sempre stata, a dispetto della sua sovranit\u00e0 monetaria, di propriet\u00e0 e orientamento privato. Una simile commistione, cos\u00ec <i>british,<\/i> di pubblico e privato, ben evidente per esempio ad Hegel, non ha nulla di moderno, \u00e8 anzi tipica del mondo feudale e trova la sua spiegazione nel carattere oscillante della rivoluzione inglese, che a differenza di quella francese ha cos\u00ec poco negato il passato da non concepirsi neanche come rivoluzione. Tutto questo significa che l\u2019ostilit\u00e0 neoliberale allo Stato, cos\u00ec diffusa nei paesi anglosassoni, <i>non<\/i> \u00e8 uno stadio avanzato della modernit\u00e0, \u00e8 anzi una regressione verso il feudalesimo. Gli Stati Uniti del 1800 hanno percepito la portata regressiva di una banca centrale privata dunque indipendente dal governo; ne \u00e8 nata un\u2019aspra lotta sul potere monetario che la Costituzione degli Stati Uniti aveva affidato al Congresso<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, secondo Jefferson il pi\u00f9 repubblicano dei poteri &#8211; una lotta secolare, iniziata gi\u00e0 durante la presidenza di Washington, che vede la partecipazione attiva della City di Londra, che finisce nel 1913 con il tradimento del dettato costituzionale e la tacita trasmissione del potere monetario del Congresso a una banca privata, chiamata Federal Reserve System<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel 1791 il segretario al Tesoro del presidente Washington, Alexander Hamilton, in contrasto con la Costituzione in vigore soltanto da tre anni, propone l\u2019istituzione di una Banca degli Stati Uniti sul modello della Banca d\u2019Inghilterra: per un quinto pubblica e appartenente per <i>quattro quinti<\/i> a investitori privati, tra cui le pi\u00f9 grandi banche <i>inglesi<\/i>, in particolare quella di Nathan Rothschild, che \u00e8 al tempo il pi\u00f9 importante banchiere di Londra. Benjamin Franklin e, alla sua morte, Thomas Jefferson comprendono che se accetta la banca di Hamilton il governo statunitense ceder\u00e0 il controllo della moneta e dovr\u00e0 pagare interessi sulla moneta che prende a prestito, e si oppongono vivamente ma invano: il presidente Washington firma la legge, infrangendo il chiaro dettato costituzionale. Nel 1811, tuttavia, il Congresso non rinnova lo statuto della banca, ritenuta responsabile di un rialzo generale dei prezzi.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">La guerra contro l\u2019Inghilterra dal 1812 al 1815 provoca un forte indebitamento pubblico e un\u2019altrettanto forte inflazione; per controllarla il Congresso istituisce nel 1816 una seconda banca nazionale, analoga alla prima, di durata ventennale, che controlla l\u2019intera struttura fiscale del paese.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Nel 1832 il presidente Andrew Jackson, ritenendo che la banca conceda troppo potere agli investitori stranieri e favorisca troppo i banchieri di New York e Boston, pone il veto alla legge che deve prolungarla dopo il 1836. Ne segue una battaglia con il direttore della banca Nicholas Biddle, un ricco finanziere di Filadelfia: Jackson fa rimuovere i depositi del governo dalla banca, per rappresaglia Biddle richiede il pagamento immediato di vecchi prestiti negando la concessione di nuovi e strozzando cos\u00ec il credito nazionale; invano: Jackson paga l\u2019ultima rata dei debiti dello Stato nel gennaio 1835; allora Biddle, spalleggiato da Nathan Rothschild che in un solo giorno fa vendere dalla Banca d\u2019Inghilterra tutto i suoi titoli statunitensi, scatena il panico finanziario del 1837. Nonostante Rothschild, il pi\u00f9 potente banchiere del 1800, che controlla non solo la Banca d\u2019Inghilterra, ma la stessa Banca degli Stati Uniti, il panico del 1837 non raggiunge il suo scopo e la seconda banca centrale privata statunitense deve chiudere.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Numerosi tentativi nel corso del 1800 di istituire di nuova una banca centrale privata falliscono il loro scopo. Ne \u00e8 protagonista August Belmont senior, inviato da Nathan Rothschild come suo agente privato negli Stati Uniti durante il panico finanziario del 1837. Divenuto consigliere finanziario presidenziale e capo del partito democratico, Belmont senior fomenta la guerra civile per favorire i legami tra la confederazione, esportatrice di cotone, e la Gran Bretagna. Nemico suo, di Rothschild e delle banche della City, \u00e8 Abraham Lincoln, non solo perch\u00e9 sostenitore di un protezionismo che danneggerebbe la Gran Bretagna, ma anche per la sua fedelt\u00e0 alla costituzione in materia monetaria. Dice infatti Lincoln negli anni \u201860, durante la guerra civile: \u201c<i>La moneta \u00e8 la creatura della legge e la sua emissione originaria dovrebbe essere riservata come un monopolio esclusivo al governo nazionale. Avendo il potere di creare ed emettere valuta e credito in forma di moneta, e godendo del diritto di ritirare dalla circolazione valuta e credito per mezzo della tassazione o in altro modo, il governo non ha bisogno di prendere a prestito, n\u00e9 dovrebbe farlo, capitale a interesse come mezzo per finanziare opere ed imprese pubbliche. Il governo dovrebbe creare, emettere e far circolare tutta la valuta e il credito necessari a soddisfare il suo potere di spesa e il potere d&#8217;acquisto dei consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non solo \u00e8 la prerogativa suprema del governo, ma \u00e8 la sua pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 creativa. Con l&#8217;adozione di questi principi sar\u00e0 soddisfatta l&#8217;esigenza sentita da sempre di un mezzo uniforme. Il contribuente risparmier\u00e0 somme immense in interesse, sconti e scambi. Il finanziamento di ogni impresa pubblica, il mantenimento di un governo stabile e di un processo ordinato e la gestione del Tesoro diventeranno materia di amministrazione pratica. Il popolo pu\u00f2 e vuole avere una moneta sicura come il suo governo. La moneta cesser\u00e0 di essere il padrone e diventer\u00e0 il servo dell&#8217;umanit\u00e0.