{"id":35883,"date":"2017-11-02T10:38:27","date_gmt":"2017-11-02T09:38:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35883"},"modified":"2017-11-02T10:38:27","modified_gmt":"2017-11-02T09:38:27","slug":"economonitor-john-maynard-keynes-per-una-politica-macroeconomica-che-funzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35883","title":{"rendered":"EconoMonitor \u2013 John Maynard Keynes: per una politica macroeconomica che funzioni"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Margherita Russo)<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\"><em>Dal prestigioso <a href=\"http:\/\/www.economonitor.com\/blog\/2017\/07\/john-maynard-keynes-and-effective-macroeconomic-policy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">blog di macroeconomia di Nouriel Roubini EconoMonitor<\/a> traiamo un\u2019autorevole\u00a0analisi\u00a0su uno dei concetti forse pi\u00f9 trascurati della teoria macroeconomica keynesiana, la preferenza degli agenti economici per la liquidit\u00e0. Questo concetto\u00a0viene rivalutato qui come\u00a0una chiave di lettura utile per spiegare la persistenza dell\u2019attuale crisi economica globale, e le misure raccomandate da Keynes per una tale eventualit\u00e0, se applicate, vengono indicate come la soluzione pi\u00f9 rapida ed efficace per stimolare un\u2019autentica ripresa. Sfortunatamente questo concetto, sommerso dalla predominanza di politiche mainstream di stampo liberista, e trascurato anche dai fan keynesiani dell\u2019ultima ora, non si \u00e8 ancora affermato come\u00a0sarebbe\u00a0auspicabile, n\u00e9 le politiche raccomandate sono state mai applicate. Per questo motivo riteniamo importante aprire anche \u00a0qui un dibattito che possa accendere i riflettori sull\u2019argomento.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Di Biagio Bossone, 25 luglio 2017<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Il fantasma di John Maynard Keynes\u2026torna a perseguitarci<\/em>\u201d, cos\u00ec commentava Martin Wolf (2008) alla vigilia della crisi finanziaria globale, individuando nelle lezioni del padre della macroeconomia la strada migliore per comprendere la crisi e ristabilire la salute dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La gravit\u00e0 della crisi ha effettivamente convinto molti economisti a rivalutare gli insegnamenti di Keynes, che per decenni erano scomparsi dalla teoria e pratica economica mainstream. E se a marzo del 2008, durante l\u2019incontro annuale dell\u2019<em>American Economic Association<\/em>, gli economisti ostentavano ancora scetticismo verso l\u2019idea di combattere una recessione con stimoli fiscali, solo pochi mesi dopo, nel meeting del gennaio 2009, tutti si dichiaravano praticamente a favore di tali misure (Uchitelle 2009).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia, questo rinnovato interesse da parte della professione economica alle politiche di intervento sulla domanda di Keynes non ha tenuto sufficientemente in conto la teoria keynesiana della preferenza per la liquidit\u00e0 come chiave per spiegare perch\u00e9 in un\u2019economia capitalistica possa esistere disoccupazione involontaria permanente, e in che misura le politiche monetarie e fiscali possano essere efficaci per stimolare la ripresa economica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La teoria keynesiana della preferenza per la liquidit\u00e0 (LPT)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019analisi di Keynes smontava l\u2019importanza di produttivit\u00e0 ed austerit\u00e0 come basi della teoria neoclassica dei tassi d\u2019interesse. Nel riconoscere il ruolo chiave svolto dall\u2019incertezza \u2013 e non soltanto dal rischio calcolato \u2013 per tutte le decisioni economiche, a differenza dalla teoria neoclassica, la LPT non considera il tasso d\u2019interesse una ricompensa per la pazienza, o l\u2019astinenza, ma piuttosto un premio agli agenti disposti a separarsi dalla liquidit\u00e0, e dunque una sorta di metro della loro riluttanza a privarsi del controllo sulla loro liquidit\u00e0 in un mondo dominato dall\u2019incertezza. In qualsiasi momento il tasso d\u2019interesse deve essere tale da far cessare al margine la propensione generale a detenere beni liquidi piuttosto che in altra forma, in base alla quantit\u00e0 di liquidit\u00e0 disponibile nell\u2019economia (Keynes (1971-89), Vol. 7, 167).