{"id":36302,"date":"2017-11-19T10:31:57","date_gmt":"2017-11-19T09:31:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36302"},"modified":"2017-11-19T00:03:38","modified_gmt":"2017-11-18T23:03:38","slug":"2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36302","title":{"rendered":"2018, Italia al bivio: commissariamento o uscita dall\u2019euro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><em>Il futuro dell\u2019Italia si fa sempre pi\u00f9 minaccioso man mano che il 2018 si avvicina: all\u2019incertezza derivante dalle elezioni politiche si somma un quadro europeo ostile, dove la Germania, disposta forse a sobbarcarsi la Francia per ragioni geopolitiche, non ha alcuna intenzione di concedere sconti al nostro Paese. Un commissariamento esplicito o subdolo, sulla falsariga del governo Monti, \u00e8 tra le ipotesi sul tavolo e, se a Berlino dovesse prevalere una linea ancora pi\u00f9 rigorista, non si potrebbe neanche escludere l\u2019imposizione di un \u201cdefault ordinato\u201d. Di fronte a questo scenario, l\u2019Italia sar\u00e0 costretta a scegliere: capitolazione o un\u2019uscita dall\u2019euro. Un soccorso pu\u00f2 venire soltanto dalle potenze emergenti.<\/em><\/p>\n<h2>Nessuno sconto da parte della Germania (cui interessa solo il Veneto)<\/h2>\n<p><strong>I prossimi 12-18 mesi<\/strong>, come abbiamo sovente evidenziato nelle nostre ultime analisi,\u00a0<strong>saranno cruciali per il futuro dell\u2019Italia e dell\u2019Europa<\/strong>: man mano che il 2018 si avvicina e nuovi dettagli si aggiungono, \u00e8 quindi opportuno riallacciare i fili dell\u2019analisi.\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/leuropa-a-due-velocita-passa-per-il-sacco-di-roma\/\">Avevamo abbandonato il discorso parlando del \u201cnuovo sacco di Roma\u201d che Germania e Francia andavano preparando ai danni del nostro Paese e della conseguente necessit\u00e0, per l\u2019Italia, di stringere una serie di alleanze internazionali per evitare un tristissimo epilogo<\/a>. Tutti gli ultimi sviluppi confermano i nostri presagi.<\/p>\n<p>Bisogna iniziare ribadendo che gli<strong>\u00a0\u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d<\/strong>\u00a0allargati all\u2019intero continente, se qualcuno li ha mai davvero presi in considerazione, sono stati ormai scartati da anni:<strong>\u00a0il vertice a Deauville dell\u2019ottobre 2010<\/strong>, cui partecipano Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, pu\u00f2 essere considerato lo spartiacque che separa il progetto dell\u2019Europa allargata da quello dell\u2019Europa franco-tedesca, moderna riproposizione dell\u2019<strong>Impero Carolingio<\/strong>. \u00c8 un disegno che non soddisfa pienamente gli USA (da cui una serie di attacchi al sistema-Germania come Volkswagen e Deutsche Bank), ma ha il probabile assenso della Gran Bretagna (da cui il tentativo di fondere Lse-Deutsche Boerse e l\u2019uscita dall\u2019Unione Europea per facilitare i piani federativi di Angela Merkel e Macron).<\/p>\n<p>All\u2019interno della coppia franco-tedesca,\u00a0<strong>la posizione dominante<\/strong>\u00a0spetta, ovviamente, alla\u00a0<strong>Germania<\/strong>, la cui prestazioni economiche e finanziarie surclassano quelle della Francia. Probabilmente Berlino, se ragionasse in termini meramente egoistici, procederebbe con l\u2019integrazione politica della\u00a0<strong>sola area euro-marco<\/strong>\u00a0(Austria, Olanda, Slovenia, Lussemburgo, Slovacchia, Estonia, Finlandia), ma ragioni di<strong>natura geopolitica<\/strong>\u00a0la inducono a sobbarcarsi anche la storica rivale: la Francia dispone ancora di un seggio permanente nel consiglio di sicurezza dell\u2019ONU, \u00e8 dotata di testate atomiche e, se abbandonata a se stessa, rischia di scivolare verso pericolose posizioni revanchiste-nazionaliste. Ad ogni modo, qualsiasi proposta di ulteriore integrazione europea, come l\u2019introduzione di obbligazioni comuni<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>,<strong>\u00a0\u00e8 ormai circoscritta all\u2019asse franco-tedesco<\/strong>\u00a0e gli ultimi sviluppi politici in Germania, dove la destra nazionalista \u00e8 in forte crescita, chiudono la porta a qualsiasi integrazione a 27 (complicando persino la convergenza tra Emmanuel Macron e Angela Merkel).<\/p>\n<p>Il \u201cresto\u201d dell\u2019Europa ha, in ottica franco-tedesca, valore modesto: non dispiacerebbe, se possibile, annettere al neo-impero carolingio<strong>\u00a0la Catalogna<\/strong>, regione sviluppata e contigua alla Francia.