{"id":36447,"date":"2017-11-23T09:54:48","date_gmt":"2017-11-23T08:54:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36447"},"modified":"2017-11-22T22:16:45","modified_gmt":"2017-11-22T21:16:45","slug":"uno-studio-del-pentagono-dichiara-che-limpero-americano-e-al-collasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=36447","title":{"rendered":"Uno studio del Pentagono dichiara che l\u2019impero americano \u00e8 &#8216;al collasso&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> COME DON CHISCIOTTE (Nafeez Ahmed)<\/strong><\/p>\n<p><em>medium.com<\/em><\/p>\n<p><strong>Nel primo\u00a0<\/strong>[articolo \u2013 aggiunta del traduttore]<strong>\u00a0di una serie, riportiamo nuove prove sbalorditive che il Dipartimento della Difesa degli USA si sta rendendo conto del declino del primato americano e della rapida dissoluzione dell\u2019ordine internazionale, creato dal potere statunitense dopo la Seconda Guerra Mondiale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma l\u2019idea del Pentagono che emerge riguardo a ci\u00f2 che verr\u00e0 dopo, ispira fiducia a fatica. In questa visione scomponiamo sia le intuizioni che i vizi di percezione\u00a0<\/strong>[che stanno alla base \u2013 aggiunta del traduttore]<strong>. Nei prossimi articoli porremo le domande: Cosa sta determinando davvero la fine dell\u2019impero americano? E sulla base di quella diagnosi pi\u00f9 accurata del problema, qual \u00e8 la vera soluzione?<\/strong><\/p>\n<p>Un\u00a0<a href=\"https:\/\/ssi.armywarcollege.edu\/pubs\/display.cfm?pubID=1358\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nuovo studio straordinario<\/a>\u00a0del Pentagono ha concluso che l\u2019ordine internazionale, sostenuto dagli USA, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, si sta \u201clogorando\u201d e pu\u00f2 anche \u201ccollassare\u201d, portando gli Stati Uniti a perdere la propria posizione di \u201cprimato\u201d negli affari del mondo.<\/p>\n<p>La soluzione proposta per proteggere il potere statunitense, in questo nuovo ambiente \u201cpost-primato\u201d, \u00e8 tuttavia sempre la stessa: pi\u00f9 sorveglianza, pi\u00f9 propaganda (\u201cmanipolazione strategica delle percezioni\u201d) e pi\u00f9 espansionismo militare.<\/p>\n<p>Il documento conclude che il mondo \u00e8 entrato essenzialmente in una nuova fase di trasformazione, nella quale il potere statunitense \u00e8 in declino, l\u2019ordine internazionale \u00e8 in dissoluzione e l\u2019autorit\u00e0 dei governi in tutto il mondo va in frantumi.<\/p>\n<p>Dopo aver perso lo status di \u201cpreminenza\u201ddel passato, gli Stati Uniti ora vivono nel mondo pericoloso e imprevedibile del \u201cpost-primato\u201d, il cui carattere distintivo \u00e8 la \u201cresistenza all\u2019autorit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il pericolo non viene solo da grandi potenze rivali come Russia e Cina, entrambe rappresentate come minacce in rapida affermazione per gli interessi americani, ma anche dall\u2019aumento del rischio di eventi in stile \u201cPrimavera Araba\u201d. Essi non scoppieranno solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo, minando potenzialmente nei governi in carica la fiducia nell\u2019immediato futuro.<\/p>\n<p>Il rapporto, basato su un processo di ricerca intensivo della durata di un anno che ha previsto la consultazione con le agenzie chiave del Dipartimento della Difesa e dell\u2019Esercito degli Stati Uniti, richiede al governo degli Stati Uniti di investire in maggiore sorveglianza, in migliore propaganda, per mezzo della \u201cmanipolazione strategica\u201d dell\u2019opinione pubblica, e in una \u201cpi\u00f9 ampia e condiscendente\u201d forza militare statunitense.<\/p>\n<p>Il rapporto \u00e8 stato pubblicato a giugno dall\u2019 U.S. Army War College\u2019s Strategic Studies Institute per valutare l\u2019approccio del DoD nell\u2019accertamento dei rischi, a tutti i livelli, della pianificazione politica del Pentagono. Lo studio \u00e8 stato sostenuto e sponsorizzato dall\u2019 U.S. Army\u2019s Strategic Plans and Policy Directorate; dal Joint Staff J5 (Sezione Strategia e Politica); dall\u2019 Office of the Deputy Secretary of Defense for Strategy and Force Develop\u00adment; e dall\u2019Army Study Program Management Office.<\/p>\n<p><strong>Collasso<\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto lamenta il fatto che \u201cMentre gli USA rimangono, a livello globale, un gigante politico, economico e militare, non godono pi\u00f9 di una posizione inattaccabile rispetto ai concorrenti dello Stato\u201d.