{"id":36257,"date":"2017-11-15T15:21:37","date_gmt":"2017-11-15T14:21:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36257"},"modified":"2017-11-15T15:21:37","modified_gmt":"2017-11-15T14:21:37","slug":"viaggio-nella-sicilia-delle-basi-militari-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36257","title":{"rendered":"Viaggio nella Sicilia delle basi militari Usa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OCCHI DELLA GUERRA (Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p>Una vasta pineta, il cui verde rende sopportabile anche il sole quando picchia pesantemente durante le ore di punta, con i\u00a0<span id=\"more-35818\"><\/span>suoi sentieri e con i suoi profumi caratteristici di quello che sembra un vero e proprio angolo di paradiso posto nella Sicilia meridionale: \u00e8 questo lo scenario del bosco della \u201c<strong>Sughereta<\/strong>\u201d\u00a0di Niscemi. Un\u2019immagine suggestiva, in grado di far riecheggiare nella mente dei visitatori le tante leggende ed i tanti racconti ambientanti nella terra della Trinacria che per\u00f2, nel giro di pochi chilometri, lascia spazio a ben altro scenario: dietro le punte degli ultimi pini, al culmine di una lunga passeggiata,\u00a0<strong>emergono impietose tre grandi parabole<\/strong>\u00a0poste sulla cima di una collinetta dietro la Sughereta; si presenta cos\u00ec il\u00a0<strong>MUOS<\/strong>, acronimo di<em>\u00a0Mobile User Objective System<\/em>, forse il simbolo pi\u00f9 importante al momento della presenza americana in Sicilia, un vero e proprio paradigma dell\u2019attivit\u00e0 degli USA sull\u2019isola e prima \u2018tappa obbligatoria\u2019 per chi vuol osservare da vicino cosa vuol dire convivere da anni fianco a fianco con le basi straniere.<\/p>\n<h2>Tra maxi parabole ed un reticolato di antenne: l\u2019ingombrante presenza del MUOS nel territorio di Niscemi<\/h2>\n<p>C\u2019\u00e8 una strada in Sicilia che, nel percorrerla, equivale a compiere la \u201cRoute 66\u201d in salsa mediterranea: \u00e8 la SS 115, quella cio\u00e8 che collega gli estremi opposti dell\u2019isola, che va da ovest ad est partendo da Trapani ed arrivando in quel di Siracusa dopo aver attraversato scenari quali Selinunte, la Valle dei Templi di Agrigento, i muretti a secco del ragusano ed i luoghi in cui viene girata la fiction del commissario Montalbano. Ma percorrere questa statale, significa anche toccare con mano gli effetti di scelte politiche slegate dal contesto del territorio e del tutto lontane dalla sua vocazione; giungendo da Agrigento, dopo circa novanta minuti di strada si arriva a Gela e, gi\u00e0 dalla periferia di questa che fu una delle prime colonie greche dell\u2019isola, \u00e8 possibile vedere svettare i pennacchi del petrolchimico e le ciminiere di quell\u2019immenso complesso industriale che negli anni 60 ha risvegliato i sogni dei siciliani, mentre adesso appare un vero e proprio gigantesco corpo in agonia che \u2018regala\u2019 al territorio soltanto ulteriore inquinamento e maggiore fastidio.<\/p>\n<p>Prima del petrolchimico, questa zona era meglio nota come \u2018Piana del Signore\u2019, un nome che evoca paesaggi forse pi\u00f9 vocati al turismo che a delle enormi torri che per anni hanno sbuffato ingenti quantitativi di fumi nell\u2019aria; da qui, si dirama una strada che si arrampica verso l\u2019entroterra gelese e che conduce verso Niscemi. Si arriva in tal modo dritti alla Sughereta che, come sopra descritto, lascia poi spazio ad un<strong>\u00a0reticolato di parabole ed antenne<\/strong>\u00a0che compongono il sistema del MUOS: si tratta di installazioni situate in piena area protetta, l\u00ec dove per legge in realt\u00e0 non si potrebbe costruire nemmeno un capanno per gli attrezzi dei contadini della zona; la loro utilit\u00e0 per la marina statunitense \u00e8 quasi essenziale, visto che consente le comunicazioni da una parte all\u2019altra non solo del Mediterraneo ma permette di coprire quasi interamente il globo e, inoltre, fa parte di un sistema collegato con altre analoghe strutture sparse nel pianeta.