<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/referendum-lombardo-veneto-sullautonomia-i-poteri-del-1992-1993-tornano-allattacco\/\">\u00a0Farebbe gola anche quella \u201cPadania\u201d che Gianfranco Miglio sognava di federare alla Germania:<\/a>\u00a0<strong>il Triveneto<\/strong>, in particolare, \u00e8 il naturale sbocco della Germania sul Mar Adriatico e non \u00e8 un caso se<strong>\u00a0Luca Zaia,<\/strong>esponente della vecchia Lega Nord, abbia presentato il recente referendum sull\u2019autonomia come\u00a0<em>\u201cuna risposta al plebiscito del 1866<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>\u201d<\/em>, che separ\u00f2 Venezia ed il suo retroterra all\u2019orbita germanica.<\/p>\n<p>La penisola italiana nel suo complesso, per\u00f2, non \u00e8 nei desideri di Berlino e l\u2019improvvisa ricomparsa dei\u00a0<strong>secessionismi \u201cinsulari<\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>\u201d,<i>\u00a0in primis<\/i>\u00a0<strong>quello sardo<\/strong>, testimonia che altre cancellerie europee (Londra in testa) sono interessate\u00a0<strong>allo spezzatino dell\u2019Italia<\/strong>. Se la Germania non ha intenzione di spendere un centesimo perch\u00e9 Roma rimanga agganciata all\u2019eurozona, \u00e8 solo questione di tempo prima che la situazione dell\u2019Italia, sottoposta a letali dosi di austerit\u00e0 (perch\u00e9<i>\u00a0\u201csmetta di vivere al di sopra dei propri mezzi\u201d<\/i><i>),<\/i><strong>\u00a0si faccia insostenibile.<\/strong><\/p>\n<p>In prossimit\u00e0 del 2018, a distanza di sette anni dall\u2019imposizione delle ricette della Troika, l\u2019Italia \u00e8\u00a0 allo stremo:<strong>\u00a0il rapporto debito pubblico\/PIL<\/strong>\u00a0ha raggiunto livelli record a causa della costante crescita del nominatore e la contrazione del denominatore, la caduta verticale dell\u2019attivit\u00e0 economica ha gonfiato i bilanci delle banche di crediti inesigibili e gli indicatori occupazionali\/demografici sono drammatici (il Sud Italia ed alcune aree del Nord stanno sperimentando un vero processo di desertificazione). Se la Germania avesse interesse a tenere la penisola nell\u2019euro, dovrebbe immediatamente<strong>\u00a0invertire marcia<\/strong>. Invece, tutti i segnali che provengono dal Nord vanno nella direzione di un ulteriore inasprimento dell\u2019austerit\u00e0: il testamento politico d<strong>i Wolfgang Sch\u00e4uble<\/strong>, lasciato al prossimo ministro delle Finanze (un liberale ultra-rigorista?), contempla apertamente il\u00a0<strong>\u201cdefault ordinato\u201d<\/strong>\u00a0per i membri dell\u2019eurozona<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>\u00a0ed il recente ammonimento del vicepresidente della Commissione europea, il finlandese<strong>\u00a0Jyrki Katainen<\/strong>, sulla necessit\u00e0 di varare\u00a0<strong>una manovra-bis<\/strong>\u00a0subito dopo le elezioni, conferma che Berlino non intende fare alcuno sconto all\u2019Italia in materia di riduzione\/contenimento del debito<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Nel 2018 si prospettano quindi due strade all\u2019Italia<strong>: la capitolazione di fronte all\u2019asse franco-tedesco o l\u2019uscita dall\u2019eurozona.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La prima soluzione<\/strong>\u00a0equivarrebbe ad inasprire ulteriormente le politiche lato offerta (tagli alla sanit\u00e0 e pensioni, licenziamenti, etc. etc.), taglieggiare il risparmio privato (prelievo sui conti o patrimoniale), saccheggiare quel che rimane del patrimonio pubblico (riserve di Bankitalia, immobili e partecipate) e lasciare che le ultime medie-grandi imprese italiane passino in mano straniera. Preme per questa soluzione<strong>\u00a0il \u201cpartito Draghi\u201d (o \u201cpartito Bilderberg\u201d)<\/strong>\u00a0che annovera, oltre al governatore della BCE,\u00a0<strong>Ignazio Visco, Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Ferruccio De Bortoli, Carlo De Benedetti, Paolo Mieli, Mario Monti, Romano Prodi, gli Agnelli-Elkann etc. etc.