{"id":36369,"date":"2017-11-21T09:39:19","date_gmt":"2017-11-21T08:39:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36369"},"modified":"2017-11-20T23:41:57","modified_gmt":"2017-11-20T22:41:57","slug":"ci-siamo-rammolliti-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36369","title":{"rendered":"Ci siamo rammolliti tutti"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Montefameglio)<\/strong><\/p>\n<p><em>Ribellione non ce n\u2019\u00e8, restaurazioni nemmeno. La dignit\u00e0 di chi si diceva idealista scompare, la forza di chi si voleva antidealista svanisce e la volont\u00e0 \u00e8 diventata aspirazione. In poche parole ci siamo rammolliti tutti: un gruppo di rammolliti terrorizzati.<\/em><\/p>\n<p>Se si pu\u00f2 fare il nome di uno scrittore italiano che pi\u00f9 di altri ha sub\u00ecto gli effetti della fossilizzazione dei programmi scolastici, questo \u00e8\u00a0<strong>Ippolito Nievo<\/strong>. E pi\u00f9 che una questione politica \u00e8 una questione culturale: nessuno se la sente di liberarsi, almeno per un semestre, di Don Abbondio e dei bravi, assillanti fino alla nausea per un quinquennio intero, come se si dovesse rimuovere un idolo dall\u2019altare. Qualche studente, alternando\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/alternanza-scuola-lavoro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scuola e lavoro<\/a>, avr\u00e0 finito cos\u00ec col credere davvero che\u00a0<strong>Manzoni<\/strong>\u00a0abbia scritto l\u2019unico grande romanzo in lingua italiana del XIX secolo, che non vi sia figura femminile nella letteratura che eguagli la pia e casta Lucia, che non vi sia storia cos\u00ec come la fa Manzoni, che non vi sia ironia cos\u00ec come la fa Manzoni, che non via sia originalit\u00e0 romanzesca fuori da Manzoni. E cos\u00ec, invasi come siamo da questo abito, non leggiamo poi una sola parola di\u00a0<strong>Gadda<\/strong>\u00a0n\u00e9 di\u00a0<strong>Moravia<\/strong>\u00a0n\u00e9 di\u00a0<strong>Calvino<\/strong>\u00a0n\u00e9 di\u00a0<strong>Pasolini<\/strong>. E, dietro, di Nievo.<\/p>\n<div id=\"attachment_92298\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92298\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Ippolito_Nievo.jpg\" alt=\"Ippolito Nievo (1831\/1861)\" width=\"520\" height=\"691\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Ippolito Nievo<br \/>\n(1831\/1861)<\/p>\n<\/div>\n<p>Nievo, che a differenza di Calvino \u00e8 per un periodo\u00a0<strong>contemporaneo di Manzoni<\/strong>, scrive\u00a0<em>Le confessioni di un italiano<\/em>, romanzo forse immensamente pi\u00f9 grande degli stessi (grandissimi)\u00a0<em>Promessi sposi<\/em>, testo epocale, tutt\u2019ora completamente ignorato e marginalizzato a certa letteratura minore. Basta leggere i primi tre capitoli per capire che\u00a0<strong>nelle\u00a0<em>Confessioni\u00a0<\/em>c\u2019\u00e8 tutto<\/strong>: la storia, la Provvidenza, l\u2019ironia, la grande lingua letteraria (in questo caso il veneto come alternativa al toscanismo imperante) e quella Pisana (l\u2019anti-Lucia), figura femminile che non ha eguali davvero nella letteratura europea. Scrive Nievo, tra il 1857 e il 1858, nelle\u00a0<em>Confessioni<\/em>, queste parole, e\u00a0<strong>sembra che parli davvero di noi<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00c8 segno che tutti si rassegnano a pigliar le cose come stanno; contenti di salvar la decenza colla furberia della gatta che copre di terra le proprie immondizie [\u2026] La robustezza fisica, la costanza dei sentimenti, la chiarezza delle idee e la