{"id":36190,"date":"2017-11-13T10:15:58","date_gmt":"2017-11-13T09:15:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36190"},"modified":"2017-11-12T21:35:14","modified_gmt":"2017-11-12T20:35:14","slug":"gli-usa-vogliono-riallineare-larchitettura-del-dominio-mondiale-con-la-forza-delle-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36190","title":{"rendered":"Gli USA vogliono riallineare l&#8217;architettura del dominio mondiale con la forza delle armi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (a cura di Luigi Longo)<\/strong><\/p>\n<p>La lettura dell\u2019articolo di Federico Dezzani su\u00a0<em>Assalto all\u2019Eurasia: la Corea del Nord \u00e8 solo l\u2019antipasto<\/em>, apparso sul blog:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.federicodezzani.altervista.org\/\">www.federicodezzani.altervista.org<\/a>\u00a0il 26 ottobre m.s., \u00e8 interessante perch\u00e9 fa riflettere sulle strategie di attacco\u00a0<em>a tutto mondo<\/em>\u00a0degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p><em>La prima riflessione<\/em>. Gli USA minacciano ritorsioni contro la Corea del Nord perch\u00e9 si \u00e8 dotata della prima bomba termonucleare per la difesa della propria indipendenza. Le minacce non riguardano tanto la Corea del Nord, quanto la Cina e la Russia (l\u2019<strong>Heartland<\/strong>) perch\u00e9 osano mettere in discussione gli attuali equilibri statunitensi nell\u2019area pacifica (per non parlare nell\u2019area mediorientale e africana) e indebolire i nodi strategici del\u00a0<strong>Rimland (<\/strong>che va dall\u2019Europa all\u2019estremo Oriente)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p><em>La seconda riflessione.\u00a0<\/em>L\u2019Europa delle regioni, che avanza sulle rovine delle nazioni, render\u00e0 impossibile qualsiasi ruolo da protagonista, nelle fasi multicentrica e policentrica, sia delle nazioni sovrane sia di una futura Europa delle nazioni sovrane.<\/p>\n<p><em>La terza riflessione<\/em>. Gli USA vogliono evitare qualsiasi ipotetica alleanza tra la Cina (attuale potenza economica) e la Russia (attuale potenza militare) che possa mettere in discussione il loro dominio mondiale in declino, che essi rilanciano con la forza delle armi perch\u00e9 non accettano un mondo multicentrico. Questo,\u00a0<em>a prescindere<\/em>\u00a0dal conflitto interno tra i loro agenti strategici: l<em>a potenza imperiale americana nella rappresentazione formale che fa di se stessa, ha la guerra come forma privilegiata, se non addirittura unica, di attestazione della sua esistenza,<\/em>\u00a0oltre ad\u00a0<em>una missione speciale da compiere ed essere pertanto, l\u2019unica nazione indispensabile del mondo<\/em>\u00a0(Progetto Messianico).<\/p>\n<p>Non so se le potenze mondiali sono gi\u00e0 delineate all\u2019interno dello scontro tra\u00a0<em>Terra e Mare<\/em>: i giochi sono aperti e la fase multicentrica sta delineando i centri delle potenze mondiali che saranno definite con le loro alleanze nella fase policentrica. Resta da capire bene le strategie e le percezioni del mondo della Cina sia in relazione alla Russia sia in relazione agli USA (senza dimenticare l\u2019India).<\/p>\n<p>Le relazioni cinesi e russe a livello mondiale, in questa fase, sono orientate rispettivamente l\u2019una dalle sfere economico- finanziaria e politica, l\u2019altra dalle sfere militare e politica: ci\u00f2 \u00e8\u00a0<strong>insufficiente<\/strong>\u00a0per mettere in discussione l\u2019egemonia statunitense. Quindi parlo di due potenze mondiali emergenti che si difendono dall\u2019attacco degli USA e lottano per un mondo multicentrico nel rispetto delle proprie differenze.