<\/strong>\u00a0Il \u201cpartito Draghi\u201d, in vista delle politiche 2018,\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/napolitano-e-grillo-gli-incendiari\/\">punta sulla vittoria elettorale del Movimento 5 Stelle, cui andrebbe sommata in Parlamento la sinistra \u201cprodiana\u201d<\/a>: il reddito di cittadinanza o provvedimenti analoghi sarebbero\u00a0<strong>ottimi paraventi\u00a0<\/strong>per completare con discrezione la definitiva spoliazione dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>La seconda opzione, invece, prevede l\u2019abbandono dell\u2019eurozona di fronte ai diktat franco-tedeschi sempre pi\u00f9 gravosi ed umilianti. L\u2019uscita dalla moneta unica sarebbe<strong>\u00a0emergenziale, dettata dal semplice istinto di sopravvivenza del nostro Paese<\/strong>: non esiste al momento<strong>\u00a0\u201cun partito dell\u2019uscita dall\u2019euro\u201d<\/strong>\u00a0analogo a quello che preme per il commissariamento (formazioni come\u00a0<strong>la Lega Nord<\/strong>\u00a0si sono appropriate della causa anti-euro per meri fini elettorali, senza possedere n\u00e9 prevedere alcun programma concreto per l\u2019Italexit), anche<strong>\u00a0se la vittoria della destra alle politiche del 2018<\/strong>\u00a0favorirebbe senza dubbio questa strada. L\u2019unico \u201cboiardo di Stato\u201d ad aver apertamente contemplato un \u201cpiano B\u201d \u00e8 stato l\u2019economista\u00a0<strong>Paolo Savona<\/strong>, ex-ministro del governo Ciampi.<\/p>\n<p>Nonostante il \u201cpartito dell\u2019uscita dall\u2019euro\u201d sia ancora in gestazione, c\u2019\u00e8 da scommettere che cresca in fretta nel corso del 2018 e, entro la fine dell\u2019anno,\u00a0<strong>prenda il sopravvento<\/strong>: come abbiamo evidenziato all\u2019inizio della nostra analisi, infatti, il progetto europeo allargato all\u2019intero continente \u00e8 ormai morto ed arrendersi al commissariamento franco-tedesco significherebbe soltanto<strong>\u00a0abbandonare l\u2019eurozona con 2-3 anni di ritardo,<\/strong>\u00a0spogliati di ogni ricchezza residua (proprio come i governi Monti-Letta-Renzi hanno favorito il saccheggio del Paese, anzich\u00e9 risanare le finanze).<\/p>\n<p><strong>Gli squilibri sul mercato interbancario europeo,<\/strong>\u00a0ben visibili dai saldi dal sistema\u00a0<strong>Target 2<\/strong>, lasciano pensare che nel mondo della finanza continentale ci si stia preparando per una\u00a0<strong>Italexit<\/strong>\u00a0nel corso dei prossimi dodici mesi: mai le banche tedesche hanno accumulato cos\u00ec tanto denaro presso la Bundesbank e mai, specularmente,\u00a0<strong>le banche italiane si sono indebitate in maniera cos\u00ec alta presso Bankitalia.<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019imminente uscita dall\u2019euro, quindi, per non essere schiacciati: contando su quali alleanze internazionali? Evaporate in fretta le speranze riposte in\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong>, totalmente paralizzato dagli intrighi di Washington, solo le potenze emergenti hanno interesse a sostenere la svolta italiana:\u00a0<strong>un terremoto finanziario, quindi, e geopolitico.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/target-2-novembre.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2516\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/target-2-novembre.png\" alt=\"\" width=\"790\" height=\"447\" \/><\/a><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>https:\/\/www.politico.eu\/article\/franco-german-bonds-eurozone-emmanuel-macron-merkel-coalition-rottgen\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>https:\/\/www.regione.veneto.it\/web\/guest\/comunicati-stampa\/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=3110642<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2017\/09\/29\/news\/catalogna_indipendentisti_sardi_referendum-176888751\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>http:\/\/www.corriere.it\/economia\/17_ottobre_09\/schauble-documento-indirizzo-germania-euro-ue-4b52f468-ad0a-11e7-a5d5-6f9da1d87929.shtml<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/11\/14\/economia\/litalia-deve-fare-di-pi-in-arrivo-nuova-lettera-ue-sulla-manovra-la-decisione-finale-a-maggio-uZDQAk8iDtdEAzWaajv6mM\/pagina.html<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/2018-italia-al-bivio-commissariamento-o-uscita-dalleuro\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Il futuro dell\u2019Italia si fa sempre pi\u00f9 minaccioso man mano che il 2018 si avvicina: all\u2019incertezza derivante dalle elezioni politiche si somma un quadro europeo ostile, dove la Germania, disposta forse a sobbarcarsi la Francia per ragioni geopolitiche, non ha alcuna intenzione di concedere sconti al nostro Paese. 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