{"id":36445,"date":"2017-11-23T10:06:49","date_gmt":"2017-11-23T09:06:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36445"},"modified":"2017-11-22T22:07:57","modified_gmt":"2017-11-22T21:07:57","slug":"le-purghe-di-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36445","title":{"rendered":"Le purghe di Erdogan"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Stefano Piazza)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo il referendum costituzionale dell\u2019aprile scorso, la\u00a0<strong>Turchia<\/strong>\u00a0del presidente\u00a0<strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong>\u00a0sta assumendo in modo sempre pi\u00f9 evidente le sembianze di uno Stato autoritario. La consultazione popolare tenutasi il 16 aprile ha approvato, seppur con uno scarto minimo e fondati sospetti di brogli, 18 emendamenti alla\u00a0Costituzione proposti dal partito\u00a0islamico-conservatore\u00a0al governo\u00a0AKP\u00a0(Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) in accordo con il partito di\u00a0estrema destra\u00a0MHP\u00a0(Partito del Movimento Nazionalista). Forte del consenso della maggioranza del popolo, Erdogan ha cos\u00ec potuto stringere il Paese nella sua morsa, annientando ogni forma di opposizione con raid sistematici delle forze di polizia e con la tacita connivenza del potere giudiziario. Il tutto nel silenzio pressoch\u00e9 generale dei Paesi membri dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima settimana di ottobre, secondo il ministero degli Interni turco sono state\u00a0<strong>arrestate altre 1.256 persone<\/strong>: 759 erano sospettate di avere legami con l\u2019influente imam Fethullah Gulen, esule negli USA dal 1999 e accusato di essere l\u2019artefice del colpo di stato del luglio 2016; 283 perch\u00e9 ritenute affiliate a cellule dello Stato Islamico; 199 in operazioni contro il\u00a0<strong>PKK curdo<\/strong>\u00a0(Partito dei Lavoratori del Kurdistan) nel sud della Turchia. In quest\u2019ultimo blitz sono stati uccisi 19 combattenti e arrestati anche una ventina di militanti dell\u2019estrema sinistra.<\/p>\n<p>Altre operazioni ci sono state nel mese di novembre con un centinaio di arresti di\u00a0<strong>fiancheggiatori dell\u2019ISIS<\/strong>, bloccati prima di entrare in Siria. \u00c8 una versione che per\u00f2 lascia perplessi: dove volevano andare in realt\u00e0 questi presunti jihadisti, considerato che lo Stato Islamico in Siria non esiste ormai pi\u00f9 come entit\u00e0 statuale?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Nel mirino oppositori e giornalisti<\/h3>\n<p>Ad attirare l\u2019attenzione \u00e8 stata per\u00f2 anche un\u2019altra operazione che, negli stessi giorni, ha visto la polizia turca entrare in azione in 24 province tra cui Ankara e Smirne. La procura di Istanbul ha firmato oltre 150 mandati d\u2019arresto per i dipendenti della\u00a0<strong>holding\u00a0<em>Kaynak<\/em><\/strong>\u00a0che opera in vari settori: dai media all\u2019educazione, dai servizi logistici al turismo. Tutti gli accusati devono rispondere di \u00absospetti legami\u00bb con la FET\u00d6 (Fethullahist Terror Organization), organizzazione terroristica direttamente collegata secondo il governo turco a Gulen. Il blitz ha portato all\u2019arresto, tra gli altri, di alcuni avvocati e di membri del Partito Socialista turco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_73309\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-73309 size-full\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oltrefrontiera_Gulen.jpg\" alt=\"Gulen\" width=\"1280\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">L\u2019imam Fethullah Gulen, accusato da Erdogan di essere il mandante del golpe del luglio 2016<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questi numeri vanno a sommarsi alle migliaia di arresti ordinati da Erdogan negli ultimi anni. Bastano poche cifre per capire perch\u00e9 parlare di purghe in Turchia oggi non \u00e8 affatto un\u2019esagerazione: 155 giornalisti detenuti nelle carceri, un record mondiale; 19 testate giornalistiche chiuse; 550 aziende nazionalizzate o chiuse; 19 sindacati e centinaia di altre associazioni messi al bando; 130mila dipendenti pubblici licenziati; 55mila persone a cui \u00e8 stato ritirato il passaporto.