{"id":35976,"date":"2017-11-06T11:08:16","date_gmt":"2017-11-06T10:08:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35976"},"modified":"2017-11-05T19:29:40","modified_gmt":"2017-11-05T18:29:40","slug":"putin-intervento-al-forum-valdai-2017-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=35976","title":{"rendered":"Putin, intervento al Forum Valdai 2017 (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (a cura di Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><em>Qui sotto il testo di una lunga intervista a Vladimir Putin, tradotta e pubblicata al seguente link\u00a0<a href=\"http:\/\/sakeritalia.it\/sfera-di-civilta-russa\/vladimir-putin\/lintervento-di-vladimir-putin-al-forum-valdai-2017\/\">http:\/\/sakeritalia.it\/sfera-di-civilta-russa\/vladimir-putin\/lintervento-di-vladimir-putin-al-forum-valdai-2017\/<\/a>\u00a0 Le sue qualit\u00e0 di politico e di statista sono sempre meno messe in discussione tra i suoi stessi avversari e detrattori. E\u2019 indubbio che in Russia si stia riformando una classe dirigente con un indirizzo politico coerente ed efficace nel sostenere il peso del confronto e dell\u2019aperta ostilit\u00e0, in primo luogo delle \u00e9lites dominanti negli Stati Uniti. La precariet\u00e0 della situazione interna, non ostante l\u2019evidente coesione politica raggiunta, dovuta alle carenze demografiche, specie nell\u2019area orientale debordante di materie prime, e dell\u2019organizzazione e del livello tecnologico dell\u2019economia, pendono ancora come una spada di Damocle sul potenziale strategico e sulla capacit\u00e0 di sostenere nel tempo il livello e la qualit\u00e0 del confronto che si va profilando. Non solo quello sempre pi\u00f9 aperto con gli Stati Uniti, non ostante le vicende siriane e mediorientali lascino intuire una sorta di diplomazia sotterranea pi\u00f9 accomodante certamente, ma grazie soprattutto all\u2019efficacia diplomatica e militare messa in mostra, a volte volutamente ostentata; ma anche quella per ora latente con altre potenze emergenti, messa sottotraccia dai troppi fronti ostili aperti dalle \u00e9lites americane verso troppi avversari. Basti pensare al flusso demografico di cinesi in Russia, in particolare in Siberia, in numeri assoluti ancora ragionevoli (dai tre ai cinque milioni), ma allarmanti in rapporto alla massa di popolazione locale (circa trenta milioni) e all\u2019enorme estensione territoriale. Al momento si cerca di equilibrare il rapporto estendendo le collaborazioni ad altri paesi tecnologicamente evoluti e concorrenti della Cina, come il Giappone. Una compensazione tattica che per\u00f2 non la difenderebbe da eventuali sodalizi tra colonizzatori in un futuro policentrismo. La Cina, nel \u2018800 e nel primo \u2018900, fu la principale vittima di questi sodalizi predatorii; deve servire da monito ad aperture indiscriminate. L\u2019illusione di trovare una sponda concreta nelle classi dirigenti europee, specie tedesca, francese ed italiana ha ritardato il consolidarsi di questa consapevolezza e il tentativo, in atto, di trovare al proprio interno le risorse e le capacit\u00e0 organizzative di sviluppo economico.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><em>Il senso della pubblicazione di questo intervento sul sito \u00e8 un altro. In alcuni passi Putin parla apertamente di ricerca di egemonia condivisa; lo fa seguendo i canoni pi\u00f9 classici del riconoscimento del ruolo degli stati nazionali. Una tesi \u201crivoluzionaria\u201d rispetto alle politiche mestatorie e caotiche di impronta occidentale. Organizzare una tifoseria pro o contro Putin, come puntualmente accade da alcuni anni nel nostro paese, serve solo a consolidare una predisposizione, teorica alla sudditanza ad uno qualsiasi dei paesi dominanti, pratica a quella a preminenza americana. Contribuisce ad impedire, nel migliore dei casi ad ostacolare, la formazione di una classe dirigente capace di creare un blocco politico ed una formazione sociale sufficientemente coesa e dinamica, solida, in grado di sostenere con pi\u00f9 autonomia ed efficacia il confronto che si va profilando. In questo solco \u201cvirtuoso\u201d, tutt\u2019altro che praticabile con l\u2019attuale quadro politico, si