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Keynes il tasso d\u2019interesse \u00e8 determinato non sulla base di scelte di risparmio, ma dei livelli di liquidit\u00e0 del risparmio preferiti dagli agenti. Queste preferenze riguardano lo stock dei risparmi (ricchezza), non i flussi di risparmio, e il tasso d\u2019interesse \u00e8 determinato dalla domanda e dall\u2019offerta dei beni in cui la ricchezza pu\u00f2 essere collocata, non dall\u2019offerta e dalla domanda di (flussi di) risparmio \u2013 come accade nella teoria neoclassica dei fondi di credito che \u00e8 a tutt\u2019oggi alla base dei modelli macroeconomici (Woodford 2003) mainstream (neo-Wickselliani). A tal proposito, \u00e8 importante che l\u2019LPT venga intesa in termini generali e non identificata esclusivamente con la domanda di moneta. L\u2019LPT riguarda la domanda di beni a vari livelli di liquidit\u00e0, e il tasso d\u2019interesse dipende sia dalla domanda che dall\u2019offerta di beni in tutto questo spettro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di conseguenza, i tassi d\u2019interesse futuri sulle attivit\u00e0 finanziarie sono determinati da valutazioni di mercato influenzate dalla psicologia di massa, e dalla misura in cui queste si ripercuotono sulle preferenze di liquidit\u00e0 degli agenti. Per l\u2019LPT, il tasso d\u2019interesse \u00e8 un fenomeno convenzionale, il cui valore \u00e8 largamente disciplinato dall\u2019aspettativa prevalente del suo plausibile valore, e che pu\u00f2 permanere a livelli cronicamente troppo elevati per permettere la piena occupazione [1].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non esiste pertanto un livello d\u2019interesse unico (\u2018naturale\u2019) che consenta al sistema di adattarsi automaticamente all\u2019equilibrio (\u2018naturale\u2019) di piena occupazione, ma esiste un qualsiasi livello d\u2019interesse che possa soddisfare le convenzioni dei mercati finanziari in qualsiasi momento (Bibow 2005). Capovolgendo la visione neoclassica, l\u2019LPT ha mostrato come sia la sfera dell\u2019economia reale a doversi adattare a qualsiasi livello d\u2019interesse in cui il sistema finanziario possa trovarsi. [2]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LPT e politica monetaria<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel rimuovere il risparmio e la produttivit\u00e0 come punti fermi reali del tasso d\u2019interesse, l\u2019LPT ha lasciato questi ultimi alla merc\u00e9 delle convinzioni convenzionali popolari. [3] Eppure, proprio la natura convenzionale del tasso d\u2019interesse, come incapsulato nell\u2019LPT, ha aperto la strada al riconoscimento del ruolo centrale svolto dalle aspettative nella creazione di politiche economiche. In presenza di questa fondamentale indeterminatezza dell\u2019equilibrio macroeconomico \u2013 nel contesto di una moltitudine di possibili equilibri \u2013 la gestione attiva delle aspettative attraverso la politica monetaria (in combinazione con l\u2019uso dei tassi a breve termine) \u00e8 diventata lo strumento fondamentale della banca centrale per influenzare le convinzioni (e quindi i tassi d\u2019interesse) e orientare l\u2019economia verso il suo equilibrio ottimale (piena occupazione e bassa inflazione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo Keynes, l\u2019efficacia delle politiche dipende in larga misura dalla credibilit\u00e0 delle azioni intraprese e delle istituzioni che le intraprendono. Oggi a questi requisiti andrebbe aggiunto un canale di comunicazione con gli strumenti di politica economica, necessario alle banche centrali per poter guidare le aspettative del mercato in linea con gli obiettivi politici. Lungi dall\u2019essere un fattore neutro,\u00a0la moneta pu\u00f2 essere usata per guidare l\u2019attivit\u00e0 economica reale e l\u2019accumulazione verso livelli socialmente ottimali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Resta aperta la questione se le banche centrali siano sempre in grado di assolvere a tale compito. Keynes riteneva che, laddove le autorit\u00e0 conducano una politica equilibrata e la perseguano costantemente, rassicurando i mercati\u00a0sul fatto che esse sanno bene cosa va fatto\u00a0e che perseguono i loro scopi con fermezza, allora sono in grado di influenzare le aspettative degli agenti nella direzione desiderata (Aspromourgos 2006).