{"id":36199,"date":"2017-11-13T11:48:48","date_gmt":"2017-11-13T10:48:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36199"},"modified":"2017-11-12T21:52:10","modified_gmt":"2017-11-12T20:52:10","slug":"assange-ci-aveva-judo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36199","title":{"rendered":"Assange ci aveva judo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PEDANTE<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/la-dittatura-in-un-click-dematerializzazione-e-distruzione-della-democrazia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo precedente<\/a>\u00a0sui pericoli del voto elettronico ha suscitato le obiezioni di alcuni lettori che mi offrono in questa appendice lo spunto per integrare e completare la fenomenologia l\u00ec intrapresa.<\/p>\n<p>Molti di quei lettori hanno parlato di tecnologia\u00a0<b>blockchain\u00a0<\/b>per contestare le mie analisi sull&#8217;insicurezza intrinseca delle procedure informatiche applicate al voto e, in subordine, ad altri ambiti critici come denaro, salute, comunicazioni riservate. La blockchain \u00e8 un sistema di replicazione e distribuzione di una base di dati corredata da un certificato elettronico non falsificabile che ne attesta la coerenza in un dato momento. Le informazioni contenute in un database protetto da blockchain non possono essere alterate dai non aventi diritto, perch\u00e9 ci\u00f2 determinerebbe l&#8217;incoerenza del set con gli altri esemplari, e quindi la sua falsificazione. I database protetti sono criptati, sicch\u00e9 risultano illeggibili a chi non ne \u00e8 proprietario o utente autorizzato.<\/p>\n<p>Ora, in che modo questa ingegnosa tecnologia pu\u00f2 rendere il voto elettronico sicuro almeno tanto quanto il cartaceo? Purtroppo,\u00a0<b>in nessun modo<\/b>. Innanzitutto perch\u00e9 si applica alla\u00a0<i>conservazione<\/i>\u00a0dei dati, non alla loro\u00a0<i>acquisizione<\/i>, cio\u00e8 non al problema sollevato nell&#8217;articolo di garantire la coerenza dell&#8217;input (il dito che tocca \u00abs\u00ec\u00bb sul tablet) con l&#8217;output (il tablet che scrive \u00abs\u00ec\u00bb nel database). Per gli stessi motivi, non pu\u00f2 nemmeno certificare la bont\u00e0 del codice installato sui dispositivi.<\/p>\n<p>Un\u00a0<a href=\"https:\/\/eprint.iacr.org\/2013\/615.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">problema irrisolvibile a monte<\/a>, che diventa drammatico nella sciagurata variante del voto online, \u00e8 che con i sistemi elettronici di voto\u00a0<b>non si possono soddisfare contemporaneamente i requisiti dell&#8217;anonimato e della verificabilit\u00e0 del voto<\/b>. Se si tutela l&#8217;anonimato come nell&#8217;implementazione primitiva del referendum lombardo, l&#8217;elettore non ha la possibilit\u00e0 di verificare che il suo voto sia stato registrato correttamente, sicch\u00e9 deve fidarsi di chi gestisce il sistema. Se invece si certifica elettronicamente il voto collegandolo all&#8217;identit\u00e0 digitale di chi lo ha espresso per consentirgli di verificarlo (e quindi anche di mostrarlo a chi glielo ha eventualmente estorto o comprato), occorre comunque fidarsi di chi assegna le chiavi del certificato, che non le registri in modo da risalire ai votanti o, mancando i controlli fisici (voto online, postale), addirittura non le utilizzi in loro vece. In ogni caso, il requisito di verificabilit\u00e0 sarebbe soddisfatto solo in misura campionaria.