{"id":35937,"date":"2017-11-04T09:44:03","date_gmt":"2017-11-04T08:44:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35937"},"modified":"2017-11-03T23:46:03","modified_gmt":"2017-11-03T22:46:03","slug":"i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35937","title":{"rendered":"I tortuosi sentieri della \u201ccanoscenza\u201d. Parte III: l\u2019incantesimo del linguaggio"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIER PAOLO DAL MONTE<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019uomo si comporta come se fosse lui il creatore e il padrone del linguaggio, mentre \u00e8 questo, invece, che rimane signore dell\u2019uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Martin Heidegger<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sembra talvolta che niente sia cos\u00ec sporco come le parole<\/em>\u00a0<em>esse sono ricoperte dalla bava disseccata di cento generazioni di mentitori professionisti.<\/em><\/p>\n<p><em>Ren\u00e9 Daumal<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il linguaggio \u00e8 un modo di organizzare il mondo secondo simboli che sonori e grafici, e che vengono variamente combinati, secondo codici condivisi. La parola, la rappresentazione simbolica per eccellenza, \u00e8 stata, la pi\u00f9 importante \u201cinvenzione\u201d dell\u2019essere umano, come ben comprese Galileo:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Ma sopra tutte le invenzioni stupende, quale eminenza di mente fu quella di colui che si immagin\u00f2 di trovar modo di comunicare i suoi pi\u00f9 reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, bench\u00e9 distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? Parlare con quelli che sono nelle Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati, n\u00e8 saranno se non di qua a mille e diecimila anni? E con quale facilit\u00e0? Con i vari accozzamenti di venti caratterizzi su una carta? Sia questo il sigillo di tutte le ammirande invenzioni umane<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn1\" name=\"_ftnref\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Siccome quest\u2019\u201dinvenzione\u201d \u00e8 una componente fondamentale del nostro \u201csistema\u201d cognitivo, \u00e8\u2019 impossibile, per noi esseri umani, immaginare un mondo senza parole, nomi, i discorsi. \u00c8, pertanto, parimenti impossibile immaginarne l\u2019origine. La \u00a0nostra conoscenza del mondo \u00e8 mediata da \u201cparole\u201d, la pi\u00f9 parte dei nostri pensieri \u00e8 costituita da \u201cparole\u201d: la nostra mente \u00e8 costantemente indaffarata in un incessante soliloquio interiore; con le parole \u201craccogliamo\u201d e cataloghiamo il mondo visibile e invisibile nella nostra mente<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn2\" name=\"_ftnref\">[2]<\/a><\/p>\n<p>Secondo\u00a0<em>Ernst Cassirer<\/em>:<\/p>\n<p>\u00abPrima di poter iniziare il lavoro intellettuale consistente nel concepire e nell\u2019intendere i fenomeni, deve gi\u00e0 essere iniziato e progredito fino a un certo punto il lavoro del denominare. Poich\u00e9 questo \u00e8 il lavoro che trasforma propriamente il mondo delle impressioni sensibili in un mondo spirituale, in un mondo di rappresentazioni e significazioni. Ogni conoscenza teoretica prende il suo avvio da un mondo formato mediante il linguaggio\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn3\" name=\"_ftnref\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>La \u201crappresentazione del mondo\u201d senza il potere \u201cformante\u201d della parola \u00e8, per noi, semplicemente inconcepibile. Se vediamo una persona a noi nota, lessa si identifica nel suo nome che, nel nostro \u201cschedario mentale\u201d, ne identifica l\u2019individualit\u00e0, la sua differenziazione nell\u2019indistinta \u201cumanit\u00e0\u201d, ne diviene un attributo \u201contologico\u201d.<\/p>\n<p>I nomi sono i simboli di ci\u00f2 che ci circonda e di ci\u00f2 che \u00e8 dentro di noi, delle cose e dei fenomeni del mondo, dei concetti e dei pensieri, degli stati d\u2019animo e delle emozioni, delle sensazioni, delle azioni e delle relazioni.<\/p>\n<p>\u201cSimbolo\u201d origina da, \u03c3\u03cd\u03bd- \u03b2\u03ac\u03bb\u03bb\u03c9, \u201cgettare,colpire assieme\u201d, da cui si evince il senso di \u201cunire\u201d. Il simbolo \u00e8 ci\u00f2 che unisce l\u2019oggetto e il soggetto, il materiale al mentale, il significato al significante, il mondo interiore e quello esterno, una sorta di primaria e imprescindibile\u00a0<em>adequatio rei et intellectus<\/em>, necessaria per rendere il l\u2019immagine del mondo rappresentabile ed \u201cesprimibile\u201d. La conoscenza \u00e8 questa rappresentazione del mondo che, tramite il linguaggio, diventa trasmissibile e tramandabile.<\/p>\n<p>\u00ab<em>I bambini sono convinti che le cose sono funzioni del loro nome. I poeti sanno quale atto profondo e solenne sia l\u2019invenzione d\u2019un nome per un gatto. (\u2026). Quando una cosa si altera, vuole un nuovo nome proprio, che rifletta l\u2019archetipo diverso che ormai la regge. (\u2026) Le cose sono ombre dei loro nomi, i nomi le legano all\u2019archetipo che le informa<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn4\" name=\"_ftnref\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>Sul piano ontologico i nomi erano considerati la natura e l\u2019origine delle cose, i loro archetipi (<em>nomina sunt consequentia rerum)<\/em>: non creazione umana ma esistenti alle \u201corigini\u201d, fondamento della creazione, attributi della teofania come \u201ccreazione continua\u201d e, pertanto, punto d\u2019incontro tra la filogenesi e l\u2019ontogenesi, ossia, al contempo, cosmopoietiche e antropopoietiche, come spiega questo passo di\u00a0<em>Henry Corbin<\/em>:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Ciascun essere \u00e8 una forma epifanica (mazhar, majl\u00e0) dell\u2019Essere divino che in essa si manifesta rivestito di uno o pi\u00f9 d\u2019uno dei suoi Nomi. L \u2019universo \u00e8 la totalit\u00e0 dei Nomi con cui Egli si nomina quando noi Lo