possono tracciare due strade: la pi\u00f9 ambiziosa e problematica, in grado di porre il paese alla pari delle altre potenze consolidate o emergenti, dovrebbe puntare a un sodalizio con Francia e Germania; una tale ipotesi presuppone il cambiamento contestuale delle classi dirigenti nei tre paesi. Quella pi\u00f9 circoscritta prevede un ruolo significativo ed autonomo nell\u2019area mediterranea; il presupposto necessario \u00e8 il cambiamento della classe dirigente nazionale, una economia pi\u00f9 equilibrata e controllata da forze nazionali, il consolidarsi definitivo di potenze concorrenti con gli Stati Uniti. Entrambe, ipotesi che non possono prescindere da un rapporto proficuo con l\u2019attuale dirigenza russa. Buona lettura_ Giuseppe Germinario<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Errori\u00a0<\/strong>(domanda di Sabine Fischer, Fondazione Scienze e Politiche, Berlino).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Signor Presidente, Lei \u00e8 stato molto critico verso le politiche dell\u2019 Occidente a proposito delle sue relazioni con la Russia. A dire la verit\u00e0, molti temi da Lei toccati richiedono una discussione critica approfondita. Allo stesso tempo sappiamo che in ogni rapporto (fra paesi come fra persone), entrambe le parti fanno errori. E dunque ho una domanda. Quali sono gli errori politici che, a parer Suo, ha commesso la Russia nelle relazioni con l\u2019 Occidente nel corso degli ultimi 15 anni e cosa deve essere fatto, quali conclusioni devono essere tratte per il futuro di queste relazioni?).<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vladimir Putin \u2013 Il nostro errore pi\u00f9 serio nelle relazioni con l\u2019 Occidente \u00e8 stato un eccesso di fiducia. E il vostro errore \u00e8 stato che avete inteso la fiducia come debolezza, e ne avete approfittato. Quindi \u00e8 necessario lasciarsi tutto ci\u00f2 alle spalle, girare pagina e andare avanti, costruendo le nostre relazioni sulla base del reciproco rispetto e trattandoci l\u2019un l\u2019altro come interlocutori alla pari che esprimono valori alla pari.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Futuro della Russia<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vladimir Putin \u2013 Dobbiamo rendere la Russia molto flessibile e altamente competitiva. Flessibile in termini di forma e di metodo di governo, flessibile in termini di sviluppo di una economia che sia preparata ad affrontare il futuro, in termini di introduzione di tecnologia avanzata, di creazione di opportunit\u00e0 e di loro utilizzo. Inutile dire che dobbiamo rinforzare le nostre capacit\u00e0 difensive e migliorare il nostro sistema politico in modo da renderlo un organismo vivente e svilupparlo e tenerlo complessivamente aggiornato. E in tema di tecnologia, la persona alla mia sinistra, il fondatore di una grande compagnia globale, ha palato di Big Data. Sapete, noi non abbiamo davvero coscienza di cosa si stia parlando. Forse lo sapete, molti lo hanno sentito, di un caso recente verificatosi negli Stati Uniti, quando una societ\u00e0 improvvisamente ha iniziato a mandare ad una ragazzina di 14 anni offerte per comprare prodotti per donne in stato interessante, il che ha offeso i suoi genitori. I due hanno scritto un reclamo alla societ\u00e0 e la societ\u00e0 si \u00e8 scusata. Poi si \u00e8 scoperto che la ragazza era davvero incinta. N\u00e9 lei n\u00e9 i suoi genitori lo sapevano. Abbiamo saputo che sulla base di un gran numero di dati, del cambiamento negli interessi della ragazza, delle preferenze, delle domande e delle ricerche, una macchina pu\u00f2 giungere alla conclusione di avere a che fare con una donna incinta e quindi ordinare ad un\u2019 altra macchina di offrire prodotti per donne incinte. Siamo per la prima volta alle prese con una sorta di controllo su umani amministrati dalla tecnologia. Dobbiamo tenere conto del fatto che ci sono aspetti sia positivi che negativi in tutto questo. Dobbiamo riflettere su ci\u00f2 nel nostro pese e usarlo per il bene della nostra gente. Questo \u00e8 il nostro super-compito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Guerra Fredda (nuova)<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Avevamo\u00a0<em>[fra Stati Uniti e URSS\/Russia]<\/em>\u00a0pi\u00f9 divergenze e discordie ai tempi sovietici. In ogni caso sa di cos\u2019altro c\u2019era abbondanza? Rispetto. Fatico ad immaginare che ai tempi dell\u2019Unione Sovietica si potessero ammainare le bandiere sovietiche dalle missioni diplomatiche sovietiche. E tuttavia lo avete fatto. Non \u00e8 il solo segno di mancanza di rispetto. Tale mancanza si dimostra non solo in queste azioni formali, ma anche nelle questioni di sostanza. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato oggi, e quindi non \u00e8 probabilmente il caso di tornarci. Avevamo pi\u00f9 rispetto dei reciproci interessi. Certo, il rispetto deve essere sostento dalla potenza economica e militare, questo \u00e8 chiaro. Va a noi stessi gran parte del biasimo per esserci messi da soli in questa posizione. In una posizione umiliante, come negli anni novanta, quanto vi abbiamo permesso di accedere alle nostre installazioni nucleari sperando che faceste altrettanto. Comunque non lo avete fatto, e aspettarsi qualcosa da voi \u00e8 stato probabilmente una dimostrazione di stupidit\u00e0 da parte degli esponenti della \u201cnuova Russia\u201d che lo fecero. Comunque vorrei chiudere le mie osservazioni su di una nota positiva. Io credo molto che la soluzione delle questioni di reciproco interesse dipenda dal lavoro comune. Ci\u00f2 dovrebbe aiutarci a rimanere concentrati sul pensiero che le nostre prospettive sono buone. Abbiamo appena parlato della Siria. Per ritornare sul tema (credo di non poter svelare i dettagli) teniamo incontri fra gruppi tematici, a livello di servizi segreti, di Ministero della Difesa, di Ministero degli Esteri, quasi su base settimanale. Abbiamo ottenuto alcuni risultati, il che significa che siamo in grado di farlo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Multilateralismo<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il mondo \u00e8 entrato in un\u2019 era di rapidi cambiamenti. Cose che erano ancora poco fa considerate fantasiose o inattuabili sono diventate realt\u00e0 e parte delle nostre vite quotidiane. Processi qualitativamente nuovi si stanno sviluppando simultaneamente in ogni sfera di attivit\u00e0. Veloci cambiamenti nella vita pubblica in molti paesi e la rivoluzione tecnologica sono interconnesse con cambiamenti sull\u2019arena internazionale. La competizione per un posto nella gerarchia globale si va esacerbando. Quindi molte vecchie ricette di gestione globale, di soluzione dei conflitti e delle contraddizioni naturali non sono pi\u00f9 applicabili, spesso falliscono, mentre non ve ne sono ancora disponibili di nuove. Naturalmente gli interessi degli stati non coincidono sempre, al contrario. Ci\u00f2 \u00e8 normale e naturale. E\u2019 sempre stato cos\u00ec. Le potenze egemoni hanno diverse strategie e percezioni del mondo. Questa \u00e8 l\u2019 essenza immutabile delle relazioni internazionali, che sono costruite sul bilanciamento fra cooperazione e competizione. Vero \u00e8 che quando questa bilancia \u00e8 alterata, quando l\u2019 osservanza o persino l\u2019 esistenza di regole universali \u00e8 messa in dubbio, quando gli interessi sono promossi costi quel che costi, le divergenze diventano imprevedibili e pericolose e portano a conflitti violenti. Non un solo problema internazionale pu\u00f2 essere risolto in circostanze simili ed in un simile quadro e dunque le relazioni intestatali semplicemente si degradano. Il mondo diventa meno sicuro. Invece di democrazia e progresso viene lasciato campo libero ad elementi radicali e a gruppi estremisti che rifiutano la civilt\u00e0 stessa e cercano di tornare ad un passato remoto, al caos, alla barbarie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La storia degli ultimi anni fornisce una rappresentazione fedele di ci\u00f2. Basta guardare cosa \u00e8 successo nel Medio Oriente, che alcuni attori hanno provato di risistemare e riformattare secondo i loro gusti, imponendo un modello di sviluppo estraneo attraverso colpi di Stato all\u2019uopo organizzati, o semplicemente con la forza delle armi. Invece di lavorare assieme per aggiustare la situazione e portare un colpo effettivo al