forza dei sacrifizi [\u2026] queste doti meravigliose, saldate per lunga consuetudine negli individui, e con essi portate a operare nella sfera sociale, tutti conoscono come potrebbero ingerminare, proteggere ed affrettare i migliori destini d\u2019un\u2019intera nazione. Invece i costumi sensuali, molli, scapestrati fanno che l\u2019animo non possa mai affidarsi di non essere svagato da qualche altissimo intento per altre basse ed indegne necessit\u00e0: il suo entusiasmo fittizio si svampa d\u2019un tratto o almeno diventa un\u2019altalena di sforzi e di cadute, di fatiche e di vergogne, di lavoro e di noie. L\u2019incancrenirsi di siffatti costumi sotto l\u2019orpello luccicante della nostra civilt\u00e0 \u00e8 la sola causa per cui la volont\u00e0 \u00e8 diventata aspirazione, i fatti parole, le parole chiacchiere; e la scienza si \u00e8 fatta utilitaria, la concordia impossibile, la coscienza venale, la vita vegetativa, noiosa, abbominevole.<\/p><\/blockquote>\n<p>E conclude:<\/p>\n<blockquote><p>Ora, quando sar\u00e0 bisogno che le forze si sieno quadruplicate, troverete in quella vece che la maggior parte si \u00e8 infiacchita, sviata, capovolta: e invece d\u2019aver fatto un passo innanzi l\u2019avr\u00e0 indietreggiato di due.<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-92299\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/cover.jpg\" alt=\"cover\" width=\"1500\" height=\"2396\" \/><\/p>\n<p>Sono parole dure e oneste dette da un italiano del secolo delle unioni, dei risorgimenti e dei moti. Ma non sono forse lo specchio del nostro\u00a0<em>disagio<\/em>\u00a0contemporaneo, per usare il recente termine di\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/tutto-e-perduto-disagio-intellettuale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Raffaele Alberto Ventura<\/a><\/strong>? Nievo \u00e8 qui agli esordi del suo romanzo. Sta descrivendo i temperamenti del suo protagonista quando, giovanissimo, egli conosce la Pisana e si trova a dover fronteggiare, in qualche strano modo, il turbinio sensuale e caratteriale della contessina, finendo in una riflessione sull\u2019infanzia e sull\u2019et\u00e0 adulta. Il monito \u00e8 questo:\u00a0<strong>quanto rischiamo di rammollirci senza la robustezza fisica<\/strong>, la costanza dei sentimenti e le chiare in testa!<\/p>\n<p>Ora, contravvenendo (ma non troppo) al canone giornalistico e parlando per me stesso, dico che non c\u2019\u00e8 persona pi\u00f9 lontana di chi sta scrivendo dal\u00a0<strong>bigottismo che le parole di Nievo\u00a0sembrano predicare<\/strong>, dall\u2019agone politico, dalle nostalgie patriottiche, dall\u2019ideale sociale e, soprattutto, dalla letteratura civile. Ho sempre amato le debolezze e le fragilit\u00e0, rifuggo il mito della forza e della virilit\u00e0, gli inni, le parate e le fanfare e, se sono particolarmente su di giri, persino l\u2019idea di nazione e di democrazia, soprattutto se \u00e8 quella degli\u00a0<em>italioti<\/em>\u00a0e non degli italiani come\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/storia\/giu-le-mani-da-antonio-gramsci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Gramsci<\/strong><\/a>. Dico di sforare\u00a0<em>non troppo<\/em>\u00a0perch\u00e9 \u00e8 il protagonista stesso delle\u00a0<em>Confessioni<\/em>\u00a0a sottolineare, parlando di s\u00e9:<\/p>\n<blockquote><p>Io non sono bigotto: e non predico pel puro bene delle anime.