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Keynes prevedeva anche la possibilit\u00e0 di situazioni estreme \u2013 come una recessione persistente in maniera ostinata\u00a0 \u2013\u00a0in cui l\u2019andamento dell\u2019economia provoca\u00a0una maggiore incertezza,\u00a0un clima di sfiducia in campo\u00a0finanziario e aspettative eterogenee. In questi casi, raccomandava alle banche centrali di ricorrere a \u201cmisure straordinarie\u201d, come ad esempio operazioni di mercato aperto\u00a0su titoli a lungo termine, [4] che ricordano molto da vicino delle politiche non-convenzionali (bilancio della banca centrale) <em>ante litteram<\/em> (Bossone 2013a, b).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Esistono limiti a tali politiche?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Keynes ha ripetutamente richiamato la possibilit\u00e0 di un certo limite assoluto che impedisca l\u2019adeguamento al ribasso dei tassi d\u2019interesse (per quanto non fosse del tutto convinto della rilevanza concreta di tale possibilit\u00e0 [5]), dovuto all\u2019incertezza che spinge gli investitori a spostarsi verso la liquidit\u00e0. Ad un certo punto si raggiunge un plateau, dove le spinte a vendere causate dallo spostamento verso la liquidit\u00e0 dei titolari di titoli annulla la pressione sui prezzi data delle operazioni di mercato aperto. A quel punto, il potere di controllo della banca centrale perde efficacia: il sistema si trova in una trappola della liquidit\u00e0. Keynes, infatti, ha indicato che questa condizione potrebbe emergere a qualunque livello del tasso d\u2019interesse che possa essere considerato \u201cabbastanza sicuro\u201d (e non necessariamente al limite inferiore pari a zero). Pertanto, esiste una molteplicit\u00e0 di trappole della liquidit\u00e0. Questo problema non si presenterebbe se le autorit\u00e0 riuscissero a spostare lo stato delle aspettative nella direzione desiderata, o almeno cos\u00ec si pensava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 la politica monetaria, da sola, garantire efficacemente questo risultato?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019esperienza della crisi finanziaria globale del 2007-09 e la successiva crisi del debito in Europa hanno mostrato i gravi limiti della politica monetaria. Dopo un breve periodo, durante il quale i governi delle economie pi\u00f9 avanzate avevano utilizzato la leva fiscale (in concorrenza con la praticamente illimitata disponibilit\u00e0 di liquidit\u00e0 della banca centrale) come misura tampone rispetto al rischio di crisi finanziaria, alle autorit\u00e0 monetarie \u00e8 stato lasciato il compito di risollevare l\u2019economia dalla recessione, proprio nel momento in cui le politiche fiscali tendevano nuovamente verso l\u2019austerit\u00e0, per evitare la crescita eccessiva del debito pubblico. Poich\u00e9 in tutti i paesi le autorit\u00e0 monetarie si sono comportate di conseguenza, l\u2019effetto generale delle loro politiche \u00e8 stato che ci \u00e8 voluto un periodo di tempo eccessivamente lungo per consentire la ripresa economica, sempre che tale ripresa si sia effettivamente realizzata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019LPT spiega questo risultato evidenziando come, anche quando le politiche non convenzionali possono riuscire a fare abbassare i tassi, la preferenza\u00a0per la liquidit\u00e0 guidata da aspettative pessimistiche pu\u00f2 essere cos\u00ec forte e persistente da rendere i tassi d\u2019interesse\u00a0 inefficaci o comunque insufficienti\u00a0a\u00a0spostare\u00a0le preferenze degli agenti dalla liquidit\u00e0 verso\u00a0 i consumi e gli investimenti. Infatti, se si tiene conto di quanto siano importanti le aspettative convenzionali, ulteriori riduzioni dei tassi d\u2019interesse non fanno altro che segnalare un\u2019ulteriore fragilit\u00e0 economica e alimentare nel mercato sentimenti ancor pi\u00f9 pessimistici, piuttosto che incoraggiare la domanda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019unica cosa che le banche centrali possono ottenere attraverso la continua espansione del loro bilancio e l\u2019adozione di politiche di orientamento espansivo, \u00e8 di cambiare lentamente le aspettative pessimistiche, segnalando la loro ostinata