<\/p>\n<p><em>\u201cIn breve, lo\u00a0<\/em>status quo<em>\u00a0ordito e favorito dagli strateghi americani dopo la Seconda Guerra Mondiale, e che da decenni \u00e8 stato il fattore principale e\u00a0<\/em><em>\u2018vitale\u2019 per\u00a0<\/em><em>il DoD, non si sta solo sfaldando, ma pu\u00f2 infatti collassare.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Lo studio descrive la natura essenzialmente imperiale di quest\u2019ordine, sorretto dall\u2019egemonia americana, con gli Stati Uniti e gli alleati che \u201cdettano\u201d parola per parola le condizioni per promuovere i propri interessi:<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019ordine e le sue parti costituenti, emerse dalla Seconda Guerra Mondiale, sono stati trasformati in un sistema unipolare con il crollo dell\u2019Unione Sovietica e da allora sono stati dominati, in linea di massima, dagli Stati Uniti e dai suoi pi\u00f9 importanti alleati, occidentali e asiatici. Il collettivo delle forze dello status quo si sente a proprio agio nel ruolo dominante, dettando i termini delle conseguenze in ambito di sicurezza internazionale, e resiste alla progressiva affermazione di centri rivali di potere e autorit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ma \u00e8 finito il periodo in cui gli Stati Uniti e i suoi alleati potevano semplicemente ottenere ci\u00f2 che vogliono. Rilevando che i funzionari statunitensi \u201csentono intrinsecamente l\u2019obbligo di preservare la posizione globale degli Stati Uniti in un ordine internazionale favorevole\u201d, il rapporto conclude che questo \u201cordine mondiale basato su regole che gli Stati Uniti hanno costruito e sostenuto per 7 decenni sta subendo un\u2019enorme pressione\u201d.<\/p>\n<p>Il rapporto fornisce una dettagliata scomposizione del modo in cui il DoD percepisce che questo ordine si sta rapidamente dissolvendo, con il Pentagono che si muove sempre pi\u00f9 veloce rispetto agli eventi mondiali. Avvertendo che \u201cgli eventi globali avverranno pi\u00f9 velocemente rispetto a quanto il DoD sia attualmente dotato per la loro gestione\u201d, lo studio conclude che gli Stati Uniti \u201cnon possono pi\u00f9 contare sulla posizione inattaccabile di predominio, supremazia o preminenza che hanno goduto per i 20 anni e pi\u00f9, successivi alla caduta dell\u2019Unione Sovietica\u201d.<\/p>\n<p>Il potere degli Stati Uniti \u00e8 cos\u00ec indebolito, che non pu\u00f2 pi\u00f9 \u201cgenerare automaticamente una superiorit\u00e0 militare locale, coerente e sostenuta, da schierare in campo\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo il potere statunitense a essere in declino. Lo studio dell\u2019U.S. Army War College conclude che:<\/p>\n<p><em>\u201cTutti gli Stati e le strutture tradizionali dell\u2019autorit\u00e0 politica sono sotto pressione crescente, da parte di forze endogene ed esogene \u2026 La frattura del sistema globale post \u2013 Guerra Fredda \u00e8 accompagnata dallo sfilacciamento interno del tessuto politico, sociale ed economico di quasi tutti gli Stati\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ma, come riporta il documento, questo non dovrebbe essere considerato disfattismo, ma piuttosto un \u201ccampanello d\u2019allarme\u201d. Se non si fa nulla per adattarsi a quest\u2019ambiente \u201cpost-primato\u201d, la complessit\u00e0 e la velocit\u00e0 degli eventi mondiali \u201csi opporranno sempre pi\u00f9 alla strategia, alla pianificazione e alla valutazione di rischio delle norme e delle faziosit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Difendere lo status quo<\/strong><\/p>\n<p>Posizione preminente nell\u2019elenco delle forze che hanno buttato gi\u00f9 gli Stati Uniti dalla posizione di \u201cpreminenza\u201d globale, afferma il rapporto, \u00e8 ricoperta dal ruolo delle potenze concorrenti \u2013 i principali rivali come Russia e Cina, nonch\u00e9 figure di spicco pi\u00f9 modesto come Iran e Corea del Nord.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Il documento \u00e8 particolarmente schietto nel determinare perch\u00e9 gli Stati Uniti considerano minacce questi Paesi \u2013 non tanto a causa di questioni militari concrete o relative alla sicurezza, ma soprattutto perch\u00e9 il loro perseguimento dei legittimi interessi nazionali \u00e8 in s\u00e9 valutato dannoso per il predominio americano.