<\/p>\n<p>Come si svilupper\u00e0 meglio nel seguito, in generale ogni singola vulnerabilit\u00e0 dei sistemi informatizzati (backdoor, manipolazioni di insider o terzi, bachi, blackout delle reti, malfunzionamenti ecc.) \u00e8 una vulnerabilit\u00e0\u00a0<i>di sistema<\/i>\u00a0che si estende a larghi gruppi di utenti (multicast) o a tutti (broadcast), laddove le vulnerabilit\u00e0 di una procedura fisica, certamente esistenti e quand&#8217;anche pi\u00f9 numerose, colpiscono solo i nodi del sistema dove ci si \u00e8 effettivamente assunti il costo di sfruttarle. Come una leva di Archimede, una sola manipolazione elettronica produce effetti pi\u00f9 estesi di migliaia di manipolazioni fisiche. Tutto ci\u00f2 limitando il discorso agli illeciti. Se si aggiungono gli abusi\u00a0<i>legali\u00a0<\/i>e ci si allarga agli altri ambiti toccati nel dibattito, quali garanzie pu\u00f2 opporre una procedura certificata a una requisizione di denaro elettronico via\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/banca-ditalia-pd\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bail in<\/a>, al blocco di un conto corrente, allo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.investireoggi.it\/fisco\/smartphone-pc-spiati-la-legge-lo-rende-legale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spionaggio di stato<\/a>, all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.cnet.com\/news\/wikileaks-cia-hacking-tools-phones-apple-samsung-microsoft-google\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">hackeraggio di uno smartphone o di una televisione<\/a>?<\/p>\n<p>Prima di procedere oltre \u00e8 per\u00f2 importante per\u00f2 fissare un punto: che queste obiezioni e controbiezioni sono s\u00ec apparentemente tecniche, ma<i>\u00a0<\/i>hanno poco o nulla di tecnico. Il criterio tecnico e i suoi rivoli argomentativi si giocano infatti negli spazi ristretti del metodo che le informa. Occorre quindi prima circoscrivere quel metodo, denunciarne il pericolo e analizzare i moventi di chi rinuncia a difendersene. Procederemo per punti, assegnando a ciascun fenomeno un nome.<\/p>\n<p><b>Tecnicorum<\/b>. Non \u00e8 un caso che spesso (non sempre) le obiezioni di tenore tecnico provenissero dai lettori tecnicamente meno preparati, laddove l&#8217;opinione degli studiosi sul punto \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/technology\/2015\/mar\/30\/why-electronic-voting-is-not-secure\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piuttosto tombale<\/a>. Il paradigma tecnocratico si legittima agli occhi di chi lo subisce alimentando l&#8217;illusione che una procedura o un sistema di regole possano effettivamente sterilizzare i danni dell&#8217;incompetenza e dell&#8217;avidit\u00e0 degli umani. \u00c8 la fede nel \u00abpilota automatico\u00bb, nello strumento che si fa garante del fine. La complessit\u00e0 \u00e8 funzionale al paradigma nella misura in cui diluisce e occulta nei meandri della tecnica gli umanissimi appetiti degli esseri umani che iniziano, gestiscono e normano quelle procedure.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/la-distribuzione-del-gas-naturale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Su questo blog<\/a>\u00a0si \u00e8 ad esempio mostrato come le regolazioni bizantine del mercato energetico conducano banalmente a soppiantare il monopolio pubblico con un monopolio privato. Cos\u00ec gli infiniti paragrafi e comma dei trattati di libero scambio (TTIP, CETA) mascherano e proteggono l&#8217;avidit\u00e0 dei mercati pi\u00f9 forti, la raffinatezza degli strumenti finanziari dissimula l&#8217;usura e i parametri del rating e dello spread fanno apparire le politiche a beneficio dei ricchi come il prodotto di complicate valutazioni economiche.