nominiamo attraverso di essi. Ciascun Nome divino manifestato \u00e8 il signore dell\u2019essere che lo manifesta (cio\u00e8 il suo mazhar). Ciascun essere \u00e8 la forma epifanica del suo proprio Signore, cio\u00e8 non manifesta l\u2019Essenza divina che ogni volta in maniera particolarizzata ed individualizzata con quel Nome<\/em><\/p>\n<p><em>i Nomi divini sono essenzialmente relativi ad esseri che li nominano, e nominandoli li scoprono e li esperiscono nel loro proprio modo di essere. Per questo, i Nomi sono anche designati come Presenze (hadarat) , cio\u00e8 come gli stati in cui la divinit\u00e0 si rivela al suo fedele nella forma di questo o quello dei suoi Nomi infiniti. I Nomi divini, dunque, hanno senso o realt\u00e0 piena soltanto mediante e per quegli esseri che ne sono le forme epifaniche (mazahir), cio\u00e8 le forme in cui essi vengono manifestati<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn5\" name=\"_ftnref\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>In questo processo di denominazione i nomi sono l\u2019essenza delle cose che sorgono dalla matrice indifferenziata. Il suono primordiale \u00e8 lo strumento di cui si serve il demiurgo per creare il cosmo<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn6\" name=\"_ftnref\">[6]<\/a>, il principio di tutto, \u00abla sostanza originaria di tutte le cose\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn7\" name=\"_ftnref\">[7]<\/a>. I testi sacri furono la testimonianza della parola trasmessa all\u2019uomo, il \u201cprogramma\u201d della creazione<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn8\" name=\"_ftnref\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p>Narrano le scritture\u00a0<em>Indu<\/em>: \u00ab<em>Al principio Prajapati era solo, possedeva soltanto la Parola. La Parola era il secondo ente. Egli pens\u00f2: voglio pronunciare la Parola ed essa pervader\u00e0 il tutto. Allora pronunci\u00f2 la Parola ed essa pervase il tutto [\u2026] e cre\u00f2 la Terra, Il cielo e i mondi intermedi<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn9\" name=\"_ftnref\">[9]<\/a><\/p>\n<p>Allo stesso modo il Vangelo di Giovanni riconosce la primazia ontologica primigenia del verbo-<em>logos<\/em>:<\/p>\n<p>\u00ab<em>In Principio era il verbo.<\/em><\/p>\n<p><em>E il verbo era con Dio<\/em><\/p>\n<p><em>E il verbo era Dio<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>La Parola era il fondamento stesso del Dio creatore: il primo comandamento che Mos\u00e8 ricevette sul monte Sinai fu: \u00ab\u00a0<em>Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perch\u00e8 il Signore non lascer\u00e0 impunito chi pronuncia il suo nome invano<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn10\" name=\"_ftnref\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Il potere creatore della Parola, la sacralit\u00e0 del nome, \u00e8 un motivo archetipico che si ritrova reiteratamente nei racconti della creazione, perch\u00e9 la Parola, il\u00a0<em>logos<\/em>, il Verbo, \u00e8 ci\u00f2 che crea il mondo ed \u00e8, al contempo, il mezzo che rende il demiurgo\u00a0<em>creatore<\/em>\u00a0(vedi tab.1)<em>.\u00a0<\/em>Dalla Parola-<em>Logos<\/em>\u00a0scaturivano i racconti delle origini, i miti che narravano la storia della creazione del cosmo, del tempo primordiale scaturito dall\u2019eternit\u00e0 senza tempo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>Logos<\/em>\u00a0deriva da \u03bb\u03ad\u03b3\u03c9 (<em>lego<\/em>), \u201craccogliere\u201d, \u201cradunare\u201d, ed \u00e8 analogo la latino\u00a0<em>lego,<\/em>\u00a0che ha gli stessi significati<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn11\" name=\"_ftnref\">[11]<\/a>. Questi termini riconducono alla radice\u00a0<em>IE<\/em>\u00a0<em>leg-<\/em>, raccogliere\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn12\" name=\"_ftnref\">[12]<\/a>. Da questo termine originano numerosi vocaboli come\u00a0<em>legio<\/em>\u00a0(\u201clegione\u201d) che indica l\u2019adunanza dei soldati, ,\u00a0<em>elegans\u00a0<\/em>(\u201celegante\u201d) che denota ci\u00f2 che \u00e8 ben scelto o selezionato) e\u00a0<em>intellegere,\u00a0<\/em>che \u00e8 il \u201ccomprendere\u201d inteso come \u201cleggere dentro\u201d i fenomeni, individuarne le loro intime connessioni.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>logos,\u00a0<\/em>il nome, \u00e8 ci\u00f2 che raccoglie e seleziona i fenomeni tramite simboli o significanti e li \u201ccollega tra loro\u201d per creare un significato, l\u2019atto poietico per eccellenza. \u00c8 l\u2019opera che che, sul piano microcosmico, dipana il\u00a0<em>caos<\/em>\u00a0della manifestazione in un quadro coerente per la mente, cos\u00ec come, su quello macrocosmico, il Demiurgo \u201craccoglie\u201d il \u201cdisordine\u201d, il\u00a0<em>Caos\u00a0<\/em>e lo<em>\u00a0\u201c<\/em>ordina\u201d , creando il Cosmo<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn13\" name=\"_ftnref\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p>Nel\u00a0<em>Poimandres<\/em>\u00a0La creazione \u00e8 scaturisce dall\u2019incontro tra il\u00a0<em>Nous<\/em>\u00a0(intelletto) e il\u00a0<em>Logos<\/em><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn14\" name=\"_ftnref\">[14]<\/a>. L\u2019intelligenza divina ordina il\u00a0<em>caos<\/em>\u00a0tramite il Verbo, allo stesso modo in cui l\u2019uomo organizza il mondo nella propria mente tramite i simboli-significanti, e li dispone tramite il discorso.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>L\u00f2gos<\/em>, come abbiamo detto, \u00e8 ci\u00f2 che individua ontologicamente l\u2019uomo, ne fa un individuo unico tra la folla indifferenziata: \u00e8 dunque responsabile dell\u2019antropogenesi: \u00ab<em>L\u2019essenza dell\u2019uomo \u00e8 la Parola<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn15\" name=\"_ftnref\">[15]<\/a>:, recita la\u00a0<em>Chandogya Upanishad<\/em><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn16\" name=\"_ftnref\"><em>[16]<\/em><\/a><em>.