terrorismo, invece di condurre una lotta (nei fatti simulata ed inesistente), alcuni nostri colleghi fanno tutto il possibile per rendere permanente il caos in questa regione. Alcuni pensano ancora che si possa ancora utilizzare il caos a proprio vantaggio. Nel frattempo ci sono alcuni esempi positivi nell\u2019esperienza recente. Come probabilmente avete capito, mi riferisco all\u2019esperienza siriana. Dalla quale apprendiamo che esiste una alternativa a questo genere di politica arrogante e distruttiva. La Russia sta combattendo i terroristi al fianco del legittimo governo siriano e di altri stati della regione, e agisce sulla base del diritto internazionale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Devo dire che queste azioni e i progressi che ne sono seguiti non sono stati facili. C\u2019\u00e8 un forte elemento di dissenso nella regione. Ma ci siamo rinforzati con la pazienza e, soppesando ogni mossa e ogni parola dei nostri nemici, abbiamo lavorato con tutti i partecipanti a questo processo con rispetto per i loro interessi. I nostri sforzi, il cui risultato \u00e8 stato messo in dubbio dai nostri colleghi ancora recentemente, stanno ora (diciamolo con cautela) instillando una speranza. Si sono dimostrati molto importanti, corretti, professionali e tempestivi. O, prendete un altro esempio: il confronto intorno alla penisola coreana. Sono sicuro che abbiate affrontato questo argomento estensivamente. S\u00ec, noi condanniamo senza ambiguit\u00e0 i test nucleari condotti dalla Repubblica Democratica Popolare di Corea e soddisfiamo completamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite relative alla Corea del Nord.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Colleghi, voglio sottolineare con enfasi questo aspetto in modo che non siano possibili interpretazioni soggettive. Noi osserviamo tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In ogni caso questo problema pu\u00f2 naturalmente essere risolto solo attraverso il dialogo. Non dobbiamo spingere la Corea in un angolo, minacciare azioni di forza, inclinare alla rozza maleducazione ed all\u2019invettiva. Piaccia o non piaccia il regime della Corea del Nord, non dobbiamo dimenticare che la Repubblica Democratica Popolare di Corea \u00e8 uno stato sovrano. Tutte le controversie devono essere risolte in una maniera civile. La Russia ha sempre favorito tale approccio. Siamo fermamente convinti che anche i nodi pi\u00f9 aggrovigliati (sia che si parli delle crisi in Siria, Libia, Penisola Coreana o, poniamo, Ucraina) debbano essere sciolti, non tagliati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>NorthStream<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una volta gli apologeti della globalizzazione provavano a convincerci che l\u2019interdipendenza economica universale avrebbe prevenuto i conflitti e le rivalit\u00e0 geopolitiche. Tuttavia, questo non \u00e8 accaduto. Al contrario, la natura delle contraddizioni si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 complicata, sviluppandosi su pi\u00f9 livelli e lungo diverse linee. Per la verit\u00e0, mentre le interconnessioni sono un fattore di contenimento e stabilizzazione, assistiamo anche ad un crescente numero di esempi di politica che entra in conflitto violento con l\u2019 economia e con le logiche di mercato. Ci avevano messi in guardia: tutto questo \u00e8 inaccettabile, controproducente e deve essere evitato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ora gli stessi che lanciavano avvertimenti fanno proprio loro tutto ci\u00f2. Alcuni non si preoccupano nemmeno di inventare dei pretesti politici per promuovere i loro immediati interessi commerciali. Per esempio, il recente pacchetto di sanzioni adottato dal Congresso USA \u00e8 apertamente inteso ad escludere la Russia dai mercati energetici europei e a costringere l\u2019Europa a comprare il pi\u00f9 costoso gas liquefatto prodotto dagli Stati Uniti, sebbene la scala di questa produzione sia ancora troppo modesta. Si stanno facendo tentativi per alzare ostacoli ai nostri sforzi di creare nuove vie di approvvigionamento energetico (South Stream e North Stream) sebbene la diversificazione logistica sia economicamente efficiente, sia