<\/p>\n<p>Russia e Cina sono descritte come \u201cforze revisioniste\u201d che beneficiano dell\u2019ordine internazionale dominato dagli Stati Uniti, ma che osano \u201ccercare una nuova distribuzione di potere e autorit\u00e0, commisurata alla loro progressiva affermazione come rivali legittimi del predominio statunitense\u201d. Russia e Cina, dicono gli analisti, \u201csono impegnate in un programma, con il quale intendono dimostrare i limiti dell\u2019autorit\u00e0, della volont\u00e0, della portata, dell\u2019influenza e dell\u2019impatto degli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p>Il presupposto di questa conclusione \u00e8 che l\u2019ordine internazionale dello \u201cstatus quo\u201d, sostenuto dagli Stati Uniti, \u00e8 fondamentalmente \u201cfavorevole\u201d agli interessi degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Ogni impegno a vantaggio dell\u2019ordine globale opera \u201ca favore\u201d di chiunque altro venga per abitudine considerato una minaccia per il potere e gli interessi degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Russia e Cina quindi \u201ccercano di ridefinire la loro posizione nello status quo esistente secondo modalit\u00e0 che, almeno, creino circostanze pi\u00f9 favorevoli per il perseguimento dei loro obiettivi principali\u201d. A prima vista, in ci\u00f2 non sembra esserci niente di particolarmente grave. Quindi gli analisti sottolineano che \u201cuna prospettiva pi\u00f9 massimalista le vede perseguire vantaggio a spese dirette degli Stati Uniti e dei principali alleati occidentali e asiatici\u201d.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 evidente \u00e8 che nel documento viene dato poco spazio alla conferma del modo in cui Russia e Cina costituiscono una minaccia significativa per la sicurezza nazionale americana.<\/p>\n<p>La sfida principale \u00e8 che esse \u201cmirano alla ridefinizione dello status quo contemporaneo\u201d, facendo uso di tecniche di \u201czona grigia\u201d, che coinvolgono \u201cmezzi e metodi che vanno ben oltre la provocazione aperta o esplicita e il conflitto\u201d.<\/p>\n<p>Queste \u201cforme pi\u00f9 oscure e meno evidenti di aggressione su base statale\u201d, malgrado la mancanza di una vera violenza, sono condannate \u2013 ma poi, perdendo ogni senso di superiorit\u00e0 morale, lo studio del Pentagono perora che gli stessi Stati Uniti dovrebbero \u201crientrare in una zona grigia o ritirarsi\u201d, per garantire la loro influenza.<\/p>\n<p>Il documento espone anche le ragioni reali poich\u00e9 gli Stati Uniti sono ostili alle \u201cforze rivoluzionarie\u201d come Iran e Corea del Nord: costituiscono ostacoli fondamentali per l\u2019influenza imperiale degli Stati Uniti in quelle zone. Loro sono:<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 n\u00e9 soddisfatte dell\u2019ordine contemporaneo, n\u00e9 il suo prodotto \u2026 Come minimo, esse intendono distruggere la portata dell\u2019ordine guidato dagli Stati Uniti, in ci\u00f2 che percepiscono come loro legittima sfera d\u2019influenza. Sono anche decise a sostituire quest\u2019ordine a livello locale con nuove regole stabilite, dettate da loro\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Lungi dall\u2019impuntarsi, come il governo degli Stati Uniti fa ufficialmente, sul fatto che Iran e Corea del Nord rappresentano minacce nucleari, il documento insiste invece nel considerarle problematiche per l\u2019espansione dell\u2019ordine \u201ca guida americana\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perdere la guerra della propaganda<\/strong><\/p>\n<p>Nel mezzo della sfida rappresentata da questi poteri concorrenti, lo studio del Pentagono sottolinea la minaccia da parte di forze non statali che minano in modi diversi l\u2019ordine \u201ca guida americana\u201d, soprattutto tramite le informazioni.<\/p>\n<p>L\u2019\u201ciperconnessione e la trasformazione delle informazioni in arma, la disinformazione e la disaffezione\u201d, osserva il gruppo di studio, portano alla diffusione incontrollata delle informazioni. L\u2019esito \u00e8 che il Pentagono affronta \u201cl\u2019inevitabile eliminazione della segretezza e della sicurezza operativa\u201d.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019ampio accesso incontrollato alla tecnologia, che davvero ora \u00e8 dato per scontato, sta minacciando sempre pi\u00f9 i precedenti vantaggi delle intenzioni discrete, segrete o occulte, azioni o attivit\u00e0\u2026 Alla fine, i leader senior della difesa dovrebbero supporre che tutta l\u2019attivit\u00e0 connessa alla difesa, dai piccoli movimenti tattici alle grandi operazioni militari, avrebbero allora luogo completamente allo scoperto, da questo punto in avanti\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Questa rivoluzione delle informazioni, a sua volta, porta alla \u201cdisintegrazione generalizzata delle strutture tradizionali di autorit\u00e0 \u2026 alimentate e\/o accelerate dall\u2019iperconnessione e dall\u2019evidente decadimento e potenziale fallimento dello status quo post-Guerra Fredda\u201d.