<\/p><\/blockquote>\n<p>E d\u2019altra parte io \u2013 solo con questa voce parlo \u2013 sono un esempio vivo, attivo e deluso delle generazioni post-postmoderne, che legge Nievo ma vede gli effetti freschi della liquidit\u00e0 di\u00a0<strong>Bauman<\/strong>; a cui suonano gi\u00e0 obsolete le isterie dell\u2019<em>Underworld\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>DeLillo<\/strong>; che ha vissuto il vuoto dei teatri elettronici nelle discoteche degli anni Zero; che ha visto manifestarsi la trasformazione in monadi sedute sui sedili dei bus e dei treni regionali di quelle giovani facce che\u00a0<em>scancellano<\/em>\u00a0la realt\u00e0 di chi gli sta intorno tramite strumenti di<strong>virtualizzazione di massa<\/strong>, le nuove tavolette greche\u00a0<em>touch screen<\/em>; che ha spento la televisione e ha acceso Instagram; che ha visto tornare in modo confusionario mode date per perse; che ha ascoltato i poemi canadesi di\u00a0<em>The Suburbs<\/em>\u00a0ed\u00a0<em>Everything now<\/em>; che sperimenta senza martirio gli esiti post-89 della monetizzazione senza fine del mondo, della riduzione di ci\u00f2 che rimane di autentico a giochi marionettistici della finanza globale.<\/p>\n<div id=\"attachment_92300\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92300\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Zygmunt_Bauman_fot._M._Oliva_Soto_6144135392.jpg\" alt=\"Zygmunt Bauman (1925\/2017)\" width=\"1152\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Zygmunt Bauman<br \/>\n(1925\/2017)<\/p>\n<\/div>\n<p>Leggo per\u00f2 oggi con deteriorato, godurioso (e forse un poco masochistico) piacere dei moniti di\u00a0<strong>Esiodo<\/strong>\u00a0nelle\u00a0<em>Opere e i giorni<\/em>, quando di fronte alla viziosit\u00e0 da bar del fratello, ludopatico, meschino, venale e amante delle chiacchiere politiche, tenta di riportarlo ai sani, duri e morigerati valori delle campagne greche del VII secolo, alle giornate campali trascorse in base ai ritmi stagionali, alla rinuncia alle banalit\u00e0 e alle inutilit\u00e0 della vita mondana. Dopo aver vissuto i nostri vuoti culti giovanili dell\u2019alcol e delle droghe leggere, ricordo che\u00a0<strong>Alessandro<\/strong>\u00a0alla mia et\u00e0 aveva in mano l\u2019impero pi\u00f9 grande del suo tempo, portato con la ferocia, la genialit\u00e0 militare e le lezioni di\u00a0<strong>Aristotele<\/strong>. E naturalmente, nella fiacchezza derivata dalle diete forzate che oggi sadicamente pratichiamo, rammento che quella di noi giovani \u00e8 gi\u00e0 avanzata et\u00e0 oplitica, in cui i robusti ragazzi greci che fossero in grado d\u2019acquistare armi vestivano, ai tempi dell\u2019Atene classica, belle e scomode armature di quaranta chili per scontrarsi in battaglie rapidissime e violentissime, con lo scopo difendere il\u00a0<em>d\u00e8mos<\/em>\u00a0e la propria faccia.<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 da correre troppo indietro con la fantasia. Basta pensare ai giovani rivoluzionari ai tempi dei giacobini, ma anche alla\u00a0<strong>dura educazione dei coetanei<\/strong>\u00a0che hanno avuto la sventura d\u2019essere giovani ai tempi della\u00a0<em>Hitlerjugend<\/em>, senza possibilit\u00e0 neanche di una denuncia Twitter. Che dire, all\u2019opposto del giovane hitleriano, del partigiano in carne ed ossa, sostituito nei ginnasi di dieci anni fa dallo studente che colmava spaventose ignoranze storiche e filosofiche su\u00a0<strong>Marx<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Gramsci<\/strong>\u00a0con occupazioni di aule, canapa,\u00a0<em>Bella ciao<\/em>\u00a0e santini russi, vestendo t-shirt fluo rappresentati l\u2019anarchico Bresci o Rimbaud?