determinazione a contrastare la recessione e combattere la deflazione (Bossone 2017). Nel lungo periodo, il mercato finisce con l\u2019adeguarsi; tuttavia, questa \u00e8 una strategia politica molto indiretta e che richiede tempo, perch\u00e9 i soldi iniettati nell\u2019economia attraverso operazioni di mercato aperto non raggiungono direttamente coloro che hanno pi\u00f9 propensione a spendere. D\u2019altra parte, l\u2019esperienza dimostra che, laddove sono stati adottati tassi d\u2019interesse negativi per stimolare la domanda aggregata, i canali di trasmissione non hanno funzionato come previsto, dato che l\u2019elevata preferenza\u00a0per la liquidit\u00e0 li ha effettivamente congelati, con risultati complessivamente insoddisfacenti (Jobst e Lin 2016).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Politica monetaria e fiscale<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In condizioni di trappola della liquidit\u00e0, le politica fiscale si rivela essere pi\u00f9 efficace, soprattutto se coordinata con adeguate politiche monetarie. All\u2019indomani della Grande Recessione, molti economisti mainstream (in particolare Krugman 2016 e Delong e Summers 2012) raccomandavano le politiche fiscali come la migliore via d\u2019uscita dalle trappole della liquidit\u00e0 [6]. Anche altri, infrangendo tutti i tab\u00f9, raccomandavano misure come il finanziamento monetario dei disavanzi fiscali (Bernanke 2002, 2017, Caballero 2010, Turner 2013, 2015) o la distribuzione pubblica di\u00a0moneta emessa dalla banca centrale (Blyth e Lonergan 2014, Muellbauer 2014).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui, Friedman (1969) e il suo concetto di \u2018<em>helicopter money<\/em>\u2019 si applicano in maniera pi\u00f9 pertinente rispetto a Keynes. Tuttavia, l\u2019analisi LPT di Keynes e l\u2019analisi sul moltiplicatore del reddito forniscono un forte incentivo all\u2019utilizzo congiunto di politiche monetarie e fiscali, al fine di massimizzare il loro impatto sulla domanda aggregata riducendo al minimo l\u2019effetto delle aspettative pessimistiche sulla preferenza\u00a0per la liquidit\u00e0 (Bossone 2017). Di conseguenza, la Banca Centrale e il Tesoro dovrebbero coordinare le loro azioni in modo da:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 consentire al governo di finanziare nuove spese, riduzioni fiscali o programmi di welfare sociale appositamente progettati per attivare i pi\u00f9 elevati moltiplicatori di reddito senza emettere nuovo debito (il che \u00e8 particolarmente utile per i paesi con un ambito fiscale fortemente vincolato);<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 distribuire denaro direttamente alla gente, senza doversi affidare a canali di credito bancari, poich\u00e9 n\u00e9 le banche n\u00e9 il pubblico sono rispettivamente propensi a prestare e ad indebitarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tali impieghi concomitanti di politiche monetaria e fiscale rappresentano un \u201c<em>free lunch<\/em>\u201d (Bossone (2016) e funzionano sempre (Buiter 2014), ma non sono mai stati messi in pratica, probabilmente perch\u00e9 non \u00e8 stato mai capito a fondo che una\u00a0forte e persistente preferenza per la liquidit\u00e0:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 congela il normale funzionamento di un\u2019economia di produzione monetaria \u2013 oggetto della teoria di Keynes<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 e richiede il coordinamento di politiche monetarie e fiscali come unica strategia per intervenire direttamente sulla domanda aggregata (e senza ripercussioni sul debito) e per cambiare rapidamente le aspettative mostrando risultati visibili e una crescita dell\u2019occupazione [7].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La crisi che ha afflitto le economie avanzate nell\u2019ultimo decennio ha portato nuovamente alla ribalta la teoria macroeconomica di John Maynard Keynes. Oltre\u00a0che essere stata\u00a0forse troppo effimera, tale rinascita ha in realt\u00e0 coinvolto il dibattito specialistico molto meno di quanto un serio processo di rivalutazione avrebbe dovuto adeguatamente richiedere. Una rilettura troppo superficiale della portata rivoluzionaria del pensiero di Keynes ha portato molti tra i suoi recenti simpatizzati a trascurare il ruolo centrale della teoria della preferenza\u00a0per la liquidit\u00e0 nello spiegare perch\u00e9 le economie capitalistiche possano trovarsi intrappolate in equilibri di sotto-occupazione, e nell\u2019individuare nelle politiche monetarie e fiscali la soluzione al loro malessere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aspromourgos T (2006) \u201cKeynes, Public Debt and the Complex of Interest Rates\u201d, mimeo.