\u00a0<\/em>Da questo punto procede idealmente\u00a0<em>Chuang Tzu<\/em>, portando il potere cosmogonico del denominare direttamente sul piano ontogenetico nel quale l\u2019uomo e \u201ccreatore continuo\u201d dell\u2019antropocosmo:<\/p>\n<p>\u00ab<em>\u00c8 camminando che si traccia la via, \u00e8 nominandole che le cose sono<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn17\" name=\"_ftnref\">[17]<\/a>. Il potere cosmopoietico della parola opera una sorta di \u201ccreazione ininterrotta\u201d nel quale l\u2019\u201dosservatore\u201d costruisce, momento per momento, il proprio mondo, cos\u00ec come la teofania crea continuamente il cosmo. La via diventa \u201cvia\u201d solo dal momento in cui viene percorsa (materialmente o in modo virtuale\u201d) quell\u2019unica via \u201ceffettiva\u201d tra le miriadi di vie possibili.<\/p>\n<p>Allo stesso modo,, le \u201ccose\u201d visibili e invisibili, sono una congerie indistinta, un caos privo di differenziazione se non viene loro dato un nome che crea un loro \u201cposto\u201d nel mondo della rappresentazione, che \u00e8 la rappresentazione del mondo.<\/p>\n<p>Un leccio \u00e8 uno dei tanti alberi indistinti nella verde in distinzione di una foresta se \u00e8 privo del nome che lo distingue da altre specie. Un essere umano \u00e8 indistinta massa di carne nella folla, se non conosciamo di lui ci\u00f2 che ne fa un individuo, una singolarit\u00e0 nel nostro mondo: il nome e la forma: \u00ab<em>\u00a0Nome e forma descrivono le cose, ma primo viene il nome, perch\u00e9 riflette l\u2019archetipo a cui esse appartengono<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn18\" name=\"_ftnref\">[18]<\/a><\/p>\n<p>Il linguaggio \u00e8, dunque, uno dei pilastri portanti dell\u2019edificio della conoscenza e, proprio per questo, reca con s\u00e9 una duplice \u201cpatologia\u201d: una, per cos\u00ec dire \u201cbenigna\u201d e l\u2019altra, che potremmo definire \u201cmaligna\u201d (per usare la metafora oncologica).<\/p>\n<p>Per inquadrare la prima \u00e8 sufficiente rendersi conto che il nome, come abbiamo poc\u2019anzi enunciato sottolineandone le caratteristiche \u201contologiche\u201d, siccome \u00e8 simbolo, segno o significante non si identifica esattamente col significato, ovvero, se ci riferiamo al mondo fisico, nel fenomeno o nell\u2019oggetto. La parola \u00e8 sempre\u00a0<em>Maya<\/em>: illusione o simulacro (idolo). Conoscere i nomi delle cose non equivale a\u00a0<em>sapere\/assaporare<\/em>. Come recita Lao\u00a0<em>Tze,\u00a0<\/em>per quanto in senso pi\u00f9 metafisico: \u00ab<em>Il Tao che pu\u00f2 essere detto, non \u00e8 l\u2019eterno Tao. Il nome che pu\u00f2 essere nominato, non \u00e8 l\u2019eterno nome<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn19\" name=\"_ftnref\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che l\u2019uomo \u201craccoglie\u201d e \u201craduna\u201d, ovvero organizza il mondo nella propria mente mediante i nomi, le parole, non \u00e8 altrettanto vero ch\u2019essi ci restituiscano il \u201csapore\u201d del mondo. Dimenticando questo si rischia di rimanere ammaliati da quella che abbiamo definito la forma benigna tra le patologie che la \u201cmagia del nome\u201d reca con s\u00e9, ovvero il nominalismo: il confondere il significante col significato e l\u2019immagine-<em>eidolon<\/em>\u00a0con i fenomeni e concetti (anche se, \u00e8 pi\u00f9 facile che questi ultimi siano affetti dalla forma maligna, della quale parleremo tra poco)<\/p>\n<p>Cercheremo di spiegare, in parole pi\u00f9 semplici, questa che pu\u00f2 sembrare un\u2019inutile sottigliezza, e che potrebbe attirarci la critica di\u00a0<em>nominalismo<\/em>\u00a0nel momento stesso nel quale critichiamo quest\u2019attitudine epistemica. [Il fatto \u00e8 che il nominalismo complica sempre queste questioni: conoscere i \u201c\u201dNomi di Dio non significa \u201cassaporare\u201d i misteri della teofania].<\/p>\n<p>Troppo spesso, il nostro modo si \u201cspiegare\u201d il mondo si limita alla semplice rappresentazione verbale dei fenomeni<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn20\" name=\"_ftnref\">[20]<\/a>\u00a0che scambia la \u201cspiegazione\u201d con la denominazione.<\/p>\n<p>Viene dato un\u00a0<em>nome<\/em>\u00a0a qualunque cosa e, quindi, si crede di conoscere qualunque cosa. Siamo informati che un certo elemento si chiama\u00a0<em>Manganese<\/em>, che ha un numero atomico di 25, che significa che \u00e8 il venticinquesimo elemento sulla tavola periodica. Oppure siamo a conoscenza che l\u2019animale che chiamiamo \u201celefante\u201d, viene definito secondo tassonomia \u201cscientifica\u201d,\u00a0<em>Elephas Maximus,<\/em>\u00a0se \u00e8 quello indiano, oppure\u00a0<em>Loxodonta cyclotis<\/em>, se \u00e8 quello africano. Cos\u00ec come il leone e il\u00a0<em>baobab<\/em>\u00a0hanno, nomi scientifici che sono diversi da quelli colloquiali (<em>Panthera leo<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Adansonia digitata<\/em>), e che una certa stella si chiama\u00a0<em>Alpha Centauri<\/em>.<\/p>\n<p>Se torniamo all\u2019esempio della pratica medica (che abbiamo gi\u00e0 adottato nella parte precedente) constatiamo che, nel procedimento clinico, vengono \u201craccolti\u201d (<em>l\u00e9ghein<\/em>) i fenomeni che si manifestano sotto forma di segni e sintomi. Facendo questo estrapoliamo dal nostro schedario mentale i nomi che li identificano, che vengono radunati (nuovamente\u00a0<em>l\u00e9ghein<\/em>) in \u201ccostellazioni\u201d. Questo raggruppamento individua il nome di una patologia o una sindrome. Da qui ha origine un\u2019ulteriore sequenza di nomi che definiamo \u201cpercorso diagnostico e terapeutico\u201d che, il pi\u00f9 delle volte, trascura l\u2019individualit\u00e0 del paziente.