<\/p>\n<p>Il pugno di ferro del presidente ha trasformato la Turchia in un regime che non ammette alcuna opposizione o critica. Chiunque provi a opporsi a Erdogan, o tenti di rivelare la natura degli affari illeciti che coinvolgono la sua \u201ccorte\u201d fatta di amici e parenti, finisce in galera per poi essere giudicato dai tribunali che allestiscono autentici \u201cprocessi farsa\u201d comminando pesantissime condanne da scontare nelle terribili carceri sparse per il Paese, ben descritte nel libro\u00a0<em>Arrestati<\/em>\u00a0del giornalista\u00a0<strong>Can D\u00fcndar<\/strong>. L\u2019ex direttore del quotidiano\u00a0<em>Cumhuriyet<\/em>, uno dei pi\u00f9 noti e apprezzati giornalisti turchi, \u00e8 stato arrestato e incarcerato insieme al collega Erdem G\u00fcl per poi essere liberato il 26 febbraio del 2016 in seguito al pronunciamento della Corte costituzionale. Oggi, non potendo pi\u00f9 svolgere la sua professione, vive in Germania come la maggior parte degli oppositori del governo di Ankara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Le indagini dei servizi segreti turchi in Europa<\/h3>\n<p>Ma le purghe di Erdogan si estendono anche in Germania, dove cento tra intellettuali e accademici di origine turca sono accusati di \u00ab<em>propaganda a fini terroristici<\/em>\u00bb. Accuse contenute nei dossier preparati degli uomini dei servizi segreti turchi del\u00a0<strong>MIT (Mill\u00ee \u0130stihbarat Te\u015fkil\u00e2t\u0131)<\/strong>\u00a0presenti in gran numero in tutto il continente europeo, oppure dagli imam \u201cspioni\u201d che riferiscono direttamente al ministero del Culto turco\u00a0<strong><em>Dyanet<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Tra le alte professionalit\u00e0 considerate \u201csovversive\u201d da Ankara ci sono il sociologo Muzaffer Kaya, che insegna all\u2019Universit\u00e0 di Berlino, e il giurista Zeynep K\u0131v\u0131lc\u0131m, membro dell\u2019Institute for Advanced Study. Entrambi sono tra coloro che un anno fa hanno firmato l\u2019\u201cappello per la pace in Turchia\u201d.\u00a0Nel documento, i firmatari denunciavano \u00ab<em>la repressione esercitata dalle forze di sicurezza turche nelle aree curde alla fine del\u00a02015 utilizzando politiche di\u00a0sterminio e di espulsione<\/em>\u00bb, promettendo che\u00a0\u00ab<em>noi, gli accademici e gli scienziati di questo paese, non parteciperemo a questo delitto<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La riposta di Ankara, come era prevedibile, non si \u00e8 fatta attendere. I firmatari sono stati subito accusati di \u00ab<em>propaganda per l\u2019organizzazione terroristica PKK<\/em>\u00bb. Ecco come Erdogan sta dando la caccia ai suoi oppositori in Europa. E c\u2019\u00e8 da scommettere che non si fermer\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/turchia-erdogan-purghe-oppositori\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/turchia-erdogan-purghe-oppositori\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Stefano Piazza) Dopo il referendum costituzionale dell\u2019aprile scorso, la\u00a0Turchia\u00a0del presidente\u00a0Recep Tayyip Erdogan\u00a0sta assumendo in modo sempre pi\u00f9 evidente le sembianze di uno Stato autoritario. La consultazione popolare tenutasi il 16 aprile ha approvato, seppur con uno scarto minimo e fondati sospetti di brogli, 18 emendamenti alla\u00a0Costituzione proposti dal partito\u00a0islamico-conservatore\u00a0al governo\u00a0AKP\u00a0(Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) in accordo con il partito di\u00a0estrema destra\u00a0MHP\u00a0(Partito del Movimento Nazionalista). 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