{"id":36262,"date":"2017-11-16T09:45:36","date_gmt":"2017-11-16T08:45:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36262"},"modified":"2017-11-15T21:53:02","modified_gmt":"2017-11-15T20:53:02","slug":"dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-da-festeggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36262","title":{"rendered":"Dalla CEE alla UE: cosa c\u2019\u00e8 da festeggiare?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SENSO COMUNE (Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p>Il 1 novembre ricorre l\u2019entrata in vigore del Trattato di Maastricht (1993) che ha dato luogo all\u2019Unione europea (sostituendola alla CEE). A marzo 2017 ricorrevano 60 anni dalla firma del Trattato di Roma (1957), che ha dato luogo al processo di integrazione europea. Mentre i rappresentanti degli Stati membri si sono riuniti nella capitale italiana in una cerimonia inevitabilmente celebrativa, in piazza si sono visti diversi cortei: la piattaforma Eurostop, su posizioni nettamente anti-UE e anti- NATO raggiungeva circa 10 mila partecipanti. Pi\u00f9 o meno il doppio della iniziativa La Nostra Europa, collocata su posizioni assai pi\u00f9 tenui, tanto da non disdegnare di marciare con personaggi quali Mario Monti e Gianni Pittella<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Sondaggi diffusi nel 2016 mostrano\u00a0<strong>un euroscetticismo crescente<\/strong>, fino ad arrivare alla soglia del 50% della popolazione interessata (71% in Grecia, 61% in Francia<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>). Mai \u00e8 stata diffusa una avversione cos\u00ec forte verso l\u2019UE nei paesi europei.<\/p>\n<p>Ma per capire il perch\u00e9 occorre vederne l\u2019evoluzione interna.<\/p>\n<p>Il trattato firmato nei anni Cinquanta coinvolgeva solo sei paesi, e in modo abbastanza lieve; venivano messe\u00a0<strong>in comune solo alcune competenze degli Stati<\/strong>, senza sfiorare quelle ritenute centrali per il loro funzionamento. Incidentalmente, nonostante la retorica pacifista che viene tirata in ballo ogni volta che si parla dell\u2019unit\u00e0 europea, niente di esso ha impedito che si sviluppassero autonome politiche militari e di difesa, ed infatti l\u2019alleanza atlantica (NATO) sotto l\u2019egemonia USA non ha avuto nessun problema a collocare basi ed armamenti nucleari nei paesi CEE. Sostanzialmente la comunit\u00e0 europea dell\u2019epoca era un foro per la collaborazione dei paesi membri, sotto il vigile controllo del gigante statunitense nello scacchiere della Guerra Fredda, con una propensione ad un aumento del commercio e una condivisione delle risorse di acciaio e carbone; per il resto\u00a0<strong>le politiche economiche interne rimanevano sotto il saldo controllo dei governi nazionali<\/strong>\u00a0che, incalzati dalla minaccia comunista, miravano a quello che \u00e8 oggi un ricordo lontano: il\u00a0<em>pieno impiego<\/em>. Ossia perentuali di disoccupazione ridottissime.<\/p>\n<p>Da allora non solo vi \u00e8 stato un allargamento fino alla quasi totalit\u00e0 dell\u2019Europa occidentale, con 28 membri (27 contando il Brexit: gli inglesi non hanno mai amato il processo di integrazione) e una fortissima crescita di competenze e funzioni degli organi della UE (Commissione e Consiglio, con l\u2019europarlamento nella veste del parente povero), ma da\u00a0<strong>una vera e propria\u00a0<em>svolta<\/em>\u00a0nelle politiche economiche<\/strong>. Una svolta verso il neoliberismo.<\/p>\n<p>In evidente sintonia con l\u2019evoluzione mondiale, tale assetto assunse una direzione molto netta dagli anni Ottanta, in specie fra il 1986-1992. La marcia verso l\u2019Unione europea sarebbe stata scandita dal Libro bianco di Jacques Delors che (collaborando, lui socialista francese vicino a Mitterrand, con l\u2019ex ministro brittanico del partito della Tathcher A. Cockfield\u2026) port\u00f2 alla\u00a0<strong>liberalizzazione di decine di settori per la realizzazione del mercato unico europeo<\/strong>.