{"id":36325,"date":"2017-11-20T09:15:47","date_gmt":"2017-11-20T08:15:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36325"},"modified":"2017-11-19T22:05:39","modified_gmt":"2017-11-19T21:05:39","slug":"la-sfida-vinta-di-shinzo-abe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36325","title":{"rendered":"La sfida (vinta) di Shinzo Abe"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Lezzi)<\/strong><\/p>\n<p><em>La decisione del premier uscente di convocare elezioni anticipate si \u00e8 rivelata giusta e gli ha consentito di mantenere la maggioranza dei 2\/3 necessaria per la modifica della Costituzione.<\/em><\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 valso la candela. Il premier Abe ha approfittato delle contingenze interne\u00a0\u2013 con la diaspora del principale partito d\u2019opposizione e la prematura sfida del nuovo soggetto politico della governatrice di Tokyo\u00a0<strong>Yuriko Koike\u00a0\u2013<\/strong>\u00a0ed esterne, con la sempre pi\u00f9 pressante minaccia nordcoreana, per convocare le\u00a0<strong>elezioni anticipate per la Camera bassa<\/strong>. Considerando che lo scioglimento anticipato \u00e8 stato annunciato nel corso di una conferenza il 25 settembre e il voto si \u00e8 tenuto il 22 ottobre gli sfidanti del premier uscente hanno avuto meno di un mese a disposizione per la presentazione delle liste e lo svolgimento della campagna elettorale. La misura \u00e8 stata certamente voluta per limitare l\u2019azione della Koike, fresca vincitrice delle votazioni per l\u2019Assemblea della capitale ad inizio luglio con il suo\u00a0<strong><em>Tomin First No Kai\u00a0<\/em><\/strong>(Prima Associazione dei residenti di Tokyo).<\/p>\n<p>Se, infatti, le intenzioni della Koike, prima donna ad insediarsi per la carica di Governatrice della capitale nipponica, erano chiaramente quelle di trasformare lo slogan<strong>\u00a0<em>Tokyo first<\/em><\/strong>\u00a0in un\u00a0<em>Japan first<\/em>, le poche settimane a disposizione hanno tagliato le gambe all\u2019ambizioso progetto su scala nazionale. La nuova formazione politica, che ha preso il nome di\u00a0<em>Partito della Speranza\u00a0<\/em>(Kibo no to), ha fatto convogliare al proprio interno molti deputati del\u00a0<em>Partito democratico<\/em>, compreso il segretario\u00a0<strong>Seiji Maehara<\/strong>, costringendolo ad una scissione con l\u2019ala pi\u00f9 spostata a sinistra. Quest\u2019ultima ha dato vita al\u00a0<em>Partito Costituzionale Democratico<\/em>\u00a0(CDP) guidato da\u00a0<strong>Yukio Edano<\/strong>, frammentando l\u2019opposizione e costringendola all\u2019irrilevanza nella legislatura che verr\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_92250\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92250\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Yuriko_Koike_-_World_Economic_Forum_on_the_Middle_East_2008.jpg\" alt=\"Yuriko Koike\" width=\"1280\" height=\"962\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Yuriko Koike<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Il voto ha portato alle urne il 53,7% degli aventi diritto<\/strong>, una delle percentuali pi\u00f9 basse fatte registrare dal Giappone alle elezioni legislative. Bisogna, per\u00f2, tenere in considerazione il contemporaneo arrivo del tifone Lan nel fine settimana del voto che ha creato non pochi disagi. E\u2019 stato anche il primo voto consentito a diciottenni e diciannovenni in seguito alla modifica della precedente legge elettorale che consentiva l\u2019elettorato attivo solo dai venti anni in su. I dati definitivi hanno sorriso alla coalizione di governo formata dal\u00a0<strong><em>Partito Liberaldemocratico<\/em><\/strong>\u00a0(LDP) del Primo ministro e dai buddisti del\u00a0<strong><em>Komeito<\/em><\/strong>\u00a0(Partito del buon governo) che ha ottenuto 313 seggi confermando la maggioranza dei due terzi (310 seggi sui 465 totali della Camera bassa) necessaria per l\u2019approvazione delle modifiche costituzionali. Nonostante il netto successo c\u2019\u00e8, comunque, da registrare un lieve calo per le forze di Governo che partivano da una maggioranza di 325 deputati. Lo scettro di principale forza di opposizione \u00e8 andato al\u00a0<em><strong>CDP<\/strong>\u00a0<\/em>che con i suoi 55 eletti ha superato di poco la nuova sigla della Koike molto lanciata dai primi sondaggi ma data subito in calo dopo la decisione di non candidarsi da parte della propria leader e fermatasi a 47 eletti.