<\/p>\n<p>Balls E, J Howat, e A Stansbury (2016) \u201cCentral Bank Independence Revisited: After the financial crisis, what should a model central bank look like?\u201d, M-RCBG Associate Working Paper No. 67, Mossavar-Rahmani Center for Business &amp; Government, Harvard Kennedy School.<\/p>\n<p>Bernanke B (2003) \u201cSome thoughts on monetary policy in Japan\u201d, Interventi presso la Japan Society of Monetary Economics, Tokyo, 31 maggio.<\/p>\n<p>Bernanke, B (2017), \u201cSome Reflections on Japanese Monetary Policy\u201d, presentata alla Bank of Japan, 24 maggio, 2017.<\/p>\n<p>Blyth M ed E Lonergan (2014) \u201cPrint Less but Transfer More: Why Central Banks Should Give Money Directly to the People\u201d, Foreign Affairs, Essay, edizione settembre\/ottobre 2014<\/p>\n<p>Bibow J (2005) \u201cLiquidity Preference Theory Revisited\u2014To Ditch or to Build on It?,<\/p>\n<p>The Levy Institute Economics Institute Bard College, Working Paper No. 427, agosto.<\/p>\n<p>Boianovsky M (2004) \u201cThe IS-LM Model and the Liquidity Trap Concept: From Hicks to Krugman\u201d, History of Political Economy (2004) 36 (Suppl 1), 92-126.<\/p>\n<p>Bossone, B (2013a) \u201cUnconventional Monetary Policies Revisited (1a parte)\u201d, VoxEu, 4 ottobre.<\/p>\n<p>Bossone, B (2013a) \u201cUnconventional Monetary Policies Revisited (2a parte)\u201d, VoxEu, 5 ottobre.<\/p>\n<p>Bossone B (2015) \u201cHelicopter Money, Central Bank Independence and the Unlearned Lesson From the Crisis\u201d, EconoMonitor, 4 settembre.<\/p>\n<p>Bossone B (2016) \u201cThe true costs of helicopter money\u201d, VoxEu, 5 settembre 2016.<\/p>\n<p>Bossone B (2017) \u201cSecular stagnation (and policy options) from a liquidity perspective\u201d, in fase di pubblicazione (disponibile su richiesta presso l\u2019autore).<\/p>\n<p>Buiter W H (2014) \u201cThe simple analytics of helicopter money: why it works \u2013 always\u201d, Economics, Vol. 8, 2014-28.<\/p>\n<p>Caballero R (2010) \u201cA helicopter drop for the Treasury\u201d, VoxEu, 30 agosto.<\/p>\n<p>Delong J B, and L H Summers (2012) \u201cFiscal Policy in a Depressed Economy\u201d, Brookings Papers on Economic Activity, Spring, The Brookings Institution.<\/p>\n<p>Friedman M (1969) \u201cThe Optimum Quantity of Money\u201d, in Milton Friedman, The Optimum Quantity of Money and Other Essays, Chicago: Adline Publishing Company, 1-50.<\/p>\n<p>Lansing K J (2017) \u201cR-star, Uncertainty, and Monetary Policy\u201d, FRBSF Economic Letters, 30 maggio,<\/p>\n<p>Muellbauer J (2014) \u201cCombatting Eurozone deflation: QE for the people\u201d, VoxEu, 23 dicembre.<\/p>\n<p>Jobst A and H Lin (2016) \u201cNegative Interest Rate Policy (NIRP): Implications for Monetary Transmission and Bank Profitability in the Euro Area\u201d, IMF WP\/16\/172, International Monetary Fund.<\/p>\n<p>Keynes J M (1971-89) \u201cThe Collected Writings of John Maynard Keynes\u201d, 30 vols, London: Macmillan for the Royal Economic Society.<\/p>\n<p>Krugman P (2015) \u201cJohn and Maynard\u2019s Excellent Adventure\u201d, New York Times Blog, 14 marzo 14.<\/p>\n<p>Krugman P (2016) \u201cWhat Have We Learned From The Crisis?\u201d, lezione tenuta presso il Picciotto Prize, Graduate Institute, Geneva, 20 settembre.<\/p>\n<p>Tily G (2012) \u201cKeynes\u2019s monetary theory of interest\u201d, in Threat of fiscal dominance?, BIS Papers No. 65, Bank for International Settlements, maggio.<\/p>\n<p>Turner, A (2013), \u201cDebt, money and Mephistopheles: how do we get out of this mess\u201d, Cass Business School Lecture, 6 febbraio.<\/p>\n<p>Turner, A (2015), The Case for Monetary Finance \u2013 An Essentially Political Issue<\/p>\n<p>16th Jacque Polak Annual Research Conference, 6 novembre.<\/p>\n<p>Uchitelle L (2009) \u201cEconomists Warm to Government Spending but Debate Its Form\u201d. New York Times. 6 gennaio.<\/p>\n<p>Wolf M (2008) \u201cKeynes offers us the best way to think about the financial crisis\u201d, Financial Times, 23 dicembre.