{"id":36145,"date":"2017-11-11T10:06:11","date_gmt":"2017-11-11T09:06:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36145"},"modified":"2017-11-10T23:07:52","modified_gmt":"2017-11-10T22:07:52","slug":"il-libano-nuovo-epicentro-della-crisi-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36145","title":{"rendered":"Il Libano nuovo epicentro della crisi in medio oriente"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTREFRONTIERA (Luca Steinmann)<\/strong><\/p>\n<p>La crisi mediorientale evade i confini siriani e si estende in\u00a0<strong>Libano<\/strong>. Sabato 4 novembre il primo ministro libanese\u00a0<strong>Saad Hariri<\/strong>\u00a0ha annunciato le dimissioni perch\u00e9, a suo dire, sarebbe in pericolo di vita a causa di un piano omicida nei suoi confronti studiato dall\u2019Iran e dai suoi alleati di ferro in Libano: gli Hezbollah. Hariri, prima di dimettersi, ha incontrato a Beirut\u00a0<strong>Ali Velayati<\/strong>, consigliere del leader supremo della rivoluzione iraniana Ali Khamenei. Dopo averlo ricevuto \u00e8 volato in Arabia Saudita dove, di fronte alle telecamere della tv locale\u00a0<em>al Jadeed<\/em>, ha annunciato il suo passo indietro puntando il dito contro l\u2019Iran, accusandolo influenzare il Libano seminando \u00abdiscordia tra i figli della stessa nazione\u00bb e \u00abcreando uno Stato nello Stato\u00bb.<\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 delle avvenute dimissioni lasciano pensare che il\u00a0<strong>confronto tra Iran e Arabia Saudita<\/strong>, i due principali attori che si contendono l\u2019egemonia sul mondo arabo-musulmano, si sia ormai esteso in tutta la regione mediorientale e abbia nel Libano il suo nuovo epicentro. La cosiddetta \u201cSvizzera del Medio Oriente\u201d \u00e8 infatti da decenni il terreno regionale sul quale le grandi potenze internazionali si combattono attraverso le milizie locali a loro affiliate per motivi politici, imprenditoriali e religiosi. Se l\u2019Iran \u00e8 il grande sponsor degli sciiti di Hezbollah, l\u2019Arabia Saudita ha da tempo nella famiglia sunnita degli Hariri i propri rappresentanti.<\/p>\n<p>Nel corso della storia persiani e sauditi si sono a lungo combattuti ma mai attaccati direttamente. Il confronto militare \u00e8 sempre avvenuto attraverso\u00a0<strong>Paesi terzi<\/strong>. \u00c8 stato cos\u00ec durante la guerra civile in Libano; nella guerra del 1980 tra Iran e l\u2019Iraq del sunnita Saddam Hussein, sostenuto da Riad e dagli americani; oggi \u00e8 cos\u00ec nella guerra in\u00a0<strong>Siria<\/strong>\u00a0e in quella nello\u00a0<strong>Yemen<\/strong>\u00a0e sembra che il Libano stia tornando a essere la nuova e pi\u00f9 pericolosa zona di faglia. Difficilmente infatti Hariri avrebbe potuto prendere una decisione cos\u00ec importante senza l\u2019avvallo dei suoi protettori sauditi. Molti aspetti fanno pensare che dietro il suo gesto vi sia la volont\u00e0 dei Saud di attaccare l\u2019Iran attraverso il Libano.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>La \u201cSvizzera del Medio Oriente\u201d \u00e8 da decenni il terreno sul quale le grandi potenze internazionali si combattono attraverso le milizie locali. L\u2019Iran \u00e8 il grande sponsor degli sciiti di Hezbollah, l\u2019Arabia Saudita fa riferimento alla famiglia sunnita degli Hariri<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Le dimissioni, infatti, stanno riducendo notevolmente il credito politico di Hariri in patria. Esse stanno innanzitutto compromettendo le sue alleanze politiche. Il presidente della repubblica\u00a0<strong>Michel Aoun<\/strong>, per esempio, si \u00e8 rifiutato di accettarle proprio per le modalit\u00e0 con cui sono avvenute (dall\u2019estero e per bocca di media stranieri) e ha invitato Hariri a rimpatriare per rassegnarle secondo i protocolli costituzionali. Inoltre la sua fuga in Arabia Saudita ha lasciato la sua comunit\u00e0, quella sunnita, orfana di un leader generando cos\u00ec malumori interni. Ma soprattutto il vuoto da lui lasciato rischia di generare una crisi politica destabilizzante per tutto il Paese. A rispondere a questo vuoto \u00e8 stato\u00a0<strong>Hezbollah<\/strong>, l\u2019unica formazione ad avere i numeri e la forza per garantire stabilit\u00e0 istituzionale. Il suo leader\u00a0<strong>Hasan Sayed Nasrallah<\/strong>\u00a0ha colto la palla al balzo per rivolgersi a tutti i libanesi utilizzando toni concilianti da capo di Stato e ponendo il suo movimento come unica fonte di stabilit\u00e0 interna da contrapporsi al disordine generato dalle mosse dei Saud.