<\/p>\n<p>L\u2019Europa? Essa \u00e8 uno spazio americanizzato e occupato da basi militari USA-NATO (qui la Nato \u00e8 intesa prevalentemente come strumento militare dell\u2019agire statunitense) e non sar\u00e0 protagonista nelle diverse fasi della storia mondiale. E\u2019 sempre pi\u00f9 un\u00a0<em>continente<\/em>\u00a0in mano agli USA per le loro strategie di dominio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ASSALTO ALL\u2019EURASIA: LA COREA DEL NORD \u00c8 SOLO L\u2019ANTIPASTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Federico Dezzani<\/strong><\/p>\n<p>Crescono le tensioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti d\u2019America: la determinazione di Pyongyang a sviluppare il proprio deterrente nucleare si scontra con la convinzione di Washington che l\u2019atomica nordcoreana abbia una natura offensiva. \u00c8 ormai chiaro che, qualsiasi amministrazione occupi la Casa Bianca, la strategia di fondo non cambia: la potenza marittima americana ed i suoi alleati mirano a circondare il blocco euroasiatico su ogni lato. L\u2019arsenale atomico di Pyonyang \u00e8 solo un pretesto per militarizzare la regione e contenere la potenza navale cinese. Un\u2019eventuale attacco alla Nord Corea anticiperebbe soltanto una guerra gi\u00e0 ben delineata: l\u2019ennesimo scontro tra terra e mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019Heartland (Cina e Russia), il Rimland (la Corea) e le potenze marittime (USA)<\/strong><\/p>\n<p>Marx ed Engels definivano \u201cstruttura\u201d l\u2019economia e il sistema produttivo, \u201csovrastruttura\u201d la politica, la cultura e la religione. La storia universale sarebbe quindi, secondo i due filosofi tedeschi trapiantati a Londra, questione di lavoro e capitale. Sbagliarono e, probabilmente, furono anche consapevoli del loro errore. \u201cStruttura\u201d \u00e8 la volont\u00e0 di potenza degli Stati e la geopolitica, la scienza che studia questa volont\u00e0 di potenza, \u00e8 il miglior strumento per capire ed interpretare la storia.\u00a0<strong>In particolare, la storia \u00e8 basata sulla volont\u00e0 del \u201cmare\u201d di sottomettere la \u201cterra\u201d e sull\u2019opposto desiderio della \u201cterra\u201d di domare il \u201cmare\u201d<\/strong>. Atene contro Sparta, Cartagine contro Roma, i Saraceni contro Bisanzio, Olanda contro Spagna, Inghilterra contro Francia, Londra contro Berlino, Washington contro Mosca.<\/p>\n<p>Di fronte a questo scontro plurisecolare, mosso da forze telluriche che trascendono il contingente, tutto \u00e8 \u201csovrastruttura\u201d: tutto \u00e8 accessorio, superfluo, quasi scontato. Le ideologie, le religioni, le singole personalit\u00e0 politiche. Tutto si muove perch\u00e9 la terra ed il mare bramano la guerra, in attesa della battaglia finale (se mai verr\u00e0).<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 utile, per chi volesse capire lo scenario internazionale, lo studio di\u00a0<em>\u201cThe Geographical Pivot of History\u201d,\u00a0<\/em>pubblicato nel 1904 da\u00a0<strong>Halford John Mackinder\u00a0<\/strong>che la lettura di tutta la stampa specializzata attuale. Mackinder, esponente di spicco della talassocrazia per eccellenza, i<strong>l Regno Unito,\u00a0<\/strong>osserva il mappamondo ed individua nel cuore dell\u2019Eurasia, zona inaccessibile alle potenze marittime,\u00a0<strong>\u201cl\u2019area pivot\u201d\u00a0<\/strong>del globo terrestre: quell\u2019area che, se debitamente organizzata dal punto di vista militare, logistico, economico e sociale, pu\u00f2 schiudere, per chi la controlla, l\u2019egemonia mondiale. Mackinder, in particolare, osserva con timore\u00a0<strong>la costruzione delle ferrovie russe,<\/strong>\u00a0capaci di spostare merci e soldati nelle sconfinate pianure come navi sul mare. Guai, dice Mackinder, se la Russia si alleasse alla Germania. Con un\u2019incredibile preveggenza, Mackinder, chiude il suo pensiero con uno scenario ancora pi\u00f9 preoccupante:\u00a0<strong>l\u2019integrazione tra la Cina ed il retroterra russo.<\/strong><\/p>\n<p>Seguiranno due guerre mondiali, che consentiranno agli angloamericani di annichilire la Germania e insediarsi in Europa (NATO-CEE\/UE) e in Oriente (CENTO e SEATO, poi sciolte).<\/p>\n<p>Durante lo svolgimento della Seconda Guerra Mondiale, lo stratega olandese, naturalizzato americano,\u00a0<strong>Nicholas J. Spykman\u00a0<\/strong>(1893-1943), pubblica un\u2019opera (<em>America\u2019s Strategy in World Politics<\/em>) che vuole aggiornare ed integrare il lavoro di Mackinder, per adattarlo alla prossima realt\u00e0 geopolitica: poco importa, dice Spykman, chi controlla l\u2019Heartland (URSS e la Cina che diverr\u00e0 presto comunista), l\u2019importante \u00e8 che le potenze marittime \u201ccontengano\u201d il nemico,\u00a0<strong>circondandolo con una serie di Stati-satelliti cos\u00ec di depotenziarlo.