{"id":36011,"date":"2017-11-07T09:44:44","date_gmt":"2017-11-07T08:44:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36011"},"modified":"2017-11-06T22:22:19","modified_gmt":"2017-11-06T21:22:19","slug":"capitalismo-zombie-morti-che-si-mangiano-i-vivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36011","title":{"rendered":"Capitalismo-zombie: morti che si mangiano i vivi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SENSO COMUNE<\/strong><\/p>\n<p>Morti viventi dappertutto. Si aggirano nelle strade delle nostre metropoli, negli aeroporti, nelle zone industriali delle nostre campagne. Quella che stiamo per raccontare \u00e8\u00a0<strong>una storia di morti che si mangiano i vivi<\/strong>.<\/p>\n<p>Prima per\u00f2 un po\u2019 di\u00a0<i>suspence<\/i>\u2026<\/p>\n<p>La nostra \u00e8 un\u2019epoca in cui\u00a0<strong>gli zombie sono protagonisti dell\u2019immaginario<\/strong>, personaggi in cui rispecchiarsi e inorridire. Il successo dei telefilm sui morti viventi non sono che la punta dell\u2019iceberg di una passione \u2013 meglio dire un rispecchiamento \u2013 nata negli anni \u201960 al cinema e poi giunta, tra alti e bassi, al boom attuale.<\/p>\n<p>Nel 1968, anno di grandi rivolgimenti, nasceva lo zombie moderno, per merito di George A. Romero e del suo\u00a0<i>La notte dei morti viventi<\/i>. A quel film ne seguirono molti altri, tanti italiani e di valore cinematografico, spesso senza la carica di critica sociale dei film di Romero. Tolto dalla tradizione vud\u00f9 e posto nel mezzo della modernit\u00e0 occidentale, lo zombie diventava \u2013 con agghiacciante semplicit\u00e0 \u2013 corpo morto che resuscita, schiavo dell\u2019impulso irrefrenabile di cibarsi dei vivi. Il\u00a0<strong>cannibalismo<\/strong>\u00a0(pulsione primordiale repressa, tab\u00f9 finalmente superato?) diventa l\u2019essenza dell\u2019esistenza da zombie.<\/p>\n<p>Da allora, i morti viventi sono diventati onnipresenti, non solo sullo schermo, nella musica o nel fumetto. In sociologia \u00e8 stato coniato il termine\u00a0<i>mall zombies<\/i>\u00a0(zombi da supermercato) per indicare quei\u00a0<strong>consumatori che ciondolano per i grandi centri commerciali<\/strong>, privi di espressivit\u00e0 e incapaci di reagire a stimoli diversi dal consumo, incantati dalle vetrine sfavillanti. Nella nostra attuale crisi economica, le banche-zombie si sono rivelate la nostra zavorra pi\u00f9 gravosa: morti che camminano.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che \u00e8 davvero notevole \u00e8 che, oggi,\u00a0<strong>davvero i morti si mangiano i vivi<\/strong>.\u00a0Accade nel\u00a0<strong>nostro operoso Nord-ovest<\/strong>, terra (una volta, almeno) di grandi industrie e piccole sfavillanti realt\u00e0 produttive.\u00a0La vicenda peculiare che racconteremo \u00e8 quella della\u00a0<strong>Comital di Volpiano<\/strong>, storica azienda dell\u2019area torinese.<\/p>\n<p>Da sempre capofila del gruppo Cuki, Comital realizza\u00a0<strong>laminati di alluminio<\/strong>\u00a0per il settore farmaceutico e alimentare. Chi di noi, salvo i giovanissimi, non ricorda la pubblicit\u00e0 degli anni \u201980 e \u201990, in cui due fratelli giocano a rugby con un pollo ben avvolto nella stagnola, facendolo finire fin dentro una fontana, eppure alla fine portandolo a casa sano e ben conservato?<\/p>\n<p>Era quella la Comital che passava dalle Partecipazioni statali al Gruppo Valetto, e che impiegava 1000 dipendenti nel sito di Volpiano. Ora\u00a0<strong>i dipendenti sono meno di 140 e l\u2019azienda sta per chiudere<\/strong>. Il morto vivente per\u00f2 non \u00e8 quest\u2019azienda, bens\u00ec Comital \u00e8 la preda.<\/p>\n<p>La gestione Valetto, nonostante un buon andamento di mercato, accumula debiti e inizia a cedere<i>\u00a0asset<\/i>\u00a0del gruppo Comital Saiag. Comital e Cuki entrano nell\u2019orbita del fondo M&amp;C di\u00a0<strong>Carlo de Benedetti<\/strong>. L\u2019ex-amministratore di M&amp;C, Corrado Ariaudo, diventa proprietario del gruppo Comital.<\/p>\n<p>Nel 2014 la francese Aedi, tramite la controllata italiana Lamal\u00f9, diventa proprietaria della fabbrica, o meglio della sola attivit\u00e0 di laminazione dell\u2019alluminio. I capannoni rimangono di propriet\u00e0 di Ariaudo, che si tiene anche il marchio Cuki, di cui continua il rilancio. Lo spezzatino era iniziato da tempo,\u00a0<strong>ora continua il banchetto<\/strong>: gli zombie squartano le carni e se le dividono.<\/p>\n<p>Comital Volpiano sar\u00e0 anche in crisi, ma\u00a0<strong>nel 2014 ripaga i debiti accumulati<\/strong>. Lo fa ad un ritmo addirittura migliore del previsto. Inoltre, ha importanti ordinativi e un mercato in espansione, quello dell\u2019alluminio. L\u2019acquisizione viene celebrata in pompa magna dalle istituzioni regionali e locali, soddisfatte di aver avuto garanzie su sopravvivenza e risanamento della Comital. I primi periodi paiono molto positivi: la nuova propriet\u00e0 assume pi\u00f9 persone di quante ne aveva pattuite, arrivando a 138 dipendenti.