<\/p>\n<p>Woodford M (2003) \u201cInterest and prices: Foundations of a theory of monetary policy\u201d, Princeton, New Jersey: Princeton University Press.<\/p>\n<p>[1] Keynes (1971-89), Vol. 7, 203-204. \u00c8 interessante sottolineare che Lansing (2017) prevede una correlazione fortemente negativa tra tasso di interesse \u201cnaturale\u201d (\u201cr-star\u201d) e indice di incertezza macroeconomica.<\/p>\n<p>[2] A dettare le regole \u00e8 il tasso d\u2019interesse sulla liquidit\u00e0, fissando \u201clo standard che l\u2019efficienza marginale di un\u2019attivit\u00e0 di capitale deve raggiungere per essere sostenibile.\u201d (Keynes (1971-89), Vol. 7, 222.)<\/p>\n<p>[3] Keynes notava:<\/p>\n<p>\u201cNel mio Treatise on Money ho definito un presunto tasso d\u2019interesse unico, che ho chiamato il saggio d\u2019interesse naturale\u2026lo ritenevo un\u2019evoluzione e un chiarimento del \u201ctasso d\u2019interesse naturale\u201d di Wicksell \u2026<\/p>\n<p>Avevo per\u00f2 trascurato il fatto che in ogni singola societ\u00e0 esiste\u2026un diverso tasso d\u2019interesse naturale per ogni ipotetico livello di occupazione \u2026 analogamente, per ogni tasso d\u2019interesse esiste un livello di occupazione per il quale tale tasso \u00e8 il \u201cnaturale\u201d , nel senso che il sistema sar\u00e0 sempre in equilibrio con quel tasso d\u2019interesse e quel livello di occupazione. Parlare di tasso d\u2019interesse naturale, o suggerire che la definizione di cui sopra fornisse\u00a0un valore unico per il tasso d\u2019interesse indipendentemente dal livello di occupazione era dunque un errore. In quel momento non avevo ancora capito che, a determinate condizioni, il sistema potrebbe essere in equilibrio anche con livelli di occupazione parziali.<\/p>\n<p>Non sono pi\u00f9 del parere che il concetto di tasso d\u2019interesse \u201cnaturale\u201d\u2026sia utile o significativo per contribuire alla nostra analisi \u2026<\/p>\n<p>Se anche un tale tasso d\u2019interesse esistesse\u2026si tratterebbe del tasso che potremmo definire il saggio d\u2019interesse neutro, vale a dire un tasso naturale che, nel senso sopraindicato, sia coerente con la piena occupazione, tenendo in conto gli altri parametri del sistema; per quanto in questo caso lo si<\/p>\n<p class=\"western\">dovrebbe forse denominare come tasso ottimale.\u201d (Keynes (1971-89), Vol. 7, 242-3)<\/p>\n<p>[4] Si veda ad esempio Keynes (1971-89), Vol. 6, 334.<\/p>\n<p>[5] Keynes (1971-89), Vol. 7, 207.<\/p>\n<p>[6] Come riconosciuto da Krugman (2015), questa linea di pensiero si basa pi\u00f9 sulla reinterpretazione di Keynes di Sir John Hicks che sulla teoria originale di Keynes. Si veda anche Boianovsky (2004).<\/p>\n<p>[7] Sul coordinamento fiscale monetario si veda, Bossone (2015) e Balls et al (2016).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/11\/01\/economonitor-john-maynard-keynes-per-una-politica-macroeconomica-che-funzioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/11\/01\/economonitor-john-maynard-keynes-per-una-politica-macroeconomica-che-funzioni\/<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Margherita Russo) Dal prestigioso blog di macroeconomia di Nouriel Roubini EconoMonitor traiamo un\u2019autorevole\u00a0analisi\u00a0su uno dei concetti forse pi\u00f9 trascurati della teoria macroeconomica keynesiana, la preferenza degli agenti economici per la liquidit\u00e0. Questo concetto\u00a0viene rivalutato qui come\u00a0una chiave di lettura utile per spiegare la persistenza dell\u2019attuale crisi economica globale, e le misure raccomandate da Keynes per una tale eventualit\u00e0, se applicate, vengono indicate come la soluzione pi\u00f9 rapida ed efficace per stimolare un\u2019autentica&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":79,"featured_media":17269,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/voci-dallestero-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9kL","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35883"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/79"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35883"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35884,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35883\/revisions\/35884"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}