<\/p>\n<p><strong>Disordini civili<\/strong><\/p>\n<p>Evidenziando la minaccia rappresentata da gruppi come ISIS e al-Qaeda, lo studio mostra anche che \u201cl\u2019instabilit\u00e0 senza capo (ad esempio, la Primavera Araba)\u201d \u00e8 un importante fattore chiave di \u201cerosione generalizzata o dissoluzione delle strutture tradizionali di autorit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il documento accenna che \u00e8 probabile che tali disordini civili di popolo si affermino nelle patrie occidentali, inclusi gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><em>\u201cAd oggi, gli strateghi americani sono stati ossessionati da questa tendenza nel pi\u00f9 grande Medio Oriente. Tuttavia, le stesse forze in gioco in loco stanno analogamente erodendo la portata e l\u2019autorit\u00e0 dei governi di tutto il mondo \u2026 sarebbe imprudente non riconoscere che muteranno, diventeranno una metastasi e, nel tempo, si manifesteranno in modo diverso\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La patria statunitense \u00e8 segnalata come particolarmente vulnerabile al collasso delle \u201cstrutture d\u2019autorit\u00e0 tradizionale\u201d:<\/p>\n<p><em>\u201cGli Stati Uniti e la loro popolazione sono sempre pi\u00f9 esposti a danni ragguardevoli e all\u2019erosione della sicurezza da parte di individui e di piccoli gruppi di attori motivati, usando abilmente la convergenza dell\u2019iperconnessione, della paura e dell\u2019aumento della vulnerabilit\u00e0 per seminare disordine e incertezza. Questa forma di resistenza all\u2019autorit\u00e0 intensamente disorientante e scombussolante, giunge tramite violenza fisica, virtuale e psicologica e pu\u00f2 creare effetti che appaiono, in buona sostanza, sproporzionati rispetto all\u2019origine e alla dimensione fisica o grado del prossimo rischio o minaccia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Tuttavia, si riflette poco sul ruolo del governo degli stessi Stati Uniti nel sobillare una tale diffidenza endemica, per mezzo delle proprie linee di condotta politica.<\/p>\n<p><strong>Fatti sgradevoli<\/strong><\/p>\n<p>Tra i fattori chiave pi\u00f9 pericolosi di questo rischio di disordini civili e di destabilizzazione di massa, il documento asserisce che vi sono diverse categorie di fatto. Oltre all\u2019evidente \u201cfact-free\u201d, definita come informazioni che minano la \u201cverit\u00e0 oggettiva\u201d, le altre categorie comprendono\u00a0<em>verit\u00e0 reali<\/em>\u00a0che, tuttavia, sono danno per la reputazione mondiale dell\u2019America.<\/p>\n<p>Le informazioni \u201cfact-inconvenient\u201d consistono nell\u2019esposizione dei \u201cdettagli che, implicitamente, minano la legittima autorit\u00e0 ed erodono le relazioni tra i governi e governati\u201d \u2013 fatti, ad esempio, che rivelano quanto la politica di un governo \u00e8 corrotta, incompetente e non democratica.<\/p>\n<p>Le informazioni \u201cfact-perilous\u201d si riferiscono sostanzialmente a fughe di notizie inerenti la sicurezza nazionale, da parte di informatori quali Edward Snowden o Chelsea Manning, \u201cche svelano informazioni altamente classificate, sensibili o private che possono essere utilizzate per accelerare una perdita reale di vantaggio tattico, operativo o strategico.\u201d<\/p>\n<p>Le informazioni \u201cfact-toxic\u201d riguardano verit\u00e0 reali che, il documento recrimina, sono \u201cesposte in assenza di contesto\u201d per avvelenare \u201cla rilevanza del discorso politico\u201d. Tali informazioni sono considerate pi\u00f9 persuasive nell\u2019innescare insorgenze di disordini civili, perch\u00e9 ci\u00f2:<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 inevitabilmente indebolisce i fondamenti della sicurezza a livello internazionale, regionale, nazionale o personale. Infatti, le esposizioni fact-toxic sono le pi\u00f9 suscettibili a innescare insicurezza virale o contagiosa attraverso o all\u2019interno delle frontiere e tra un popolo e l\u2019altro o tra i popoli\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In breve, il gruppo di studio dell\u2019U.S. Army War College crede che la diffusione di \u2018fatti\u2019che sfidano la legittimit\u00e0 dell\u2019impero americano sia un importante fattore chiave del suo declino: non il comportamento effettivo dell\u2019impero, come mostrato da tali fatti.