<\/p>\n<p>A ben vedere qualche elemento iniziava ad insospettire le istituzioni pi\u00f9 attente.\u00a0<strong>Nessun piano industriale verr\u00e0 mai presentato<\/strong>. I macchinari Comital vengono venduti a una societ\u00e0 che li ri-affitta a 300mila euro al mese alla stessa Comital. Il lavoro abbonda, ma si vedono allo stesso tempo difficolt\u00e0 di approvvigionamento dai fornitori, causa mancati pagamenti da parte di Comital.\u00a0Nel 2017 Lamal\u00f9 definisce improvvisamente i problemi non pi\u00f9 affrontabili,\u00a0<strong>la fabbrica deve chiudere<\/strong>. Il 28 luglio, con conclusione dell\u2019iter a met\u00e0 ottobre.<\/p>\n<p>I numeri per\u00f2 non danno loro ragione. Ci sono tre milioni di euro di perdite, ma a fronte di tredici milioni di euro di capitale sociale. I macchinari (rotti e non ancora riparati) cambiano di prezzo a seconda della propriet\u00e0 sotto cui passano. Il 22% del mercato europeo del laminato d\u2019alluminio rimane in mano a Comital: quando i fornitori vengono pagati, la fabbrica lavora a pieno regime perch\u00e9 ha ordini da smaltire. Si tratta di \u201c<strong>cannibalismo finanziario<\/strong>\u201d, commenta il sindaco di Volpiano.<\/p>\n<p>Aedi non si \u00e8 solo mangiata un concorrente pericoloso. Lo ha divorato pezzo a pezzo e poi alla fine con un morso netto gli ha staccato la testa. L\u2019azienda non \u00e8 fallita e con questi conti non potrebbe fallire; infatti si tratta di \u201c<strong>liquidazione volontaria<\/strong>\u201d. Come un verduriere che si stufa del suo mestiere e tira gi\u00f9 la serranda; ci\u00f2 vuol dire che le autorit\u00e0 pubbliche non possono intervenire. Un imprenditore \u00e8 libero di stufarsi e chiudere la sua impresa. Nessuno pu\u00f2 obbligarlo a cederla a qualcun\u2019altro, che continui a far lavorare le macchine e a dare un impiego ai lavoratori. Neppure se c\u2019\u00e8 mercato per vendere e l\u2019impresa \u00e8 pi\u00f9 che viva.<\/p>\n<p>Il pasto \u00e8 finito, andate in pace. Un corpo (morto) animato dalla fame che si divora un corpo animato dalla vita. Le partite di giro di tipo finanziario che<strong>\u00a0si mangiano le giornate vissute e sofferte di chi lavora<\/strong>\u00a0per portare a casa uno stipendio.\u00a0Comital \u00e8 viva, non solo perch\u00e9 come azienda avrebbe mercato; \u00e8 viva perch\u00e9 vive sono\u00a0<strong>le 138 persone che perderanno il lavoro<\/strong>; le loro famiglie sono vive; i loro affetti, la loro fatica e i loro successi sono quanto di pi\u00f9 vero e vivo ci sia in giro.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 la finanza che \u00e8 morta e porta morte<\/strong>. Che si mangia il lavoro, che \u00e8 quanto di pi\u00f9 vivo ci sia, perch\u00e9 lavoro \u00e8 indubbiamente sinonimo di \u201ctravaglio\u201d, di sofferenza e sacrifici, ma significa anche e soprattutto passione, successi, relazioni, indipendenza economica (cio\u00e8 libert\u00e0) e famiglie (cio\u00e8 responsabilit\u00e0).\u00a0In un mondo in cui la libert\u00e0 economica \u00e8 assoluta e quindi le\u00a0<strong>brame animalesche di questi cadaveri finanziari<\/strong>\u00a0sono permesse e incoraggiate, le aziende \u201csane\u201d somigliano sempre pi\u00f9 ai sopravvissuti assediati, rinchiusi nel fortino in una difesa disperata.<\/p>\n<p>Dovremmo rassegnarci ad una societ\u00e0 di morti che camminano? Chi ha resuscitato i morti? E chi li ha sguinzagliati contro i vivi? Chi invece ha assistito a queste carneficine senza intervenire? Ma soprattutto:\u00a0<strong>se gli zombie si mangiano quel poco lavoro che ci resta, cos\u2019altro ci rimane?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Uno scenario post-apocalittico<\/strong>, citt\u00e0 con pochi potenti che vivono in torri d\u2019oro e masse di superstiti abbruttiti in periferie infelici; dipendenze da droghe, alcol e gioco; famiglie distrutte e separate.<\/p>\n<p>Perfetto per un film di zombie; ma\u00a0<strong>non pu\u00f2 essere la realt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/aristoteles\/capitalismo-zombie-morti-si-mangiano-vivi\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/aristoteles\/capitalismo-zombie-morti-si-mangiano-vivi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE Morti viventi dappertutto. Si aggirano nelle strade delle nostre metropoli, negli aeroporti, nelle zone industriali delle nostre campagne. Quella che stiamo per raccontare \u00e8\u00a0una storia di morti che si mangiano i vivi. 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