<\/p>\n<p>Fra il 1993-2008 nell\u2019ambito disegnato dal Trattato di Maastricht (15 paesi) che presto si sarebbe allargato in maniera abnorme (+10 paesi nel 2004, +2 paesi nel 2007 ed infine la Croazia) si profila un vero e proprio regno del mercato liberista. La sua specificit\u00e0 \u00e8 di non rinunciare ad un interventismo statale (differentemente da quanto il liberismo classico prescrive) che\u00a0<em>non si proietta sull\u2019economia in s\u00e9 ma sulla societ\u00e0<\/em><strong>\u00a0per costruire le condizioni del mercato e della concorrenza<\/strong>. Si vede quindi un paradossale strabismo per il quale per esempio agire direttamente su tariffe di servizi\u00a0 non va bene, ma sulle condizioni della concorrenza non solo si deve, ma lo si fa con una puntigliosit\u00e0 asfissiante. Il presupposto di fondo \u00e8 che alla fine i benefici arriveranno a tutti, non attraverso un diretto intervento statale ma dai meccanismi economici in s\u00e9, dalla crescita generata dall\u2019efficienza dei mercati ecc.<\/p>\n<p>I caratteri che si sono definiti in questi anni sono i seguenti.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Una crescita delle competenze europee che fanno capo a Commissione e Consiglio<\/strong>. Essi sono completamente dominati dalla volont\u00e0 dei governi nazionali (ma\u00a0<em>qualcuno<\/em>\u00a0pesa pi\u00f9 degli altri..) e potentemente influenzati da un esercito di lobbisti annidati in ogni ganglio del processo decisionale.<\/li>\n<li><strong>Tasse e welfare ancora di competenza degli Stati<\/strong>\u00a0(nessuna redistribuzione dei pi\u00f9 ricchi a favore dei pi\u00f9 poveri, salvo i famosi \u201cfondi europei\u201d che assomigliano pi\u00f9 a premi per i pi\u00f9 bravi che misure di solidariet\u00e0 reale) in una logica di competizione reciproca.<\/li>\n<li><strong>Moneta<\/strong>\u00a0(euro adottato fra il 1999-2002) creata grazie ai famosi \u201csacrifici\u201d e saldamente gestita dalla BCE, che mira solo alla stabilit\u00e0 dei prezzi.<\/li>\n<li>Costruzione delle strutture di base per la\u00a0<strong>finanziarizzazione dell\u2019economia, pioggia di privatizzazioni<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Era stata costruita una vera e propria gabbia d\u2019acciaio. Chi lo aveva capito fin troppo bene lo aveva detto esplicitamente. Uno degli architetti di Maastricht avrebbe ammesso poco dopo:<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Unione europea implica la concezione dello \u201cStato minimo\u201d, l\u2019abbandono dell\u2019economia mista, l\u2019abbandono della programmazione economica, la ridefinizione delle modalit\u00e0 di composizione della spesa, una redistribuzione delle responsabilit\u00e0 che restringa il potere delle assemblee parlamentari e aumenti quelle dei governi.\u201d<\/p>\n<p>E nel 1998 il presidente della Bundesbank, Hans Tietmeyer, avrebbe francamente ammesso che i governi avevano abdicato ai loro poteri in aree fondamentali,\u00a0<strong>preferendo il \u201cpermanente plebiscito dei mercati\u201d rispetto al \u201cplebiscito delle urne\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>I risultati erano gi\u00e0 pienamente visibili alla fine degli anni Duemila. Gli effetti, cos\u00ec giganteschi da non poter essere pi\u00f9 ignorati: uno era la \u201c<strong>moderazione salariale<\/strong>\u201d. Mentre la quota-salari in Italia (la fetta di PIL che va in retribuzioni salariali) prima di Maastricht oscillava fra il 66-70% del PIL, immediatamente dopo il 1992-93 crolla verso il 56-60%<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>come si vede:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/grafico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1184\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/grafico-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"446\" height=\"302\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il secondo era una\u00a0<strong>crescente divergenza fra centro e periferia europea<\/strong>, con un crescente indebitamento di famiglie e imprese. Un aspetto che al volgere del decennio sarebbe stato dirompente.