<\/p>\n<p><strong>Sorveglianza di massa e guerra psicologica<\/strong><\/p>\n<p>Lo studio del Pentagono propone quindi due soluzioni alla minaccia delle informazioni.<\/p>\n<p>La prima consiste nell\u2019utilizzare meglio le capacit\u00e0 di sorveglianza di massa degli Stati Uniti, che sono descritte come \u201cil complesso d\u2019intelligence pi\u00f9 grande e sofisticato e integrato al mondo\u201d. Gli Stati Uniti possono \u201cgenerare una visione pi\u00f9 rapida e pi\u00f9 affidabile rispetto alla capacit\u00e0 dei concorrenti, se optano in merito\u201d. Insieme alla loro \u201cimpertinente presenza militare e alla proiezione del potere\u201d, gli Stati Uniti si trovano in \u201cun\u2019invidiabile posizione di forza\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 presumibile, tuttavia, che il problema \u00e8 il fatto che gli Stati Uniti non usino completamente questa forza potenziale:<\/p>\n<p><em>\u201cQuella forza, per\u00f2, sar\u00e0 durevole solamente quanto la volont\u00e0 degli Stati Uniti di considerarla e di utilizzarla a proprio vantaggio. Nella misura in cui gli Stati Uniti e la propria iniziativa di difesa saranno la guida, altri seguiranno \u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il documento critica anche le strategie americane di concentrarsi troppo sul tentativo di difendersi contro gli sforzi stranieri di penetrare o perturbare l\u2019intelligence statunitense, a scapito dello \u201csfruttamento mirato della stessa architettura per la manipolazione strategica delle percezioni e la sua relativa influenza sui risultati della politica e della sicurezza.\u201d<\/p>\n<p>I funzionari del Pentagono pertanto devono semplicemente accettare che:<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 la patria degli Stati Uniti, i singoli cittadini americani, e l\u2019opinione pubblica e le percezioni statunitensi diventeranno sempre pi\u00f9 campi di battaglia\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Supremazia militare<\/strong><\/p>\n<p>Rimpiangendo la perdita del primato statunitense, il rapporto del Pentagono considera l\u2019espansione delle forze armate americane come unica opzione.<\/p>\n<p>Tuttavia non basta il consenso bipartisan sul suprematismo militare. Il documento richiede una forza militare cos\u00ec potente che possa salvaguardare la \u201cmassima libert\u00e0 d\u2019azione\u201d, e consentire agli Stati Uniti di \u201cdettare o mantenere una significativa influenza sui risultati nelle controversie internazionali\u201d.<\/p>\n<p>Ci si troverebbe in difficolt\u00e0 nel trovare, in qualsiasi documento dell\u2019Esercito degli Stati Uniti, una dichiarazione pi\u00f9 chiara dell\u2019intenzione imperiale:<\/p>\n<p><em>\u201cMentre, come regola, i leader americani di entrambi i partiti politici si sono costantemente impegnati a mantenere la superiorit\u00e0 militare statunitense su tutti i potenziali Stati rivali, la realt\u00e0 post-primato richiede una forza militare pi\u00f9 ampia e condiscendente che possa generare vantaggio e opzioni nella pi\u00f9 vasta gamma possibile di esigenze militari. Per la leadership politica degli Stati Uniti, il mantenimento del vantaggio militare preserva la massima libert\u00e0 d\u2019azione\u2026 Infine, consente a chi prende le decisioni a livello statunitense di avere la possibilit\u00e0 di dettare o detenere una significativa influenza sui risultati delle controversie internazionali, all\u2019ombra di una considerevole capacit\u00e0 militare statunitense e della promessa implicita di conseguenze inaccettabili, in caso si faccia uso di tale potenziale\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ancora una volta, il potere militare \u00e8 essenzialmente raffigurato come uno strumento in mano agli Stati Uniti per forzare, minacciare e persuadere altri Paesi a sottomettersi alle richieste degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il concetto stesso di \u02bddifesa\u02bc \u00e8 quindi riformato come capacit\u00e0 di utilizzare forze militari travolgenti per raggiungere i suoi scopi \u2013 tutto ci\u00f2 che mina questa capacit\u00e0 finisce per apparire automaticamente una minaccia che merita di essere attaccata.