<\/p>\n<div id=\"attachment_92301\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92301\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Monumento_Bresci.jpg\" alt=\"Monumento a Gaetano Bresci\" width=\"1000\" height=\"1390\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Monumento a Gaetano Bresci<\/p>\n<\/div>\n<p>L\u2019utilizzo in questo senso della letteratura\u00a0<em>ribelle<\/em>\u00a0\u00e8 inquietante.\u00a0<strong>Rimbaud<\/strong>\u00a0da una parte, che alla nostra et\u00e0 aveva ultimato la sua (davvero) rivoluzionaria carriera poetica, ma anche\u00a0<strong>Bukowski<\/strong>, per i pi\u00f9 sofisticati\u00a0<strong>Henry Miller<\/strong>, inteso da chi teneva nella giacca l\u2019edizione economica di\u00a0<em>Opus pistorum<\/em>\u00a0come ribellione a un sistema marcio in nome di un\u2019idea di libert\u00e0 che altro non era che quella del libertinaggio. L\u2019avessero davvero voluta la libert\u00e0\u2026 O l\u2019avessero davvero odiata, s\u2019intende. Quale sistema poi si dice marcio se non si hanno nozioni hegeliane, se non si sanno collocare cronologicamente gli\u00a0<em>anni di piombo<\/em>\u00a0o criticare davvero, in senso storico e concettuale,\u00a0<strong>il fantasma dei fascismi<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0dei comunismi<\/strong>?<\/p>\n<p>Il percorso porta all\u2019esplodere di tutto quel palinsesto di voghe e costumi che in poco pi\u00f9 di un decennio ha davvero (s)figurato l\u2019immagine culturale della\u00a0<strong><em>generazione dei confusi<\/em><\/strong>, dal rovesciamento del mito della virilit\u00e0 maschile e della femminilit\u00e0 tradizionale all\u2019idolatria delle\u00a0<em>suffragette<\/em>\u00a0e delle barbe\u00a0<em>hipster<\/em>, dalla mancanza di identit\u00e0 a una sua isterica manifestazione con la fuga nella Siria dell\u2019ISIS di giovanissimi e giovanissime dalle\u00a0<em>banlieue<\/em>\u00a0parigine, in nome di una religione che non si predica davvero e con la bandiera dell\u2019odio verso l\u2019Occidente. Se negli anni Ottanta postrivoluzionari (e il post-68 \u00e8 davvero, checch\u00e9 se ne dica, il serbatoio di questa cultura) la moda\u00a0<em>new wave<\/em>\u00a0che portava\u00a0<strong>David Sylvian<\/strong>\u00a0a incipriarsi e ossigenarsi i capelli aveva un significato estetico di evidente seriet\u00e0, oggi la de-virilizzazione del maschio si traduce spesso in un\u00a0<strong>negazionismo del proprio sesso<\/strong>, in nome dell\u2019apertura a nuovi modi di accettare una sessualit\u00e0 espansa e spesso confusionaria o in difesa di un boldriniano culto della donna che finisce col privare, paradossalmente, la donna stessa di una qualche forma di identit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_92303\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92303\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Conchita_Wurst_ESC2014_Meet__Greet_16.jpg\" alt=\"Thomas Neuwirth, meglio conosciuto come Conchita Wurst\" width=\"2000\" height=\"1335\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Thomas Neuwirth, meglio conosciuto come Conchita Wurst<\/p>\n<\/div>\n<p>Inserisco di tutto in questo pasticcio, \u00e8 vero\u2026 Dico per\u00f2 che pi\u00f9 che il sintomo di una mentalit\u00e0, questo \u00e8 il segno della confusione, del\u00a0<em>pigliar le cose<\/em>, come diceva\u00a0<strong>Nievo<\/strong>, casualmente, senza ragionare, senza tentare una schematizzazione, perch\u00e9 lo schema (anche se non ce n\u2019\u00e8 uno) \u00e8 proprio ci\u00f2 che si combatte, che si vuole evitare, che esiste, seppure fantasma, solo se combattuto, come combattuto. Rabbrividisco a pensare che questa \u00e8 una societ\u00e0 sradicata dal passato e proiettata verso un futuro continuamente nominato e mai realizzato, nel limbo del ricorso alla\u00a0<strong>sacra dea Pfizer<\/strong>\u00a0come cura per la semplice ansia degli esami universitari, per l\u2019impossibilit\u00e0 di trovare lavoro e la necessit\u00e0 di averne uno, per l\u2019angoscia di girare per strada in isolamento\u00a0<em>bluetooth<\/em>, per l\u2019abuso di luci led.