utile all\u2019Europa e aumenti la sua sicurezza. Lasciate che lo ripeta: \u00e8 solo naturale che ogni stato abbia interessi politici, economici e di altra natura. Il problema sono i mezzi con cui tali interessi sono tutelati e promossi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>ONU<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Colleghi, come vediamo il futuro dell\u2019 ordine internazionale e del sistema di governo globale? Per esempio, nel 2045, quando l\u2019 ONU vedr\u00e0 il suo centesimo anniversario? La sua creazione \u00e8 divenuta un simbolo del fatto che l\u2019 umanit\u00e0, a dispetto di tutto, \u00e8 in grado di sviluppare regole di condotta comuni e di seguirle. Non essendo poi tali regole state osservate, ne sono inevitabilmente derivate crisi e altre conseguenze negative.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In ogni caso, negli ultimi decenni, abbiamo assistito a diversi tentativi di sminuire il ruolo di questa organizzazione, di screditarla, o semplicemente di prenderne il controllo. Secondo noi l\u2019 ONU, con la sua eredit\u00e0 universale, deve rimanere il centro del sistema internazionale. Il nostro fine comune \u00e8 aumentare la sua autorit\u00e0 ed efficacia. Non ci sono alternative all\u2019ONU, oggi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per quanto riguarda il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza, che \u00e8 a sua volta messo in discussione, bisogna ricordarsi che questo meccanismo \u00e8 stato pensato e attuato per evitare confronti diretti fra gli stati pi\u00f9 potenti, come garanzia contro l\u2019arbitrio e la prepotenza, in modo che nessun singolo paese, nemmeno il pi\u00f9 influente, possa rivestire le proprie azioni aggressive con una apparenza di legittimit\u00e0. In ogni caso, parliamone, gli esperti sono qui, e sanno che l\u2019 ONU ha legittimato a posteriori le azioni di singoli membri nel proscenio internazionale. Certo, \u00e8 qualcosa, ma nulla che di per s\u00e9 possa dare un contributo positivo. Servono riforme, il sistema dell\u2019 ONU ha bisogno di essere migliorato, ma le riforme possono solo essere graduali, evolutive e, naturalmente, devono essere sostenute dalla maggioranza schiacciante dei membri in un procedimento internazionale all\u2019interno della stessa organizzazione, con consenso corale. La garanzia dell\u2019 efficacia dell\u2019 ONU sta nella sua natura rappresentativa. Vi \u00e8 rappresentata la maggioranza assoluta degli stati sovrani del mondo. I principi fondamentali dell\u2019 ONU dovrebbero essere preservati per gli anni e i decenni a venire, visto che nessun\u2019 altra entit\u00e0 \u00e8 in grado di rappresentare l\u2019 intero spettro delle politiche internazionali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Rivoluzione d\u2019 Ottobre<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una rivoluzione \u00e8 sempre il risultato di un errore di calcolo sia di quelli che vogliono conservare, congelare in ogni modo un ordine di cose ormai superato che ha chiaramente bisogno di essere cambiato, e di quelli che aspirano a velocizzare i cambiamenti, e che devono ricorrere alla guerra civile ed alla resistenza distruttiva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Oggi, se ci volgiamo alle lezioni di un secolo fa, per essere precisi della Rivoluzione Russa del 1917, vediamo come i suoi risultati siano stati ambigui, e come siano strettamente intrecciate le conseguenze negative e quelle positive, che pure dobbiamo riconoscere. Chiediamoci: sarebbe stato possibile seguire una via evolutiva piuttosto che passare per una rivoluzione? Avremmo potuto evolverci per graduali e sostanziali movimenti progressivi piuttosto che al prezzo di distruggere il nostro stato e di spezzare senza piet\u00e0 milioni di vite umane? In ogni caso, il modello e l\u2019 ideologia largamente utopistici che lo stato nuovamente formato tent\u00f2 di realizzar subito dopo la rivoluzione del 1917 fu un potente vettore di trasformazione in tutto il mondo (il che \u00e8 abbastanza evidente e deve essere riconosciuto), provoc\u00f2 una vasta riconsiderazione dei modelli di sviluppo, e innesc\u00f2 una competizione ed una rivalit\u00e0 il cui beneficio, direi, fu raccolto in prevalenza dall\u2019Occidente. Mi riferisco non solo alle vittorie geopolitiche seguite alla Guerra Fredda.