{"id":35921,"date":"2017-11-08T00:48:02","date_gmt":"2017-11-07T23:48:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35921"},"modified":"2017-11-08T07:20:42","modified_gmt":"2017-11-08T06:20:42","slug":"35921","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35921","title":{"rendered":"Come il mercato non si autoregola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">di <strong>LUCA MANCINI (FSI Roma)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">La legge di Say, enunciata dall&#8217;economista francese Jean-Baptiste Say, sostiene che in regime di libero scambio non sono possibili le crisi prolungate, poich\u00e9 l&#8217;offerta crea la domanda. Se in un dato momento si ha un eccesso di offerta, i prezzi tenderanno a scendere. La discesa dei prezzi render\u00e0 conveniente nuova domanda. \u00c8 in tal senso che l&#8217;offerta \u00e8 sempre in grado di creare la propria domanda. In caso di crisi da sovrapproduzione il rimedio delle crisi non deve perci\u00f2, secondo Say, ricercarsi in un intervento dello Stato ma in una capacit\u00e0 autoregolatoria del mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Questa idea, sostenuta ancor oggi dai liberali, \u00e8 puramente ideologica e priva di ogni fondamento empirico. \u00c8 sufficiente aprire un qualsiasi libro di storia per rendersi immediatamente conto che duecento anni di storia del capitalismo sono costantemente funestati da ricorrenti crisi di sovrapproduzione e che queste non si sono mai risolte da sole. Non c&#8217;\u00e8 mai stato un caso in cui la capacit\u00e0 autoregolatoria del mercato si sia manifestata. Duecento anni sono tanti per provare una teoria e nel corso di questi due secoli ci sono state ben tre grandi crisi di sovrapproduzione come banco di prova: la Grande Depressione del 1873-1895, la crisi del &#8217;29 e l&#8217;attuale crisi economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">In nessuno di questi tre casi il mercato, lasciato a s\u00e9, ha saputo riequilibrare domanda ed offerta. \u00c8 sempre stato necessario un intervento dello Stato, talvolta leggero come il protezionismo, talvolta pi\u00f9 pesante come il keynesismo o quello attuato dai regimi fascista e nazionalsocialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Usando termini scientifici, tanto cari ai liberali, continuare a sostenere un&#8217;ipotesi che non ha passato il vaglio dell&#8217;esperimento significa essere folli. Fortunatamente Galilei ce l&#8217;ha insegnato circa 400 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Sbagliare \u00e8 umano, perci\u00f2 il povero Say ha fatto male i suoi conti, ma perseverare \u00e8 diabolico e dietro a coloro che oggi continuano a sostenere una tesi assurda, ridicola e priva di ogni fondamento, deve necessariamente esserci un intento diabolico. Infatti, ad un occhio pi\u00f9 malizioso la legge di Say potrebbe sembrare un modo per giustificare la smodata avidit\u00e0 del grande capitale, un modo per mettersi a posto la coscienza di fronte a cotanta mostruosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Tale atteggiamento fideistico, tipico del fanatismo religioso, \u00e8 totalmente inaccettabile. Questi uomini hanno deificato il mercato credendolo in grado di porre rimedio agli errori e all&#8217;avidit\u00e0 dell&#8217;uomo. Trattano il liberismo come una religione e la legge di Say come un dogma. Tutto ci\u00f2 \u00e8 completamente irrazionale e privo della pi\u00f9 elementare prova empirica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Non solo il mercato non si \u00e8 mai auto-regolato nella storia, ma anche questo atto di fede nei confronti del liberismo, inteso come una religione, \u00e8 privo di ogni logica. Nietzsche sosteneva che per dimostrare la fallacia di una religione, bastava dimostrare che essa era un prodotto umano e che come tale andava trattata. Per fare ci\u00f2 bisognava farne una genealogia e risalire al momento della sua creazione, comprenderne i motivi che l&#8217;hanno fatta nascere, osservare il suo sviluppo e i suoi cambiamenti nel corso del tempo, ossia trattarla come un qualsiasi fenomeno storico, il quale ha avuto un inizio e presumibilmente avr\u00e0 una fine, come tutti i prodotti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Ebbene, il liberismo economico nasce nel XVIII secolo con Adam Smith e si sviluppa ampiamente nel corso del secolo successivo, nel contesto della rivoluzione industriale. Esso non ha fattezze divine, n\u00e9 porta un messaggio divino, \u00e8 soltanto un prodotto umano e come tale \u00e8 discutibile. Pertanto, dal momento che esso ha dimostrato la sua fallacia in pi\u00f9 di un&#8217;occasione negli ultimi duecento anni, \u00e8 giunto il momento di affermarlo a chiare lettere: il liberismo \u00e8 una fandonia e il mercato non si autoregola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Viva la Repubblica Sovrana!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCA MANCINI (FSI Roma) La legge di Say, enunciata dall&#8217;economista francese Jean-Baptiste Say, sostiene che in regime di libero scambio non sono possibili le crisi prolungate, poich\u00e9 l&#8217;offerta crea la domanda. Se in un dato momento si ha un eccesso di offerta, i prezzi tenderanno a scendere. La discesa dei prezzi render\u00e0 conveniente nuova domanda. \u00c8 in tal senso che l&#8217;offerta \u00e8 sempre in grado di creare la propria domanda. 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