<\/p>\n<p>La crisi economica mondiale segna un ulteriore sviluppo nella storia europea. La crisi dei debiti sovrani (dal 2009) vede un deciso processo di mutazione istituzionale, per lo pi\u00f9 ignoto al grande pubblico. Con gli atti di\u00a0<em>prevenzione della crisi<\/em><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0si elabora una complessa liturgia istituzionale per\u00a0<strong>metter i bilanci sotto controllo delle istituzioni comunitarie<\/strong>. Queste vedono il deciso protagonismo dei governi (scavallando allegramente i propri parlamenti nazionali) accanto agli alti gradi di funzionari non eletti che costruiscono una\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0postdemocratica, accanto ai vigili rappresentanti dei \u201cpoteri forti\u201d<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Si tratta del solito\u00a0<strong>gioco delle tre carte<\/strong>: i governi mandano i propri rappresentanti a Bruxelles che cucinano le mannaie liberiste che gli stessi hanno buon gioco a far ingoiare ai loro elettorati perch\u00e9 \u201clo vuole l\u2019Europa\u201d. Con il nuovo controllo dei bilanci lo spazio di manovra delle istituzioni parlamentari \u00e8 ristrettissimo. Un esempio \u00e8 la\u00a0<em>Loi travail<\/em>\u00a0della presidenza Hollande in Francia, che ha caparbiamente imposto tale provvedimento contro i lavoratori fra il dilagare delle proteste, quando alle spalle le pressioni europee per agire in tal senso erano significative\u00a0<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>Con le istituzioni di\u00a0<em>gestione della crisi<\/em>\u00a0si gioca pesante. Gli sfortunati paesi che capitano sotto la Troika (Commissione, BCE, FMI) fanno un po\u2019 la fine dei paesi poveri negli anni Ottanta: vengono loro prestati i soldi con cui rimpinguare le perdite delle banche straniere (che hanno prestato un po\u2019 imprudentemente) in cambio di \u201cgenerosi\u201d consigli su come \u201cci si deve comportare\u201d (comprimere gli stipendi e privatizzare, tagliare la spesa sociale e simili), per ritrovarsi indebitati con le istituzioni finanziarie. Cos\u00ec mentre il paese di turno (tipo la Grecia) \u00e8 ridotto un po\u2019 al\u00a0<strong>ruolo di\u00a0<em>slot<\/em>\u00a0<em>machine<\/em><\/strong>\u00a0al servizio degli investitori internazionali, questi possono contare sul servizio di \u201crecupero crediti\u201d istituzionale che passa all\u2019incasso (col proverbiale manganello nascosto nel giornale) per far sputare i soldi. Si calcola che dei miliardi \u201cgenerosamente\u201d prestati ai greci sono tornati (o rimasti\u2026 in effetti non hanno fatto tanta strada) nei forzieri delle banche franco-tedesche circa il 90% degli\u2026 aiuti<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0(ma i cittadini ellenici dovranno ripagarle tutte\u2026).<\/p>\n<p>Dove va l\u2019Unione, che appare un condominio in cui nessuno si fida pi\u00f9 degli altri, sempre pi\u00f9 segnata dallo strapotere della Germania e con gli estremismi in crescita? La sfida fra nazionalismi di governo, tecnocrazia europea (gruppi in dissenso ma strategicamente convergenti) e movimenti identitari avidi di cibarsi dei voti del cadavere dei bei sogni europei \u00e8 aperta (con gli idealisti del progressismo europeista come meri elementi esornativi).\u00a0<strong>Occorrono forze apertamente critiche come la France Insoumise o Podemos per rivendicare l\u2019emancipazione sociale di base<\/strong>. Prima che il degrado acceleri verso ritmi irreversibili: la crisi non \u00e8 finita e il mefitico morbo della finanziarizzazione che ha contaminato economia e societ\u00e0 non \u00e8 stato nemmeno affrontato, seminando rischi di nuove bolle ovunque (banche, debiti studenteschi e simili\u2026). Dal 2012 \u00e8 la BCE di Draghi che di contro ai borbottii tedeschi ha tenuto su l\u2019eurozona spargendo liquidit\u00e0 e piene mani sulle banche, senza far ripartire una vera crescita; quando lascer\u00e0 l\u2019incarico magari ad un collega dall\u2019accento tedesco che succeder\u00e0?