{"id":36278,"date":"2017-11-17T11:15:26","date_gmt":"2017-11-17T10:15:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36278"},"modified":"2017-11-16T21:16:58","modified_gmt":"2017-11-16T20:16:58","slug":"quando-gramsci-incontro-lenin-e-trotsky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36278","title":{"rendered":"Quando Gramsci incontr\u00f2 Lenin (e Trotsky)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDOGIANNULI.IT (Bruno Casati)<\/strong><\/p>\n<p><em>Con davvero molto piacere vi propongo questo interessante articolo dell\u2019amico e compagno Bruno Casati, persona di grande valore umano e militante, nonch\u00e9 Presidente del Circolo Culturale Concetto Marchesi. Buona lettura! A.G.<\/em><\/p>\n<p>In questo anno 2017 si collocano, intrecciandosi, due importanti ricorrenze: l\u201980\u00b0 anniversario della morte (27 Aprile 1937) di Antonio Gramsci e il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/conti-con-lenin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Centenario della Rivoluzione Russa,<\/a>\u00a0nei suoi due tempi, la Rivoluzione di Febbraio e l\u2019Ottobre Rosso. Cosa pensa il giovane Gramsci, lui che nel \u201917 ha 26 anni, della Rivoluzione Russa?<\/p>\n<p>Il suo primo commento, siglato A.G., appare il 29 aprile del 1917 sul \u201cGrido del popolo\u201d all\u2019annuncio della Rivoluzione di Febbraio, quella che rovesci\u00f2 l\u2019autocrazia degli ZAR: \u201c\u00e8 l\u2019avvento di in ordine nuovo\u201d. Poi, sempre sul \u201cGrido del popolo\u201d del 28 luglio di quell\u2019anno, e sempre siglato A.G., appare l\u2019articolo \u201cI massimalisti russi\u201d, dove, per massimalisti, termine usato nel PSI per indicare l\u2019estrema sinistra, Gramsci intende i bolscevichi:\u201d i massimalisti sono in Russia i nemici dei padroni\u201d.<\/p>\n<p>Per arrivare infine all\u2019edizione milanese dell\u2019Avanti del 24 novembre, due settimane dopo la presa del potere da parte dei soviet, dove, questa volta firmato per esteso, appare il famoso articolo \u201cLa rivoluzione contro il Capitale\u201d destinato a suscitare commenti e le pi\u00f9 svariate interpretazioni sino ai giorni nostri, in verit\u00e0 pi\u00f9 all\u2019estero che in Italia.<\/p>\n<p>Nel 1917, cento anni fa, Gramsci, cos\u00ec si pu\u00f2 dire, incontra Lenin. Ma lo conosce soltanto attraverso le notizie che, frammentarie, arrivano dalla lontana Russia e calano in un paese, l\u2019Italia, sconvolto \u201cdalla rotta di Caporetto\u201d e, in una Torino, dove Gramsci era arrivato dalla sua Sardegna per studiate filologia moderna, attraversata nell\u2019agosto dai moti per il pane repressi nel sangue. Ma cosa conosce Gramsci del pensiero del grande rivoluzionario russo?<\/p>\n<p>La domanda se la pone anche Palmiro Togliatti, che visse fianco a fianco con Gramsci in quegli anni torinesi. E, nel convegno del gennaio 1958 (l\u2019intervento di Togliatti \u201cil leninismo nel pensiero e nell\u2019azione di A. Gramsci, appare negli \u201cStudi Gramsciani\u201d, ED. Riuniti 1958) Togliatti afferma che non \u00e8 dato a sapersi in modo preciso se Gramsci abbia avuto o meno la possibilit\u00e0 di accedere e studiare il pensiero di Lenin attraverso i suoi scritti. E se non lo sapeva lui\u2026<br \/>\nPer\u00f2, aggiunge sempre Togliatti, \u201cche persino il nome del grande capo rivoluzionario russo era sconosciuto, o quasi, nel movimento operaio, prima della Prima Guerra Mondiale\u201d. Il suo nome comincia a circolare solo dopo la Conferenza Internazionale di Zimmerwald del 1915,. Si conosce il nome ma, ed \u00e8 sempre Togliatti a ricordarlo, \u201cnon si ha notizia di scritti di Lenin tradotti o anche solo pervenuti in Italia nella loro integrit\u00e0 \u201c. E solo nel 1917, anno rovente, che arrivano in Italia alcuni estratti dei suoi scritti \u201csoprattutto per il tramite di riviste e giornali in lingua francese e