<\/p>\n<p>Se quest\u2019opera di classificazione \u00e8 necessaria per fornire un orientamento nel multiforme universo semeiotico e clinico, l\u2019effetto collaterale di quest\u2019attitudine \u00e8 dato dal fatto che la conoscenza (specifica, in questo caso) tende ad assumere un aspetto alquanto nominalistico che trascura quella che, sotto la scorta di\u00a0<em>Michael Polanyi<\/em>, abbiamo precedentemente definito \u201cconoscenza personale\u201d (<em>Personal Knowledge<\/em>)<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn21\" name=\"_ftnref\">[21]<\/a>\u00a0che, sola, pu\u00f2 rendere davvero conto del \u201csapore\u201d dei fenomeni e degli oggetti. Se non comprendiamo questa distinzione, non riusciamo ad \u201cimmergerci\u201d nella realt\u00e0 dei fenomeni concepita secondo il \u201csensus communis\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn22\" name=\"_ftnref\">[22]<\/a>\u00a0(anch\u2019esso descritto nella parte precedente) che, ad esempio, \u00e8 il significato autentico del termine \u201c<em>cum patire<\/em>\u201d. Pertanto rinunciamo alla possibilit\u00e0 di \u201cassaporare\u201d aspetti della realt\u00e0 che sfuggono alla classificazione descritta.<\/p>\n<p>Come diceva, ancora, Augusto Murri: \u00ab<em>Il rimedio nasce dopo aver fatto l\u02bcanalisi del malato, non dopo aver dato un nome collettivo al processo che l\u02bcaffligge\u00bb<\/em><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn23\" name=\"_ftnref\"><em>[23]<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p>Se si trascurano questi aspetti, la conoscenza assume un aspetto prettamente nominalistico: diviene una sorta di \u201cpercorso obbligato\u201d nel quale le percezioni e i dati dell\u2019esperienza vengono dotati di un nome e immediatamente situati in una sorta di \u00abclassificatore mentale\u00bb, che elabora i \u00abdati\u00bb di ci\u00f2 che abbiamo percepito in modo da interpretarli mediante la congerie di nozioni delle quali siamo stati ingozzati (e tanto peggio per i fatti).<\/p>\n<p>Come rileva\u00a0<em>Jacques Ellul<\/em>:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Siamo sempre pi\u00f9 abituati all\u2019idea che ci\u00f2 che consideriamo reale (addirittura sensibile) \u00e8 solo la posizione su una griglia culturale di un reale. Tutto ci\u00f2 che conosciamo \u00e8 l\u2019effetto di un apprendimento culturale che ci fa vedere e capire certe cose, senza alcuna oggettivit\u00e0. [\u2026] Quando scopro che il legno che tocco \u00e8 fatto di vuoto e atomi che si muovono a velocit\u00e0 inaudita, quando scopro che tutto l\u2019ambiente solido che mi circonda \u00e8 in realt\u00e0 minacciato dall\u2019antimateria, che massa ed energia sono interscambiabili, mi inserisco in un universo astratto, il reale che mi circonda non \u00e8 pi\u00f9 significativo n\u00e9 certo, e colgo come unica certezza il numero, indipendente e autonomo<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn24\" name=\"_ftnref\">[24]<\/a><\/p>\n<p>Tuttavia, ripetiamo, il problema della natura nominalistica della conoscenza \u00e8 il meno grave tra i due che abbiamo elencato. Dal momento che, sin qui, si \u00e8 cercato di sottolineare l\u2019importanza \u201contologica\u201d del \u201cnome\u201d, sar\u00e0 facile comprendere la natura di quest\u2019ultimo. Nonostante siano ormai trascorsi alcuni secoli dall\u2019impostazione razionalistico-positivista della conoscenza, l\u2019uomo rimane un essere scarsamente riducibile all\u2019esclusivo \u201cprincipio di ragione\u201d\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn25\" name=\"_ftnref\">[25]<\/a>. Siamo esseri emotivi, alla continua ricerca di significato per i nostri significanti:<\/p>\n<p>\u201c<em>il bisogno di ragione consiste nel rendere conto di tutto ci\u00f2 che sia o che sia avvenuto. A ci\u00f2 sospinge non la sete di conoscenza \u2014 il bisogno pu\u00f2 manifestarsi in connessione con fenomeni ben noti e del tutto familiari \u2014 ma la ricerca di significato. Dare un nome alle cose, la pura e semplice creazione di parole, \u00e8 il modo dell\u2019uomo di far proprio e, per dir cos\u00ec, disalienare un mondo al quale, dopo tutto, ognuno di noi \u00e8 nato come nuovo venuto e come straniero<\/em>.\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn26\" name=\"_ftnref\">[26]<\/a><\/p>\n<p>La definizione di \u201cbisogno di ragione\u201d potrebbe, a tutta prima, sembrare in contraddizione con quanto da noi affermato circa il nostra natura di esseri emotivi. Per chiarire quest\u2019 apparente incongruenza \u00e8 bene fare qualche passo indietro e scrutare un po\u2019 pi\u00f9 in profondit\u00e0 i significati del termine \u201cragione\u201d che, ai tempi nostri, \u00e8 divenuto un significante assai vago.<\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 stato definito \u201c<em>animal rationale<\/em>\u201d: l\u2019\u201danimale provvisto di ragione\u201d, trasposizione imprecisa dell\u2019aristotelico\u00a0<em>z\u00f2on l\u00f2gon \u00e8chon<\/em><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn27\" name=\"_ftnref\"><em>[27]<\/em><\/a>\u00a0ovvero, l\u2019essere vivente provvisto di\u00a0<em>logos\u00a0<\/em>(traducendo quindi il termine\u00a0<em>l\u00f2gos<\/em>\u00a0con \u201cragione\u201d) . Questo chiasma semantico tra \u201cragione e \u201cdiscorso\u201d (usando il termine\u00a0<em>logos\u00a0<\/em>in questo senso) pu\u00f2 essere foriero di notevole confusione. Siccome stiamo parlando di linguaggio dovremmo far nostra la massima confuciana che recita. \u00ab<em>Nell\u2019uso delle parole il saggio non \u00e8 mai improprio<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn28\" name=\"_ftnref\">[28]<\/a>\u00a0e fare qualche precisazione in questo senso.<\/p>\n<p>\u201cRagione\u201d \u00e8 termine che traduce il latino \u201cratio\u201d, che significava \u201ccalcolo\u201d, computo\u201d. Questo potrebbe farci pensare che il significato possa coincidere puntualmente con quello del sintagma \u201cpensiero calcolante\u201d (cos\u00ec stigmatizzato da\u00a0<em>Heidegger<\/em>\u00a0che vi contrapponeva il concetto di \u201cpensiero meditante\u201d)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn29\" name=\"_ftnref\">[29]<\/a>.