<strong>\u00a0C\u2019\u00e8 una pillola per tutto, d\u2019altra parte<\/strong>.<\/p>\n<p>Ce n\u2019\u00e8 una per chi ha avuto una delusione amorosa, ce n\u2019\u00e8 una per chi si sta laureando, ce n\u2019\u00e8 una per chi non \u00e8 consapevole dei propri affetti. Alcune sono in milligrammi, altri sotto forma di abbonamenti,\u00a0<em>emoji<\/em>\u00a0o filtri. Ma gli autoscatti di oggi sono scatti senza soggetto, il soggetto \u00e8 un soggetto senza padre n\u00e9 madre. E pensare che un tempo, nella stessa Europa delle ratificazioni Apple,\u00a0<strong>non c\u2019erano benzodiazepine per i ragazzi<\/strong>mutilati dalla guerra fatta, come diceva Trilussa, per\u00a0<em>un matto che comanna<\/em>, o per chi vedeva i propri morire di peste per strada (nonostante non rischiasse terribili autismi tramite vaccinazioni).<\/p>\n<div id=\"attachment_92302\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-92302\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/the-day-after.jpg\" alt=\"Il giorno dopo - Edvard Munch (1895)\" width=\"900\" height=\"669\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il giorno dopo \u2013 Edvard Munch (1895)<\/p>\n<\/div>\n<p>Penso a tutto questo e mi stupisco di quanto mediocre mi sarebbe suonato solo vent\u2019anni fa. Davvero dobbiamo recuperare certi miti che davamo come superati? \u00c8 con questa domanda che si comprende l\u2019esito dell\u2019eccessiva tangente presa dal processo dei decostruzionismi novecenteschi, della demoralizzazione di<strong>costumi troppo opprimenti<\/strong>, delle ribellioni belle e buone. Dovrebbero distribuire gratuitamente la\u00a0<em>Retorica<\/em>\u00a0di Aristotele negli asili nido.<em>\u00a0I fatti diventano parole, le parole chiacchiere<\/em>. Tutto in nome della societ\u00e0 \u2013 parola antidiluviana \u2013 degli altari atei (<em>non \u00e8 questo il secolo de\u2019 cilici<\/em>), della contemporaneit\u00e0 nemmeno pi\u00f9 liquida,\u00a0<em>aeriforme<\/em>, in cui nulla si ha da amare n\u00e9 da odiare, oltre qualsiasi avanguardia che si voglia sperimentale e oltre ogni classicismo.\u00a0<strong>Ribellione non ce n\u2019\u00e8, restaurazioni nemmeno<\/strong>. La dignit\u00e0 di chi si diceva idealista scompare, la forza di chi si voleva antidealista svanisce,\u00a0<em>la volont\u00e0 \u00e8 diventata aspirazione<\/em>.\u00a0<strong>Un gruppo di rammolliti terrorizzati<\/strong>. Forse allora il vuoto di verit\u00e0 (non sono d\u2019altra parte questi gli anni in cui ci si vuole re-interrogare sul senso della verit\u00e0 o della post-verit\u00e0?) \u00e8 davvero peggiore di una verit\u00e0 scomoda. Leggo con penoso godimento Esiodo e Nievo e forse \u2013 altrimenti, altrove \u2013 nemmeno lo farei.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/disagio-societa-occidentale\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/disagio-societa-occidentale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Montefameglio) Ribellione non ce n\u2019\u00e8, restaurazioni nemmeno. 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