<\/p>\n<p><strong>Il MUOS \u00e8 al momento emblema della presenza americana in Sicilia<\/strong>\u00a0non solo perch\u00e9 \u00e8 l\u2019ultima infrastruttura militare ad entrare in funzione in ordine di tempo, ma anche perch\u00e9 la sua costruzione \u00e8 stata osteggiata dalla popolazione: a partire dal 2011, la Sughereta di Niscemi \u00e8 diventata sede di importanti cortei volti ad impedire il passaggio dei mezzi del cantiere verso la cima della collinetta che ospita l\u2019installazione. Per provare a placare gli animi, gli statunitensi hanno dipinto di colore blu cielo le tre parabole e rivestito con della pietra locale le enormi basi di cemento armato che le sorreggono; nel 2013 si \u00e8 costituita una vasta rete di comitati NO MUOS in tutta la Sicilia che ha quanto meno consentito il rallentamento dei lavori: diverse le azioni giudiziarie intraprese, alcune delle quali hanno anche permesso il sequestro dei cantieri, nonostante tutto per\u00f2 alla fine il MUOS \u00e8 entrato in funzione tra il 2015 ed il 2016. I comitati nati contro le tre parabole, sono riusciti nell\u2019intento di sollevare la questione ma divisioni interne e dietrofront della politica non hanno impedito la costruzione di queste tre enormi parabole.<\/p>\n<p><em>\u201cStetti in America ed un vitti mancu li grattacieli\u201d<\/em>\u00a0che, tradotto dalla lingua siciliana, vuol dire letteralmente \u201cSono stato in America ma non ho visto i grattacieli\u201d; \u00e8 una frase che nell\u2019agosto del 2013 un manifestante ha esclamato durante un\u2019intervista dopo essere tornato dall\u2019area della Sughereta: la sensazione, per chi abita da queste parti, \u00e8 che per davvero un pezzo di territorio non appartenga pi\u00f9 alla Sicilia e non potr\u00e0 pi\u00f9 assurgere al ruolo di polmone verde di questo angolo dell\u2019isola. Per la verit\u00e0, uno dei boschi di pini pi\u00f9 vasti del sud Italia \u00e8 stato gi\u00e0 violato nel 1991: da 26 anni infatti, a pochi passi dalle tre parabole del MUOS, sono in funzione qualcosa come quarantuno antenne che compongono il\u00a0<strong>NRTF<\/strong>\u00a0(<em>Naval Radio Transmitter Facility<\/em>), un reticolato che ha trasformato in lunare un altro angolo di verde. All\u2019epoca non sono state effettuate proteste: in quello stesso anno infatti, poco pi\u00f9 lontano<strong>\u00a0la popolazione festeggiava la rimozione delle testate nucleari dall\u2019ex base di Comiso<\/strong>\u00a0e dunque \u00e8 passata in sordina l\u2019installazione di una nuova struttura militare americana.<\/p>\n<h2>Da Niscemi a Sigonella<\/h2>\n<p>Percorrendo la SS 417, bastano pochi chilometri per lasciarsi alle spalle il territorio di Niscemi con il contrasto tra la natura incontaminata della Sughereta e la presenza del MUOS e, da l\u00ec, ci si addentra nel Calatino, area che da anni aspira a diventare provincia a s\u00e9 stante con Caltagirone capoluogo. La SS 417 porta dritto dinnanzi un altro e pi\u00f9 \u2018blasonato\u2019 simbolo della presenza USA sull\u2019isola: la base militare di Sigonella. Dalla notte della crisi dovuta all\u2019atterraggio, nel 1985, dell\u2019aereo con a bordo Abu Abbas,\u00a0<strong>fino agli hangar che ospitano missili e droni<\/strong>; Sigonella evoca tutto questo, ma