<\/p>\n<p><strong>Impero del capitale<\/strong><\/p>\n<p>Di conseguenza, un obiettivo fondamentale di questo espansionismo militare \u00e8 garantire che gli Stati Uniti e i suoi partner internazionali abbiano \u201caccesso senza ostacoli all\u2019aria, al mare, allo spazio, al cyberspazio e allo spettro elettromagnetico per assicurare la loro sicurezza e prosperit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa anche che gli Stati Uniti devono mantenere la possibilit\u00e0 di accesso fisico a qualsiasi zona vogliano, ogniqualvolta lovogliono:<\/p>\n<p><em>\u201cLa mancanza o le limitazioni alla capacit\u00e0 degli Stati Uniti di entrare e operare nelle zone chiave del mondo, ad esempio, minano sia la sicurezza degli Stati Uniti, sia quella dei partner\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Gli Stati Uniti devono quindi cercare di ridurre al minimo ogni \u201cinterruzione deliberata, malevola o accidentale all\u2019accesso ai beni comuni, alle zone critiche, alle risorse e ai mercati\u201d.<\/p>\n<p>Senza mai riferirsi direttamente al \u02bdcapitalismo\u02bc, il documento elimina ogni ambiguit\u00e0 su come il Pentagono consideri questa la nuova era di \u201cConflitto Persistente 2.0\u201d:<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 alcuni stanno combattendo la globalizzazione e la globalizzazione sta anche contrattaccando attivamente. Tutte queste forze, insieme, stanno lacerando il tessuto della sicurezza e dell\u2019amministrazione stabile alla quale tutti gli Stati aspirano e si affidano per la sopravvivenza\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Si tratta quindi di una guerra tra la globalizzazione capitalista condotta dagli Stati Uniti e coloro che resistono.<\/p>\n<p>E per vincerla, il documento avanza una combinazione di strategie: consolidare il complesso dell\u2019intelligence degli Stati Uniti e utilizzarlo pi\u00f9 spietatamente; intensificare la sorveglianza di massa e la propaganda per manipolare l\u2019opinione pubblica; espandere il potere militare statunitense per garantire l\u2019accesso a \u201czone strategiche, mercati e risorse\u201d.<\/p>\n<p>Ciononostante, l\u2019obiettivo \u00e8 nel complesso piuttosto modesto \u2013 per evitare che l\u2019ordine a guida\u00a0USA crolli ulteriormente:<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026. mentre lo status quo favorevole dominato dagli Stati Uniti \u00e8 sotto una forte pressione interna ed esterna, il potere americano adattato pu\u00f2 contribuire a scongiurare o addirittura ribaltare un palese fallimento nelle zone pi\u00f9 critiche\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La speranza \u00e8 che gli Stati Uniti siano in grado di modellare \u201cun ordine post-primato, a livello internazionale, ristrutturato e nondimeno ancora favorevole\u201d.<\/p>\n<p><strong>Narcisismo<\/strong><\/p>\n<p>Come tutte le pubblicazioni dell\u2019U.S. Army War College, il documento afferma che ci\u00f2 non rappresenta necessariamente la posizione ufficiale dell\u2019esercito degli Stati Uniti o del DoD. Mentre questa precisazione significa che i suoi risultati non possono essere presi per rappresentare formalmente il governo degli Stati Uniti, il documento riconosce anche che ci\u00f2 rappresenta \u201cla competenza collettiva\u201d dei numerosi funzionari interpellati.<\/p>\n<p>In questo senso, il documento \u00e8 una finestra di perspicacia unica all\u2019interno della mente del Pentagono, e su quanto sia veramente limitata, da fare imbarazzo, la sua portata cognitiva.<\/p>\n<p>E ci\u00f2, a sua volta, rivela non solo il perch\u00e9 l\u2019approccio del Pentagono \u00e8 destinato a peggiorare le cose, ma anche come potrebbe figurare un approccio alternativo pi\u00f9 produttivo.<\/p>\n<p>Avviato nel giugno 2016 e completato nell\u2019aprile 2017, il progetto di ricerca dell\u2019U.S. Army War College ha implicato una vasta consulenza con i funzionari del Pentagono, compresi i rappresentanti degli staff congiunti e di servizio, l\u2019Ufficio del Segretario alla Difesa (OSD \u2013 n.d.T. Office of the Secretary of Defense), l\u2019U.S. Central Command (USCENTCOM), dell\u2019U.S. Pacific Command (USPACOM), l\u2019U.S. North Command (USNORTHCOM), dell\u2019U.S. Special Operations Command (USSOCOM); l\u2019U.S. Forces, Japan (USFJ), la Defense Intelligence Agency (DIA), il Consiglio Nazionale di Intelligence, l\u2019U.S. Strategic Command (USSTRATCOM) e l\u2019U.S. Army Pacific (USPARPAC) e la Pacific Fleet [PACFLT].<\/p>\n<p>Il gruppo di studio ha anche interpellato un piccolo numero di think tank americani di convincimento alquanto neoconservatore: l\u2019American Enterprise Institute, il Center for Strategic and International Studies (CSIS), la RAND Corporation e l\u2019Institute for the Study of War.