{"id":36276,"date":"2017-11-17T09:48:58","date_gmt":"2017-11-17T08:48:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36276"},"modified":"2017-11-16T21:05:42","modified_gmt":"2017-11-16T20:05:42","slug":"wsj-segnali-di-pericolo-dalleconomia-globale-fanno-riecheggiare-la-crisi-finanziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36276","title":{"rendered":"WSJ \u2013 Segnali di pericolo dall\u2019economia globale fanno riecheggiare la crisi finanziaria"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> VOCI DALL&#8217;ESTERO<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/in-echoes-of-financial-crisis-warning-signs-on-the-global-economy-1506305102\">Sul Wall Street Journal<\/a>, in un articolo recentemente citato da\u00a0<a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2017\/11\/emiliano-e-laritmetica-del-debito.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Goofynomics<\/a>, l\u2019ex governatore della Banca d\u2019Inghilterra, Mervyn King, descrive l\u2019attuale situazione economica globale. Nonostante molti credano di trovarsi finalmente in una fase di autentica ripresa economica dopo una lunga crisi, la verit\u00e0 \u00e8 che il livello di indebitamento \u2013 pubblico, ma soprattutto privato \u2013 oggi supera quello alla vigilia della crisi del 2007\/2008. Chi oggi dorme sonni troppo tranquilli, quindi, rischia un brusco e spiacevole risveglio.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>di Mervyn King, 24 settembre 2017<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un decennio fa si stava dipanando la crisi finanziaria globale. Un anno dopo il sistema bancario del mondo industrializzato era sull\u2019orlo del crollo. Prima di questi eventi, dissi le seguenti parole durante una riunione di dirigenti d\u2019azienda a Londra: \u201cL\u2019eccessivo indebitamento \u00e8 il filo conduttore di molte crisi finanziarie del passato. Forse oggi siamo molto pi\u00f9 furbi di quanto lo fossero stati i finanzieri del passato?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Be\u2019, non lo siamo stati. L\u2019eccesso di indebitamento si \u00e8 dimostrato di nuovo il punto debole del nostro sistema finanziario. E non sembra che la saggezza segua un trend al rialzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un decennio qualcuno potrebbe aspettarsi che l\u2019indebitamento si sia significativamente ridotto. Per la maggioranza delle grandi banche, questo in effetti \u00e8 vero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Va detto, per\u00f2, che la situazione \u00e8 all\u2019opposto per gran parte del resto del\u00a0sistema economico. Il debito totale rispetto al PIL, infatti, oggi \u00e8 ancora pi\u00f9 elevato di quanto lo fosse immediatamente prima della crisi. Alla fine del 2016, secondo i dati della Banca dei Regolamenti Internazionali, il debito delle famiglie e delle imprese ammontava, in rapporto al PIL, al 138%. Alla fine del 2007 il rapporto era del 115%. Nelle economie avanzate questo rapporto \u00e8 stato in media del 195% alla fine dello scorso anno, rispetto al 183% della fine del 2007. Inoltre nella maggior parte dei paesi il debito pubblico \u00e8 aumentato decisamente durante quel decennio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di conseguenza l\u2019indebitamento nel mondo oggi \u00e8 pi\u00f9 elevato di quanto lo fosse all\u2019inizio della crisi finanziaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa forse che siamo di fronte a un\u2019altra crisi finanziaria, stavolta localizzata non nel sistema bancario, ma nell\u2019intera economia? Dopo un decennio perduto con una crescita ben al di sotto del potenziale di lungo termine, oggi ci sono segnali che l\u2019economia mondiale si stia riprendendo. Le aziende e le famiglie sembrano sulla via del ritorno ad una crescita sostenuta. Le banche centrali sono ansiose di poter alzare i tassi di interesse a livelli pi\u00f9 normali, sia per riequilibrare le economie che per creare lo spazio necessario per poter gestire meglio future, inaspettate crisi economiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma dopo 10 anni di relativa stagnazione potremmo trovarci davanti ad altri 10 anni di delusioni, a causa dell\u2019unica legge immutabile dell\u2019economia \u2013 la partita doppia contabile.