<\/i>&#8220;<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Lincoln non solo si esprime in questi termini di attualit\u00e0 bruciante: mette anche in atto ci\u00f2 che dice. Quando Rothschild e la City di Londra, che peraltro parteggiano per la Confederazione, chiedono tassi usurari (dal 24% al 36%) per concedere i prestiti di cui il governo statunitense ha bisogno per la guerra civile, Lincoln convince il Congresso ad autorizzare, sulla base della Costituzione, l\u2019emissione di banconote chiamate \u201cGreenbacks\u201d, a corso forzoso, senza interesse, per un ammontare di 150 milioni di dollari, triplicato poi nel corso della guerra civile. I <i>Greenbacks<\/i> finanziano i costi di guerra senza indebitare l\u2019Unione con i banchieri privati.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">I banchieri di Londra non ne sono contenti; in un editoriale sul \u2018Times\u2019 si possono trovare le seguenti espressioni dei loro sentimenti: \u201c<i>Se questa malvagia politica finanziaria che ha origine nella repubblica nordamericana dovesse consolidarsi in una istituzione, allora questo governo fornir\u00e0 la sua moneta senza costi. Pagher\u00e0 tutti i debiti e rester\u00e0 senza debito. Avr\u00e0 tutta la moneta necessaria a realizzare il suo commercio. Diventer\u00e0 di una prosperit\u00e0 senza precedenti nella storia dei governi civili di tutto il mondo. Le menti e la ricchezza di tutti i paesi andranno in Nord America. Questo governo deve essere distrutto o distrugger\u00e0 ogni monarchia sul globo.<\/i>\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a> Non stupisce dunque che il 14 aprile Abraham Lincoln sia stato assassinato in un teatro di Washington, n\u00e9 che il suo assassino, John Wilkes Booth, sia stato ingaggiato dal tesoriere della Confederazione, e che questi fosse a sua volta socio del primo ministro inglese Benjamin Disraeli e intimo dei Rothschild di Londra.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte di Lincoln lo scopo delle grandi banche internazionali londinesi, che detengono le pi\u00f9 grandi riserve mondiale di oro, e delle banche di New York, Boston e Filadelfia, che finanziano con oro il commercio internazionale e formano ci\u00f2 che in seguito si chiamer\u00e0 <i>establishment della costa orientale, <\/i>\u00e8 di controllare la valuta statunitense legandone la sua emissione all\u2019oro e di volere che i <i>Greenbacks<\/i> siano convertibili in oro. Si oppongono loro i potenti interessi agricoli dell\u2019ovest e del sud, quelli dell\u2019industria del ferro e i piccoli imprenditori: essi temono che il ritorno alla base aurea aumenter\u00e0 i tassi di interesse, render\u00e0 il ferro e l\u2019acciaio americano meno competitivo e favorir\u00e0 gli interessi dei banchieri della costa orientale che possiedono la maggior parte dell\u2019oro monetario nazionale. Nel 1875 sotto la pressione dei rappresentanti dei banchieri internazionali della City di Londra (Rothschild, Seligman, Morgan) e della First National Bank di New York (l\u2019antenata di Citigroup), il Congresso approva lo <i>Specie Resumption Act<\/i>: dal primo gennaio 1879 tutti i <i>Greenbacks<\/i> sono riscattabili in monete d\u2019oro. Per i banchieri internazionali di Londra e New York questa vittoria \u00e8 il primo passo per arrivare al controllo dell\u2019emissione di moneta negli Stati Uniti. <i>(1. Continua)<\/i><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-size: small;\"> Nella costituzione degli Stati Uniti, art. 1, sec. 8, si legge che il Congresso avr\u00e0 il potere \u201cdi battere moneta, di regolare il valore di questa e delle monete straniere, e di fissare lo <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>standard<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> dei pesi e delle misure\u201d Cfr.: <\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><u><a href=\"http:\/\/www.dircost.unito.it\/cs\/docs\/stati%20uniti%201787.htm\"><span style=\"font-size: small;\">http:\/\/www.dircost.unito.it\/cs\/docs\/stati%20uniti%201787.htm<\/span><\/a><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-size: small;\"> Quanto segue \u00e8 tratto dall\u2019importante testo di William Engdhal, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Gods of Money. Wall Street and the Death of the American Century<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, edition.engdahl, Wiesbaden 2009, capitolo primo.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span style=\"font-size: small;\"> Citato in William Engdahl, op. cit.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span style=\"font-size: small;\"> Citato in William Engdahl, op. cit.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) La storia ha le sue epoche, contrassegnate dall\u2019egemonia di particolari nazioni; conoscerla significa capire ci\u00f2 che \u00e8 saliente nelle nazioni egemoniche. 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