di una rivista americana, il Liberator\u2026\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 e solo dal 1918, dopo l\u2019Ottobre Rosso quindi, che talune opere di Lenin \u2013 e sono i grandi lavori teorici come \u201cL\u2019Imperialismo\u201d, \u201cStato e Rivoluzione \u201c, \u201cLa Rivoluzione Proletaria e il rinnegato Kautsky\u201d, L\u2019Estremismo\u201d \u2013 sono tradotte e pubblicate in Italia. Ed \u00e8 su queste opere che Gramsci pu\u00f2 finalmente conoscere a fondo il pensiero di Lenin e, quindi, stabilire un nesso \u201ctra la visione politica delle cose italiane e la dimensione internazionale della rivoluzione\u201d come sostiene Paolo Spriano nell\u2019introduzione agli \u201cScritti Politici\u201d (ED. Riuniti 1973). Nel nesso appare il famoso pessimismo Gramsciano, anzi (\u00e8 sempre Spriano) \u201c\u2026 lo scetticismo suo sull\u2019occasione rivoluzionaria interna, italiana, sia per la sfiducia espressa nelle dirigenze del movimento sia per l\u2019immaturit\u00e0, le remore localistiche, i dislivelli di coscienza e di organizzazione delle stesse masse\u201d.<br \/>\nSar\u00e0 cos\u00ec che, solo dal 1922, Gramsci potr\u00e0 accedere a tutte le opere di Lenin quando, per alcuni mesi, \u00e8 inviato in Unione Sovietica per partecipare, con Bordiga, alla Seconda Conferenza dell\u2019Esecutivo allargato dell\u2019Internazionale e poi al IV Congresso dell\u2019I.C. Gramsci in quel tempo ha imparato la lingua russa e quelle letture, i colloqui, le esperienze del periodo sovietico diventeranno successivamente ricordi preziosi ai quali attingere quando, in carcere (lui viene arrestato l\u20198 novembre 1926), non potendo disporre delle opere di Lenin che non gli furono mai consentite, a differenza degli scritti di Marx e di Engels, si trover\u00e0 costretto, nei suoi quaderni, a fare citazioni affidandosi solo alla memoria, la memoria di quel soggiorno nel paese della rivoluzione.<\/p>\n<p>Fu anche quello in Russia il periodo immediatamente successivo al 10\u00b0 Congresso del P.C. Russo (b), dove si var\u00f2 la NEP (la Nuova Politica Economica) e si chiuse l\u2019acceso dibattito sui sindacati. \u00c8 ancora di quel tempo che Gramsci apprende i termini reali dello scontro frontale che vide Lenin contrapporsi non solo a Trotskj ma anche a Bucharin e alla corrente degli anarco sindacalisti. Fino ad allora i nomi di Lenin e di Trotskj venivano sempre accostati come i principali protagonisti, i giganti della Rivoluzione. \u00c8 da allora che vengono scissi, perch\u00e9 tra i giganti sono emerse divergenze profonde non componibili (e che talvolta troviamo riprodotte spesso caricaturalmente tra i nani del presente). Per Lenin la politica altro non \u00e8 che l\u2019\u201despressione concentrata dell\u2019economia\u201d.<\/p>\n<p>Ne discende, secondo la lettura che successivamente d\u00e0 Togliatti in quell\u2019intervento gi\u00e0 richiamato (\u201cil leninismo nel pensiero e nell\u2019azione di A. Gramsci\u201d) che \u201cla classe operaia non pu\u00f2 rimanere al potere se non \u2026 sulla base di un giusto rapporto con gli altri gruppi della societ\u00e0\u201d. La differenza \u00e8 per davvero profonda perch\u00e9 Trotskj, all\u2019opposto, trascurando ogni relazione con le classi non proletarie mette in discussione la natura stessa della costruzione socialista.<\/p>\n<p>Anche per Gramsci la differenza appare fondamentale e cos\u00ec si trova a collegarla alle sue riflessioni sviluppate, gi\u00e0 nelle sperimentazioni del movimento consiliare torinese, essenzialmente su un punto: quello delle alleanze di classe, tema che poi riprender\u00e0 nel 1926 con il famoso saggio sulla \u201cQuistione Meridionale\u201d. Cos\u00ec Gramsci conosce Lenin. E Lenin \u00e8 colpito dall\u2019elaborazione di Gramsci quando considera l\u2019articolo \u201cPer un rinnovamento del Partito Socialista\u201d, apparso sull\u2019Ordine Nuovo dell\u20198 maggio 1920, come un attacco, dal punto di vista della rivoluzione mondiale, al provincialismo di un PSI che ignora la linea e lo spirito dell\u2019Internazionale (Lenin, sul movimento operaio italiano, ED. Riuniti 1962).