<\/p>\n<h3><strong>A cosa punta l\u2019Arabia Saudita destituendo Hariri<\/strong>?<\/h3>\n<p>Le ipotesi principali sono due. La prima \u00e8 quella di creare un vuoto istituzionale che destabilizzi il Paese e lo porti verso una\u00a0<strong>conflittualit\u00e0 civile<\/strong>\u00a0che induca le milizie radicali sunnite presenti sul territorio a unirsi e combattere insieme il comune nemico sciita, dunque Hezbollah. All\u2019interno del delicatissimo campo minato libanese sono ancora numerosi sia i gruppi radicali sunniti che quelli propriamente terroristici, come l\u2019ISIS e il fronte qaedista Al Nusra (oggi a capo di un\u2019ampia coalizione islamista chiamata Hayat Tahrir al-Sham), che controllano alcuni spicchi di territorio e che sono pronti a entrare in azione. Questi gruppi sono spesso in conflitto reciproco, un inasprimento delle tensioni tra sciiti e sunniti potrebbe spingerli all\u2019unit\u00e0 e creare le condizioni perch\u00e9 diventino, nei fatti, le braccia armate per ridurre il ruolo di Hezbollah.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>Riad punta a creare un vuoto istituzionale che destabilizzi il Paese e lo porti verso una\u00a0<strong>conflittualit\u00e0 civile<\/strong>\u00a0che induca le milizie radicali sunnite presenti sul territorio a unirsi e combattere insieme il comune nemico sciita, dunque Hezbollah<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>La seconda ipotesi, che non esclude la prima, \u00e8 che i sauditi abbiano deciso di fare un passo indietro per\u00a0<strong>stimolare Israele ad attaccare il Libano<\/strong>. In assenza di una forte opposizione sunnita all\u2019interno del Paese dei cedri la coalizione di Hezbollah potrebbe ottenere un\u2019egemonia tale da far preoccupare il vicino israeliano che da tempo \u00e8 preparato per una invasione del Libano volta a eliminare la minaccia rappresentata dall\u2019arsenale missilistico di Hezbollah. L\u2019ingresso a tutti gli effetti del Libano nell\u2019asse sciita, che lo renderebbe un vero e proprio satellite dell\u2019Iran confinante direttamente con la cosiddetta Palestina occupata, potrebbe generare una guerra con Israele. In quel caso l\u2019Arabia Saudita riuscirebbe a fare attaccare il proprio grande nemico dal potente esercito israeliano.<\/p>\n<p>La guerra in Siria sta terminando, l\u2019ISIS sta venendo sconfitto come Stato territoriale, Assad sta vincendo. Eppure i mandanti di tutte le parti in causa restano in conflitto reciproco. L\u2019Arabia Saudita si sta trovando in difficolt\u00e0 in tutti i terreni di scontro in cui \u00e8 ingaggiata con l\u2019Iran. Ha dovuto accettare la permanenza al potere di Bashar al Assad in una Siria ormai parte dell\u2019asse sciita, \u00e8 rimasta impantanata nello Yemen in una guerra in cui non riesce a sconfiggere gli alleati di Teheran. Il Libano sembra essere il nuovo tavolo che vuole aprire per espandere questo confronto e cambiarne le sorti. E, con il coinvolgimento israeliano, potrebbe essere decisivo.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/libano-crisi-scontro-arabia-saudita-iran\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/libano-crisi-scontro-arabia-saudita-iran\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTREFRONTIERA (Luca Steinmann) La crisi mediorientale evade i confini siriani e si estende in\u00a0Libano. 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