per meglio comprendere il rapporto tra la base e la Sicilia, occorre citare un aneddoto occorso ad un vetrinista del centro commerciale costruito dentro la base per gli americani e le loro famiglie. Carmelo Cocuzza, questo il suo nome,\u00a0<a href=\"http:\/\/palermo.repubblica.it\/cronaca\/2017\/01\/11\/news\/catania_vince_causa_di_lavoro_contro_il_governo_usa_fa_pignorare_i_gioielli_in_vendita_alla_base_di_sigonella-155804662\/\">\u00e8 stato licenziato in tronco dal Ministero della Difesa USA<\/a>\u00a0in quanto accusato di falsificare i cartellini di ingresso: dopo un decennio di battaglia giudiziaria, in ogni grado \u00e8 stata riconosciuta la sua innocenza ma, nonostante una sentenza definitiva datata 2010, il reintegro al lavoro non \u00e8 mai avvenuto.<\/p>\n<h2>Una storia che scorre sotto i piedi come la lava dell\u2019Etna<\/h2>\n<p>Il vetrinista siciliano ha poi vinto la sua battaglia personale contro i vertici della base USA di Sigonella: beni per 230mila Euro sono stati pignorati all\u2019interno della struttura militare, per permettere il risarcimento all\u2019operaio ingiustamente licenziato. L\u2019episodio per\u00f2 \u00e8 significativo per comprendere la sensazione che hanno molti siciliani nel convivere con le strutture militari americane, vale a dire quella di\u00a0<strong>essere ospiti a casa propria<\/strong>: non valgono le leggi italiane, n\u00e9 le sentenze, n\u00e9 le priorit\u00e0 della popolazione locale ed il tutto stride con la prospettiva di\u00a0<strong>baricentro del Mediterraneo<\/strong><strong>e del mondo<\/strong>\u00a0evocato dalla forte presenza delle forze USA. La storia passa dalla Sicilia,\u00a0<strong>ma i siciliani la possono vedere al momento solo scorrere<\/strong>: quando si \u00e8 deciso di bombardare la Libia, l\u2019aeroporto di Trapani \u00e8 stato chiuso per mesi per consentire agli aerei NATO di utilizzare la sua pista e, allo stesso modo, il flusso di migranti derivato da quella guerra viene ancora oggi vissuto in prima linea dalla popolazione dell\u2019isola; oppure ancora,<strong>\u00a0lo spazio aereo siciliano deve fare i conti anche con la presenza dei droni proprio a Sigonella<\/strong>, guidati anche dalle frequenze emesse dalle tre parabole del MUOS piazzate in piena riserva naturale.<\/p>\n<p>La Sicilia \u00e8 strategica, tanto da far apparire sconveniente anche dar giustizia ad un vetrinista della base USA licenziato senza giusta causa; una sovranit\u00e0 limitata, spesso sbandierata o rinfacciata anche in passato, ma che \u00e8 soprattutto sull\u2019isola che pu\u00f2 essere ben capita ed osservata.\u00a0<strong>La Sicilia rimane centrale nella storia del Mediterraneo, ma \u00e8 una storia che al momento si limita a subire<\/strong>: mentre la sua economia arranca e la sua societ\u00e0 tiene a stento, gli equilibri mondiali vengono quasi decisi tra installazioni montate in piena campagna o sui cieli azzurri che si rispecchiano in un mare sempre pi\u00f9 trafficato.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/viaggio-nella-sicilia-delle-basi-militari-usa\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/viaggio-nella-sicilia-delle-basi-militari-usa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OCCHI DELLA GUERRA (Mauro Indelicato) Una vasta pineta, il cui verde rende sopportabile anche il sole quando picchia pesantemente durante le ore di punta, con i\u00a0suoi sentieri e con i suoi profumi caratteristici di quello che sembra un vero e proprio angolo di paradiso posto nella Sicilia meridionale: \u00e8 questo lo scenario del bosco della \u201cSughereta\u201d\u00a0di Niscemi. 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