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi, dunque, che le sue conclusioni siano cos\u00ec prive di lungimiranza.<\/p>\n<p>Ma che altro vi aspettereste da un metodo di ricerca cos\u00ec profondamente narcisistico, che implica poco pi\u00f9 che il parlare a s\u00e8 stessi? Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi che le soluzioni offerte rappresentino una camera di risonanza con il bisogno di ampliare precisamente le stesse linee di condotta politica che hanno contribuito alla destabilizzazione del potere statunitense?<\/p>\n<p>La metodologia di ricerca riesce a ignorare sistematicamente le prove pi\u00f9 critiche che racchiudono i fattori chiave che minano il primato degli Stati Uniti: ad esempio, i processi biofisici del clima, dell\u2019energia e del disagio nell\u2019approvvigionamento alimentare dietro la Primavera Araba; la confluenza della violenza militare, degli interessi riguardanti i combustibili fossili e delle alleanze geopolitiche dietro l\u2019ascesa dell\u2019ISIS; o le fondamentali lagnanze che hanno determinato il degrado della fiducia nei confronti dei governi dopo il crollo finanziario del 2008 e il derivante periodo in corso, caratterizzato dal fallimento economico neoliberale.<\/p>\n<p>Un gran numero di dati dimostra che i rischi crescenti per il potere statunitense non hanno avuto causa esterna ad esso, ma dal modo stesso in cui ha operato. La decomposizione dell\u2019ordine internazionale a guida USA, da questa prospettiva, sta avvenendo come conseguenza diretta di difetti radicati nella struttura, nei valori e nell\u2019idea che \u00e8 alla base di quell\u2019ordine.<\/p>\n<p>In questo contesto, le conclusioni dello studio sono in misura minore il risultato dello stato attuale del mondo, rispetto alla modalit\u00e0 in cui il Pentagono considera s\u00e9 stesso e il mondo.<\/p>\n<p>Infatti, la cosa pi\u00f9 indicativa \u00e8 la totale impossibilit\u00e0 di riconoscere il ruolo del Pentagono stesso nel perseguire sistematicamente un\u2019ampia gamma di linee di condotta politica, durante il corso degli ultimi decenni, che hanno contribuito direttamente propria alla stessa instabilit\u00e0 dalla quale ora si vuole difendere.<\/p>\n<p>Il Pentagono si inquadra come entit\u00e0 al di fuori del tumulto hobbesiano che si proietta in maniera opportuna al mondo \u2013 il risultato \u00e8 un diniego imponente e conveniente di ogni senso di responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che accade nel mondo.<\/p>\n<p>In questo senso, il documento \u00e8 una valida illustrazione del fallimento autolimitativo degli approcci tradizionali di valutazione del rischio. Ci\u00f2 che occorre invece \u00e8 un approccio orientato ai metodi alla base della valutazione, non solo delle convinzioni interne al Pentagono sui fattori chiave del rischio, impegnandosi con prove scientifiche indipendenti sugli stessi per verificare la misura in cui tale credo sottost\u00e0 a un accertamento rigoroso.<\/p>\n<p><strong>Un tale approccio potrebbe aprire la porta a uno scenario molto diverso da quello indicato da questo documento \u2013 che sia basato sulla volont\u00e0 di guardarsi realmente allo specchio. E a sua volta potrebbe dischiudersi l\u2019opportunit\u00e0 per funzionari del Pentagono, di immaginare linee di condotta politica alternative con una reale possibilit\u00e0 di lavoro effettivo, piuttosto che avvalorare le stesse strategie fallite e stantie del passato.<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da stupirsi quindi che perfino l\u2019apparente convinzione del Pentagono, relativa all\u2019inesorabile declino del potere degli Stati Uniti, potrebbe ben essere eccessiva.<\/p>\n<p>Secondo il Dottor Sean Starrs del Center for International Studies del MIT, un vero quadro del potere statunitense non pu\u00f2 essere determinato esclusivamente da resoconti a livello nazionale. Dobbiamo volgere lo sguardo ai resoconti delle societ\u00e0 transnazionali.<\/p>\n<p>Starrs dimostra che le societ\u00e0 transnazionali americane sono molto pi\u00f9 potenti dei loro concorrenti. I suoi dati suggeriscono che il suprematismo economico americano rimane al suo massimo storico, e ancora incontrastato anche da un colosso economico come la Cina.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non necessariamente confuta l\u2019emergente riconoscimento del Pentagono che il potere imperiale americano affronti una nuova era di declino e instabilit\u00e0 senza precedenti.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 suggerisce proprio che la percezione del Pentagono della preminenza globale degli Stati Uniti, sia molto legata alla sua capacit\u00e0 di proiettare il capitalismo americano a livello mondiale.