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le cose sono un po\u2019 pi\u00f9 complicate. Se seguiamo il\u00a0<em>Benveniste<\/em><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn30\" name=\"_ftnref\"><em>[30]<\/em><\/a>\u00a0scopriamo che il termine descriveva l\u2019operazione di calcolo secondo il modo di contare degli antichi, che consisteva nel mettere uno sopra l\u2019altro i \u201cpezzi\u201d da contare fino ad ottenere la\u00a0<em>summa\u00a0<\/em>(la \u201ccifra che sta sopra\u201d). L\u2019espressione usata dai romani per le operazioni di calcolo era \u201c<em>rationem ducere<\/em>\u201d, che suggerisce l\u2019atto di \u201cradunare\u201d gli oggetti per contarli, e quindi \u201cconnetterli\u201d secondo \u201ccalcolo\u201d o \u201cproporzione\u201d. Dal punto di vista cognitivo quest\u2019operazione non \u00e8 solo un banale \u201ccontare\u201d ma uno stabilire una vera e propria connessione tra gli oggetti comparandoli. Quest\u2019aspetto riporta all\u2019etimologia del termine \u201c<em>ratio<\/em>\u201d che, attraverso il paricipio passato \u201c<em>ratus<\/em>\u201d, deriva dal verbo \u201c<em>reor<\/em>\u201d (\u201cpensare\u201d)<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn31\" name=\"_ftnref\">[31]<\/a>. Quest\u2019 ultimo \u00e8 riconducibile alla radice indoeuropea ar-1. re-* che \u00e8 comune anche al greco\u00a0<em>\u00e0rar\u00ecsko<\/em>\u00a0(\u1f00\u03c1\u03b1\u03c1\u03af\u03c3\u03ba\u03c9: \u201caggiustare\u201d, \u201cadattare\u201d, \u201ccongiungere\u201d, \u201cconnettere\u201d), nonch\u00e9 ai lemmi latini\u00a0<em>ars<\/em>\u00a0(arte),\u00a0<em>ritus<\/em>\u00a0(rito) e\u00a0<em>artus<\/em>\u00a0(arto)<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn32\" name=\"_ftnref\">[32]<\/a>. Secondo il\u00a0<em>Pokorny<\/em>, dalla stessa radice deriverebbe anche \u1f00\u03c1\u03b5\u03c4\u03ae (<em>\u00e0ret\u00e9<\/em>: virt\u00f9, eccellenza, coraggio)<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn33\" name=\"_ftnref\">[33]<\/a>. In sanscrito troviamo il termine\u00a0<em>\u1e5bta<\/em>\u00a0(l\u2019<em>ordo<\/em>\u00a0degli scolastici), ovvero\u00a0<em>\u201cL\u2019ordine che regola l\u2019andamento dell\u2019universo, i movimenti degli astri, la periodicit\u00e0 delle stagioni, i rapporti tra uomini, e tra uomini e dei<\/em>\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn34\" name=\"_ftnref\">[34]<\/a>, ovvero l\u2019ordine immanente al \u201ccreato\u201d: ci\u00f2 che connette in una disposizione \u201ccoerente\u201d il .disordine del caos operando la \u201ccreazione continua\u201d del cosmo. Secondo i\u00a0<em>Veda<\/em>\u00a0<em>\u1e5bta<\/em>\u00a0\u00e8 ci\u00f2 che mantiene il funzionamento corretto dell\u2019ordine naturale, morale e sociale.<\/p>\n<p>Tenendo conto di queste premesse che speriamo contribuiscano a chiarire i significati del termine \u201cragione\u201d, possiamo tornare ai rapporti di quest\u2019ultimo col linguaggio\/discorso.<\/p>\n<p>La ragione \u00e8 la \u201cfacolt\u00e0\u201d (o \u201cstrumento\u201d) caratteristica del \u201cdiscorso\u201d, nel quale le \u201cragioni\u201d rispettive si confrontano (\u201csoppesano\u201d) vicendevolmente nel processo dia-logico o dia-lettico (da qui le locuzioni \u201cesporre le proprie ragioni\u201d e \u201caver ragione\u201d). Questo processo (ci si perdoni il paragone dozzinale) \u00e8 comparabile alle trattative che avvengono al mercato, nelle quali si confrontano diverse stime di valore (<em>ratio<\/em>) delle merci, per giungere ad una sintesi che si manifesta nella transazione effettiva tra le due parte (compratore e venditore).<\/p>\n<p>Tuttavia, se pensiamo al secondo significato del termine, quello che potremo definire \u201cesoterico\u201d, ossia il \u201cmettere in connessione\u201d, vediamo che \u00e8 ad esso che allude la frase di\u00a0<em>Hannah Arendt<\/em>\u00a0che abbiamo riportato: il \u201cbisogno di ragione\u201d \u00e8 il bisogno di credere che il mondo che ci troviamo ad abitare, pensare o immaginare sia informato di significato e coerenza. Come il\u00a0<em>logos<\/em>\u00a0\u00e8 lo \u201cstrumento\u201d che compie l\u2019operazione di \u201craccolta\u201d delle componenti sparse del cosmo (fisico e concettuale), cos\u00ec la\u00a0<em>ratio<\/em>\u00a0le connette, ed entrambi creano il microcosmo della mente (individuale o collettivo).\u00a0<em>Logos<\/em>\u00a0e\u00a0<em>ratio<\/em>\u00a0creano l\u2019immagine del mondo: sia lo \u201cschema del mondo esterno\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn35\" name=\"_ftnref\">[35]<\/a>\u00a0che, in un dominio pi\u00f9 \u201caffettivo\/emozionale\u201d, lo \u201cschema delle convinzioni\u201d (o\u00a0<em>web of belief<\/em>)<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn36\" name=\"_ftnref\">[36]<\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p>Il bisogno di coerenza \u00e8 caratteristica dell\u2019uomo come \u201danimale emotivo\u201d: l\u2019\u201d<em>animal rationale<\/em>\u201d \u00e8 quella caratteristica umana che, tramite la facolt\u00e0 di \u201cconnettere\u201d, costruisce questa coerenza (e il significato). Abbiamo bisogno di inserire in un quadro privo di contraddizioni troppo marcate i fenomeni, le cose, i concetti perch\u00e9 abbiamo bisogno che \u201cil mondo ci sia\u201d, che possa avere una forma che riconosciamo, altrimenti sarebbe un \u201cnon mondo\u201d. Un mondo privo di significato non sarebbe cosmo ma caos.<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn37\" name=\"_ftnref\">[37]<\/a>Queste caratteristiche di significato e coerenza sono componenti fondamentali della nostra visione del mondo, ovvero il mondo come ci appare che, dal nostro punto di osservazione \u00e8 il mondo\u00a0<em>tout court<\/em>. Ogni nuovo dato, ogni nuovo concetto che entra in questo quadro, necessita di un\u2019operazione di adattamento che, a volte, costringe a modificare profondamente il nostro schema cognitivo, sia dal punto di vista individuale (ontogenesi) che da quello collettivo (filogenesi).