\u00a0<\/strong>A fianco dell\u2019Heartland, nasce cos\u00ec il\u00a0<strong>\u201cRimland\u201d,\u00a0<\/strong>rappresentato da tutti quegli appigli (dall\u2019Italia al Giappone, passando per l\u2019India) con cui le talassocrazie possono aggrapparsi alla masse terrestre. Non \u00e8, in realt\u00e0, un pensiero nuovo: gi\u00e0 Mackinder, infatti, aveva evidenziato l\u2019importanza di queste\u00a0<strong>\u201cteste di ponte\u201d,\u00a0<\/strong>indispensabili per le potenze marittime. Tra le teste di ponte citate da Mackinder nel 1904\u2026\u00a0<strong>c\u2019\u00e8 anche la Corea!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Iosif Stalin<\/strong>, ben consapevole dell\u2019importanza di questo lembo di terra lungo 950 km, piuttosto brullo ed inospitale, decide di sfrattare gli americani dal condominio che si \u00e8 creato dopo la sconfitta del Giappone: sovietici ed americani, infatti, si incontrano al 38esimo parallelo ed ognuno, nella propria met\u00e0, ha installato un governo amico. All\u2019alba del 25 giugno 1950, l\u2019esercito nordcoreano attraversa il\u00a0<strong>38esimo parallelo<\/strong>, travolgendo le difese sudcoreane. Caduta Seul, il 30 giugno, il presidente Truman autorizza il generale\u00a0<strong>Douglas MacArthur\u00a0<\/strong>ad intervenire: comincia cos\u00ec la guerra che si protrarr\u00e0 fino al 1953 e si concluder\u00e0 con un sostanziale pareggio (il confine tra le due Coree rimane fissato al 38esimo parallelo), grazie\u00a0<strong>al massiccio intervento della Cina<\/strong>. Il regime di\u00a0<strong>Kim Il Sung\u00a0<\/strong>(1912-1994) superer\u00e0 la Guerra Fredda senza altri particolari colpi di scena, grazie al costante appoggio cinese.<\/p>\n<p>Simpatico aneddoto: l\u2019ex-agente del SISMI,\u00a0<strong>Francesco Pazienza<\/strong>, incontra i nordcoreani negli anni \u201880 alle isole Seychelles, dove gestiscono il servizio informazioni del presidente\u00a0<strong>Ti France Ren\u00e9.\u00a0<\/strong>Propongono a Pazienza di eliminare un agente CIA, di cittadinanza italiana, che gira per le isole facendo troppe domande: il suo nome \u00e8\u00a0<strong>Antonio Di Pietro<\/strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Nel 1991 collassa l\u2019URSS e le potenze marittime riprendono la loro marcia verso l\u2019Heartland (allargamento ad est della NATO, Georgia, Asia Centrale, etc. etc.). In questo contesto, la Corea del Nord \u00e8 una potenza ostile situata nella fascia intermedia, il suddetto Rimland: il suo destino dovrebbe essere lo stesso quello della Jugoslavia. L\u2019amministrazione Clinton, che apre\u00a0<strong>le porte del WTO della Cina<\/strong>, ha per\u00f2 scarso interesse a scatenare una guerra a poca distanza dall\u2019area in cui le imprese americane stanno delocalizzando. L\u2019amministrazione Bush valuta il cambio di regime nel 2003, ma il pantano iracheno raffredda l\u2019ardore bellico di\u00a0<strong>Donald Rumsfeld e soci.<\/strong><\/p>\n<p>Resta il fatto che qualsiasi Stato ostile agli USA e privo di arsenale atomico pu\u00f2 essere rovesciato in qualsiasi momento: Pyongyang accelera quindi il proprio programma nucleare bellico, usando uranio locale, e nel 2006 effettua con successo il primo test atomico. Nel caos dell\u2019Ucraina post-Euromaidan<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a>\u00a0(2014), i nordcoreani acquistano\u00a0<strong>i missili balistici SS-18<\/strong>; il 29 agosto 2017 lanciano il primo vettore che sorvola il Giappone per inabissarsi nel Pacifico; il 3 settembre 2017 testano la p<strong>rima bomba termonucleare.<\/strong><\/p>\n<p>La Nord Corea \u00e8 ora nel ristretto club atomico: dispone di un arsenale che, in teoria, dovrebbe dissuadere qualsiasi aggressore.