<\/p>\n<p>Dal momento che i rivali geopolitici si mobilitano contro la portata economica degli Stati Uniti, e quando emergono nuovi movimenti che essi sperano che compromettano \u201cl\u2019accesso senza impedimenti\u201d da parte degli Stati Uniti a risorse e mercati globali, \u00e8 chiaro che i funzionari del DoD percepiscono concorrenza o compromissione del capitalismo americano, come pericolo chiaro e attuale.<\/p>\n<p>Ma niente di addotto in questo documento contribuir\u00e0 effettivamente a rallentare il declino del potere statunitense.<\/p>\n<p>Al contrario, quanto indicato nello studio del Pentagono richiede proprio un\u2019intensificazione delle linee di condotta politica imperiale che il professor Johan Galtung, futurologo che ha preannunciato con precisione la scomparsa dell\u2019URSS, prevede che\u00a0<a href=\"https:\/\/motherboard.vice.com\/en_us\/article\/d7ykxx\/us-power-will-decline-under-trump-says-futurist-who-predicted-soviet-collapse\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">accelerer\u00e0<\/a>\u00a0il \u201ccrollo dell\u2019impero americano\u201d entro il 2020.<\/p>\n<p>Mentre ci si muove pi\u00f9 in profondit\u00e0 nell\u2019era \u201cpost-primato\u201d, la questione pi\u00f9 significativa per le persone, i governi, la societ\u00e0 civile e l\u2019industria \u00e8 questa: quando l\u2019impero cade e si dimena senza controllo, cosa verr\u00e0 dopo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quest\u2019articolo di INSURGE \u00e8 stato reso possibile per mezzo di crowdfunding: sostenete il giornalismo indipendente per i beni comuni globali, anche solo 1 dollaro al mese, per mezzo di www.patreon.com\/nafeez<\/em><\/p>\n<p><em>Il Dr. Nafeez Ahmed \u00e8 un giornalista investigativo che \u00e8 stato premiato per i suoi 16 anni di lavoro ed \u00e8 creatore di INSURGEINTELLIGENCE, un progetto di giornalismo investigativo per l\u2019interesse pubblico basato su crowdfunding. \u00c8 editorialista di \u2018System Shift\u2019 su Motherboard di VICE.<\/em><\/p>\n<p><em>Il suo lavoro \u00e8 stato pubblicato su The Guardian, VICE, Independent on Sunday, The Independent, The Scotsman, Sydney MorningHerald, The Age, Foreign Policy, The Atlantic, Quartz, New York Observer, The New Statesman, Prospect, Le Monde diplomatique, Raw Story, New Internationalist, Huffington Post UK, Al-ArabiyaEnglish, AlterNet, Ecologist e Asia Times, e non solo l\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Nafeez \u00e8 apparso due volte nell\u2019elenco \u201cTop 1.000\u201d delle persone pi\u00f9 influenti di Londra, pubblicato dall\u2019Evening Standard.<\/em><\/p>\n<p><em>Il suo ultimo libro,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.springer.com\/gp\/book\/9783319478142\">Failing States, Collapsing Systems: BioPhysical Triggers of Political Violence<\/a>\u00a0(Springer, 2017) \u00e8 uno studio scientifico su come il clima, l\u2019energia, il cibo e le crisi economiche stanno determinando il fallimento degli Stati in tutto il mondo.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/medium.com\/insurge-intelligence\/pentagon-study-declares-american-empire-is-collapsing-746754cdaebf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Quest\u2019articolo<\/a>\u00a0\u00e8 stato modificato il 19 luglio 2017, per cambiare il riferimento in merito all\u2019informatore \u201cBradley Manning\u201d in \u201cChelsea Manning\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE: medium.com<\/p>\n<p>LINK:\u00a0https:\/\/medium.com\/insurge-intelligence\/pentagon-study-declares-american-empire-is-collapsing-746754cdaebf<\/p>\n<p>19.07.2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Traduzione per www.comedonchisciotte.org\u00a0a cura di NICKAL88<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/comedonchisciotte.org\/uno-studio-del-pentagono-dichiara-che-limpero-americano-e-al-collasso\/\">https:\/\/comedonchisciotte.org\/uno-studio-del-pentagono-dichiara-che-limpero-americano-e-al-collasso\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COME DON CHISCIOTTE (Nafeez Ahmed) medium.com Nel primo\u00a0[articolo \u2013 aggiunta del traduttore]\u00a0di una serie, riportiamo nuove prove sbalorditive che il Dipartimento della Difesa degli USA si sta rendendo conto del declino del primato americano e della rapida dissoluzione dell\u2019ordine internazionale, creato dal potere statunitense dopo la Seconda Guerra Mondiale. 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