{"id":36014,"date":"2017-11-07T09:14:47","date_gmt":"2017-11-07T08:14:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36014"},"modified":"2017-11-06T22:28:50","modified_gmt":"2017-11-06T21:28:50","slug":"il-nominabile-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36014","title":{"rendered":"Il nominabile attuale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PONTE (Mario Pezzella)<\/strong><\/p>\n<p class=\"textjustify\">Fino a che punto una critica tradizionalista della modernit\u00e0 pu\u00f2 coincidere con quella del pensiero radicale? A quale limite si separano e si rende evidente la reciproca distanza? Si pongono queste domande leggendo l\u2019ultimo libro di Roberto Calasso,\u00a0<em>L\u2019innominabile attuale<\/em>\u00a0(Milano, Adelphi, 2017). Il titolo si riferisce al mutamento avvenuto nel mondo a partire dall\u201911 settembre 2011: non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di liquidit\u00e0, di fluidit\u00e0 indeterminata, come fece Bauman per la seconda met\u00e0 del Novecento, ma di vera e propria \u201cinconsistenza assassina\u201d. Calasso mette insieme con questo termine alcuni fenomeni che sembrerebbero apparentemente avere poco in comune: il terrorismo suicida dei fondamentalisti islamici, il decadere dell\u2019esperienza a massa informativa scandita dal ritmo binario e discontinuo dei computer, il declino delle religioni sostituite dal \u201cculto della societ\u00e0 divinizzata\u201d, immanente e fine a se stesso. L\u2019inconsistenza che accomuna questi disparati fenomeni sarebbe caratterizzata da un\u2019adesione all\u2019esistenza immediata, senza pi\u00f9 alcuna traccia di quell\u2019<em>ethos<\/em>\u00a0del trascendimento, che per De Martino (ignorato peraltro da Calasso) costituiva il nucleo della cultura occidentale. Perfino l\u2019omicidio-suicidio terrorista ricade nel mondo \u201cistantaneo e simultaneo\u201d dei media informatici, brilla un attimo e poi ricade in ceneri senza memoria. \u00c8 un puro amore del nulla. La parte pi\u00f9 geniale del libro \u00e8 la seconda, un montaggio letterario di testimonianze degli anni tra il 1933 e il 1945, in cui si rintracciano i segni della fine della cultura europea e la distruzione dell\u2019esperienza che fa da prologo all\u2019inconsistenza attuale. Un filo unisce dunque la terribile prima met\u00e0 del Novecento e ci\u00f2 che ora stiamo vivendo, mentre una parentesi di effimera euforia sembrano gli ultimi decenni del secolo passato.<\/p>\n<p class=\"textjustify\">Calasso fa un uso molto ampio della categoria di secolarizzazione, che per\u00f2 gi\u00e0 a Benjamin sembrava ormai inadeguata. Il capitalismo \u00e8 andato ben al di l\u00e0 della secolarizzazione, secondo il filosofo berlinese: \u00e8 diventato esso stesso un vero e proprio culto religioso, bench\u00e9 demoniaco e invertito rispetto alle immagini tradizionali del sacro. Il dio invisibile \u00e8 stato sostituito dal denaro; i riti dall\u2019adorazione delle merci; lo spirito santo dal valore di scambio. Il capitalismo ha occupato i ruoli simbolici delle antiche religioni, se ne \u00e8 appriopriato distorcendoli dalla loro figura originaria. Come Marx diceva, \u201ctutto si pu\u00f2 vendere o acquistare. La circolazione diviene la grande storta sociale dove tutto affluisce per uscirne di nuovo come cristallo di danaro. Nulla resiste a questa alchimia, neppure le ossa dei santi\u2026\u201d. Di questa sorta di religione demonica e ipnotica del capitale, Calasso stesso si era occupato nella\u00a0<em>Rovina di Kash<\/em>, a proposito del feticismo della merce e dei suoi grilli teologici. Nel suo ultimo libro ripropone invece l\u2019immagine di un\u00a0<em>homo saecularis<\/em>, come lo chiama, e sembra sfuggirgli la presa demonica e sovrarazionale che il capitale \u2013 e non la societ\u00e0 in generale \u2013 esercita sulla psiche dei viventi.<\/p>\n<p class=\"textjustify\">Ma il punto in cui le strade dell\u2019intelligente tradizionalista e del critico sociale si dividono riguarda proprio la tecnica e il capitale: quest\u2019ultimo non viene mai nominato. Per Calasso la crisi della modernit\u00e0 si riassume nel dominio della tecnica, non diversamente che in Severino o ancor prima in Heidegger; mentre per il pensiero critico esso \u00e8 indissociabile dal potere sociale ed economico, che ne determina la figura presente. L\u2019 \u201cinnominabile attuale\u201d non \u00e8 poi cos\u00ec senza nome: molti fili lo legano al processo di astrazione del capitale che consuma i corpi e le menti dei viventi, e li consegna appunto all\u2019inconsistenza.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2017\/11\/04\/il-nominabile-attuale\/#more-2340\">http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2017\/11\/04\/il-nominabile-attuale\/#more-2340<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Mario Pezzella) Fino a che punto una critica tradizionalista della modernit\u00e0 pu\u00f2 coincidere con quella del pensiero radicale? A quale limite si separano e si rende evidente la reciproca distanza? Si pongono queste domande leggendo l\u2019ultimo libro di Roberto Calasso,\u00a0L\u2019innominabile attuale\u00a0(Milano, Adelphi, 2017). Il titolo si riferisce al mutamento avvenuto nel mondo a partire dall\u201911 settembre 2011: non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di liquidit\u00e0, di fluidit\u00e0 indeterminata, come fece Bauman per la&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":17739,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IL-PONTE-e1474101326963.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9mS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36014"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36014"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36014\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36016,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36014\/revisions\/36016"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}