<\/p>\n<p><b>Illusione di controllo<\/b>. L&#8217;abitudine alla democrazia produce la sua illusione. Se la rete internet su cui scrivo \u00e8 stata data alle masse trent&#8217;anni dopo la sua invenzione, \u00e8 ragionevole almeno sospettare che le le tutele tecnologiche che ci scaldano il cuore siano in ritardo di altri trent&#8217;anni. Che, ad esempio, la crittografia a numeri primi possa gi\u00e0 risolversi e manipolarsi con calcolatori pi\u00f9 potenti di quelli in commercio, o che i processori pi\u00f9 diffusi possano registrare e inviare a terzi gli input dei dispositivi. Qualcuno obietta, sollevato, che il vantaggio tecnologico sarebbe comunque appannaggio delle agenzie dei governi. Ma se anche fosse vero &#8211; e chi scrive ne dubita &#8211;\u00a0<i>\u00e8 proprio attraverso le elezioni<\/i>\u00a0che i governi, e quindi le loro agenzie, legittimano e alimentano i loro poteri.<\/p>\n<p>In generale, il fatto di scorrazzare pi\u00f9 o meno liberamente su reti e calcolatori ci d\u00e0 la sensazione di esserne i padroni. Ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p><b>Questismo<\/b>. Un problema di metodo ancora pi\u00f9 serio \u00e8 che nelle elezioni lombarde e nelle tante gi\u00e0 celebrate con il voto elettronico (la sola Smartmatic ne dichiara\u00a0<a href=\"http:\/\/www.smartmatic.com\/voting\/electronic-voting\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pi\u00f9 di 3500<\/a>) non si sono<i>\u00a0<\/i>mai<i>\u00a0<\/i>utilizzate, salvo poche e parziali sperimentazioni, le tecnologie magnificate dai suoi difensori. Sicch\u00e9 l&#8217;immaginazione di un sistema diverso\u00a0<i>che non esiste<\/i>\u00a0anestetizza l&#8217;opposizione a ci\u00f2\u00a0<i>che esiste<\/i>, l&#8217;illusione di imporre\u00a0<i>domani\u00a0<\/i>ai decisori l&#8217;impiego di tecnologie \u00absicure\u00bb lascia\u00a0<i>oggi\u00a0<\/i>il campo libero a quei decisori, di impiegare tecnologie insicure e pericolose. Di questismo\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/il-questismo-tra-seduzione-e-conservazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ci siamo occupati<\/a>\u00a0in passato per esporre le contraddizioni dei sostenitori \u00abcritici\u00bb dell&#8217;Unione Europea, ma le sue applicazioni sono evidentemente pi\u00f9 ampie e identificano il dramma di una societ\u00e0 malata di simboli dove i diritti dell&#8217;involucro e della narrazione prevalgono sui contenuti, il\u00a0<i>poter essere\u00a0<\/i>sull&#8217;<i>essere\u00a0<\/i>da cui devono principiare le analisi.<\/p>\n<p><b>Booleismo\u00a0<\/b>o<b>\u00a0indifferenza quantitativa<\/b>. Nell&#8217;articolo precedente si \u00e8 osservato in chiusura come nella foga della digitalizzazione covi il sogno di un&#8217;umanit\u00e0 confusa di disumanizzarsi per soddisfare gli algoritmi economici e sociali a cui \u00e8 richiamata. Corollario di questa deriva \u00e8 il vizio analitico di anteporre il\u00a0<i>quid\u00a0<\/i>al\u00a0<i>quantum<\/i>, cio\u00e8 il pensiero binario (esiste\/non esiste) proprio delle idee e, appunto, dei computer, a quello quantitativo (pi\u00f9\/meno) proprio degli oggetti reali. Sicch\u00e9 il rischio centralizzato e massificato di brogli elettronici non preoccupa, perch\u00e9 \u00absi pu\u00f2 imbrogliare anche con le schede cartacee\u00bb, n\u00e9 preoccupano i rischi di tracciamento e requisizione del denaro elettronico, perch\u00e9 \u00abcon un mandato possono gi\u00e0 aprirti la cassetta di sicurezza\u00bb. La mera esistenza del fenomeno (<i>quid<\/i>) rende futile la quantificazione (<i>quantum<\/i>) della sua intensit\u00e0 e probabilit\u00e0, appiattendo la sproporzione che distingue\u00a0<i>in punto di sostanza<\/i>\u00a0la difficolt\u00e0 di un intervento fisico distribuito (per quanto s\u00ec, teoricamente possibile) dalla semplicit\u00e0 di un&#8217;azione istantanea, tecnologicamente assistita e dalle conseguenze seriali.