<\/p>\n<p>Talora quest\u2019operazione costituisce una discontinuit\u00e0 cos\u00ec forte col quadro epistemico esistente sino a quel momento da metterne in discussione l\u2019intera trama. Potremmo definire questo fenomeno \u201ceffetto Galileo\u201d, che\u00a0<em>Thomas Kuhn<\/em>\u00a0consider\u00f2 la base delle \u201crivoluzioni scientifiche\u201d. \u00c8 un evento drammatico, sia per la filogenesi che per l\u2019ontogenesi della conoscenza, a tal punto che alcuni autori (come abbiamo gi\u00e0 accennato nella parte precedente) hanno parlato di \u201ctragedia del cambiamento\u201d.<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn38\" name=\"_ftnref\">[38]<\/a><\/p>\n<p>E qui arriviamo alla seconda patologia tra quelle che reca con s\u00e9 la \u201cmagia del nome\u201d.<\/p>\n<p>Il mondo di relazione della polis \u00e8 sempre stato un mondo di parole. In pi\u00f9, oggi, viviamo in una societ\u00e0 nella quale la vita delle persone \u00e8 sempre pi\u00f9 deprivata di esperienza diretta che \u00e8 quella che ci restituisce, in maniera pi\u00f9 immediata, il \u201csapore\u201d delle cose del mondo, che costituisce lo \u201cstrato\u201d primario dello \u201cschema del mondo esterno\u201d, ma anche buona parte dello \u201cschema delle convinzioni\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn39\" name=\"_ftnref\">[39]<\/a>. La brace \u00e8 indiscutibilmente bruciante. Basta una singola esperienza di questo fenomeno affinch\u00e8 questa \u201cverit\u00e0 di fatto\u201d nello \u201cschema del mondo esterno\u201d si imprima indelebilmente nello \u201cschema delle convinzioni\u201d (diventando una \u201cverit\u00e0 di ragione\u201d)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn40\" name=\"_ftnref\">[40]<\/a>.<\/p>\n<p>Date le circostanze nelle quali si svolge la nostra vita, i due \u201cschemi\u201d citati sono costituiti sempre meno dall\u2019esperienza diretta e sempre pi\u00f9 da descrizioni o narrazioni di seconda mano, nelle quali il nostro strumento epistemico diventa la fede in ci\u00f2 che \u00e8 affermato secondo\u00a0<em>sensus communis<\/em>\u00a0ovvero secondo la visione del mondo comunemente accettata o propalata (amplieremo il tema della \u201cfede\u201d nelle prossime parti).<\/p>\n<p>Il potere \u201cpoietico\u201d delle parole (\u00ab<em>\u00e8 nominandole che le cose sono<\/em>\u00bb) ci rende soggetti al loro incantesimo, la loro forza scaturisce molto pi\u00f9 dal loro potere di evocare che da quello di definire. Come ben sapeva Aristotele: \u00ab<em>Ora i suoni che sono della voce sono simboli delle affezioni dell\u2019anima<\/em>\u00bb<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn41\" name=\"_ftnref\">[41]<\/a>. Questo evocare, non suscita soltanto un moto soggettivo dell\u2019anima, possiede la propriet\u00e0 di agire su ci\u00f2 che \u00e8 nominato, quasi avesse il potere di influenzarlo o mutarlo. I reati di vilipendio e diffamazione, presenti in tutti i codici penale sono la dimostrazione di quest\u2019asserzione. Il vilipendio \u00e8 un atto secondo il quale il potere poietico del nome agisce \u201contologicamente\u201d sull\u2019individuo compromettendone la nom\u00e8a, l\u2019immagine. L\u2019archetipo che definisce l\u2019individuo cos\u00ec come si ritiene essere e come gli altri lo vedono. \u00ab<em>Sinonimo di \u201cnome\u201d \u00e8 \u201conore\u201d: ci\u00f2 che lega l\u2019uomo, l\u2019incantesimo sociale che gli \u00e8 stato fatto\u00bb<\/em><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn42\" name=\"_ftnref\"><em>[42]<\/em><\/a><\/p>\n<p>Inoltre, come ancora scriveva Aristotele:<\/p>\n<p>\u00ab<em>\u00c8 come nell\u2019anima talvolta vi \u00e8 un pensiero indipendente dall\u2019essere vero o falso [\u2026] cos\u00ec \u00e8 anche nella voce [\u2026] I nomi, di per s\u00e9, non sono n\u00e9 veri n\u00e9 falsi. Infatti, la parola ircocervo significa qualcosa, ma non \u00e8 n\u00e9 vero n\u00e9 falso se non si aggiunge \u201cesiste\u201d o \u201cnon \u201cesiste\u201d\u00bb<\/em><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn43\" name=\"_ftnref\"><em>[43]<\/em><\/a><\/p>\n<p>Nell\u2019esempio aristotelico si evidenzia che il termine \u201circocervo\u201d\u00a0<em>significa qualcosa<\/em>, ed \u00e8 il significato che infonde \u201crealt\u00e0\u201d, nel nostro pensiero, a ci\u00f2 che \u00e8 nominato, realt\u00e0 che non \u00e8 dipendente dalla mera esistenza fattuale. Il mondo che ci circonda\u00a0<em>de facto<\/em>\u00a0\u00e8 il risultato della sovrapposizione della\u00a0<em>cultura<\/em>\u00a0alla<em>natura<\/em>, \u00e8 opera dell\u2019attivit\u00e0 creatrice dell\u2019essere umano collettivo, sia che questa si manifesti in opere, oggetti, discorsi o istituzioni che, per ci\u00f2 stesso, \u201cprendono il loro posto nel mondo\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn44\" name=\"_ftnref\">[44]<\/a>.<\/p>\n<p>La parola \u201circocervo\u201d, come quella \u201cunicorno\u201d significa qualcosa, perch\u00e9 quel qualcosa \u00e8 stato creato e quella creazione si manifesta, nella mente collettiva, sotto forma di immagine (e ha quindi valenza ontologica). La non esistenza di questi esseri mitici non ha impedito ch\u2019essi venissero inseriti nello \u201cschema delle convinzioni\u201d di innumerevoli persone, componenti indelebili della mente collettiva.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Come abbiamo detto, la\u00a0<em>p\u00f2lis<\/em>\u00a0si regge sul\u00a0<em>l\u00f2gos<\/em>\/discorso; e la moderna polis ha assunto la forma di quel \u201cvillaggio globale\u201d nel quale ci troviamo a vivere, la cui struttura \u00e8 costituita da una trama di parole dal significato vago o distorto. \u00c8 impresa assai ardua trovare un significato effettivo (o solo minimamente condiviso) nei \u201cgrandi concetti\u201d, nelle \u201cparole alate\u201d che informano la trama di questo mondo, nei quali il potere di evocare eclissa quello di significare. Termini come \u201cgiustizia\u201d, \u201cdemocrazia\u201d, \u201cpopolo\u201d ma anche \u201cetica\u201d o scienza\u201d, sono invocazioni nei riti collettivi attorno ai quali si organizza il consesso umano: segni e significanti che trovano un significato solo attraverso la griglia di una ragione informata dal\u00a0<em>sensus communis<\/em>\u00a0(\u201c<em>senza la guida di un altro<\/em>\u201d) e, solo a quel punto, manifestano il loro aspetto razionale nel potere delle istituzioni. Il celebre concetto hegeliano \u201cci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale\u201d, \u00e8 vero solo nel macrocosmo, perch\u00e9 la \u201ccosmicit\u00e0\u201d \u00e8 determinata dall\u2019ordine. Nel microcosmo della mente, viceversa, \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 razionale ad assumere le caratteristiche di realt\u00e0, ci\u00f2 che \u00e8 connesso secondo coerenza e significato. Sono le connessioni operate dalla\u00a0<em>ratio<\/em>\u00a0che creano un significato, ordinano il caos dei fenomeni e dei concetti infondendo realt\u00e0 al mondo.