{"id":36423,"date":"2017-11-22T10:37:26","date_gmt":"2017-11-22T09:37:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36423"},"modified":"2017-11-21T22:28:45","modified_gmt":"2017-11-21T21:28:45","slug":"ostia-anno-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36423","title":{"rendered":"Ostia anno zero"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Flaminia Camilletti)<\/strong><\/p>\n<p>Ne raccontava Pasolini del\u00a0<strong>degrado di Ostia<\/strong>, per poi morirci in quel misterioso 2 Novembre del 1975. Due bimbetti, la campagna del litorale, la pecorella Rosina legata ad un palo e ritrovata morta, fatta fuori per la cena. Una sceneggiatura cruda che tratta della\u00a0<strong>miseria pi\u00f9 vera<\/strong>, di due fratelli che finiscono ad ammazzare il padre ubriacone\u00a0per poi uccidersi a causa della gelosia per una donna.\u00a0<strong>Furtarelli e miseria<\/strong>. Ostia era cos\u00ec, prima dell\u2019eroina, prima della mafia e prima degli Spada. Il litorale di Roma era questo. Era cos\u00ec, per una precisa volont\u00e0. La Mafia arriva sempre dove lo Stato vuole che arrivi.<\/p>\n<p>Negli\u00a0<strong>anni trenta<\/strong>\u00a0Ostia aveva un mare pulito, le famiglie romane ci si bagnavano e ci si passava l\u2019estate. Poi ci fu la guerra e in seguito nulla fu pi\u00f9 come prima. Ostia e le sue campagne erano state\u00a0<strong>prese di mira<\/strong>\u00a0da quelli che poi passarono alla storia come i\u00a0<strong>palazzinari di Roma<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/D_LTJ-Ptn1M?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p>Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta la cementificazione compatta di Ostia Ponente vede la creazione di\u00a0<strong>anonimi blocchi<\/strong>\u00a0di edilizia economica e popolare e la proliferazione di edificazioni abusive nell\u2019entroterra. Cemento, ma anche sabbia, con questa miscela furono costruite palazzine che oggi rischiano di crollare una ad una. A cominciare da quelle di\u00a0<strong>Armellini<\/strong>, geometra e costruttore, scatenato e spericolato durante il boom economico getta letteralmente le fondamenta di quello che \u00e8 destinato a diventare un\u00a0<strong>impero immobiliare<\/strong>. Edifica in fretta e furia migliaia di appartamenti spesso con materiali di provenienza dubbia e al limite della legalit\u00e0.<\/p>\n<p>Lui \u00e8 morto, annegato nel 1993 a causa di un arresto cardiaco, le sue\u00a0<strong>case \u201cdi ricotta\u201d<\/strong>\u00a0come le chiamano tutt\u2019oggi, sono ancora l\u00ec. Brutte e traballanti. Armellini era il tipo da realizzare un palazzone di nove piani in via Mantegna a Tor Marancia senza avere autorizzazioni, tanto poi con una semplice multa salata passava tutto. Non solo Armellini, tanti sono i costruttori ad aver\u00a0<strong>speculato su Ostia<\/strong>\u00a0creando delle vere e proprie favelas all\u2019interno delle quali tra miseria e degrado, abbandonati da tutti, i clan cominciarono a formarsi. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi poi se delinquenza e malaffare si siano mischiati alla politica, a Ostia come in altre periferie romane che hanno subito la stessa\u00a0<strong>cementificazione senza scrupoli<\/strong>. Tor Sapienza, San Basilio, Roma 70, sono tantissime le periferie di Roma abbandonate ad una criminalit\u00e0 nata tra le mura di cemento alzate dai costruttori senza scrupoli negli anni sessanta.<\/p>\n<p>I giornalisti parlano e scrivono dei clan, di Casapound e di tutti quei fatti che distolgono gli occhi da quella che \u00e8 la\u00a0<strong>vera realt\u00e0<\/strong>: gli artefici del declino di Ostia non sono n\u00e9 i fascisti del terzo millennio, n\u00e9 i clan mafiosi. Quelli, casomai, sono il frutto di un processo avviato da persone che oggi sono a capo di imperi editoriali, televisioni, sono politici di alto rango e miliardari finanziatori di campagne elettorali.\u00a0<strong>Tutti seduti ai posti di potere<\/strong>, a capo di un Paese che sta sempre pi\u00f9 affondando con un\u2019opinione pubblica che mentre si intrattiene guardando Suburra e Gomorra, continua a credere sia tutta colpa dei fascisti.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/ostia-anno-zero\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/ostia-anno-zero\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Flaminia Camilletti) Ne raccontava Pasolini del\u00a0degrado di Ostia, per poi morirci in quel misterioso 2 Novembre del 1975. Due bimbetti, la campagna del litorale, la pecorella Rosina legata ad un palo e ritrovata morta, fatta fuori per la cena. 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