<\/p>\n<p>In ogni caso non \u00e8 detto che la Koike non riesca a ritagliarsi un ruolo di primo piano in alcune delle scelte del nuovo Governo. D\u2019altronde la neo-governatrice risulta tra i membri della\u00a0<strong><em>Nippon Kaigi\u00a0<\/em><\/strong>(La Conferenza del Giappone), il principale laboratorio culturale conservatore di cui fa parte anche il premier Abe. La NK, nata nel 1997 e alla quale ad oggi risultano iscritti poco meno di quarantamila aderenti, riunisce il pensiero della Koike a quello di Abe per quanto riguarda l\u2019<strong>abolizione dell\u2019articolo 9<\/strong>\u00a0della Costituzione, che vieta la riorganizzazione dell\u2019esercito in funzione offensiva, e l\u2019omaggio ai caduti della Seconda Guerra Mondiale presso il santuario shintoista Yasukuni nell\u2019ottica di una\u00a0<strong>politica nazionalista<\/strong>\u00a0che renda il Giappone nuovamente protagonista nell\u2019area del Pacifico. Proprio la modifica dell\u2019articolo\u00a0<em>pacifista<\/em>\u00a0della Costituzione avr\u00e0 bisogno, oltre che dell\u2019approvazione con i 2\/3 in entrambi i rami del Parlamento, anche del passaggio referendario e sar\u00e0 proprio in quella occasione che i consensi della Koike risulteranno necessari per la formazione di governo.<\/p>\n<div id=\"attachment_92251\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92251\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/foto-santuario-yasukuni.jpg\" alt=\"Foto santuario shintoista Yasukuni la cui visita, da parte degli esponenti istituzionali giapponesi, provoca, ogni anno, forti contrasti con la Cina e la Corea del Sud\" width=\"2677\" height=\"1890\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Foto santuario shintoista Yasukuni la cui visita, da parte degli esponenti istituzionali giapponesi, provoca, ogni anno, forti contrasti con la Cina e la Corea del Sud<\/p>\n<\/div>\n<p>Di sicuro Abe ha superato brillantemente le critiche, cavalcate pi\u00f9 all\u2019estero che in Patria, per la propria vicinanza, e quella della moglie Akie, ad alcune scuole tacciate di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/giappone-la-forza-tranquilla-del-pacifico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">estremo nazionalismo<\/a>\u00a0e ha potuto accogliere il presidente statunitense\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong>, nella sua prima tappa del tour nel sud-est asiatico, da trionfatore. Gli ottimi rapporti con l\u2019alleato nordamericano non sono stati intaccati nemmeno dal venir meno al Partenariato Trans-Pacifico (<em>Tpp<\/em>) da parte dell\u2019amministrazione di Washington anzi, \u00e8 stato il Paese del Sol Levante ora a porsi come\u00a0<strong>leader degli altri undici stati aderenti<\/strong>\u00a0(Australia, Brunei, Canada, Cile, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Per\u00f9, Singapore, Vietnam oltre al Giappone stesso) nella trasformazione del\u00a0<em>Tpp\u00a0<\/em>nel nuovo\u00a0<em>Comprehensive and Progressive Agreement for Trans Pacific Partnership<\/em>\u00a0(<strong>CPTTP<\/strong>). Rispetto all\u2019accordo iniziale la nuova formula ha escluso una ventina di disposizioni riguardanti diritti di propriet\u00e0 e clausole ambientali e una dichiarazione a favore del multilateralismo commerciale lasciando intatta la possibilit\u00e0 di un ripensamento degli Usa.<\/p>\n<p>Nei rapporti bilaterali il premier Abe ha rilanciato il progetto dell\u2019<em>Asia-Africa Growth Corridor<\/em>\u00a0per la\u00a0<strong>creazione di un corridoio marittimo<\/strong>\u00a0che unisca i porti africani a quelli giapponesi tramite l\u2019India. Seppur diversissime le due potenze regionali asiatiche avrebbero tutti gli interessi a collaborare per frenare l\u2019espansionismo cinese avviato dalla\u00a0<strong>Nuova Via della Seta<\/strong>\u00a0(<em>One Belt One Road<\/em>) su cui Pechino sta puntando molto. Nessuna novit\u00e0 dovrebbe figurare nella politica economica che fin dall\u2019insediamento, nel dicembre 2012, di quello che si avvia ad essere il premier pi\u00f9 longevo del Giappone ha assunto il nome di\u00a0<strong><em>Abenomics<\/em><\/strong>, basata su una politica monetaria espansiva, una maggior spesa pubblica e un taglio della burocrazia.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/giappone-shinzo-abe\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/giappone-shinzo-abe\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Luca Lezzi) La decisione del premier uscente di convocare elezioni anticipate si \u00e8 rivelata giusta e gli ha consentito di mantenere la maggioranza dei 2\/3 necessaria per la modifica della Costituzione. Il rischio \u00e8 valso la candela. 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