<\/p>\n<p>Le parole che danno forma al\u00a0<em>sensus communis<\/em>\u00a0del moderno \u201cvillaggio globale\u201d non devono avere significato ma imporre il proprio incantesimo, che agisce in maniera quasi spontanea per il fatto stesso che fanno il loro ingresso nel mondo e sono riverberate da milioni di voci, e, in tal modo, creano l\u2019immagine di questo mondo, che \u00e8 il mondo che riteniamo\u00a0<em>ex-sistere<\/em>. Non sono pi\u00f9 un \u201cdominio descrittivo\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn45\" name=\"_ftnref\">[45]<\/a>, ma un fondamento magico della realt\u00e0 (il fatto di essere soltanto narrata, non la rende meno reale di un dato di fatto). Questo \u00e8 il reale potere dei mezzi di comunicazione, essi sono il moderno\u00a0<em>sensus communis<\/em>, nel quale la percezione \u00e8 sostituita dalla narrazione che ci fa credere reale ci\u00f2 che viene semplicemente pronunciato. E questo \u00e8 il motivo per il quale la propaganda \u00e8 cos\u00ec efficace: essa crea un codice di significanti coerente all\u2019interno della propria narrazione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 creato entra indelebilmente nel nostro schema del mondo. E dubitare di questo schema comporta il dubitare della coerenza e del significato del mondo, e questo fa crollare la nostra fede in esso, la \u201cfede nel mondo giusto\u201d<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftn46\" name=\"_ftnref\">[46]<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Galileo Galilei,\u00a0<em>Dialogo sopra i due massimi sistemi<\/em>., Einaudi, Torino,1970<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Pier Paolo Dal Monte,\u00a0<em>L\u2019incertezza epistemica nella pratica medica. Dall\u2019etica all\u2019organizzazione,\u00a0<\/em>Rivista Trimestrale di Scienza dell\u2019Amministrazione, 4\/2015<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Ernst Cassirer,\u00a0<em>Linguaggio e mito<\/em>, SE, Milano 2006, p.44<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Elemire Zolla,\u00a0<em>Verit\u00e0 segrete esposte in evidenza<\/em>, Marsilio, Venezia 1990, p.63<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Henry Corbin,\u00a0<em>L\u2019immaginazione creatrice. Le radici del sufismo,\u00a0<\/em>Editori Laterza, Bari 2005, p. 106<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Andr\u00e8 Padoux,\u00a0<em>V\u0101c, the concept of the word in selected Hindu Tantras<\/em>, State University of New York Press, Albany 1990.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Marius Schneider,\u00a0<em>Il significato della musica<\/em>, SE, Milano 2007, p.17<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0Cfr. Barbara A. Holdrege,\u00a0<em>Veda and Torah. : Transcending the Textuality of Scripture<\/em>, State University of New York Press, Albany 1996<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Willem Caland W. (Editor),\u00a0<em>Pancavimsa Brahmana<\/em>. Calcutta: Asian society of Bengal 1931, XX, 14.2<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0<em>La Sacra Bibbia della CEI<\/em>, Edizioni Dehoniane, Bologna, 2008, Esodo, 20,7<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Cfr. R. Beekes, L. Beek ,\u00a0<em>Etymological Dictionary Of Greek<\/em>. Brill, Leiden-Boston 2010,<\/p>\n<ol start=\"2008\">\n<li>Chantraine,\u00a0<em>Dictionnaire \u00e8timologique de la langue greque,<\/em>\u00a0\u00c9dition Klincksieck, Paris 1968, M. De Vaan,\u00a0<em>Etymological Dictionary of Latin and the other Italic Languages<\/em>, Bril,l Leiden-Boston 2008.<\/li>\n<\/ol>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0Cfr. Julius Pokorny ,\u00a0<em>Proto-Indo-European Etymological Dictionary. A Revised Edition of Julius Pokorny\u2019s Indogermanisches Etymologisches Worterbuch<\/em>. Indo-European Language Revival Association 2007.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0Ricordiamo: da \u03ba\u03bf\u03c3\u03bc\u03ad\u03c9, \u201cordinare, \u201cadornare\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0Corpus\u00a0<em>Hermeticum,\u00a0<\/em>Bompiani, Milano 2005, p.79<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0Chandogya Upanishad,with the commentary of S\u2019ankaracarya, Poona Oriental Book Agency, Poona 1942, I,3<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>\u00a0<em>Zuang-zi<\/em>\u00a0(Chuang tzu), Adelphi, Milano 1982, p.24.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0<em>Zuang-zi,\u00a0<\/em>cit.,<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a>\u00a0Elemire Zolla, op. cit, p.63<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a>\u00a0Tao T\u00e8 Ching, in\u00a0<em>Testi Taoisti<\/em>, UTET, Torino 1977.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a>\u00a0Non stiamo parlando qui di linguaggio matematico, che \u00e8 un superiore livello di simbolismo, rispetto al linguaggio verbale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a>\u00a0Cfr. Michael Polanyi,\u00a0<em>Personal Knowledge: Towards a Post-Critical Philosophy<\/em>,: Routledge and Kegan Paul, London, UK 2005<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/09\/05\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-ii-orientarsi-nel-vasto-mondo\/\">Vedi II parte.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a>\u00a0Augusto Murri,\u00a0<em>Pensieri e precetti<\/em>. Zanichelli Editore, Bologna 1024.