{"id":36079,"date":"2017-11-09T11:00:54","date_gmt":"2017-11-09T10:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36079"},"modified":"2017-11-08T23:03:06","modified_gmt":"2017-11-08T22:03:06","slug":"la-sfida-iran-arabia-saudita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36079","title":{"rendered":"La sfida Iran-Arabia Saudita"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTREFRONTIERA (Lucio Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>Un atto di guerra<\/em>\u00bb. Ecco come il principe designato dell\u2019Arabia Saudita,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/mohammed-bin-salman-arabia-saudita-successore-trono\/\"><strong>Mohammed bin Salman<\/strong><\/a>, ha definito il lancio di un missile proveniente dallo Yemen, che lo scorso 4 novembre ha lambito l\u2019aeroporto internazionale\u00a0<em>King Khaled<\/em>, distante poco pi\u00f9 di 10 km dalla capitale Riad.<\/p>\n<p>L\u2019agenzia ufficiale del regno\u00a0<em>Saudi Press\u00a0<\/em>ha affermato che dietro all\u2019aggressione yemenita c\u2019\u00e8 \u00ab<em>il\u00a0<strong>coinvolgimento diretto del regime iraniano<\/strong>, che fornisce missili alle milizie Houthi<\/em>\u00bb. E che, pertanto, l\u2019episodio rappresenta \u00ab<em>un\u2019aggressione militare diretta del regime iraniano<\/em>\u00bb contro gli interessi sauditi nella regione.<\/p>\n<p>Come noto, Arabia Saudita e Iran sono le due potenze regionali che, nell\u2019intricata mappa del Medio Oriente in mutamento, rappresentano rispettivamente l\u2019Islam sunnita e quello sciita, ovvero due visioni in eterno conflitto tra loro in una terra dove politica e religione si fondono inscindibilmente.<\/p>\n<p>Da questa netta contrapposizione, e complice la concorrenza economica in ambito energetico, sono scaturite una serie di guerre per procura che, anno dopo anno, aumentano sempre pi\u00f9 le probabilit\u00e0 di un futuro scontro diretto tra Riad e Teheran. Anche se, a dire il vero, finora entrambi i Paesi hanno voluto evitare a ogni costo l\u2019inizio di un conflitto diretto.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9, come ha ben sottolineato Jonathan Marcus, corrispondente diplomatico della\u00a0<em>BBC<\/em>, Iran e Arabia Saudita sono oggi impegnati in una pi\u00f9 comoda \u00ab<em><strong>guerra fredda regionale<\/strong>\u00a0per l\u2019influenza e il potere<\/em>\u00bb, dove \u00ab<em>mentre i due principali protagonisti non sono direttamente coinvolti nella lotta, i loro rappresentanti sono invece impegnati a scontrarsi in diversi campi di battaglia<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>I luoghi dello scontro<\/strong><\/h2>\n<p>Uno di questi campi \u00e8 proprio lo\u00a0<strong>Yemen<\/strong>, Paese da quale \u00e8 partito il missile della discordia e dove dal marzo 2015 i soldati di Riad combattono gli Houthi. Ovvero milizie sciite appoggiate dall\u2019Iran e supportate anche dagli Hezbollah libanesi, che a loro volta sono uno strumento di lotta nelle mani di Teheran. Cos\u00ec, la crisi yemenita lungi dall\u2019essere risolta ha creato una delle pi\u00f9 gravi emergenze umanitarie al mondo, dove sono gi\u00e0 oltre ottomila le vittime, morte non solo per la guerra ma anche per fame e per un\u2019epidemia di colera che ha colpito quasi un milione di soggetti.<\/p>\n<p>I sauditi sono impantanati in Yemen da due anni nel tentativo inane di contrastare l\u2019influenza iraniana e ripristinare il governo di Mansour Hadi, spodestato dagli Houthi con un colpo di stato. L\u2019Iran, nel frattempo, ha preso l\u2019iniziativa in\u00a0<strong>Siria<\/strong>, dove ha contribuito alle vittorie militari del governo di Bashar Al Assad contro le milizie ribelli supportate anche dall\u2019Arabia Saudita. Inoltre, il regime iraniano ha ipotecato\u00a0<strong>l\u2019Iraq<\/strong>, contribuendo a rifornire di armi, denaro e truppe il governo di Baghdad, che ha recentemente sconfitto lo Stato Islamico e ora muove guerra contro le forze curde per riportare lo stato ai confini ante-guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_73045\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-73045 size-full\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oltrefrontiera_Medio_Oriente_mappa.png\" alt=\"Medio_Oriente_mappa\" width=\"843\" height=\"574\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La mappa del Medio Oriente oggi<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma la contrapposizione Iran-Arabia Saudita non si ferma qui. Dopo aver coinvolto anche il\u00a0<strong>Qatar<\/strong>\u00a0\u2013 colpito da un embargo da parte delle potenze sunnite della regione pi\u00f9 l\u2019Egitto, che hanno isolato economicamente l\u2019emirato con l\u2019accusa di fare affari con Teheran \u2013 la \u201cguerra fredda mediorientale\u201d si sta ora spostando in\u00a0<strong>Libano<\/strong>, dove la longa manus di Teheran si chiama Hezbollah, il \u201cpartito di Dio\u201d met\u00e0 organizzazione politica e met\u00e0 paramilitare.