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>L&#8217;ultima aporia ci porta al problema centrale della nostra appendice: la\u00a0<b>concentrazione del potere\u00a0<\/b>come parametro &#8211; quindi\u00a0<i>non<\/i>\u00a0fenomeno, ma parametro\u00a0<i>misurabile<\/i>\u00a0&#8211; della libert\u00e0 e sicurezza dei membri di una comunit\u00e0 governata. Il problema fa il paio, e in certa misura vi si sovrappone, con quello della concentrazione delle ricchezze e dei conseguenti squilibri sociali. \u00c8 facile intuire che\u00a0<b>un potere \u00e8 tanto pi\u00f9 arbitrario ed esclusivo delle libert\u00e0 altrui quanto pi\u00f9 \u00e8 centralizzato<\/b>, intendendosi qui la centralizzazione non gi\u00e0 in termini gerarchici e ordinamentali (ad es. nella dialettica di Stato centrale vs federale), ma strettamente numerici e quantitativi, cio\u00e8 di\u00a0<i>quante\u00a0<\/i>persone esercitino un potere, su\u00a0<i>quante\u00a0<\/i>persone e con\u00a0<i>quanta\u00a0<\/i>facilit\u00e0. In pseudoformula:<\/p>\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1509488249.png\" width=\"300\" \/><\/div>\n<p>Dove:<\/p>\n<ul>\n<li><b><i>Conc<sub>p<\/sub><\/i>\u00a0<\/b>\u00e8 la concentrazione di un potere\u00a0<i>p\u00a0<\/i>all&#8217;interno di un gruppo\u00a0<i><b>a<\/b><\/i>,<\/li>\n<li><b><i>P<sub>a<\/sub><\/i><\/b>\u00a0\u00e8 la percentuale di persone appartenenti al gruppo\u00a0<i><b>a<\/b><\/i>\u00a0che subiscono il potere\u00a0<i><b>p<\/b>,<\/i><\/li>\n<li><b><i>D<\/i><\/b>\u00a0\u00e8 il la somma dei decisori ed esecutori necessari all&#8217;esercizio del potere\u00a0<b><i>p<\/i><\/b>(dimensione della catena decisionale),<\/li>\n<li><b><i>C<\/i><\/b>\u00a0\u00e8 il costo necessario all&#8217;esercizio del potere\u00a0<b><i>p<\/i><\/b>: costi economici diretti, numero di azioni richieste, difficolt\u00e0 fisiche e logistiche, eventuali rischi legali ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In un totalitarismo teorico, un&#8217;unica persona (<i><b>D<\/b><\/i>\u00a0= 1) eserciterebbe il potere\u00a0<i><b>p<\/b><\/i>\u00a0su tutti<i>\u00a0<\/i>i membri di una comunit\u00e0 (<i><b>P<sub>a<\/sub><\/b><\/i>\u00a0= 1) senza sostenere alcun costo (<b><i>C<\/i><\/b>\u00a0\u2192 0<sup>+<\/sup>), ad esempio pigiando il tasto di un terminale.<\/p>\n<p><b>L&#8217;informatizzazione dei processi \u00e8 sempre, in s\u00e9, un fattore di accrescimento della concentrazione<\/b>\u00a0(<i><b>Conc<sub>p<\/sub><\/b><\/i>). Nel caso del voto elettronico un manipolo di sviluppatori istruiti da un vertice (<i><b>D<\/b><\/i>\u00a0&lt; 10) pu\u00f2 scrivere, compilare e installare un codice maligno sui server o dispositivi di voto (<i><b>P<sub>a<\/sub><\/b><\/i>\u00a0= 1) con un differenziale di costo impercettibile rispetto a un&#8217;operativit\u00e0 \u00abonesta\u00bb (<b><i>\u0394C<\/i><\/b>\u00a0\u2192 0<sup>+<\/sup>), laddove per ottenere lo stesso effetto con sistemi tradizionali sarebbe necessario corrompere singolarmente (<b><i>\u0394C<\/i><\/b>\u00a0nell&#8217;ordine dei milioni, o miliardi) tutti gli scrutatori e presidenti di seggio (<i><b>D<\/b><\/i>\u00a0nell&#8217;ordine delle centinaia di migliaia). Non serve essere matematici per capire che i due risultati si rapportano nell&#8217;ordine delle\u00a0<b>centinaia di miliardi<\/b>: a tanto ammonta la moltiplicazione del rischio collegata alla seconda opzione, che\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/loren_ch\/status\/922226909869731840\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qualcuno<\/a>\u00a0ha il coraggio di definire \u00abil futuro\u00bb della democrazia. Risultati analoghi si otterrebbero applicando la formula al potere di requisizione del denaro elettronico tramite canali telematici capillari e rapportando il risultato all&#8217;investigazione, ricerca e sequestro fisico di milioni di casseforti.