<\/p>\n<p>Gramsci \u00e8 cos\u00ec visto come l\u2019uomo dell\u2019Internazionale Comunista, capace di connettere la strategia del proletariato italiano con le colonne portanti del leninismo: il concetto di \u201calleanza di classe\u201d, quello di \u201cfasi intermedie\u201d e, nella pratica, con la formula di governo operaio e contadino. Solo che in Russia la rivoluzione ha preso il potere ma non si estende in Europa e, in Italia, il fascismo soffocher\u00e0 il movimento operaio. Se torniamo al 1917 e alla Rivoluzione Russa vediamo il giovane Gramsci impegnato nello sforzo innovatore di tradurre nello scenario italiano: \u2026 \u201cl\u2019essenza stessa della strategia (e del Marxismo) di Lenin: l\u2019alleanza tra operai e contadini poveri come premessa e come base dell\u2019instaurazione del nuovo potere; il fronte unico come espressione organica delle forze motrici della Rivoluzione\u201d (cos\u00ec Paolo Spriano nell\u2019introduzione a \u201cGramsci, scritti politici\u201d Editori Riuniti, 1973).<\/p>\n<p>Questa, delle alleanze sociali, \u00e8 la grande lezione che arriva fino ai giorni nostri, dove gli operai sono diventati digitali e non ci sono pi\u00f9 le masse contadine che occuparono le terre. Ma ora come allora tutte le battaglie politiche dovrebbero essere comunque ricondotte alle loro \u201cdimensioni sociali\u201d con i nuovi lavoratori del terzo millennio.<\/p>\n<p>Quando questo non avviene, e oggi non avviene, e quando i diritti civili vengono anteposti se non scambiati con i diritti sociali \u2013\u201cti d\u00f2 il registro delle coppie di fatto se tu mi dai il contratto di lavoro collettivo- il grande popolo del lavoro si divide ancora di pi\u00f9 e si allontana da una politica in cui i partiti abbandonano la societ\u00e0. E questo popolo di giovani senza lavoro, precari, lavoratori senza tutele, ricercatori abbandonati a s\u00e8 stessi, pensionati ai quali si sottrae il presente, immigrati, pu\u00f2 essere indotto a guardare a movimenti pericolosi. Gi\u00e0 succede nelle banlieu francesi, \u00e8 successo con il voto operaio a Trump. Succede perch\u00e9 la politica appare loro solo come contenzioso di gruppi che si contendono gli scranni di Camera, Senato, Consigli di Amministrazione.<\/p>\n<p>Gramsci seguiva con fastidio le evoluzioni e le piroette dei mandarini della politica del suo tempo, il cretinismo parlamentare. Le sue idee devono tornare a essere il nostro patrimonio.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/gramsci-lenin-trotsky\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/gramsci-lenin-trotsky\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDOGIANNULI.IT (Bruno Casati) Con davvero molto piacere vi propongo questo interessante articolo dell\u2019amico e compagno Bruno Casati, persona di grande valore umano e militante, nonch\u00e9 Presidente del Circolo Culturale Concetto Marchesi. Buona lettura! A.G. In questo anno 2017 si collocano, intrecciandosi, due importanti ricorrenze: l\u201980\u00b0 anniversario della morte (27 Aprile 1937) di Antonio Gramsci e il\u00a0Centenario della Rivoluzione Russa,\u00a0nei suoi due tempi, la Rivoluzione di Febbraio e l\u2019Ottobre Rosso. Cosa pensa il giovane Gramsci,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":33327,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/aldogiannuli.it_.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9r8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36278"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36279,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36278\/revisions\/36279"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}