<\/p>\n<p>Hezbollah \u00e8 considerato organizzazione terroristica da numerosi Paesi, tra cui Stati Uniti e Israele, e la sua influenza nella politica libanese \u00e8 tale da avergli permesso di sostituirsi allo stato in numerose regioni, in particolare nel sud del paese e nella valle della Bekaa.<\/p>\n<p>Con le dimissioni del premier libanese Saad Hariri a inizio novembre, si \u00e8 aperta ufficialmente la crisi. Hariri si \u00e8 congedato in polemica con l\u2019ingerenza iraniana nella politica nazionale e, attraverso di lui, i sauditi hanno cercato di scatenare una crisi politica nel cuore del potere sciita mediterraneo, che potrebbe precipitare il Libano nell\u2019instabilit\u00e0 e in un nuovo conflitto armato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Il futuro del conflitto<\/strong><\/h2>\n<p>Messe insieme, queste azioni rappresentano un percorso a tappe che potrebbe condurre a una\u00a0<strong>guerra su larga scala<\/strong>\u00a0tra Iran e Arabia Saudita, che avrebbe quale effetto deleterio il coinvolgimento dei rispettivi alleati: da una parte Russia, Libano e i governi centrali di Siria e Iraq; dall\u2019altra Stati Uniti, Israele e le numerose milizie sunnite orfane di un riconoscimento politico nel vuoto di potere lasciato dal Califfato nella regione. A tutti loro, si potrebbero inoltre aggiungere le popolazioni curde, che lottano per l\u2019indipendenza sia da Damasco che da Baghdad, e la Turchia che nutre mire espansionistiche nella regione.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 costituirebbe la seconda fase della guerra civile siro-irachena. Una fase che prenderebbe le dimensioni di un conflitto internazionale, dalle conseguenze impredittibili e di certo nefaste per gli equilibri mondiali. L\u2019Arabia Saudita sa bene di non poter battere in alcun modo l\u2019Iran, n\u00e9 reclutando altre milizie regionali n\u00e9 con le armi fornite loro dagli americani. Allo stesso tempo, l\u2019Iran \u00e8 consapevole che una guerra diretta minerebbe i risultati economici raggiunti a fatica dopo anni di buone relazioni con numerosi interlocutori internazionali, oggi pronti a investire sul Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_73046\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-73046 size-full\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oltrefrontiera_Medio_Oriente_futuro.png\" alt=\"Medio_Oriente_futuro\" width=\"837\" height=\"569\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Come potrebbe cambiare l\u2019assetto dei Paesi mediorientali in un futuro non troppo lontano<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che sinora la diplomazia e le menti pi\u00f9 avvedute sia della\u00a0<strong>casa regnante saudita<\/strong>\u00a0sia degli\u00a0<strong>ayatollah iraniani<\/strong>\u00a0hanno fatto in modo di non creare il fatidico casus belli, il rischio di un passo falso \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo. Questo condurrebbe se non alla fine, di certo al pesante ridimensionamento di entrambi i Paesi. In favore anzitutto dei curdi e delle forze sunnite che non si riconoscono n\u00e9 in Damasco n\u00e9 in Baghdad. E a cascata gli altri attori regionali che sinora hanno osservato da vicino l\u2019evolvere della situazione: Giordania, Israele e i numerosi governi locali che, dall\u2019Afghanistan alla penisola araba, non vogliono pi\u00f9 sottostare ad alcun potere centrale.<\/p>\n<p>Esiste persino una mappa, che circola dai tempi dell\u2019invasione americana in Iraq del 2003 e che ridisegna i possibili confini di un riassestamento regionale post-bellico. Mappa poi riadattata ai tempi del conflitto civile siro-iracheno dalla reporter veterana di affari esteri\u00a0<strong>Robin Wright<\/strong>. In entrambe le versioni, curiosamente, l\u2019Arabia Saudita per come la intendiamo oggi, non esisterebbe pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/arabia-saudita-iran-scontro-sunniti-sciiti-medio-oriente\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/arabia-saudita-iran-scontro-sunniti-sciiti-medio-oriente\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTREFRONTIERA (Lucio Tirinnanzi) \u00abUn atto di guerra\u00bb. Ecco come il principe designato dell\u2019Arabia Saudita,\u00a0Mohammed bin Salman, ha definito il lancio di un missile proveniente dallo Yemen, che lo scorso 4 novembre ha lambito l\u2019aeroporto internazionale\u00a0King Khaled, distante poco pi\u00f9 di 10 km dalla capitale Riad. L\u2019agenzia ufficiale del regno\u00a0Saudi Press\u00a0ha affermato che dietro all\u2019aggressione yemenita c\u2019\u00e8 \u00abil\u00a0coinvolgimento diretto del regime iraniano, che fornisce missili alle milizie Houthi\u00bb. 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