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che\u00a0<b>la disseminazione delle responsabilit\u00e0 e degli ostacoli all&#8217;esercizio di un potere garantiscano la sicurezza e i diritti<\/b>\u00a0di tutti \u00e8 in fondo &#8211; e non fortuitamente &#8211; la stessa che ispira la tecnologia blockchain, diffusa e computazionalmente dispendiosa. Ma pi\u00f9 e prima ancora \u00e8 un\u00a0<b>principio fondante della democrazia<\/b>, la quale allarga la base dei poteri intrecciando \u00abpesi e contrappesi\u00bb, organi di vigilanza, collegi giudicanti e legislativi, commissioni, articolate gerarchie di comando ecc. e coinvolgendo periodicamente l&#8217;intera cittadinanza nella nomina di chi la amministra. Questa ragnatela istituzionale mantiene alti i valori delle variabili\u00a0<i><b>D<\/b><\/i>\u00a0(numero dei decisori) e\u00a0<i><b>C<\/b><\/i>\u00a0(costi delle decisioni), cio\u00e8 del denominatore, limitando i rischi della concentrazione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 assolutamente un caso che in anni recenti queste due garanzie &#8211; la diffusione dei poteri decisionali e il loro costo &#8211; siano esplicitamente demonizzate dai teorici, commentatori e protagonisti pi\u00f9 accreditati e vocali del \u00abriformismo\u00bb politico. N\u00e9 che seguano gli appelli a \u00abtagliare i costi della politica\u00bb, rimuovere \u00ablacci e lacciuoli\u00bb, diminuire i parlamentari, sopprimere organi politici come le province e il Senato, snellire ulteriormente i processi legislativi, \u00abdisintermediare\u00bb i rapporti di lavoro ecc. Tutto serve a ridimensionare il denominatore e, quindi, a consegnare pi\u00f9 poteri a un numero pi\u00f9 ristretto di decisori. Serve a\u00a0<b>trasformare la democrazia in oligarchia<\/b>.<\/p>\n<p>La natura intrinsecamente concentratrice della digitalizzazione si presta ottimamente a questo progetto sicch\u00e9, pur riconoscendone e valorizzandone le opportunit\u00e0, \u00e8 urgente rifiutarne le seduzioni qualora i benefici conseguibili non siano dimostrati e ampiamente eccedenti il rischio: come\u00a0<i>non\u00a0<\/i>\u00e8 appunto il caso del voto elettronico. Pi\u00f9 che volerla salvare a tutti i costi per amore del futuro in s\u00e9, occorre cogliere nella corsa all&#8217;elettrone una valenza\u00a0<i>politica\u00a0<\/i>che non \u00e8 invece sfuggita a chi se ne \u00e8 intestato il governo. Se alla presidenza della pi\u00f9 importante azienda di e-voting siede il braccio destro di George Soros non \u00e8 perch\u00e9, in quel momento,<b>\u00a0Assange ci aveva judo<\/b>.<\/p>\n<p><i>(Ringrazio sentitamente l&#8217;amico\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/MinutemanItaly\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Minuteman<\/a>\u00a0per la peer review della parte tecnica).<\/i><\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/assange-ci-aveva-judo-digitalizzazione-e-concentrazione\">http:\/\/ilpedante.org\/post\/assange-ci-aveva-judo-digitalizzazione-e-concentrazione<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PEDANTE L&#8217;articolo precedente\u00a0sui pericoli del voto elettronico ha suscitato le obiezioni di alcuni lettori che mi offrono in questa appendice lo spunto per integrare e completare la fenomenologia l\u00ec intrapresa. Molti di quei lettori hanno parlato di tecnologia\u00a0blockchain\u00a0per contestare le mie analisi sull&#8217;insicurezza intrinseca delle procedure informatiche applicate al voto e, in subordine, ad altri ambiti critici come denaro, salute, comunicazioni riservate. 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