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Molti progressi del mondo Occidentale nel ventesimo secolo furono risposte alle sfide poste dall\u2019Unione Sovietica. Parlo dell\u2019 aumento della qualit\u00e0 della vita, alla formazione della classe media, alla riforma del mercato del lavoro e della sfera sociale, alla promozione dell\u2019 educazione, alla tutela dei diritti umani, inclusi i diritti delle minoranze e delle donne, al superamento della segregazione razziale che, come forse ricorderete, era una vergognosa pratica di molti paesi, inclusi gli Stati Uniti, fino a pochi decenni or sono. In seguito ai cambiamenti radicali avvenuti nel nostro paese e in tutto il mondo all\u2019inizio degli anni novanta, si \u00e8 presentata una possibilit\u00e0 veramente unica di aprire un nuovo capitolo nella storia. Mi riferisco al periodo successivo alla fine dell\u2019 Unione Sovietica. Sfortunatamente, dopo aver diviso l\u2019eredit\u00e0 geopolitica dell\u2019 Unione Sovietica, i nostri interlocutori occidentali si sono convinti della giustezza intrinseca della loro causa e si sono auto dichiarati vincitori della guerra fredda (come ho gi\u00e0 accennato) e hanno preso ad interferire negli affari di paesi sovrani, ad esportare la democrazia proprio come la dirigenza sovietica aveva tentato di esportare la rivoluzione socialista al resto del mondo, a suo tempo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Siria<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La prima cosa che vorrei fare, a proposito dell\u2019accordo sulla Siria e del processo di Astana, \u00e8 ringraziare il Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev per aver reso possibile a noi ed agli altri partecipanti di questo processo incontrarci ad Astana. Il Kazakistan non \u00e8 solo il posto dove ci siamo incontrati. E\u2019 un contesto molto adatto visto che il Kazakistan mantiene la neutralit\u00e0. Non interferisce nei complessi processi regionali ed \u00e8 rispettato come intermediario. Vorrei notare che ad un certo punto il Presidente Nazarbayev si \u00e8 preso la responsabilit\u00e0 di impedire alle parti di scontrarsi e ai negoziatori di abbandonare il tavolo. E\u2019 stata una cosa molto positiva, e gli siamo molto grati per questo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per quanto riguarda la situazione dei negoziati, stanno procedendo lungo una direttrice positiva. Ci sono stati momenti buoni e momenti cattivi, dei quali parler\u00f2 in seguito ma, in definitiva, il processo avanza positivamente. Grazie alla posizione assunta dalla Turchia, dall\u2019 Iran e, ovviamente, dal Governo Siriano, siamo stati in grado di ridurre le distanze nelle posizioni delle parti sul tema chiave della cessazione delle violenze e sulla creazione di zone di de-escalation. E\u2019 il risultato pi\u00f9 significativo che abbiamo ottenuto in Siria negli ultimi due anni, in particolare nel contesto del processo di Astana.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Devo notare che altri paesi, inclusi gli Stati Uniti, stanno dando un contributo rilevante. Sebbene non stiano partecipando direttamente ai colloqui di Astana, stanno influenzando il processo da dietro le quinte. Manteniamo una stabile cooperazione con i nostri interlocutori americani in questa sfera, su questa linea, sebbene non senza divergenze. Comunque nella nostra cooperazione ci sono pi\u00f9 elementi positivi che negativi. Al momento abbiamo trovato un accordo su molte questioni, comprese le zone di de escalation meridionali, dove sono presenti anche interessi israeliani e giordani. Naturalmente questo processo non sarebbe stato ci\u00f2 che \u00e8 stato senza il contributo positivo di paesi come l\u2019Arabia Saudita, l\u2019Egitto, la Giordania, come di molti altri paesi, piccoli ma importanti incluso, a proposito, il Qatar. Che prospettive ci sono? Abbiamo ragione di credere (cercher\u00f2 di esprimermi con cautela) che la faremo finita con i terroristi entro breve. Ma questo non \u00e8 causa di particolare esultanza, non \u00e8 sufficiente a dire che il terrorismo \u00e8 morto e sepolto. Perch\u00e9, in primo luogo, il terrorismo \u00e8 un fenomeno molto radicato, radicato nell\u2019ingiustizia del mondo contemporaneo, nei torti che molte nazioni, etnie e gruppi religiosi subiscono e nella mancanza di una educazione completa in interi paesi del mondo. La mancanza di una normale, effettiva, educazione di base \u00e8 suolo fertile per il terrorismo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma se liquidiamo la sacca di resistenza terrorista in Siria, di certo non significa che la minaccia alla Siria, alla regione ed al mondo nel suo complesso sia cessata, no di certo. Al contrario, bisogna sempre restare sul chi vive. Il processo, in via di definizione, fra l\u2019 opposizione ed il governo \u00e8 anch\u2019esso fonte di preoccupazione. E\u2019 in corso, ma procede molto lentamente, in maniera impercettibile; le parti in conflitto diffidano molto l\u2019 una dell\u2019 altra. Spero che sar\u00e0 possibile superare questo ostacolo. Una volta stabilite le zone di de escalation, speriamo di muovere alla fase seguente. C\u2019\u00e8 un idea di convocare un congresso del popolo siriano, mettendo assieme tutti i gruppi etnici e religiosi, il governo e le opposizioni. Se riuscissimo in questo, anche con il supporto di paesi garanti e anche delle principali potenze fuori dalla regione (l\u2019Arabia Saudita, gli Stati Uniti e l\u2019Egitto) sarebbe un ulteriore passo, molto importante, sulla via della sistemazione politica. E a qual punto forse si potrebbe procedere alla stesura di una nuova costituzione. Ma \u00e8 presto per parlarne ora. E\u2019 un piano appena abbozzato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">(interviene il moderatore Fyodor Lukyanov): Signor Presidente, le zone di de-escalation porteranno ad una divisione della Siria?)<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vladimir Putin: un simile rischio esiste, ma come ho detto prima, non voglio che si tratti di un abbozzo di spartizione della Siria, al contrario, voglio che si crei una situazione per cui, una volta che le zone di de escalation sono stabilite, la gente che controlla queste zone entri in contatto con Damasco, con il governo. A dire il vero ci\u00f2 accade gi\u00e0 in molti posti. Per esempio a sud di Damasco, in un piccolo territorio controllato dall\u2019opposizione, la gente va a lavorare a Damasco e torna a casa ogni giorno. Vede: la vita quotidiana incoraggia la comunicazione. Spero tanto che questa prassi evolver\u00e0 nelle altre zone di de escalation cos\u00ec che gradualmente, passo dopo passo, la cooperazione incomincer\u00e0 a livello quotidiano, il che, secondo me, dovrebbe estendersi in accordi politici di lungo termine.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Fine 1a parte<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/11\/05\/putin-intervento-al-forum-valdai-2017\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/11\/05\/putin-intervento-al-forum-valdai-2017\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (a cura di Giuseppe Germinario) Qui sotto il testo di una lunga intervista a Vladimir Putin, tradotta e pubblicata al seguente link\u00a0http:\/\/sakeritalia.it\/sfera-di-civilta-russa\/vladimir-putin\/lintervento-di-vladimir-putin-al-forum-valdai-2017\/\u00a0 Le sue qualit\u00e0 di politico e di statista sono sempre meno messe in discussione tra i suoi stessi avversari e detrattori. E\u2019 indubbio che in Russia si stia riformando una classe dirigente con un indirizzo politico coerente ed efficace nel sostenere il peso del confronto e dell\u2019aperta ostilit\u00e0,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":25122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/germinario-italiaeilmondo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9mg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35976"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35976"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35976\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35985,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35976\/revisions\/35985"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}