\u00a0Se il valore degli asset diminuisce, deve diminuire anche il valore totale delle passivit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"ezAdsense adsense adsense-midtext\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per le aziende e le banche, le proprie attivit\u00e0 sono i futuri flussi di reddito scontati nel presente, mentre le\u00a0proprie passivit\u00e0 sono l\u2019ammontare totale che devono restituire ai creditori (spesso debito a breve termine\u00a0stabile in termini monetari), e il valore residuo delle azioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pertanto, con il crescere dei tassi di interesse, il tasso di sconto aumenter\u00e0 e il valore degli asset diminuir\u00e0 rispetto alle rendite. Una stretta sul valore delle passivit\u00e0 totale ricadr\u00e0 inizialmente sul valore delle rispettive azioni, rendendo pi\u00f9 difficile l\u2019ottenimento di prestiti. Ma questo aumenter\u00e0 anche la probabilit\u00e0 che alcune aziende e banche facciano default sui propri debiti. Abbiamo visto una serie di fallimenti in settori diversi dell\u2019economia e in paesi diversi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fino a questo momento i tassi d\u2019interesse straordinariamente bassi hanno implicato che molti debitori siano stati in gradi di continuare a onorare i propri debiti quando, in realt\u00e0, c\u2019era ben poca possibilit\u00e0 che l\u2019intero valore dei prestiti venisse restituito. Quando la Banca d\u2019Inghilterra ha condotto il suo primo stress test sul sistema bancario britannico nel 2013, ci siamo accorti che le perdite attese sui prestiti sarebbero state molto pi\u00f9 ampie rispetto alle previsioni dichiarate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tassi d\u2019interesse insostenibilmente bassi nel lungo periodo hanno portato a uno squilibrio significativo nelle economie di tutto il mondo. Che sia l\u2019eccesso di capacit\u00e0 di esportazioni della Germania o della Cina, o l\u2019eccesso di investimenti nelle propriet\u00e0 residenziali e commerciali negli USA e nel Regno Unito, ci sono ancora forti investimenti mal collocati che devono ancora essere cancellati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019aumento dei tassi di interesse riveler\u00e0 il vero stato dei bilanci, che finora \u00e8 stato nascosto sotto leggi contabili che permettono di valutare i prestiti per la totalit\u00e0 del loro valore a patto che essi siano onorati nel momento presente. Vedremo la forza di ci\u00f2 che l\u2019economista Joseph Schumpeter definiva \u201cdistruzione creatrice\u201d, una parte inevitabile della crescita economica nelle economie capitaliste prospere. Questa forza oggi \u00e8 necessaria per correggere l\u2019insieme degli investimenti mal collocati a causa di segnali di mercato artificialmente alterati, come i tassi di cambio a valori inappropriati e i tassi di interesse eccessivamente bassi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 visto molto volte nel corso del secolo passato \u2014 dalla crisi finanziaria che ha anticipato la Prima Guerra Mondiale fino agli eventi del 2007\/2008, i mercati spesso si svegliano e si accorgono della realt\u00e0 della situazione all\u2019ultimo momento, ed \u00e8 per questo che eventi apparentemente piccoli innescano grandi cambiamenti nel \u201csentiment\u201d dei mercati e nei valori degli asset. Pochi fallimenti indipendenti tra loro potrebbero portare ad una rivalutazione dell\u2019intero indebitamento reale del sistema finanziario. Sebbene le banche siano meglio capitalizzate di quanto lo fossero 10 anni fa, sono ancora vulnerabili a una eventuale corsa agli sportelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E le banche estere sono ancora pesantemente dipendenti dal finanziamento a breve termine in dollari. Questo porter\u00e0 a una crescente pressione sulla Federal Reserve affinch\u00e9 entri nei contratti swap. La Federal Reserve \u00e8 comprensibilmente riluttante a impegnarsi in modo aperto e indefinito in cose di questo tipo. Pertanto i governi devono ripensare con attenzione la regolamentazione delle passivit\u00e0 a breve termine denominate in dollari USA nelle loro banche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non possiamo sapere se il processo di sconto del debito arriver\u00e0, ora che emergiamo dagli eccessi della crisi finanziaria, a minare le normali forze che generano la crescita economica. Ci sar\u00e0 abbondanza di opportunit\u00e0 di investimento per chi sar\u00e0 capace di riconoscere le aziende e i settori in espansione, come ci sar\u00e0 abbondanza di insidie per i poco avveduti che pensano che siamo semplicemente in una fase di ripresa economica dopo una fase bassa, sebbene inusualmente lunga, del ciclo economico. Nel corso del prossimo decennio il nostro viaggio economico ci condurr\u00e0 attraverso una strada interessante quanto accidentata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13381 size-large\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/Figure-1-369x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/11\/13\/wsj-segnali-di-pericolo-dalleconomia-globale-fanno-fanno-riecheggiare-la-crisi-finanziaria\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/11\/13\/wsj-segnali-di-pericolo-dalleconomia-globale-fanno-fanno-riecheggiare-la-crisi-finanziaria\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO Sul Wall Street Journal, in un articolo recentemente citato da\u00a0Goofynomics, l\u2019ex governatore della Banca d\u2019Inghilterra, Mervyn King, descrive l\u2019attuale situazione economica globale. 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