{"id":36282,"date":"2017-11-17T08:56:02","date_gmt":"2017-11-17T07:56:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36282"},"modified":"2017-11-16T22:25:37","modified_gmt":"2017-11-16T21:25:37","slug":"litalia-verso-le-larghissime-intese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36282","title":{"rendered":"L\u2019Italia verso le larghissime intese?"},"content":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Rino Genovese)<\/p>\n<p>Il problema con cui la politica nostrana dovr\u00e0 misurarsi nel 2018, dopo le elezioni, sar\u00e0 probabilmente una volta di pi\u00f9 quello di una \u201cdinamica conservazione politica\u201d, come la chiamerebbe Gianfranco Borrelli stando al suo ultimo libro\u00a0(<em>Machiavelli, ragion di Stato, polizia cristiana: genealogie 1<\/em>, Napoli, Cronopio, 2017). In altre parole: come mettere insieme una maggioranza \u201ccreativa\u201d berlusconiano-renziana attraverso una delle solite operazioni di trasformismo parlamentare compiute in nome della stabilit\u00e0? La prima soluzione consisterebbe nell\u2019attingere al ventre molle grillino, convincendo o comprando (tra le due cose non c\u2019\u00e8 affatto di mezzo il mare) un po\u2019 dei numerosi eletti e neoeletti di quella parte politica. Una seconda soluzione \u2013 dipender\u00e0 dalla concreta distribuzione dei seggi, ovviamente \u2013 potrebbe consistere nell\u2019imbarcare i postfascisti di Giorgia Meloni in un governo magari presieduto dall\u2019attuale ministro degli interni, Minniti, che di quelli \u00e8 diventato il beniamino, specie da quando si \u00e8 saputo che per un periodo ha lavorato su una scrivania che era stata di Mussolini. Un\u2019altra starebbe nel cercare di racimolare una maggioranza a sinistra con una parte dei pur sparuti gruppi parlamentari che sortiranno dal cartello elettorale formato da Mdp, Sinistra italiana e Possibile. In ciascuna di queste tre prospettive, decisivo sar\u00e0 comunque il blocco centrale berlusconiano-renziano che \u2013 al netto degli accenti leaderistici e populistici oggi in voga \u2013 si profiler\u00e0 come una nuova Democrazia cristiana. Un approdo pressoch\u00e9 scontato di conservazione dinamica.<\/p>\n<p>Da tempo, in fondo (sia pure in una situazione di bassa conflittualit\u00e0 sociale, assolutamente non paragonabile a quella degli anni sessanta del Novecento), la politica italiana \u00e8 alla ricerca dei suoi Fanfani e dei suoi Moro. Quest\u2019ultimo, in modo particolare, fu il grande addormentatore a livello governativo\u00a0delle spinte di movimento. Il principio informatore della sua politica, al di l\u00e0 della facile agiografia oggi corrente, fu sempre quello della conservazione dinamica e della centralit\u00e0 della \u201cbalena bianca\u201d, come si chiamava quel grande partito moderato che fu la Dc. La stessa proposta berlingueriana del \u201ccompromesso storico\u201d,\u00a0accettata da Moro, era da lui riletta come una forma d\u2019immobilismo politico \u2013 e<em>\u00a0pour cause<\/em>, visto che di quegli \u201celementi di socialismo\u201d che Berlinguer avrebbe preteso vederci non recava nemmeno l\u2019ombra: piuttosto era\u00a0una maniera per riaffermare la centralit\u00e0 democristiana entro cui, in precedenza, era stato bollito il Partito socialista.<\/p>\n<p>Oggi non c\u2019\u00e8 un Moro, e la situazione generale,\u00a0<em>in primis<\/em>\u00a0quella internazionale, certamente non \u00e8 pi\u00f9 la stessa. Ma la conservazione dinamica italiana \u00e8 comunque al lavoro: gi\u00e0 il governo delle \u201cpiccole intese\u201d alfaniano-verdiniano-renziane ne \u00e8 stata un\u2019espressione abbastanza riuscita. Non c\u2019\u00e8 alcuna ragione per cambiare lo schema di gioco. \u00c8 questa la convinzione profonda dell\u2019attuale gruppo dirigente del Pd, che \u00e8 alla ricerca di una copertura a sinistra (forse con l\u2019amletico Pisapia) mentre non \u00e8 per nulla interessato alla riedizione di un centrosinistra aperto e plurale. L\u2019epoca della opposizione al berlusconismo \u00e8 terminata. E si \u00e8 conclusa con la sostanziale berlusconizzazione del Pd che punta (come traspare anche dalla recente legge elettorale approvata dal parlamento) alle larghissime intese.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2017\/11\/14\/litalia-verso-le-larghissime-intese\/#more-2355\">http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2017\/11\/14\/litalia-verso-le-larghissime-intese\/#more-2355<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Rino Genovese) Il problema con cui la politica nostrana dovr\u00e0 misurarsi nel 2018, dopo le elezioni, sar\u00e0 probabilmente una volta di pi\u00f9 quello di una \u201cdinamica conservazione politica\u201d, come la chiamerebbe Gianfranco Borrelli stando al suo ultimo libro\u00a0(Machiavelli, ragion di Stato, polizia cristiana: genealogie 1, Napoli, Cronopio, 2017). 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