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a>\u00a0Jacques Ellul,\u00a0<em>Il sistema tecnico<\/em>, Jaca Book, Milano 2009, p.132<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a>\u00a0E qui ci sarebbe tanto da dire su quella paccottiglia epistemica che prende il nome di\u00a0<em>rational choice<\/em>(<em>Gary Becker<\/em>)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a>\u00a0Hannah Arendt,\u00a0<em>La vita della mente,<\/em>\u00a0Il Mulino, Bologna, 1987, p. 155<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a>\u00a0Cfr. Aristotele,\u00a0<em>Politica.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a>\u00a0<em>I dialoghi di Confucio,\u00a0<\/em>UTET, Torino 2001 (Dialogo 305)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a>\u00a0Cfr. Martin Heidegger, L\u2019abbandono, Il Nuovo Melangolo, Genova 2004<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a>\u00a0Emile Benveniste,\u00a0<em>Il vocabolario delle istituzioni indoeuropee,<\/em>\u00a0Einaudi, Torino 2002, p.114<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a>\u00a0Deriva dal verbo \u201creor\u201d: \u201cpensare\u201d tramite il participio passato \u201cratus\u201d nel quale si conserva il significato originario di \u201ccontare\u201d (<em>pro rata pars:\u00a0<\/em>secondo proporzione stabilita). Cfr. Michiel De Vaan,\u00a0<em>Ety<\/em><em>mo<\/em><em>logical Dictionary of Latin and the other Italic Languages<\/em>. Brill, Leiden-Boston 2008<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a>\u00a0Cfr. E. Benveniste,\u00a0<em>op. cit<\/em>; R. Beekes,\u00a0<em>op.cit<\/em>; P. Chantraine,\u00a0<em>op. cit.<\/em>; J. Pokorny,<em>op.cit<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn33\">[33]<\/a>\u00a0Cfr. J. Pokorny,\u00a0<em>op. cit.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn34\">[34]<\/a>\u00a0Cfr. E. Benveniste,\u00a0<em>Op. cit.<\/em>\u00a0p.359<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn35\">[35]<\/a>\u00a0Cfr. H. Stapp,\u00a0<em>,Mind, Matter And Quantum Mechanics<\/em>. Springer-Verlag, Berlin 2009<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn36\">[36]<\/a>\u00a0Cfr. W.V.O Quine,\u00a0<em>From a logical point of view<\/em>, Harper &amp; Row, New York 1963.<\/p>\n<p>In seguito useremo queste ultime due locuzioni come sinonimi<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn37\">[37]<\/a>\u00a0Non stiamo parlando qui di significato teleologico, ma di coerenza secondo il processo di pensiero. Una casa distrutta da un terremoto, \u00e8 priva di significato in quanto casa, anche se la sua massa si conserva. Non viene solo a mancare la sua \u201cfunzione di utilit\u00e0\u201d, ma viene a cessare \u201contologicamente\u201d, come microcosmo \u201cdisposto ordinatamente e ornato\u201d secondo la ricerca di \u201ccoerenza\u201d (<em>coherere<\/em>) dei suoi inquilini.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn38\">[38]<\/a>\u00a0S.O. Funtowicz, J.R. Ravetz,.\u00a0<em>Emergent complex systems<\/em>. Futures, 26, 1994,568\u2013582.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn39\">[39]<\/a>\u00a0Cfr. H. Stapp,\u00a0<em>op.cit.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn40\">[40]<\/a>\u00a0Qui, in maniera peraltro coerente con la nostra descrizione di ragione, stiriamo un po\u2019 il concetto leibniziano di \u201cverit\u00e0 di fatto\u201d e \u201cverit\u00e0 di ragione\u201d che Leibniz descriveva in questo senso: \u00ab Vi sono anche due tipi di verit\u00e0, quelle di ragione e quelle di fatto. Le verit\u00e0 di ragione sono necessario e il loro opposto impossibile, e quelle di fatto sono contingenti e il loro opposto possibile. Quando una verit\u00e0 \u00e8 necessaria si pu\u00f2 trovare la ragione attraverso l\u2019analisi, risolvendola in idee e in verit\u00e0 pi\u00f9 semplici, sino a che non si \u00e8 giunti alle primitive\u00bb.<\/p>\n<p>G.W. Leibniz,\u00a0<em>La Monadologia<\/em>, Bari, 1975, p. 128.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn41\">[41]<\/a>\u00a0Cfr. Aristotele<em>, De interpretazione<\/em>, 16 a, 4.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn42\">[42]<\/a>\u00a0E. Zolla,\u00a0<em>op.cit., p.63<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn43\">[43]<\/a>\u00a0Aristotele,\u00a0<em>op. cit.<\/em>, 16 a, 10-17.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn44\">[44]<\/a>\u00a0H. Corbin,\u00a0<em>op.cit.,\u00a0<\/em>p. 158<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn45\">[45]<\/a>\u00a0Perch\u00e9, in realt\u00e0, non descrivono nulla in modo preciso<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/#_ftnref\" name=\"_ftn46\">[46]<\/a>\u00a0Cfr. Melvin J. Lerner,\u00a0<em>The Belief in a Just World: A Fundamental Delusion<\/em>, , Plenum Press, new York 1980<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/\">http:\/\/www.ilvelodimaya.org\/2017\/11\/01\/i-tortuosi-sentieri-della-canoscenza-parte-iii-lincantesimo-del-linguaggio\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIER PAOLO DAL MONTE L\u2019uomo si comporta come se fosse lui il creatore e il padrone del linguaggio, mentre \u00e8 questo, invece, che rimane signore dell\u2019uomo. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Martin Heidegger Mi sembra talvolta che niente sia cos\u00ec sporco come le parole\u00a0esse sono ricoperte dalla bava disseccata di cento generazioni di mentitori professionisti. Ren\u00e9 Daumal &nbsp; &nbsp; Il linguaggio \u00e8 un modo di organizzare il mondo secondo simboli che sonori e grafici, e che vengono variamente&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":28294,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/dal-monte.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9lD","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35937"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35937"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35937\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35938,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35937\/revisions\/35938"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}