<\/p>\n<p><strong>Allacciamo le cinture, \u00e8 meglio<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Dal profilo FB de La Nostra Europa: \u201c25 marzo CORTEO LA NOSTRA EUROPA\u00a0concentramento ore 11:00 a Piazza Vittorio corteo fino al Colosseo.\u201d<\/p>\n<p>Al Colosseo converger\u00e0 anche LA MARCIA PER L\u2019EUROPA che si concentrer\u00e0 alle 11:00 alla Bocca della Verit\u00e0.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pg\/Lanostraeuropa\/about\/?ref=page_internal\">https:\/\/www.facebook.com\/pg\/Lanostraeuropa\/about\/?ref=page_internal<\/a><\/p>\n<p>La lista dei partecipanti della marcia filo-UE, governativa e assai schiacciata sui poteri forti europei \u00e8 qui:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marchforeurope2017.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/List-of-personalities-in-March-for-Europe.pdf\">http:\/\/www.marchforeurope2017.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/List-of-personalities-in-March-for-Europe.pdf<\/a><\/p>\n<p>La Nostra Europa ha ricevuto l\u2019adesione di moltissime realt\u00e0 sicuramente meritorie e antagoniste rispetto al quadro dominante, il che aggrava anzich\u00e9 attenuare il fatto che un posizionamento poco netto sul tema tenda a sospingerle sul crinale di un facile buonismo cosmopolitista facilmente riconducibile nell\u2019ambito di compatibilit\u00e0 col sistema dominante. Elenco qui\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lanostraeuropa.org\/chi-siamo\/\">http:\/\/www.lanostraeuropa.org\/chi-siamo\/<\/a>\u00a0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/news\/uk-politics-eu-referendum-36471989\">http:\/\/www.bbc.com\/news\/uk-politics-eu-referendum-36471989<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Si veda l\u2019articolo di F. Pastore:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/26457\/la-slavina-dei-redditi-da-lavoro-dipendente\/\">http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/26457\/la-slavina-dei-redditi-da-lavoro-dipendente\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0Trattasi di un complesso di misure decise fra il 2010-2013 che stabilisce un elaborato iter di controllo chiamato\u00a0<em>semestre europeo<\/em>: nella prima parte dell\u2019anno (\u00e8 questo appunto il semestre) mentre la finanziaria nasce viene sottoposta al vaglio della Commissione per accertarsi che stia \u201calle regole\u201d, che non sono che i famosi parametri di Maastricht.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Appare sempre pi\u00f9 incisivo il parere della BCE, i cui funzionari sono strettamente contigui al settore bancario privato e i cui parere tendono a rifletterne gli interessi e la visione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Si veda l\u2019articolo di Thomas Fazi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eunews.it\/2016\/07\/15\/loi-travail-il-ruolo-delleuropa\/64545\">http:\/\/www.eunews.it\/2016\/07\/15\/loi-travail-il-ruolo-delleuropa\/64545<\/a>\u00a0e assai pi\u00f9 modestamente il contributo del sottoscritto\u00a0<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/tutti-in-piedi\/\">https:\/\/ilmanifesto.it\/tutti-in-piedi\/<\/a>\u00a0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Lo sostiene fra le tante analisi una del giornale tedesco specializzato in temi economici Hendelsblatt, non certo un tempio del radicalismo dissidente\u00a0<a href=\"https:\/\/global.handelsblatt.com\/finance\/germany-profits-from-greek-debt-crisis-796637\">https:\/\/global.handelsblatt.com\/finance\/germany-profits-from-greek-debt-crisis-796637<\/a>\u00a0.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/matteo-bortolon\/dalla-cee-alla-ue-cosa-ce-festeggiare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Matteo Bortolon) Il 1 novembre ricorre l\u2019entrata in vigore del Trattato di Maastricht (1993) che ha dato luogo all\u2019Unione europea (sostituendola alla CEE). A marzo 2017 ricorrevano 60 anni dalla firma del Trattato di Roma (1957), che ha dato luogo al processo di integrazione europea. 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