\u00a0<strong>Il celebre \u201cdeterrente nucleare\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>La storia finirebbe qui se, come per\u00f2 sottolineato in precedenza, la penisola coreana non fosse parte di quel \u201cRimland\u201d con cui le potenze marittime circondano, contengono e, all\u2019occorrenza, attacco \u201cl\u2019Heartland\u201d: \u00e8 proprio quest\u2019ultimo, non la piccola Corea del Nord, che ossessiona le talassocrazie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/nuova-via-della-seta-il-mondo-visto-da-oriente-che-conviene-allitalia\/\">L\u2019intero continente euroasiatico, dal Mar Meridionale Cinese al Mar Baltico, si sta coprendo di ferrovie ad alta velocit\u00e0 ed alta capacit\u00e0, anno dopo anno.<\/a>\u00a0Cina e Russia conducono esercitazioni navali congiunte nel Pacifico come nel Mediterraneo. Gasdotti ed oleodotti attraversano i due Paesi. Pechino costruisce linee ferroviarie capaci di raggirare lo Stretto di Malacca (attraverso la Birmania) o di raggiungerlo in poche ore (attraverso la Malesia), indebolendo cos\u00ec la funzione di Singapore.<strong>\u00a0\u201cL\u2019area pivot\u201d di Mackinder non \u00e8 mai stata cos\u00ec viva e dinamica, ponendo le talassocrazie di fronte ad un bivio: la capitolazione o l\u2019attacco.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 in questa cornice che va collocata la tensione tra angloamericani e nordcoreani: poco importa a Washington dell\u2019arsenale di Kim Jong-un, molto invece della crescente potenza navale cinese (nell\u2019aprile del 2017 i cantieri di Dalian hanno varato la prima portaerei Made in China) e della cooperazione con quella russa. Sia Mosca che Pechino ne sono coscienti ed \u00e8 per questo che a settembre hanno votato in sede ONU\u00a0<strong>le sanzioni contro Pyongyang<\/strong>, sebbene edulcorate quanto basta da non portare il regime al collasso<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a>: il nucleare nordcoreano \u00e8 soltanto un pretesto utile alle talassocrazie per tentare di strangolare il blocco continentale.<\/p>\n<p>Un comodo espediente\u00a0<strong>per il dispiegamento dei missili THAAD in Sud Corea<\/strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/#sdfootnote4sym\"><sup>4<\/sup><\/a>, duramente contestato dalla Cina,\u00a0<strong>per il riarmo del Giappone\u00a0<\/strong>(che gioca oggi un ruolo identico al Giappone filo-britannico ed anti-cinese di inizio Novecento),\u00a0<strong>per la riesumazione della SEATO<\/strong>: sono questi gli obbiettivi che interessano a Washington e Londra, resi possibili dall\u2019arsenale atomico nordcoreano. Il presidente Donald Trump, sempre pi\u00f9 avvinghiato nella ragnatela di Washington, lancer\u00e0 un attacco preventivo contro la Nord Corea? Se cos\u00ec fosse, significherebbe soltanto\u00a0<strong>anticipare al 2017\u00a0<\/strong>una guerra gi\u00e0 ben delineata.\u00a0<strong>L\u2019ennesimo scontro tra terra e mare.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/#sdfootnote1anc\">1<\/a>Francesco Pazienza, il Disubbidiente, Longanesi, 1999, pg. 460<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/#sdfootnote2anc\">2<\/a>https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/08\/14\/world\/asia\/north-korea-missiles-ukraine-factory.html<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/#sdfootnote3anc\">3<\/a>https:\/\/www.vox.com\/world\/2017\/9\/12\/16294020\/russia-china-water-un-sanction-north-korea<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/assalto-alleurasia-la-corea-del-nord-e-solo-lantipasto\/#sdfootnote4anc\">4<\/a>http:\/\/edition.cnn.com\/2017\/09\/07\/asia\/south-korea-thaad-north-korea\/index.html<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/11\/09\/gli-usa-vogliono-riallineare-larchitettura-del-dominio-mondiale-con-la-forza-delle-armi-a-cura-di-luigi-longo\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/11\/09\/gli-usa-vogliono-riallineare-larchitettura-del-dominio-mondiale-con-la-forza-delle-armi-a-cura-di-luigi-longo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (a cura di Luigi Longo) La lettura dell\u2019articolo di Federico Dezzani su\u00a0Assalto all\u2019Eurasia: la Corea del Nord \u00e8 solo l\u2019antipasto, apparso sul blog:\u00a0www.federicodezzani.altervista.org\u00a0il 26 ottobre m.s., \u00e8 interessante perch\u00e9 fa riflettere sulle strategie di attacco\u00a0a tutto mondo\u00a0degli Stati Uniti d\u2019America. 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